Smartphone e Fotografia: 5 consigli per scattare foto perfette

Le fotocamere degli smartphone sono sempre più performanti, ecco cinque consigli per scattare al meglio le foto con i nostri dispositivi.

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È ormai da qualche anno che gli smartphone stanno seriamente facendo concorrenza alle piccole macchine fotografiche compatte e bridge, in particolare le ultime due generazioni stanno mettendo alle strette anche le reflex entry-level. Il fotografo giapponese Shin Noguchi ha addirittura messo a confronto gli scatti RAW dell'iPhone 7 con quelli di una Leica M9-P da 9.000 dollari, riscontrando sì differenze, ma non gigantesche come si potrebbe pensare. Un risultato tanto magnifico quanto credibile, poiché gli sforzi fatti dai produttori in campo fotografico sono stati davvero intensi negli ultimi tempi. Ci viene da pensare al sensore montato da Samsung a bordo dei suoi Galaxy S7 e S7 Edge, ai nuovi Google Pixel che si sono presentati al mondo con una camera in grado di ottenere un punteggio di 89 sul sito specializzato DoXMark; Huawei ha addirittura stretto un'importante partnership con Leica e realizzato un P9 con doppia fotocamera. Si arriva poi all'iPhone 7 Plus, che offre agli utenti una doppia camera con zoom 2x.
I sensori e i piccoli obiettivi installati a bordo dei telefoni sono dunque sempre più avanzati, allo stesso modo il software stock e - soprattutto - di terze parti, che talvolta fornisce funzionalità che elevano di molto la qualità degli scatti. Per avere risultati eccellenti però non basta puntare e cliccare su uno schermo touch, ciò che faremo oggi è proprio raccogliere cinque macro-consigli per sfruttare al massimo - fotograficamente parlando - i nostri dispositivi, che certamente nascondono qualità inaspettate. Chiaramente i risultati finali, anche dopo aver seguito le dovute accortezze, dipendono in gran parte dalla qualità dell'hardware in vostro possesso, se non avete una navicella spaziale sarà difficile raggiungere Marte, però potete sempre vedere quanto riuscite ad avvicinarvi.

Evitate l'uso delle app fotocamera stock

Il primo consiglio può sembrare banale, ma - a meno che il produttore del vostro smartphone non abbia implementato un'app stock con funzioni avanzate - è bene evitare l'app fotocamera standard che trovate installata sul telefono. I motivi li capirete a breve, sostanzialmente però le app fornite dai produttori non puntano a risultati eccellenti, al contrario prediligono la velocità di scatto e la compressione dei file. L'utente medio non conosce nel dettaglio la fotografia, ciò che vuole fare con il suo smartphone è puntare un soggetto e scattare, poi ciò che esce fuori va bene nella quasi totalità dei casi. Soprattutto l'utente generico non vuole vedere la memoria del suo dispositivo satura già dopo un centinaio di scatti, motivo per cui i produttori tendono a scegliere una compressione JPG molto alta per ottenere file di dimensioni medio-piccole. Questo fattore incide tantissimo sulla qualità della fotografia finale, per cui chi desidera risultati al top non può affidarsi alla compressione standard impostata dai produttori.

Utilizzate app di terze parti con funzionalità avanzate

Se è sconsigliato usare le app fotocamera stock, è implicito l'utilizzo di app di terze parti da scaricare dal Google Play Store o da App Store. Qui si entra in una giungla di applicazioni più o meno avanzate, più e meno performanti e complicate da usare; scegliere l'app giusta è una cosa molto soggettiva, quasi intima, noi però possiamo consigliarvi l'ottima ProCam di Samer Azzam, ProCamera di Cocologics, la celebre Camera+, ma soprattutto 645 PRO Mk III di Michael Hardaker.

Si tratta di un'applicazione dal design un po' datato, è vero, ma qualitativamente produce delle foto straordinarie e ha tutto ciò che serve per scattare al meglio. Cosa ci serve dunque? Sicuramente i controlli manuali per quanto riguarda gli ISO, l'otturatore, il supporto ai file RAW e/o TIFF e l'istogramma luci in tempo reale. Ogni app con queste caratteristiche può essere una candidata a diventare la vostra migliore assistente.

Scattate in RAW DNG e TIFF

A partire da iPhone 6S Apple permette il salvataggio di file RAW DNG, cosa possibile anche su diversi dispositivi Android, il che significa che siamo in grado di salvare le nostre immagini in un formato non compresso, aperto ad ogni modifica successiva. Un passo in avanti enorme rispetto ai file JPG, che invece perdono tantissima qualità in termini di compressione e sono limitati nella post-produzione. La prima cosa da fare con la nostra app è dunque impostare il salvataggio in questo formato avanzato, che però va usato con "cautela".

