Guida Mini impianti e mini diffusori

Cosa si nasconde dietro un sistemino compatto? Quali sono i suoi segreti? Scopriamo insieme pregi e difetti di questi prodotti in questa guida.

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La mania del "mini" come la intendiamo noi è nata nella metà degli anni '80 quando, in contemporanea, il concetto di "hifi" si andava espandendo alla famiglia, i personal computer scoprivano la multimedialità e le prime console per videogiochi debuttavano sul mercato.
Incredibilmente però si sono create due correnti: una relativa all'HIFI e una relativa ai PC e console. Queste due correnti si sono evolute parallelamente ma del tutto separate. Nonostante gli impianti hifi "mini" e gli impiantini da PC e console facessero (e lo fanno tutt'oggi) esattamente la stessa cosa si sono creati due enormi filoni di prodotti ben separati e distinti.
Il filone console/PC si compone di un innumerevole serie di prodotti tutti destinare ad espandere le capacità multimediali delle CPU; questi impiantini hanno un costo relativamente impegnativo, visto che sono ovviamente orientati verso un fascia di consumatori giovani.
Il filone HIFI si compone anche lui di un infinita serie di prodotti che dovrebbero prendere il posto degli impianti audio "tradizionali". Il loro costo però di solito è incredibilmente alto, anche se paragonato ad un impianto "normale", ed è orientato verso una fascia di utenti di età media.

Seguiamo quindi queste due correnti in modo separato, almeno fino a quando non discuteremo delle caratteristiche prettamente tecniche.

COMPUTER MULTIMEDIA E CONSOLE

Il problema basilare di tutti i prodotti per console/PC è il loro rapporto con il prezzo della CPU. Per qualsiasi utente smanettone (e a dirla tutta anche per molti altri) l'idea che un impianto audio per computer/console possa costare quanto l'unità centrale è una sciocchezza; per questi utenti l'audio deve costare MENO del computer/console, altrimenti sarebbe come dire che l'autoradio costa più dell'automobile.
Questo atteggiamento forza i produttori di impianti multimediali a dover mettere in commercio continuamente nuovi impianti audio, a prezzi sempre più bassi, a prestazioni sulla carta sempre migliori.
Perché continuamente?
Perché ovviamente i PC e le console, con l'evoluzione dei giochi, vengono cambiati spesso, molto di più di quanto si faccia per gli altri apparecchi elettronici che ci ritoviamo in casa.
Questo continuo rinnovamento delle linee produttive porta invariabilmente a diversi risultati. Il più eclatante è questo:

Prestazioni superiori + Costo inferiore = Qualità generale inferiore.

Se così non fosse le ditte produttrici ci regalerebbero la roba e vi assicuro che non lo fanno mai, quindi introducono nuove codifiche, chipset all'ultima moda, LED multicolori, DSP come se piovesse... per poi risparmiare sulla qualità della componentistica "non accessoria"

Questi impianti da computer/videogioco devono poi avere una linea moderna per essere affiancati ad una console o ad un PC; ovviamente l'uso di un design ricercato e d'impatto aspira parte del budget anche all'ultima cosa che rimane purtroppo la qualità del suono.

A leggere le mie parole sembrerebbe quindi che questi impiantini debbano suonare tutti come radioline portatili, ma non è così. Per suonare suonano, anche grazie all'intrinseca migliore qualità dei materiali impiegati nella realizzazione, ma è l'unica contropartita che bilancia lo sfruttamento del design e di implementazioni software.
Il risultato? Da quando esistono questi mini impianti la qualità audio non è cambiata granché. Ed essendo stata veramente bassa alle origini... lo è tuttora.
Esistono in commercio impianti per PC/console che costano anche 500 euro (un MILIONE delle vecchie lire), cifra con la quale si può tranquillamente acquistare un impianto stereo, magari usato, VERO, con qualità sonora immensamente superiore.

Fa "strano" che si possa acquistare un impianto stereo per usarlo come componente multimediale con una console o un PC; l'utente ha l'impressione che questo impianto vada poi sprecato, decide quindi di prendere il compatino anche a costo superiore.
Pensare che invece sia i PC che le console moderne hanno raggiunto dei livelli di gestione sonora del tutto accettabili, a volte persino paragonabili ad apparecchi HIFI di fascia media, quindi un impianto "all'altezza" non sfigurerebbe per niente

MINI HIFI

L'hifi "mini" si è evoluto grazie all'apporto femminile nelle famiglie. Credeteci o meno ma è grazie alle donne se questo ha avuto tanto successo, non sono pochi i figli o i neo mariti che si sono visti bocciare (o peggio, hanno avuto l'ordine di svendere) i loro sudatissimi impianti audio solo perché:

"Ma che diavolo sono quegli enormi catafalchi? Se credi di poter spargere il salotto con quei cavi ti sbagli di grosso! Qui ci dobbiamo vivere tutti, non possiamo stare sempre attenti alle tue cose! Ma stai sempre dietro allo stereo! Perché invece non compri quel tavolino di cristallo che mi piace tanto? Questa casa non è un albergo!"
(quest'ultima è la cosiddetta "Frase Universale Femminea")
Alle proteste dei maschietti le femminucce se ne escono quindi con l'idea incriminata, quella più pericolosa di tutte: "Ma scusa: visto che insisti tanto con questo stereo perché non compri quelli con le casse piccole?"

