Youtube dopo la strage di Las Vegas ha cambiato nuovamente il suo algoritmo

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YouTube è ormai un'anima in pena: dopo le accuse di sponsorizzare i contenuti dell'ISIS, il caso Adpocalypse e i recenti cambi al sistema di monetizzazione per penalizzare i video più controversi, ora è costretto a cambiare anche l'algoritmo dietro al sistema di ricerca. Il tutto per alcune polemiche sorte dopo la strage di Las Vegas.

Stando ad un report interno della compagnia, fino allo scorso martedì, cercando Las Vegas shooting sul sito si avrebbe ottenuto trai primi risultati un video complottista che sosteneva la tesi secondo la quale lo stragista sarebbe stato aiutato da altre persone. Il video "Proof Las Vegas Shooting Was a FALSE FLAG attack" aveva ricevuto ben 1.1 milioni di visite in meno di 27 ore, prima di venire, quindi, rimosso da YouTube per aver violato i termini e le condizioni del sito.

"Quando si parla di notizie, abbiamo migliaia di news publisher che offrono una varietà di punti di vista", ha spiegato al Wall Street Journal un portavoce di YouTube. News publisher a cui, ora, YouTube darà precedenza nei risultati, in modo da evitare che video "fai da te" possano, paradossalmente, ricevere più attenzione delle fonti che si presumono essere più attendibili.

Ma non manca, ovviamente, anche qualche perplessità. Le forze dell'ordine hanno smentito categoricamente che ci fosse più di una persona a sparare sulla folla nel corso della strage, quindi a tutti gli effetti si tratterebbe di una fake news, quella promossa dal video in questione. Ma è giusto che un sito, fintanto che non si parli di contenuti che violino la legge o incitino a violarla, decida da solo di improvvisarsi sceriffo del web? Specie se, come YouTube, opera in una condizione di quasi monopolio? Sicuramente una domanda la cui risposta non è né semplice, né immediata. Ma i dubbi ci sono e sono più che leciti.

Ovviamente non si può ignorare che a pesare è anche la priorità di difendere con i denti la propria reputazione, specie se –come si è visto nel caso adpocalypse– gli advertiser non ci pensano due volte a levare le tende quando le cose si mettono male. Google, infatti, sul caso Las Vegas ha dovuto già chiedere scusa per un'altra gaff: il motore di ricerca aveva messo nella sezione top news pure un thread di 4Chan. Ovviamente pure questo a favore della tesi che vorrebbe che l'attentato sia un'operazione di false flag.