Whatsapp: l'ultima bufala riguarda una presunta bomba nella metro di Roma

di

Sono giorni concitati per tutta l'Europa, che a seguito degli attentati di Parigi dello scorso venerdì ha innalzato al massimo l'allerta nei punti sensibili dei vari paesi, tra cui anche l'Italia. Nelle ultime ore anche nel nostro paese si sono moltiplicati gli allarmi bomba, ma le bufale corrono anche su Whatsapp.

Direttamente dal profilo Facebook ufficiale dell'Agente LISA, infatti, arriva notizia che sulla piattaforma di messaggistica istantanea targata Facebook si starebbe spargendo una delle tante bufale: “la ‎bufala‬ del messaggio #‎Whatsapp‬ sulla bomba nella metro di Roma.Circola da giovedì su Whatsapp una registrazione audio in cui si sente una donna che avverte sua figlia del pericolo di un attentato imminente a Roma, spiegandole di aver scoperto la cosa dopo aver parlato con “la mamma di Anastasia che lavora al ministero degli Interni”. Nel messaggio audio la donna spiega che l’ISIS vuole “colpire i giovani” e “la movida” e che quindi bisogna stare lontano dal centro; la donna sostiene che al ministero degli Interni hanno informazioni su un possibile attacco che non vengono diffuse alla popolazione, e si dice anche che l’allarme bomba per cui ieri è stata temporaneamente chiusa la stazione della metropolitana di Lepanto a Roma non era un falso allarme.Ovviamente non esistono ragioni per considerare veritiero il contenuto del messaggio, al di là della generale situazione di allerta e maggiore attenzione suggerite dai fatti di questi giorni a Parigi. La stazione di Lepanto della Linea A della metropolitana di Roma giovedì è effettivamente stata chiusa per un allarme bomba rivelatosi poi falso, ma non ci sono prove né sospetti che nella stazione sia effettivamente stata trovata una bomba e che il ministero degli Interni avrebbe deciso di tenere segreta l’informazione. La stazione di Lepanto è rimasta chiusa in tutto per circa 30 minuti: se davvero fosse stata trovata una bomba sarebbe stato necessario molto più tempo per disinnescare la bomba, bonificare la zona, mettere in sicurezza la stazione e cercare prove e indizi sulla persona che l’aveva posizionata.Anche l’idea per cui una persona che genericamente “lavora al ministero” possa essere a conoscenza di informazioni riservate e potenzialmente pericolose, e che possa decidere di diffonderle a tappeto usando Whatsapp, è piuttosto ingenua: e in generale fa riferimento a un certo tipo di pensiero complottista molto diffuso online, con espressioni come “vi dicono un sacco di bugie”, “vogliono farci credere”, eccetera. Ci sono consistenti ragioni per stare attenti e per considerare possibile un attentato a Roma come in altre città, sia prima che dopo gli attacchi di Parigi, ma questo messaggio di Whatsapp non si può considerare tra queste. Giovedì a Roma per tre volte la metropolitana è stata interrotta per falsi allarmi bomba; venerdì mattina è già successo un’altra volta. IL PROCURATO ALLARME E' UN REATO” recita il messaggio pubblicato.

FONTE: Facebook
Quanto è interessante?
0