24 ore con iPhone X: le prime impressioni dopo un giorno di utilizzo

Abbiamo giocato per 24 ore con il nuovo iPhone X di Apple, ecco cosa pensiamo del nuovo smartphone di Cupertino dopo appena un giorno di utilizzo.

provato 24 ore con iPhone X: le prime impressioni dopo un giorno di utilizzo
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24 ore sono sicuramente poche per scrivere una recensione completa di un dispositivo, soprattutto se si parla dell'atteso iPhone X che secondo Apple cambierà per sempre il modo di usare lo smartphone - almeno all'interno dell'ecosistema della mela. È un tempo però sufficiente a capire se il tanto agognato effetto Wow, estremamente caro all'azienda americana, ha sorbito il suo effetto o meno dopo più di due anni "di magra". Sarà un articolo più emotivo che tecnico, per l'analisi approfondita ci sarà tempo, iniziamo però col dire che appena uscito dalla scatola effettivamente iPhone X sembra un dispositivo di un altro pianeta. Non tanto per la sua forma, non troppo lontana dai fratelli 6, 7 e 8, ma per i materiali scelti da Apple per la sua costruzione. Al di là dell'ottimo vetro, che come avrete già visto dai vari drop test in giro per il web è davvero resistente, è il frame in metallo che unisce parte anteriore e posteriore a dare un aspetto davvero premium al telefono. La stessa sensazione viene restituita dal piccolo "occhio sporgente" sul retro che contiene le due fotocamere e l'ottimo flash LED, costruito in maniera più elegante rispetto ai fratellastri 7 Plus e 8 Plus. Peccato che questo sia molto sporgente, un dettaglio di design che si fa notare, anche se nell'uso quotidiano non ci si fa poi tanto caso.

Questione di notch

Un altro dettaglio relativo al design che è impossibile non considerare è il "notch" frontale, che nasconde al suo interno tutti i sensori utili al FaceID e la capsula auricolare/speaker. C'è però qualcosa che mette del tutto in secondo piano sia il notch che le fotocamere sporgenti: ciò che davvero spicca sin dalla prima accensione è lo spettacolare schermo OLED Super Retina HD con risoluzione di 2436 x 1125 pixel, a 458 ppi. Apple ha davvero lavorato duramente per portare sul mercato uno dei migliori schermi OLED in circolazione, non tanto sulla base della risoluzione (che è spesso sopravvalutata su dispositivi mobili di questa grandezza) ma dal punto di vista della resa cromatica, più naturale rispetto a molti altri telefoni concorrenti. La differenza, rispetto a tutti gli altri iPhone dell'attuale line up, è lampante sin dalla prima accensione, quando ad illuminarsi è soltanto la mela bianca all'interno di uno schermo perfettamente nero, poiché spento. Questo significa un contrasto molto più alto rispetto a qualsiasi pannello LCD, cosa a cui molti utenti Android sono abituati da tempo, colori brillanti e precisi. La differenza diventa ancora più lampante durante la riproduzione, ad esempio, di un contenuto HDR di Netflix. iPhone X infatti supporta questa caratteristica, che la piattaforma americana ha portato all'interno della sua app ancora prima del lancio ufficiale del dispositivo.