Patatrac! Ed ecco che i mini impianti HIFI hanno cominciato a proliferare nelle case degli uomini.

Questi impianti sono molto diversi dai loro corrispettivi per computer/console: moderni, costruiti con le migliori tecnologie e materiali più esclusivi, realizzati con il design più alla moda e sempre vincitori di qualche premio internazionale.
A sentire chi li vende sono "il meglio del meglio, perché condensano tutta la tecnologia e l'audio di qualità in poco spazio"... "Circondiamoci di suono, non di diffusori"... "Vivi un'emozione grande con le nostre cassettine mini"...
Tutti slogan tristemente adatti a far presa sulla parte femminile della nostra famiglia.

Ovviamente costano tutti una follia.

Fortunatamente, grazie proprio ai materiali costruttivi che sono sempre eccellenti, la qualità audio RISPETTO AGLI IMPIANTI DA PC/CONSOLE è superiore.
Ricordiamoci che tecnicamente stiamo parlando di HIFI per cui un minimo di qualità sonora ci deve pur essere.
Ma poi occhio: se tentiamo un confronto con un normale impianto HIFI, anche molto economico, tutto il castello cade rovinosamente; i mini impianti suonano male, o meglio, non bene quanto ci si debba aspettare dopo aver speso tutti i soldi che costano

PREGI

Ma insomma: questi arnesi un pregio ce lo avranno pure, no?
Bè... sì, uno ce l'hanno: essendo piccoli sono facilmente integrabili in ambiente.
Questa caratteristica è ancor più subdola in quanto rendono felici le femmine summenzionate, rendendole fiere del fatto che sono riuscite a imporsi sui loro poveri mariti/figli audiofili.
Alcuni prodotti hanno i diffusori così piccoli che si riesce persino a "non notarli" affatto.
Un esempio lampante sono i diffusori Bose LifeStyle, grandi come pacchetti di sigarette: anche se sono neri e anche se li installate su un muro bianco la loro dimensione li fa praticamente scomparire alla vista, inoltre il peso contenuto semplifica di molto l'installazione a parete.
Ovviamente le dimensioni minuscole dei diffusori non elimina per niente il problema dei cavi a spasso per la stanza, ma incredibilmente le donne a questo punto, non danno più segni di insofferenza...

DIFETTI

Riprendendo al volo l'argomento della facilità di istallazione va fatto notare che se è vero che una cassa piccola si inserisce facilmente nell'ambiente è altrettanto vero che interfacciarla meccanicamente in modo corretto è tutta un'altra cosa. Fissatela poco saldamente al muro, mettetela sul supporto sbagliato o in una posizione scorretta ed ecco che il suo suono sarà bruttissimo.
Chiariamo poi subito una cosa: sia gli impiantini multimediali console/PC che quelli mini HIFI, indipendentemente dalla qualità costruttiva e dei materiali, devono fare i conti con l'insormontabile limite delle dimensioni dei trasduttori (gli altoparlanti) e il litraggio dei diffusori (il mobile).
Se avete letto la precedente dispensa sulla costruzione dei diffusori, sapete che un diffusore funziona perché i suoi altoparlanti fanno vibrare l'aria. Più gli altoparlanti sono grandi e più aria riescono a far vibrare, inoltre più gli altoparlanti sono grandi e più sono facili da pilotare da parte degli amplificatori.
Nel nostro caso, pensate un po', stiamo parlando di altoparlanti minuscoli, cioè esattamente il contrario che un buon progettista di diffusori sa essere il giusto modo di lavorare.
Se un altoparlante è piccolo per smuovere la stessa quantità d'aria di uno più grande ha bisogno di molta più energia. E come se non bastasse c'è da dire che questi mini altoparlanti non possono certo avere una dinamica infinita, in quanto la corsa dei coni è limitata dalla minuscola sospensione meccanica.
A questo punto appare ovvio che più un altoparlante è piccolo e meno sarà capace di riprodurre basse frequenze, dove la dinamica è molto importante.
Quindi cosa succede nei mini diffusori? Succede che più le cassettine sono piccole e più suonano acute, essendo incapaci di riprodurre i medi e i bassi; e se anche riescono a riprodurli esiste il problema del litraggio: ecco un fattore in più che abbassa la loro capacità dinamica.
Vi siete mai chiesti perché negli amplificatori HT esistono le impostazioni "SMALL" e "LARGE"? Bè, ora lo sapete: l'impostazione "SMALL" serve a non stressare i mini diffusori con frequenze basse che sono incapaci di riprodurre.

