Intervista a Giampiero Savorelli di HP, dal lockdown al mercato notebook

Abbiamo intervistato Giampiero Savorelli, Category Director Personal Systems Southern Europe di HP, che ci ha parlato del mercato notebook in Italia.

Intervista a Giampiero Savorelli di HP, dal lockdown al mercato notebook
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L'Italia sta uscendo ora dal periodo più difficile della sua storia post bellica, quello del Coronavirus, del blocco delle attività produttive e delle limitazioni delle libertà personali. Le ultime due stanno ormai scemando, il virus invece non è ancora scomparso. Questo ha determinato tanti cambiamenti nelle abitudini degli Italiani, molti dei quali hanno dovuto adattarsi per lavorare da casa. Come fare però senza gli strumenti adatti? Soprattutto in alcuni ambiti lavorativi, pensiamo ad esempio ai creator, servono computer potenti e affidabili per svolgere al meglio determinate attività, non tutti però ne hanno a disposizione uno al di fuori dell'ufficio.
Una situazione complessa, soprattutto in un paese come il nostro, che non ha mai sposato davvero la filosofia dell'home working. Ne abbiamo parlato con Giampiero Savorelli, Category Director Personal Systems Southern Europe di HP, che ci ha spiegato meglio la situazione attuale del mercato notebook in Italia e i nuovi trend venuti alla ribalta con lo scoppio della pandemia.

Everyeye: Quanto è grande oggi il mercato dei creator?

Giampiero Savorelli: il mercato dei creator è nuovo, HP lo segue da circa un anno, è un settore che sta crescendo tantissimo ed è legato anche all'evoluzione dei dispositivi mobili, come ai notebook e alle mobile workstation, che sono sempre più potenti e hanno reso possibile utilizzare delle applicazioni pesanti anche su device di questo tipo.

È un mercato dedicato a utenti specifici, come le società di ingegneria, gli architetti, è difficile da stimare a livello di dimensione potenziale, dalle rilevazioni che abbiamo fatto recentemente rappresenta circa il 30% del mercato delle workstation.Si tratta di una stima, perché bisogna capire anche qual è la definizione di creator. I prodotti che abbiamo annunciato di recente sono indirizzati a mercati differenti come tipologia di cliente. HP Envy 15 è un prodotto tipicamente consumer, gli HP ZBook Create sono dei prodotti professionali, delle vere e proprie workstation, questo fa capire come il mercato dei creator sia un po' mainstream.

I creativi possono essere identificati in quel 30% del mercato workstation ma probabilmente si tratta di un settore molto più ampio, non è semplice valutarlo perché chiunque può comparare un Envy 15 e creare un contenuto, ormai la potenza a disposizione dei dispositivi mobili può rendere chiunque un creator, se si ha la giusta creatività, passione e tempo.

I clienti potenziali sono diversi, si passa dall'ingegnere all'architetto, fino ai gamer. È un mercato che sta a cavallo tra quello consumer di fascia alta e quello professionale. Come HP stiamo siamo molto interessati a questo mercato, sia dal punto di vista dell'innovazione dei prodotti sia sul fronte della comunicazione di questi prodotti.

Everyeye: Nell'ultimo periodo le aziende si stanno concentrando sempre di più sui creator, lo abbiamo visto nelle fiere di settore, dove questi prodotti sono stati presentati in grande quantità. Sembra che l'interesse dei produttori punti sempre di più in questo ambito piuttosto che sul gaming, che prima andava per la maggiore. Il mercato dei notebook da gaming sta un po' rallentando oppure in questo momento c'è semplicemente un maggiore interesse verso i prodotti per i creativi?

Giampiero Savorelli: Per noi il mercato gaming è assolutamente una priorità all'interno del mondo consumer, insieme ai prodotti premium e ai notebook più sottili, leggeri e belli, come la serie Spectre. Il mercato gaming in realtà sta ancora crescendo, ci sono degli investimenti importanti. Noi come HP abbiamo un brand, Omen, che identifica i nostri prodotti gaming dal punto di vista delle caratteristiche che deve avere, dalla tastiera al sistema di dissipazione del calore.

Però all'interno delle misurazioni che vengono fatte, molti dei prodotti con scheda grafica NVIDIA rientrano nella definizione di notebook da gaming. È un mercato dove, sempre di più, l'utente compra un notebook come l'Envy 15, che non sembra un notebook da gaming, ma ha prestazioni analoghe.

C'è un po' questo tipo di sovrapposizione, come HP stiamo spingendo ancora molto sul gaming, abbiamo anche la linea Pavilion Gaming, più di fascia media, fino a quella alta con gli Omen, che ha prestazioni molto elevate, essendo dispositivi pensati espressamente per giocare. Come HP, tra le priorità che abbiamo, il gaming rimane tra le più importanti, per la tecnologia che c'è dietro e per il valore più alto rispetto alla media dei PC che vengono venduti.

