Anteprima Samsung Z1

Pronto al debutto il primo smartphone con sistema operativo Tizen.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

I rumor sulla nuova serie Z di Samsung circolano già da diversi mesi. Si tratta della prima linea dell'azienda coreana ad utilizzare il sistema operativo Tizen, voluto fortemente dai vertici della società. Tornando alle voci di corridoio, bisogna dire che, complice la poca popolarità del dispositivo, non hanno permesso di delineare al meglio il nuovo Z1 con largo anticipo. In un primo momento infatti si ipotizzavano caratteristiche ben più evolute di quelle dichiarate nei giorni scorsi dai dirigenti Samsung. A questo punto, le aspettative per il nuovo OS subiranno certamente un forte ribasso, anche se la scelta porterà a una migliore diffusione del terminale, soprattutto nei paesi emergenti. Ciò che conta tuttavia è che finalmente si potrà vedere all’opera la proposta di Samsung nel settore dei sistemi operativi, anche per capire se le intenzioni sono quelle di spingere forte sull’acceleratore o di relegare Tizen nel segmento degli smartphone economici.

Tizen

Tizen è l’unica scappatoia attualmente disponibile per Samsung per prendere le distanze da Google. Samsung ha intenzione di realizzare una via alternativa all’OS di Mountain View, anche se bisogna capire quanta fiducia abbia riposto in esso.
Ad ogni modo, il nuovo OS non è stato realizzato da un giorno all’altro e ha richiesto risorse per finanziare il proprio sviluppo. Tizen muovi i suoi primi passi alla Linux Foundation, dove è stata lanciata la prima release del software il 30 aprile 2012. A curarne lo sviluppo è la Tizen Association, finanziata da un folto gruppo di aziende, come Samsung, Intel, Huawei, Nec, Panasonic e Ntt DoCoMo. Si tratta ovviamente di un OS open source, pensato per poter equipaggiare i dispositivi più disparati, dagli smartphone ai televisori. Se avrà successo, Samsung potrà creare una piattaforma comune per i propri apparati, potenzialmente in grado di sfruttare al meglio le compatibilità tra i diversi dispositivi.

Caratteristiche tecniche

Il primo Tizen Phone è uno smartphone entry level dalle caratteristiche tecniche minimali. Il display è da 4” con una risoluzione di 800×480 pixel, mentre il processore utilizzato è uno Spreadtrum SC7727S Dual Core Cortex A7 da 1.2 Ghz, realizzato con un processo produttivo a 28 nm. La GPU è invece una Mali 400, ormai abbastanza datata. La RAM installata è di 512 mb, anche se le esigue esigenze di Tizen dovrebbero consentire una fluidità di utilizzo del tutto ottimale. La fotocamera principale è da 3.2 Mpix, quella frontale VGA, e sono presenti il WI-Fi b/g/n, HSDPA fino a 21 mbps, Bluetooth 4.0 e connettività Dual Sim. Il tutto sarà disponibile nei primi mesi del 2015 in Asia al costo di circa 70 €, lasciando capire subito quale sia l’aspetto più attraente del prodotto.
Le differenze con il modello Z910 di cui si parlava nei mesi scorsi sono evidenti, visto che quest’ultimo avrebbe dovuto integrare un SoC Snapdragon 800, un display da 4.8” HD e ben 2 Gb di RAM, ma alla fine Samsung ha preferito abbandonare il progetto e proseguire sulla strada del risparmio e del basso profilo per l’esordio di Tizen. Esordio che avrebbe dovuto avvenire il 10 dicembre in India con lo Z1 ma che è stato rinviato a gennaio, per cui bisognerà attendere ancora un po’ per avere maggiori informazioni.

Samsung Z1 Samsung Z1 non sembra essere in grado di attirare l’attenzione del pubblico e dei media, complice soprattutto una scheda tecnica di basso livello, che ha fatto calare l’interesse verso il nuovo sistema operativo Tizen. Del resto, non è facile lanciare oggi un’alternativa agli OS più blasonati e anche nel segmento economico del mercato, diffuso soprattutto nei paesi emergenti, Android One ha anticipato di qualche mese l’arrivo della proposta Samsung, che vuole andarci con i piedi di piombo per non rischiare di rimanere scottata. Un vero peccato, anche se i risultati non entusiasmanti degli ultimi mesi non consentono troppi margini di manovra.