Abbiamo provato il monitor PG65 da 65”, 4K e HDR di ROG, ed è uno spettacolo

Al Computex di Taipei ROG ha portato tutti i suoi prodotti più innovativi, compreso l'incredibile monitor PG65 della famiglia Big Format Gaming di NVIDIA.

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L'HDR in salsa NVIDIA sta finalmente per arrivare sul mercato. Dopo mesi di annunci, i monitor ROG Swift PG27UQ e Acer Predator X27 dovrebbero essere in dirittura d'arrivo. Si tratta di display di fascia premium, con un costo che non sarà inferiore ai 2000$ all'uscita. Nonostante le loro specifiche di alto livello, queste due varianti non sono la massima espressione tecnologica dei monitor da gioco, perchè il meglio deve ancora venire, ed è rappresentato dai display Big Gaming Format, annunciati nel corso dell'ultimo CES di Las Vegas da NVIDIA.
A dispetto del nome, non sono solo le dimensioni elevate a caratterizzare questi prodotti, ma anche specifiche spinte e una progettazione attenta ai dettagli, come nel caso del ROG PG65 che abbiamo provato al Computex di Taipei. Un monitor assolutamente fuori parametro, allo stato attuale ancora un prototipo, ma che lascia intravedere potenzialità inesplorate nel gaming PC. Il prezzo è sconosciuto, ma le cifre, facendo una rapida stima, non saranno diverse da quelle di un TV OLED di fascia alta, con la differenza però che ROG Swift PG65 offre tutta una serie di tecnologie dedicate ai giocatori precluse al mondo dei TV tradizionali.

Una vera goduria per gli occhi

ROG PG65 è un monitor da gioco senza compromessi, che utilizza il meglio delle attuali tecnologie. La risoluzione 4K viene utilizzata in coppia con l'HDR, mentre il G-Sync di NVIDIA rende il gioco fluido e privo di stuttering. Il refresh rate di 120 Hz, nativo, contribuisce in modo sostanziale al miglioramento dell'esperienza di gioco, e insieme al G-Sync rappresenta anche la principale differenza dai tradizionali TV di fascia alta. Il pannello sfrutta la tecnologia Quantum Dot mentre la retroilluminazione è Full LED, indispensabile per offrire un HDR di qualità, insieme alla luminosità di picco di 1000 nit, anche questa pienamente raggiunta.
Come si può ben capire, ROG PG65 non è un monitor per le masse, ma un prodotto d'élite, da gestire con un hardware che possa sfruttarlo al meglio. Al Computex di Taipei, dove abbiamo provato il prodotto, ROG ha creato un PC da gioco ad hoc per mostrare al pubblico le potenzialità del suo display, nemmeno troppo pompato osservandone le specifiche. In un case davvero particolare, e in formato Mini ITX, la casa di Taiwan ha inserito un processore Ryzen 7 2700X, installato su una motherboard ROG Strix X470-I Gaming. Troviamo poi 16 GB di RAM DDR4 a 3000 MHz, SSD M.2 da 240 GB e una GPU Poseidon GTX 1080Ti P11G Gaming. Niente SLI, ma del resto questa tecnologia è sempre meno utilizzata e con l'arrivo delle prossima generazione di GPU lo sarà ancora meno, visto l'aumento di potenza atteso.

La prova

Abbiamo provato il PG65 con Destiny 2, titolo PC che supporta nativamente l'HDR. Purtroppo, la distanza di visione non era quella ottimale, di fatto la postazione era realizzata come quella di un normale PC, con mouse e tastiera a pochi centimetri dal monitor. Da questa distanza, il campo visivo taglia fuori buona parte della scena, confermando il fatto che monitor di questo tipo necessitino di setup espressamente realizzati per display di dimensioni generose. Probabilmente, il PG65 da il meglio di se a una distanza di un paio di metri, collocato in salotto o in una sala dedicata al gioco, dove si può apprezzare meglio l'ampia diagonale che lo caratterizza.
Per la prova tuttavia, la distanza ravvicinata è stata un bene, perchè ci ha permesso di osservare da vicino la resa del display e soprattutto quella dell'HDR. La prima cosa che si nota è la totale assenza di backlight bleeding, anche nelle scene più scure. Per chi non conoscesse il termine, si tratta di un alone luminoso che dai lati del pannello si propaga verso la parte interna dello schermo. Questo è causato dalla retroilluminazione LED, ma non è presente negli schermi Full Led, come il PG65, grazie a una distribuzione uniforme dei LED lungo tutto la superficie del pannello. L'uniformità dell'immagine colpisce in modo molto positivo, offrendo lo stesso livello qualitativo al centro come ai lati del display. Grazie ad essa, e al local dimming per gestire la luminosità in zone distinte in base a ciò che viene mostrato a schermo, a migliorare è anche la resa dell'HDR, molto preciso nello spingere la luminosità al massimo dove necessario, ad esempio per far spiccare dall'immagine la luce emanata da una fonte luminosa. Elementi come lampioni o le luci di posizione delle astronavi godono di una luminosità molto elevata ma precisa, grazie all'ottima gestione dei LED, che ci è sembrata accurata durante la prova. Vedere una piccola luce spiccare così tanto su un pannello di queste dimensioni non è cosa da poco, e possiamo solo immaginare quale sia il risultato con titoli più adatti a sfruttare questa tecnologia, con un numero maggiore di fonti luminose a schermo rispetto a Destiny.

Altri elementi che hanno colpito in modo positivo sono la reattività e la fluidità dell'immagine. Non avevamo mai visto il G-Sync di NVIDIA all'opera su uno schermo tanto grande, unito ai 120 Hz, anche questi finora preclusi ai televisori tradizionali (almeno da sorgente HDMI-Display Port). L'effetto è semplicemente impressionante, anche con l'hardware utilizzato per la prova, che per quanto valido non poteva di certo raggiungere i 120 fps con il titolo Bungie. Purtroppo non abbiamo avuto modo di vedere che tipo di connessioni sono utilizzate dal pannello, la presenza dello standard HDMI 2.1 non è da escludere, ma lo stato prototipale del prodotto non consente di fare previsioni precise in merito. Resta il fatto che provare il ROG PG65 è stata un'esperienza davvero unica nel suo genere, che dimostra cosa si possa fare oggi con le tecnologie disponibili.