Lavorare per l'ESA come Mission Analyst: intervista ad Amedeo Rocchi

Abbiamo intervistato Amedeo Rocchi, Data Scientist presso lo European Space Operation Center dell'ESA, in Germania.

intervista Lavorare per l'ESA come Mission Analyst: intervista ad Amedeo Rocchi
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Everyeye ha avuto la possibilità di intervistare Amedeo Rocchi, Mission Analyst che lavora all'ESA, ed in particolare presso l'European Space Center Operation (ESOC), il centro di controllo delle missioni spaziali gestite dall'Agenzia Spaziale Europea.
Nel corso dell'intervista sono state affrontate molte tematiche: dalle sfide che si incontrano durante la progettazione e l'analisi delle orbite dei satelliti e delle sonde, alle future missioni pianificate dall'ESA, dall'interesse ritrovato verso la Luna con il Lunar Orbital Platform alla missione BepiColombo, partita il 20 ottobre scorso con destinazione il pianeta Mercurio. Tra aspetti tecnici e qualche dritta per chi vuole intraprendere una carriera nell'ambito spaziale, la chiacchierata si è rivelata molto interessante.

Puoi parlarci di te, dei tuoi studi e del tuo ruolo presso l' European Space Operations Centre?

Sono Amedeo Rocchi e vengo da un piccolo paesino all'imbocco della Valsesia in Piemonte. Ho frequentato il liceo scientifico poco lontano da casa ed è proprio lì che per la prima volta ho sentito parlare dell'agenzia spaziale europea (ESA); ho poi studiato ingegneria spaziale al Politecnico di Milano, dove ho anche collaborato per un paio di mesi dopo la laurea. Mi sono quindi trasferito a Darmstadt (in Germania), dove ha sede l'ESOC (European Space Operations Centre), il secondo stabilimento dell'ESA per numero di impiegati.
Qui il mio ruolo è quello di mission analyst; nonostante la sezione di mission analysis sia locata all'ESOC, questo ruolo non è prettamente legato alle operazioni (ci sono ragioni storiche per cui la mia sezione si trova in ESOC); la quasi totalità dei miei compiti viene infatti adempita prima del lancio delle missioni di cui mi occupo.


Nello specifico, chi è e cosa fa un mission analyst?
Volendo riassumere brevemente, l'analista di missione si occupa dello studio e del progetto dell'orbita di satelliti e sonde, dalle prime fasi di proposta fino al lancio. La maggior parte delle missioni in cui siamo coinvolti sono missioni interplanetarie, mentre quelle in orbita attorno alla Terra, essendo più standardizzate, spesso, ma non sempre, non necessitano il nostro contributo.

Studiare e progettare l'orbita di un satellite è un compito complesso? Quali sono le problematiche di cui ti occupi ogni giorno?
E' sicuramente un compito complesso in quanto quasi ogni missione che studiamo ha aspetti unici; in un certo senso è come se ogni missione fosse un abito su misura: abbiamo degli strumenti generici a disposizione (da tecniche e forma mentis nell'approcciare un problema fino a un vero e proprio software), ma dobbiamo spesso adattarli, combinarli e regolarli.
Gli aspetti di cui ci occupiamo sono diversi: fare iniziali trade-off per definire possibili soluzioni per aggiungere gli obiettivi richiesti (con una serie di vincoli da tenere presente e con certi obiettivi), condurre specifiche analisi (ottimizzazione di traiettoria, analisi di visibilità, di navigazione, di contingenza), comunicare e confrontarci con altri colleghi che lavorano su altri aspetti delle missioni o nelle operazioni delle stesse, sviluppare software per condurre analisi future.


Da quanto lavori per l'ESOC e quante missioni hai seguito fino ad oggi?
Lavoro all'ESOC da poco più di tre anni e ho avuto la fortuna di lavorare a diverse missioni, quasi una decina, con contributi diversi: BepiColombo e JUICE hanno occupato gran parte del mio tempo, ma ho condotto analisi più o meno sporadicamente anche per altre missioni in stadio avanzato di sviluppo e altre in fase di studio preliminare, sia interplanetarie sia in orbita terrestre.
Solitamente più di un mission analyst lavora ad una missione (specie se la missione è complessa e in stadio di progetto avanzato) e ogni mission analyst lavora a più missioni, il che rende il lavoro decisamente stimolante.