Faccia a faccia

Questo eccellente schermo, che oltre il notch copre tutta la superficie restante, ha significato la rimozione dell'iconico tasto Home, sostituito da una serie di gesture che si imparano molto in fretta. Se all'inizio della sua storia iPhone si faceva sbloccare scorrendo un dito da sinistra a destra, oggi con iPhone X lo si fa scorrendo il dito dalla parte inferiore dello schermo verso l'alto, nulla di più semplice. Inoltre Apple ha velocizzato il passaggio da un'app all'altra e richiamare il multitasking non è mai stato così veloce, neppure con il 3D Touch sul bordo sinistro dello schermo. L'assenza del tasto Home, nella nostra esperienza, non si è fatta sentire neppure un secondo, anzi. Lo stesso vale per un altro aspetto chiave di questo telefono: lo sblocco. Niente tasto Home significa niente TouchID, affidabile modalità di sblocco tramite le impronte digitali. Per questo motivo Apple ha messo insieme più sensori per creare il FaceID, una modalità di sblocco avanzata che sinora nessun altro produttore ha mostrato con questa semplicità e affidabilità. Basta una configurazione di 30 secondi per legare in modo indissolubile il nostro volto al nostro telefono, che in maniera quasi istantanea andrà a sbloccare la schermata principale, autorizzerà pagamenti Apple Pay e quant'altro, inclusi gli acquisti sull'App Store (dopo un doppio clic sul tasto principale laterale). Apple con questa modalità di sblocco ha giocato un vero e proprio All-in, non inserendo sul dispositivo modalità alternative, e ha vinto su tutta la linea. Il FaceID è affidabile nel 99% dei casi, veloce e comodo, infatti lo si può usare con i guanti, quando si hanno le mani bagnate o sporche, indossando cappelli, occhiali e quant'altro, basta che una sufficiente porzione del nostro volto sia visibile. Inoltre il sistema fa moltissima attenzione agli occhi: quando questi sono chiusi, è impossibile sbloccare il dispositivo, anche a volto scoperto (il sistema può riconoscere eventuali occhiali da sole e fare un'eccezione). Dunque sarà impossibile che qualcuno sblocchi il terminale mentre voi state dormendo, certo anche se vi siete appena svegliati e avete gli occhi un po' a fessura ci sarà bisogno di inserire il codice (true story per due mattine di seguito), ma è un dettaglio su cui si può sorvolare senza problemi.

Colori e dettagli

Tutta la potenza dei sensori del FaceID viene palesata con le divertenti Animoji che, pur essendo un gioco alquanto inutile, possono funzionare quasi da demo tecnica. La nuova tecnologia di Apple riesce a catturare ogni movimento del volto, ogni espressione facciale, dall'apertura degli occhi all'alzamento delle sopracciglia, per non parlare della bocca. FaceID dunque promosso a pieni voti, almeno per ora, così come l'hardware contenuto all'interno del dispositivo. Il chip A11 Bionic è una forza della natura, lo abbiamo del resto già visto con iPhone 8 e 8 Plus, completato da un iOS 11 che, seppur non ancora del tutto maturo, garantisce già una fluidità clamorosa sul nuovo modello dell'anniversario. Passando invece a parlare del comparto fotografico, sul web sentirete qualcuno dire che iPhone X è pronto per sostituire la vostra pesante e ingombrante reflex, ma non è esattamente così.

Se a bassissimi ISO (sotto i 50) il nuovo melafonino è in grado di scattare ottime immagini e competere (almeno a livello di percezione) con molte mirrorless e reflex entry level (fascia di prezzo 300 euro e obiettivi kit), grazie a una resa cromatica eccellente e ad un livello di dettaglio incredibile (per lenti e sensori così piccoli), a ISO più alti l'immagine tende a impastarsi facilmente, del resto è proprio la qualità degli ISO alti che fa lievitare il prezzo di una qualsiasi macchina fotografica (reflex, mirrorless o compatta che sia). Questo però non è propriamente un difetto, è un limite che affligge (chi più chi meno) tutti i sensori mobile del mercato; overall le fotocamere montate su iPhone X svolgono dunque un lavoro eccezionale, soprattutto all'aperto o in condizioni di luce ottimali. La modalità ritratto è inoltre un buon valore aggiunto, anche se bisogna imparare ad usarla alla perfezione ed evitare che il sistema rilevi in modo sbagliato i soggetti nella foto. Probabilmente non parliamo delle fotocamere migliori del settore, ma poco ci manca e possiamo promuovere a pieni voti anche questo aspetto chiave dello smartphone. (Gli scatti che vedete sono stati realizzati con l'app fotocamera stock e non sono stati ritoccati in alcun modo, solo ridimensionati. Il primo è uno scatto standard, il secondo con modalità Ritratto)


