Intervista a Luigi Simonetti di Commodore: 'Vogliamo creare una console'

Alla Milano Games Week abbiamo intervistato il CEO di Commodore Luigi Simonetti, che ci ha parlato del presente e del futuro dell'azienda.

Intervista a Luigi Simonetti di Commodore: 'Vogliamo creare una console'
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Una promessa fatta alla madre, l'amore per Commodore iniziato da bambino e tanta voglia di riportare il brand alla ribalta. Parlando con Luigi Simonetti, CEO di Commodore Industriues, traspare tutta la passione per questo storico marchio del mondo della tecnologia e del gaming.
Alla Milano Games Week Commodore era presente insieme a Leonardo Interactive e ha mostrato al pubblico uno spaccato di quella che è l'azienda oggi. Un po' produttore di hardware, un po' sviluppatore di software, ma ci sono anche i servizi, con la Commodore Academy che si occupa di formazione. Il presente di Commodore sembra ben delineato, ma nel futuro le novità importanti non mancheranno, tra cui spicca lo sviluppo di una nuova console, come confermato dalle parole dello stesso CEO durante la nostra chiacchierata alla fiera milanese.

Una nuova console nel futuro di Commodore

Everyeye: Qual è la percezione del brand Commodore nel pubblico oggi? É rivolto solo ai nostalgici o riesce a interessare anche i più giovani?

Luigi Simonetti: Ho sempre pensato che Commodore venisse intercettato prima dai nostalgici, io sono un commodoriano ancora prima di esserne l'amministratore delegato. Invece sto scoprendo nel corso di questi mesi che un sacco di ragazzi, anche ventenni, conoscono Commodore con un fare assolutamente reverenziale.

Si presentano a noi per capire effettivamente come far bene, come far meglio. Conoscono le piattaforme Amiga perfettamente dal 500 almeno al 1200, le utilizzano ancora adesso per sperimentare nuovi metodi di programmazione e per scoprire come facevamo noi i nostri programmi del passato. Commodore oggi è una realtà che può utilizzare ancora la filosofia di un tempo, quella dell'esplorazione, di essere pionieristica verso nuove situazioni, scoprire nuove soluzioni per problemi comuni.

I ragazzi lo stanno capendo, abbiamo avuto ieri stesso un ragazzo che ha acquistato un laptop qui da noi, venticinquenne, un laptop molto spinto, il nostro Orion, quindi una macchina con una RTX 4090, una scheda video non solo per giocare ma anche per programmare e lo ha scelto proprio come suo primo computer della sua nuova attività. Questa persona ha iniziato a lavorare come libero professionista avendo come primo computer un Commodore e per noi è un onore.

Everyeye: Quindi Commodore non è per davvero un brand solo per nostalgici?

Luigi Simonetti: Assolutamente no, Commodore non sviluppa progetti nostalgia, tutti quelli che sono in giro li apprezziamo senza ombra di dubbio ma non sono Commodore, non sono nostri assolutamente. Noi ci rivolgiamo solo al futuro. Come Commodore insegnava, siamo lì a navigare verso nuovi orizzonti.

Everyeye: Ma come ha fatto un brand come Commodore a finire in Italia?

Luigi Simonetti: É arrivato attraverso una scommessa fatta da me, attraverso la necessità di mantenere una promessa fatta a mia mamma che da ragazzino mi ha concesso, nonostante le nostre origini umili, l'accesso alle tecnologie facendo salti mortali. Sono stato un bambino fortunato, ho avuto praticamente tutti i Commodore sul mercato e lei ha capito la mia propensione verso le nuove tecnologie.

Ha fatto di tutto per consentirmi di arrivare dove sono adesso, sono un ingegnere fondamentalmente. In passato però ho avuto un brutto incidente. Sono rimasto cieco per due anni e questo ha sconvolto un po' tutto. Abbiamo affrontato un brutto periodo, però poi ho trovato un chirurgo che mi ha salvato almeno un occhio e la prima cosa che ho rivisto è stato un Commodore, come anche l'ultima che vidi, quindi è stato il destino.
Mia madre ha detto "Se non diventi il capo di Commodore ti ammazzo io". E quindi prima che lei mi lasciasse un po' di anni fa le ho promesso che l'avrei fatto e adesso sto tentando di mantenere questa promessa. È un percorso non facile, legalmente parlando. Adesso dobbiamo finalizzare meglio in alcuni paesi nel mondo la nostra posizione.
Siamo venuti qui alla Milano Games Week con i nostri laptop, quattro videogames, una partnership importante con Leonardo Interactive. Abbiamo in cantiere quattro nuovi videogiochi per il 2024, uno sarà un cult, un altro sarà il ritorno di Grisù, il draghetto, lo riportiamo alla ribalta trasformandolo in un videogioco, mentre RAI produrrà una serie animata sempre basata su Grisù.