Everyeye: Quanto pensi che il lockdown legato al Coronavirus possa aumentare le vendite delle workstation mobile? Oggi si lavora sempre di più da casa, notebook come quelli che avete presentato possono tornare utili.

Giampiero Savorelli: È un discorso ampio, il lockdown sul mondo PC ha determinato un'accelerazione, soprattutto in campo mobile. Questa accelerazione ha interessato soprattutto l'Italia, mi occupo anche della Francia e della Spagna nel mio lavoro, ma in Italia ha colpito soprattutto il mondo notebook.

Questo fa capire come il discorso della trasformazione digitale, di cui si parla da almeno 4-5 anni se non di più, dell'ufficio del futuro e della possibilità di lavorare da remoto in realtà non fosse mai stato applicato nel nostro paese, sia dalle aziende che dal consumatore.
In questo momento si vedono due tipi di dinamiche. Da un lato abbiamo un'accelerazione nella domanda di notebook, sia i normali portatili che le workstation, dall'altro abbiamo una richiesta crescente di funzionalità superiori. Abbiamo visto, soprattutto da alcuni clienti ma anche in ambito consumer, una richiesta di macchine di fascia più alta, perché ci si è resi conto che questi sono strumenti critici.

Lavorando da casa servono prodotti affidabili, con un'autonomia elevata, leggeri, ma soprattutto pensati per lavorare in gruppo da remoto, con pulsanti dedicati all'avvio di telefonate e videochiamate.
Altro tema su cui HP sta spingendo da anni è quello della sicurezza, un ambito più professionale e meno consumer. Avere una macchina protetta è sicuramente un vantaggio competitivo. In ufficio siamo protetti da sistemi di sicurezza più evoluti, a casa invece no e questo può portare problemi che possono compromettere l'utilizzo del PC.

Non vanno poi dimenticati i servizi. In questo periodo i clienti stanno acquistando livelli di copertura, dal punto di vista dell'estensione della garanzia, di livello più alto. Lavorando da casa l'assistenza è fondamentale, per questo stiamo offrendo servizi di assistenza disponibili 24 ore al giorno 7 giorni su 7, per garantire la massima affidabilità dei nostri dispositivi.

In Italia ora anche il mondo dell'educazione è sempre più interessato all'insegnamento da remoto. Il governo ha stanziato dei fondi per supportare le scuole in questo periodo di remote learning. Questo mercato sta avendo un'accelerazione mai vista nel nostro paese. Stiamo lavorando molto anche con i nostri partner, come Microsoft e Google, per portare delle soluzioni che partono dai dispositivi dedicati alla scuola fino ai servizi.

In diverse scuole in tutto il mondo, indipendentemente dalla situazione, abbiamo installato i dispositivi learning studio, con cui sopportare le classi non solo con i PC ma anche con stampanti, stampanti 3D, per dare agli studenti un'esperienza di apprendimento nuova.
Riassumendo, i mercati che hanno avuto un'accelerazione durante il lockdown sono quelli notebook, mobile workstation ed education.

Everyeye: Sempre a proposito del lockdown, come mai in Italia, dopo circa due settimane dall'inizio della quarantena, le stampanti erano praticamente scomparse dal mercato o nella migliore delle ipotesi avevano prezzi molto alti?

Giampiero Savorelli: I clienti, privati e aziende, hanno capito che alcune cose che prima sembravano opzionali in realtà sono molto importanti. La stampante è sempre stata concepita come un costo, mentre in realtà è uno strumento critico quando se ne ha bisogno. In questo caso c'è stata una richiesta molto ampia di prodotti in poco tempo e le scorte sono terminate rapidamente.

Everyeye Nei notebook da poco presentati c'è un solo portatile con processore AMD, nonostante i passi avanti fatti dalla casa americana nell'ultimo anno, e in previsione dei Ryzen 4000, che promettono molto bene. In futuro pensate di puntare di più su AMD?

Giampiero Savorelli: Guardando la nostra gamma prodotti, soprattutto nel mondo notebook, abbiamo un'offerta completa, che comprende soluzioni sia di AMD che di Intel. Quando c'è una macchina Intel, nel 90% dei casi c'è anche un corrispettivo AMD. È chiaro che Intel è il leader assoluto del mercato, però HP continuerà a lavorare con entrambi. Una cosa importante che non ho detto all'inizio.

La separazione di Hewlett-Packard in due aziende, tra HPE e HP Inc., avvenuta a inizio anno, ha determinato un'accelerazione pazzesca dal punto di vista dell'innovazione, perché i fondi di ricerca e sviluppo sono stati mirati su PC e stampanti.
Questo ha fatto si che negli ultimi 3-4 anni abbiamo innovato pesantemente introducendo prodotti nuovi, quindi è probabile che nel prossimo futuro ci saranno sia prodotti con processori AMD che Intel, è solo questione di attendere i prossimi annunci. La nostra strategia, sulla questione Intel-AMD, rimane costante e coerente con quello che abbiamo fatto finora.