Avremo infatti a che fare con file di grandi dimensioni, da 20-40 MB, non sempre compatibili con tutti i dispositivi generici. Ci sarà dunque bisogno - dopo averli prodotti - di lavorarli con un software dedicato e trasformarli in file JPG ad alta qualità. In sostituzione del formato RAW DNG si può sempre scegliere il formato TIFF, che garantisce comunque una grandissima qualità ed è compatibile con un numero di dispositivi e software maggiore rispetto al RAW.

Usate i controlli avanzati

Produrre delle ottime immagini pur essendo completamente a digiuno di tecnica fotografica è un po' come chiedere un miracolo, è dunque indispensabile conoscere almeno le basi. Avere una buona dimestichezza con l'impostazione degli ISO, dell'otturatore, saper leggere l'istogramma delle luci è molto importante, questo perché combinare questi tre elementi ci permette di ottenere fotografie con la giusta esposizione.

Scattare una fotografia con luci troppo alte, che per il segnale RGB vuol dire bianco assoluto, significa perdere completamente quella porzione di spazio. I pixel completamente bianchi o neri non si possono recuperare in post-produzione neppure con una camera professionale, è dunque importante scattare fotografie con un istogramma luci senza picchi di nero o bianco, quando possibile.

La luce che entra nella camera, che noi vediamo in tempo reale sull'istogramma, dipende dall'ISO e dall'otturatore. Dal primo dipende la qualità della nostra foto, più questo è basso, più pulita è la foto, ma anche meno sensibile alla luce (come vedete nell'esempio, l'ISO più basso è infinitamente più pulito di un ISO alto, che ha più rumore digitale); dal secondo dipende la velocità di scatto e determina per quanto tempo la luce entra nel sensore, bisogna dunque bilanciare la sensibilità in rapporto all'otturatore. La resa dei diversi ISO è strettamente legata alla qualità della camera in uso, non a caso i produttori di smartphone, come di camere reflex e mirrorless, giocano una guerra serrata proprio sulla qualità delle foto ad alti ISO, ma stiamo entrando in un territorio che è meglio approfondire in altra sede.

Qualche pennellata di Post-produzione

Una volta prodotta la nostra fotografia, con tutta l'attenzione possibile, arriva il momento dello step finale: la post-produzione. Questo passaggio non implica direttamente grandi manovre da professionista, nel 90% dei casi si può migliorare uno scatto anche modificando pochi parametri nell'app giusta. Anche in questo caso trovare l'applicazione perfetta è un'operazione molto soggettiva, possiamo consigliare Snapseed, che offre un istogramma in tempo reale anche durante la fase di modifica, Enlight, Afterlight, Pixelmator, Lightroom Mobile, che offre anche la sincronizzazione di tutti i parametri con l'app desktop.

In questa fase possiamo scegliere modifiche più leggere o più marcate, dipende dai gusti; noi vi consigliamo di non caricare troppo le foto, a volte basta aumentare di poco il contrasto per dare più carattere all'immagine, giocare con la chiarezza per recuperare qualche dettaglio, così come con la saturazione, la vividezza e la temperatura per migliorare il colore. Altre volte potrebbe essere necessario recuperare alcune ombre o abbassare luci troppo alte, magari recuperando linee di istogramma che sono un po' fuori dagli schemi. La Post-produzione può servire anche per recuperare scatti con degli errori vistosi, come mostrato in basso; grazie alla qualità RAW/TIFF è possibile recuperare molti elementi, cosa difficile da fare con un JPG. Per dare un tocco d'artista si può poi optare per un accenno di vignettatura e un taglio con proporzione 3:2, come le macchine reflex. La maggior parte degli smartphone scatta di solito in formato 4:3, un taglio molto amatoriale, oppure in 16:9, troppo cinematografico; il 3:2 è il formato classico delle macchine 35 mm e può dare un tono "Pro" ai vostri scatti. Potete impostare questo taglio già dalle app con cui scattate, in modo da vedere subito l'inquadratura finale e andando a risparmiare la fatica di farlo manualmente in fase di post-produzione.

Arrivati a questo punto vi lasciamo una piccola gallery d'esempio, per motivi tecnici tutte le foto pesano meno di 1MB (i JPG finali originali hanno una qualità molto superiore e pesano dai 4 ai 10 MB) e hanno il lato lungo fermo a 2000px, ma rendono comunque l'idea.

Seguendo dei passaggi base, ecco cosa riusciamo a fare con un iPhone 6s Plus.