Parlando di missioni interplanetarie, puoi dirci brevemente in cosa consistono le missioni BepiColombo e JUICE?
BepiColombo è la prima missione ESA con destinazione Mercurio. E' stata lanciata il 20 ottobre 2018 e quando arriverà nella sua orbita operazionale studierà il pianeta più vicino al Sole in ogni suo aspetto, tramite non uno, ma due satelliti, uno dell'ESA e l'altro dell'agenzia spaziale giapponese (JAXA). JUICE è invece la prima missione ESA con destinazione Giove e le sue lune (con enfasi su Ganimede) che verrà lanciata nel 2022. Una volta arrivata in orbita attorno a Giove, sorvolerà diverse volte le tre lune galileiane più esterne (Europa, Ganimede e Callisto), durante quello che viene definito un tour delle lune, fino ad immettersi in orbita attorno a Ganimede che studierà più in dettaglio.

Lo studio dell'orbita di BepiColombo sembra un'operazione estremamente complicata. Quanto tempo ha richiesto e quali sfide hai affrontato? Continuerai a seguire il satellite nel suo lungo viaggio verso Mercurio?

E' stata sicuramente un attività che ha richiesto molto tempo alla mia sezione in ESOC: basti pensare che io ero alle elementari quando i miei attuali colleghi hanno iniziato a lavorarci; negli anni, mentre il satellite veniva progettato, la strategia per arrivare a Mercurio e adempiere i requisiti scientifici si è evoluta e sicuramente non ci ha lasciato ad annoiarci. BepiColombo dal punto di vista del mission analyst (ma non solo) è estremamente variegata ed interessante: utilizza sia motori a ioni, le cui traiettorie a bassa spinta risultano più complesse da progettare per via del legame intrinseco tra sistema propulsivo e traiettoria, sia motori chimici convenzionali; utilizza inoltre tecniche avanzate come la fionda gravitazionale (per risparmiare propellente nel viaggio verso Mercurio) e la cattura gravitazionale (per risparmiare propellente nell'inserzione in orbita attorno a Mercurio e renderla più sicura in caso di una mancata manovra).
Sicuramente la grossa sfida per me è stata familiarizzare con i diversi aspetti presenti, capire il perchè di scelte passate così da poter rispondere alle richieste che mi sono state fatte, che implicassero analisi da parte mia o meno. Attualmente seguo BepiColombo tramite notizie che mi arrivano dai colleghi del flight control team e, se tutto va come spero, sarò coinvolto nelle operazioni nel 2020 (in una sorta di scambio interno alla mia divisione).

L'ESA sta crescendo e punta a missioni sempre più ambiziose. Quali grandi progetti ci aspettano per il futuro?
A parte le missioni che ho già menzionato, sicuramente di grande interesse è il rinnovato focus verso la Luna, anche grazie alla possibilità di usufruire dell'infrastruttura del Lunar Orbital Platform-Gateway (LOP-G), con missioni come HERACLES, il cui obiettivo è riportare sulla Terra campioni di suolo lunare prelevati da una sonda.

Vuoi lasciare un messaggio a tutte quelle persone che vorrebbero intraprendere una carriera nell'ambito spaziale?
Se vi interessa lo spazio e siete indecisi se indirizzare la vostra carriera in questa direzione, il mio consiglio è di non dubitare: studiare quello che vi interessa non vi peserà e sicuramente le opportunità non mancheranno di proseguire sulla stessa strada anche per il lavoro, a patto che siate disposti a muovervi, almeno in un contesto europeo; l'ambiente spaziale vi darà sempre soddisfazioni e vi renderà fieri di porter contribuire a qualcosa che io considero sempre speciale.