Everyeye: Quindi non c'è solo hardware nel presente e nel futuro di Commodore, ma anche il software

Luigi Simonetti: Commodore adesso è una realtà che opera nel campo dell'elettronica, dell'informatica a 360 gradi. Lo fa con tre business unit fondamentali come Engineering, che si occupa di ingegneria informatica ed elettronica. Sono quelli che creano i programmi, fondamentalmente creano anche gli hardware. Poi abbiamo Sinapsy che fa Game Development e Game Design, si occupano di videogiochi, infine abbiamo Commodore Academy con la quale facciamo corsi di formazione. Abbiamo circa 100 persone che lavorano nel nostro organico e abbiamo tre uffici nel mondo, siamo piccolini, lo sappiamo, ma abbiamo una gran voglia di fare.

C'è un progetto industriale dietro messo a terra bene, lo stiamo dimostrando, questo è il nostro quarto anno da Commodore e abbiamo ottenuto i nostri risultati.
La nostra Commodore Academy ha consentito un progetto di formazione finanziata da Telecom di 75 milioni. È stato il primo premio in campo europeo presentato da BCE, quindi siamo contenti di questo. Un traguardo molto importante. I nostri giochi stanno crescendo, facciamo videogiochi da quattro anni, fondamentalmente impareremo, sappiamo cosa fare, siamo ingegneri. Abbiamo inserito adesso delle competenze che non avevamo. Commodore Sinapsy si sta comportando bene, il mercato se ne è reso conto e la dimostrazione di questo è il fatto che Leonardo Interactive ha voluto e ha potuto stringere un'alleanza con noi per andare avanti insieme nei prossimi anni.

Everyeye: Invece a livello di prodotti, che cosa avete attualmente in vendita?

Luigi Simonetti: Attualmente abbiamo due laptop, Omnia e Orion. L'Orion è la nostra punta di diamante, una macchina su piattaforma i9 di tredicesima generazione con la quale puoi spingerti ad avere una 4090 da 16 GB, 512 GB di RAM, 8 TB di disco, uno schermo Omnia Display da 2.5K e un millisecondo di refresh, quindi tanta roba.

Ma la cosa più importante è il fatto che è uno tra i pochissimi portatili ad essere raffreddato a liquido sia per la CPU che per la GPU. Chi è nel settore sa che cosa significa avere questo tipo di vantaggio tecnologico, ci sono solo altri quattro laptop sul mercato simili ai nostri. Il più aggiornato in questo momento è probabilmente il nostro. Per noi è stato un traguardo molto importante, abbiamo messo a terra un progetto che riporta il marchio dove merita di stare, cioè tra i produttori hardware. Stiamo attendendo che venga perfezionato l'aspetto, per ora è color grigio antracite perché è fatto di magnesio, quindi non utilizziamo plastiche. Ma speriamo prima o poi di farne una versione color biscottone che riprende il Commodore 64.

Oltre a questo abbiamo una serie di hardware minori, alcuni di loro servono solo a ricordare il marchio, sono delle chiavette che hanno la forma di un Floppy Disk o del Commodore 64, ma abbiamo anche un set di cuffie wireless davvero molto interessante. Abbiamo delle custodie per mantenere al sicuro i nostri laptop e uno zaino. Abbiamo deciso di iniziare a costruire intorno anche tutta una serie di strumenti utili per poi consentire ai nostri acquirenti di andarsene in giro completamente brandizzati. Non vogliamo creare solo un ecosistema, vogliamo generare una community di appassionati.

Everyeye: Quali sono i vostri obiettivi per il medio e lungo termine?

Luigi Simonetti: Abbiamo la pubblicazione di questi videogiochi di cui vi parlavo, due di questi sono IP davvero interessanti, non posso svelarvi ancora ma faranno scalpore quindi di questo siamo molto contenti. Per quanto riguarda l'hardware l'obiettivo è arrivare prima o poi ad avere una console, stiamo sviluppando internamente adesso un progetto di ricerca sviluppo che verte ad avere una console con dentro un hardware che renda compatibile addirittura anche il mondo Amiga. Non posso dirvi oltre, però è un progetto a cui teniamo molto e che ci sta entusiasmando particolarmente.