Android 11, le 5 principali novità del nuovo aggiornamento: la nostra prova

Abbiamo provato la versione stabile di Android 11. Non ci sono novità dall'effetto "wow" rispetto al passato, ma le nuove funzioni non mancano.

provato Android 11, le 5 principali novità del nuovo aggiornamento: la nostra prova
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Ogni anno gli appassionati del mondo Android attendono con impazienza il rilascio della versione definitiva dell'ultima major release del sistema operativo di Google. Generalmente la release "definitiva" avviene nel mese di settembre e l'azienda di Mountain View non si è smentita nemmeno in questo atipico 2020. Infatti, nella serata dell'8 settembre 2020 è arrivato l'atteso annuncio: Android 11 è realtà.
Dopo aver testato, come di consueto, le Developer Preview e le Beta, ci siamo dunque fiondati a scaricare la versione stabile, in modo da raccontarvi sin da subito quali sono le principali novità introdotte.

Una premessa

Prima di partire con l'analisi delle varie funzionalità implementate da BigG all'interno del suo sistema operativo, è bene dire che coloro che hanno già avuto modo di testare le versioni preliminari di Android 11 o di informarsi in merito, magari tramite le nostre prove precedenti, non troverà in realtà particolari novità dall'effetto "wow".
Al momento di passare dalla Beta finale alla versione stabile, il sistema ci ha chiesto di scaricare solamente 18,05 MB. Insomma, la release "definitiva" di per sé non porta feature innovative, ma si limita a rendere funzionanti e attive tutte le possibilità che abbiamo già avuto modo di "assaggiare" nella fase che ha preceduto il rilascio, nonché di rendere stabile il sistema operativo e utilizzabile senza alcun tipo di problema. Insomma, questa prova della versione stabile di Android 11 si rivolge più a coloro che non hanno ben seguito il percorso di sviluppo di questa major release, ma in realtà può trattarsi anche di un utile "riassunto" per gli utenti più "smanettoni".

Chat a forma di bolla e notifiche suddivise in sezioni

Avete presente le "bolle" flottanti di Facebook Messenger? Ora questa funzionalità arriva in modo nativo ed è utilizzabile anche per applicazioni come Telegram (abbiamo dovuto scaricare l'ultima versione dal Play Store per poter utilizzare le bolle). Una volta ricevuto un messaggio, basta premere sull'apposita icona presente in basso a destra della notifica. In questo modo, quella conversazione verrà "spostata" in un bolla che può essere posizionata a piacere. La chat può essere aperta in finestra e per chiuderla basta trascinare la bolla sul riquadro X.

Insomma, tutto è molto simile a quanto avviene con l'applicazione di Facebook Messenger su Android, ma in questo caso si tratta di una funzionalità a livello di sistema. Dalle impostazioni si può anche decidere se mostrare le bolle per tutte le conversazioni o solamente per alcune selezionate. Rimanendo nel mondo delle applicazioni di messaggistica istantanea, adesso la tendina delle notifiche mostra uno stile molto più pulito.
Infatti, se prima tutte le notifiche venivano posizionate allo stesso modo, ora esse vengono suddivise in "sezioni". Più precisamente, le chat vengono posizionate in alto nel riquadro "Conversazioni", mentre le altre notifiche si trovano nei riquadri "Notifiche" e "Silenziose". Non manca la possibilità di scegliere la priorità delle varie notifiche.

Screen recorder integrato

Potrebbe sembrare strano a qualcuno, ma fino ad oggi Android non disponeva di una funzionalità di registrazione schermo implementata nativamente all'interno del sistema operativo. In parole povere, per "catturare" ciò che avviene sul display, finora gli utenti dovevano scaricare applicazioni di terze parti o comunque passare per una personalizzazione software avente uno screen recorder.
Non si tratta di una funzionalità rivoluzionaria, ma perlomeno non si dovrà più passare per forza per applicazioni di terze parti. Lo screen recorder funziona in modo molto semplice: si attiva tramite un toggle rapido, si sceglie se registrare l'audio e se mostrare i tocchi sullo schermo e si avvia la registrazione. Non manca la possibilità di decidere se registrazione l'audio del microfono, quello interno del dispositivo oppure entrambi. La registrazione si può interrompere tramite un'apposita notifica.

Cronologia delle notifiche

Quante volte vi è capitato di "cancellare" una notifica per sbaglio e non ricordarvi più a quale applicazione faceva riferimento? Probabilmente succede spesso anche a voi. Per questo motivo, Google ha implementato in Android 11 una funzionalità di cronologia delle notifiche. In parole povere, nella tendina delle notifiche è presente una voce "Cronologia": premendo su quest'ultima è possibile vedere tutto ciò che è arrivato di recente, comprese le notifiche che sono state ignorate.

In questo modo, l'utente può tenere sotto controllo la situazione e non perdersi nulla. C'è anche la possibilità di disabilitare questa funzionalità, nel caso qualcuno la ritenesse un possibile "problema" a livello di privacy. Si può accedere a questa cronologia anche dalle impostazioni di sistema, oltre che tramite la succitata scorciatoia.

Schermata di spegnimento con controlli smart

Le case degli appassionati di tecnologia stanno diventando sempre più smart e Google si sta dunque adeguando a questo trend. Per questo motivo, tenendo premuto il pulsante d'accensione, l'utente ora non vedrà più solamente i tasti "Emergenza", "Spegni" e "Riavvia", ma si troverà dinanzi anche ai controlli legati ai dispositivi iOT associati.
Tutto questo funziona a livello nativo, quindi non c'è bisogno di installare app di terze parti. Inoltre, da questa schermata è anche possibile configurare i vari metodi di pagamento legati a Google Pay e scegliere "al volo" quello da utilizzare per una determinata transazione. Insomma, l'azienda di Mountain View sta rendendo più utile la schermata di spegnimento.

Permessi one-time alle app

Android 11 porta con sé una novità importante per quanto riguarda la privacy, ovvero la possibilità di garantire alle applicazioni l'utilizzo di un determinato permesso, ad esempio quello relativo alla geolocalizzazione, solamente una volta.
Così facendo, l'utente potrà controllare che le app utilizzino i permessi solamente quando strettamente necessario, evitando alla base che ci siano potenziali abusi.

Altre funzionalità

Android 11 introduce altre novità, da un posizionamento rivisto dei controlli per i contenuti multimediali fino a impostazioni aggiuntive per la Dark Mode (si può decidere quando farla attivare o disattivare automaticamente), passando per una barra dedicata alle app consigliate posizionata in Home (solo per i Google Pixel) e per la possibilità di utilizzare Android Auto via wireless (solo per alcuni dispositivi).
Ci sono poi delle novità "sotto il cofano", come il fatto che l'azienda di Mountain View potrà rilasciare piccoli aggiornamenti di sicurezza direttamente tramite il Play Store. Per maggiori dettagli su questa versione del sistema operativo, potete fare riferimento al sito ufficiale. Per quanto riguarda, invece, gli smartphone compatibili sin dal day one, trovate tutte le informazioni del caso nella notizia di lancio di Android 11.