Anteprima ViewSonic V55

ViewSonic presenta il primo cellulare al mondo con scanner dell'iride. Ne sentivamo così tanto la mancanza?

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Il mercato degli smartphone è in una fase di stallo. Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo delle innovazioni vere e proprie in questo campo, dal momento che i vari produttori si sono concentrati maggiormente sul consolidamento delle tecnologie già esistenti. Molte attenzioni sono state rivolte anche al miglioramento della sicurezza dei dati, grazie ai sensori di impronte digitali, che hanno aperto la strada ai pagamenti mobile, ed alle lenti fotografiche, le quali hanno visto l'introduzione di sensori e ottiche di maggiore qualità, che possono contare anche su un comparto software sempre più evoluto.
Il cellulare di cui vi parleremo oggi però, il ViewSonic V55, va oltre tutto ciò, essendo il primo ad includere uno scanner dell'iride.

Scanner dell'iride: è così necessario?

Il V55 è un progetto targato ViewSonic che ha fatto molto discutere sul web, visto che include al suo interno un sensore in grado di effettuare la scansione dell'iride degli utenti, un modo innovativo per incrementare ulteriormente la protezione dei dati personali ed in generale dello smartphone.
Vista l'affidabilità degli attuali sistemi di sicurezza basati su impronte digitali, questo ulteriore metodo potrebbe anche apparire superfluo. In fondo, il numero di utenti che conserva per lunghi periodi di tempo dati sensibili sui dispositivi mobili è limitato, e per tutte le aziende o coloro che operano nel settore business sono disponibili molti servizi per poter stoccare nel migliore dei modi i documenti di lavoro.
Lo scanner dell'iride, sebbene sia un'innovazione, appare leggermente scomodo da usare: in un mondo che va a mille all'ora la semplicità d'uso e l'immediatezza sono alla base di tutto. Apple ha insegnato che semplice è meglio, così come Android, che col passare del tempo ha alleggerito quanto più possibile l'interfaccia utente rendendola più intuitiva possibile. Ecco che quindi utilizzare uno scanner per l'iride potrebbe rivelarsi scomodo in molte situazioni, dal momento che richiede comunque del tempo per completare la scansione.

ViewSonic V55

Il design del ViewSonic V55 ricorda quello di OnePlus One: nella parte frontale, a farla da padrone è lo schermo da 5,5 pollici Full HD, mentre si notano tre pulsanti capacitativi posti appena al di sotto di esso. Lo scanner dell'iride è posizionato in alto a destra e somiglia molto ad una normale lente fotografica frontale. Il problema principale però è rappresentato dal fatto che, trattandosi di una tecnologia estremamente recente, allo stato attuale risulta poco diffusa, senza dimenticare che non è supportata dai grossi marchi e, quindi, dagli sviluppatori.
A livello di processore, segnaliamo la presenza del Qualcomm Snapdragon 410 a 64-bit, con frequenza di clock da 1,4 Ghz. Questo è accompagnato da 2 gigabyte di RAM, mentre la memoria interna si potrà scegliere tra due tagli, 16 o 32 gigabyte, non sappiamo se espandibile o meno tramite microSD. Sulla scocca posteriore troviamo una fotocamera targata Sony da 13 megapixel. La cosa positiva dell'estetica del V55 sono le cornici, davvero molto sottili, che favoriscono anche l'ergonomia e la leggerezza delle linee.
A livello software, lo scanner dovrebbe consentire ai possessori di bloccare file, foto e di limitare l'accesso a determinate aree dello smartphone. Non si parla invece ancora di transazioni, che richiedono piattaforme hardware/software molto complesse.

ViewSonic V55 La sensazione, nonostante gli sforzi, è che non siamo di fronte a nulla di realmente innovativo, ma a un semplice tentativo di portare qualcosa di diverso in un settore che mai come in questo momento è bloccato. Le novità latitano e, nonostante la crescita esponenziale della capacità di calcolo dei moderni smartphone, sono poche le applicazioni in grado di sfruttare al meglio i processori più potenti. ViewSonic V55 è un progetto interessante, ma vista la situazione attuale non aggiunge o toglie nulla al mercato degli smartphone. La sensazione è che si tratta di uno dei tanti tentativi di innovare che passerà inosservato.