Vodafone si schiera contro le fake news e l'hate speech

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Vodafone annuncia oggi nuove regole contro le fake news e l’hate speech, per evitare che i propri annunci pubblicitari compaiano all’interno di media digitali, il cui principale obiettivo è la diffusione e la condivisione di tali contenuti.

Le nuove regole – che sono già in vigore – comprendono la definizione di hate speech e di fake news, per stabilire se un particolare media digitale possa o meno ospitare una pubblicità di Vodafone, senza però incidere sul suo accesso alla rete. Le nuove norme contro le fake news e l’hate speech, seguono un approccio basato su una whitelist attraverso un sistema di controllo implementato dal network globale di agenzie pubblicitarie di Vodafone (guidate da WPP), da Google e da Facebook. Tali controlli garantiscono che le pubblicità di Vodafone compaiano solo all’interno di media digitali non focalizzati su contenuti dannosi.
Questo monitoraggio sarà rivisto regolarmente da Vodafone e dal network globale delle sue agenzie pubblicitarie, per garantire che la selezione dei media da inserire nella whitelist sia appropriata, né troppo ampia, né troppo ristretta.
Le nuove regole sono le seguenti:
"Vodafone, eventuali terzi che agiscano per suo conto e i suoi fornitori di piattaforme pubblicitarie (compresi, ma non limitati a Google e Facebook) devono adottare tutte le misure necessarie a garantire che le pubblicità di Vodafone non compaiano all’interno di media digitali che promuovono l’istigazione all’odio e le fake news. Definiamo queste ultime come organi di stampa il cui scopo principale è la diffusione di contenuti che:

  • degradano deliberatamente le donne o minoranze vulnerabili (hate speech); o
  • presentano come basate sui fatti (quindi non satira o opinioni), notizie che non hanno alcuna fonte primaria attendibile (o che si basano su un’attribuzione fraudolenta ad una fonte primaria), ovvero quelle che una persona ragionevole riterrebbe come deliberatamente fuorvianti (fake news).

È opportuno tenere presente che:

  • i termini “media” e “organi di stampa” si riferiscono a tutti i social media, i canali digitali, di stampa e di diffusione televisiva o radiofonica, i siti, le applicazioni, i programmi e le pubblicazioni;
  • il termine “pubblicità” si riferisce a tutte le forme di promozione del brand, publiredazionali, sponsorizzazioni e accordi di co-marketing;
  • queste regole obbligatorie si applicano a tutti i brand Vodafone, a quelli delle controllate, delle joint venture e ai sub-brand.

Le definizioni di hate speech e di fake news, si applicano ad un organo di stampa nel suo insieme, cioè verificando se lo scopo principale è quello di comunicare e condividere contenuti dannosi. Quindi, qualora tali contenuti non siano la maggioranza di quelli presenti in un determinato media (non superino la metà di quelli totali), questo non dovrà essere escluso dalla whitelist".