Visto che i mini diffusori non possono suonare i medi correttamente e i bassi per niente, l'unico modo è quello di far suonare queste frequenze... al sub.
Come dice il nome il subwoofer si dovrebbe occupare di suonare solo le frequenze subsoniche, quelle che nemmeno i diffusori di dimensioni "normali" possono emettere.
Il nostro sub allora non solo deve suonare i bassi profondissimi ma anche quelli generici... e come se non bastasse anche alcune frequenze medie.
Questo pasticcio provoca un vero impoverimento della fedeltà del suono che vogliamo ottenere. L'effetto stereofonico (o quello surround) dei medi e dei bassi va subito a farsi benedire, visto che è il sub a suonare tutto quanto, senza contare che un sub non sa suonare bene i medi per cui questi escono "rimbombanti".

Le grandi case produttrici sanno perfettamente che nel nostro caso il sub si sobbarca gran parte della riproduzione. Sanno anche che un sub di questo tipo dovrebbe stare praticamente in mezzo alla stanza, magari con l'altoparlante orientato verso l'ascoltatore, cercando di limitare i danni delle cassettine...
Ma ecco che tornano alla carica le donne(!): "Il sub in piena vista in mezzo alla sala? Ma siamo matti? Qui ci va il tavolino di cristallo!!!"
Quindi i produttori hanno inventato la favoletta del "Metti le cassettine ai lati del TV e il sub dove ti pare, dietro al divano, dietro alla tenda, dentro la credenza..." rendendo anche peggiore il suono che ne esce.

VERI E PROPRI ORRORI

Come ciliegina sulla torta ci sono anche i mini impianti con l'amplificatore dentro il sub.
Fortunatamente questa categoria riguarda solo gli impianti PC/console, in quanto nessun appassionato di HIFI si sognerebbe di infilare un finale di potenza multicanale in un subwoofer.
Ma noi adesso sappiamo che questi impiantini devono essere più economici possibile... per cui quasi sempre dentro ci troviamo degli amplificatori in classe D, che costano veramente poco.
Qui serve una piccola nota esplicativa: cos'è un amplificatore in classe D?
Nell'ambiente questi amplificatori sono anche chiamati "ad impulso" oppure "digitali". Senza scendere nei dettagli vi dico che sono finali in grado di erogare alte potenze con dissipazioni di calore estremamente contenute, e che utilizzano pochi componenti. Da contro suonano in modo poco naturale e se non sono progettati con i contro fiocchi sono addirittura tremendi.
Ebbene questi finalini hanno avuto larghissima diffusione proprio dentro gli impiantini multimediali per console e computer.
Tanto per fare un esempio: nel mondo HIFI "vero" solo Sony e Jeff Rowland si sono azzardati a proporre dei finali digitali Hi-end, con risultati poi molto discussi nell'ambiente audiofilo.

Ma torniamo al nostro sub con il finale dentro.
Dicevamo che questo accrocchio viene costruito a gran risparmio, cercando di limitare al minimo i componenti al suo interno. Visto che si concentra tutto dentro il sub, che bisogno c'è di fornire i minidiffusori di crossover? Tanto poi un crossover dentro le cassettine come ce lo mettiamo? Allora basta "costruire" il finale apposta per funzionare con le cassettine e il gioco è fatto, facciamo in modo che il segnale esca già filtrato dal sub e le cassettine saranno pure più leggere.

Domanda: e se volessi cambiare le cassettine?
Risposta: a questo punto non si può, l'intero impianto è costruito per funzionare SOLO con quelle, in quanto il segnale dell'ampli è già equalizzato per loro.
Quindi se volete cambiare i diffusori aspettatevi una resa sonora indecente.

Guida Home Theatre Probabilmente avrete notato quanto poco io abbia in grazia questi oggetti minuscoli. Il perché ora dovrebbe essere ovvio ma io, con infinita pazienza, redigerò per voi uno specchietto riassuntivo. CARATTERISTICHE POSITIVE - Facilità di inserimento nell'ambiente; CARATTERISTICHE NEGATIVE (comuni) - Suono di qualità inferiore all'hifi comune; - Suono brutto e innaturale alle medie e medio-basse frequenze; - Effetto stereofonico (o surround) limitato; - Limiti in dinamica; - Poca efficienza dei diffusori; - Impossibilità all'upgrade parziale del sistema. CARATTERISTICHE NEGATIVE (pc/console multimedia) - Materiali costruttivi di bassa qualità; - Finali integrati di bassa qualità (quando presenti); CARATTERISTICHE NEGATIVE (hifi) - Necessità di finali potenti; ...e ricordiamo anche che stiamo parlando di impianti il cui costo può tranquillamente raggiungere quello di impianti "tradizionali". Anzi in molti casi (vedi i vari Bose, Kef...) questo costo supera in modo sostanzioso quello di un impianto normale. Infine tenete però conto che la mia non è una "dimostrazione di disprezzo" ma soltanto una realistica resa dei fatti. La grafica dell'articolo è stata realizzata dall'artista Micheal Grieco