Ottimizzazione

A vincere è anche l'autonomia, che ci ha abbastanza impressionati nella prima giornata di utilizzo pieno. Siamo infatti arrivati al 23% di carica con 8 ore piene di utilizzo (più altre 15 di stand by), facendo soprattutto fotografie (oltre 50, molte delle quali in modalità ritratto) e caricandole sul cloud, navigando con Safari, mandando centinaia di messaggi su Telegram e sfogliando Instagram. Insomma le promesse di Apple, di sfiorare la medesima autonomia degli ultimi modelli Plus nonostante le dimensioni ridotte, sembrano essere del tutto soddisfatte. Dunque questo iPhone X, almeno dopo le prime 24 ore di utilizzo, sembra davvero essere l'iPhone definitivo, ci sono però dei nodi da risolvere. Il primo riguarda l'ottimizzazione software: iOS 11 sul formato 18:9 ci è sembrato avere qualche lacuna a livello grafico, con molti spazi morti e inutilizzati in più occasioni. La maggior parte delle app di terze parti poi deve essere ancora aggiornata, può infatti capitare di vedere diverse app "boxate" con vistose bande nere sopra e sotto (nella foto potete ammirare Skype non ancora aggiornato); talvolta però anche le app che hanno ricevuto gli update ci sono apparse acerbe, senza alcun miglioramento rispetto ad un normale iPhone da 4.7 o 5.5 pollici. Su questo fronte dunque Apple e gli sviluppatori hanno ancora molto lavoro da fare, speriamo solo di non dover aspettare iOS 12 per un'ottimizzazione completa e funzionale. Tutto questo ci porta a due domande chiave, la prima: conviene scapicollarsi a comprare un iPhone X?

18:9 vs 16:9

Sicuramente l'effetto Wow c'è eccome, gli elementi e gli aspetti positivi neppure si contano, soprattutto se arrivate da una generazione al di sotto del 7. La questione relativa all'ottimizzazione grafica delle app però ci fa consigliare di aspettare almeno un po' prima dell'acquisto, attendere che gli sviluppatori aggiornino al meglio le loro app, anche perché molte potrebbero rivelarsi quasi inutilizzabili per ora. La seconda domanda invece è: chi dovrebbe passare ad iPhone X, l'utente dell'iPhone Standard, del Plus o tutti indiscriminatamente? Senza alcun dubbio possiamo dire che chi proviene da un iPhone Standard da 4.7 pollici troverà nell'iPhone X il suo smartphone Apple definitivo. Non solo per la doppia fotocamera e la grande autonomia, soprattutto per lo schermo, che amplia e neppure poco il piccolo pannello visto in questi ultimi anni. Discorso molto diverso invece per gli attuali utenti Plus, che di certo non troveranno migliorie dal punto di vista dell'autonomia. Questi potrebbero rimanere delusi persino dallo schermo che, al di là della qualità del nuovo pannello OLED, sarebbe nominalmente più stretto rispetto al classico 5.5 pollici con aspect ratio 16:9. (In basso qualche schermata d'esempio, con le proporzioni reali di un iPhone X - a cui bisogna aggiungere idealmente il notch nella parte alta - e di un iPhone Plus)

Nonostante sulla carta la diagonale del X sia superiore, pari a 5.8 pollici, la larghezza dello schermo è ridotta rispetto ai modelli Plus, dunque non avrete affatto uno schermo più "grande", vi ritroverete con lo schermo di un iPhone Standard solo più allungato. Questo potrebbe peggiorare la visione di video in 16:9, di fotografie 4:3 e 3:2, la lettura di libri e di testi, la consultazione di pagine web, dunque rovinare l'esperienza a cui siete abituati.

Il vero, autentico guadagno sarebbe nelle dimensioni generali del dispositivo, di molto ridotte su X, se però amate il grande schermo da 5.5 pollici dei modelli Plus pensateci bene, recatevi nell'Apple Store più vicino e testate con mano, non lanciatevi nel vuoto. Non si tratta di cosa è meglio o è peggio, semplicemente bisogna capire se si preferisce ancora il buon vecchio formato 16:9 oppure il nuovo 18:9 più allungato. Probabilmente solo un iPhone X Plus potrà, in futuro, accontentare davvero tutti, chissà che Apple non ci pensi davvero.