WannaCry: quasi tutte le vittime avevano Windows 7

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Secondo i dati rilasciati dallo studio di ricerca di Kaspersky Lab, ben il 98% delle vittime del ransomware WannaCry, il malware che ha colpito duramente l'Europa la scorsa settimana, aveva Windows 7 come sistema operativo. Solo uno su mille dei colpiti aveva invece istallato Windows XP. In calce il tweet con i dati completi dello studio.

Windows 7 è attualmente il sistema operativo più diffuso di Redmond, superando di quattro volte i numeri di Windows 10. Le versioni più recenti dell'OS non sono afflitte dalle vulnerabilità che hanno permesso a WannaCry di diffondersi a macchia d'olio. Dunque ha estremamente senso che la maggior parte delle vittime fossero utenti di Windows 7, vista la sua diffusione. Eppure questi dati contribuiscono a sgonfiare il mito del forte ruolo avuto nella vicenda di Windows XP, sistema operativo dismesso da Google nel 2014 e anch'egli drammaticamente molto diffuso.

Windows in particolare, come vi avevamo raccontato qualche giorno fa, si era visto costretta a diffondere una patch d'emergenza per Windows XP. Un modo per rispondere alle forti polemiche per aver abbandonato a se stessi gli utenti di una piattaforma comunque ancora molto usata, specie in ambito aziendale e dalle pubbliche amministrazioni. Oggi grazie a questi dati sappiamo che non è la vulnerabilità di XP ad aver permesso a WannaCry di diffondersi a macchia d'olio. Il vero responsabili è infatti Windows 7 per cui Microsoft aveva reso disponibile un'aggiornamento di sicurezza mesi prima dell'attacco. Bastava scaricarlo.