USA: ora i militari possono distruggere i droni che considerano una minaccia

di
Il Pentagono ha approvato un nuovo regolamento interno che permette ai militari USA di prendere ogni misura che ritengano necessaria per fermare un drone ritenuto pericoloso. Le misure includono la possibilità di disattivare, tracciare e distruggere i droni sospetti.

"Le nuove linee guida garantiscono ai militari la possibilità di intraprendere azioni per fermare questo tipo di minaccia –ha spiegato il portavoce del Pentagono, Jeff Davis–, inclusa la possibilità di disattivarli e distruggerli".

Il come una base militare deciderà di rispondere ad un drone beccato in volo a distanza troppo ravvicinata dipenderà caso per caso a seconda delle circostanze. Gli USA si stanno dando gran da fare per limitare i possibili danni che i droni possono creare, siano questi collaterali o intenzionali.

Le basi militari sono considerate da anni no-fly zone, così come gli stadi, i parchi nazionali e tutti ciò che sia nel raggio di 5 miglia dagli aeroporti. 15 se l'aeroporto in questione è il Reagan National Airport.

Questa nuova "licenza di uccidere (droni)" riguarderà 133 strutture militari diffuse in tutto il territorio federale degli Stati Uniti.

Gli USA non sono gli unici a prendere in considerazione l'idea di porre serie limitazioni ai piccoli quadrorotori che tanto stanno spopolando negli ultimi anni: il Regno Unito, di recente, ha adottato quelle che verosimilmente sono le norme più stringenti in materia, imponendo che i piloti di droni siano registrati e valutando la possibilità di misure restrittive di geo-fence.