Android 12 DP1, la prima prova: le principali novità che abbiamo scovato

Abbiamo messo alla prova la prima Developer Preview di Android 12. Quel che ne emerge è una visione interessante del futuro del robottino verde.

Android 12 DP1, la prima prova: le principali novità che abbiamo scovato
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Nella serata del 18 febbraio 2021 è arrivata l'attesa notizia: Android 12 è tra noi. Google ha rilasciato la DP1 (Developer Preview) della prossima major release del sistema operativo del robottino verde. Per chi non lo sapesse, questa build preliminare coincide con la prima occasione per sviluppatori, addetti ai lavori e appassionati di mettere le mani sulle novità che vedremo nei prossimi mesi.
Il rilascio della DP1 è sempre un momento di grande fermento per il mondo smartphone, dato che da anni developer e utenti "smanettoni" sono soliti effettuare la classica nottata all'insegna del flash della nuova versione, in modo da testare con mano sin da subito tutte le novità.
Ci siamo dunque "immersi" nella build rilasciata da Google e abbiamo scovato diverse informazioni interessanti.

Developer Preview 1, tra Material NEXT e modalità a una mano

Una volta terminato il flash e riavviato lo smartphone, il nuovo stile grafico Material NEXT si fa notare sin da subito. Infatti, il sistema operativo si è tinto di azzurro per quanto riguarda lo sfondo delle impostazioni, nonché la tendina delle notifiche. Non manca poi una schermata di blocco rivista, in quanto lo sfondo viene messo in evidenza mediante un nuovo layer trasparente quando si inserisce il PIN o la sequenza di sblocco.
Un altro elemento rinnovato in termini estetici è il toggle principale che compare in alto nelle schede delle impostazioni, ad esempio relativamente alle opzioni per gli sviluppatori. Quest'ultimo appare infatti di dimensioni più elevate rispetto agli altri e si fa notare subito.
Per il resto, anche le notifiche hanno un look leggermente rivisto. In generale, Google ha reso l'interfaccia più godibile sia per quel che riguarda il tema chiaro che quello scuro.

"Piccola" chicca nascosta: abilitando un apposito flag mediante ADB, è possibile ottenere un'interfaccia delle impostazioni totalmente rinnovata, probabilmente per poter essere utilizzata con una sola mano. In questo caso gli screenshot descrivono la situazione meglio di mille parole, ma in linea generale gli elementi sono spostati verso il basso e le icone assumono dimensioni più elevate.
Fondamentalmente, questo tipo di interfaccia ricorda per certi versi la One UI di Samsung. Si tratta sicuramente di un "segreto" interessante: chissà se alla fine Google deciderà di dare agli utenti la possibilità di attivare l'interfaccia direttamente dalle impostazioni.

Passando alle funzionalità vere e proprie, l'introduzione più importante effettuata con Android 12 è quella relativa alla modalità a una mano, che arriva finalmente in modo nativo. Si discuteva da tempo di questa possibilità, ma adesso Google la sta implementando realmente. Si tratta di una funzionalità che riduce le dimensioni dei contenuti a schermo, in modo da consentire all'utente di usare tutto rapidamente senza dover tenere lo smartphone con due mani. Questa modalità è stata scovata da Mishaal Rahman di XDA Developers, che ha mostrato rapidamente come funziona in un tweet.

Si tratta tuttavia di una delle uniche feature che non siamo riusciti ad abilitare direttamente, in quanto probabilmente nascosta dietro a qualche flag non ancora disponibile (come d'altronde lo è l'interfaccia "stile OneUI"). In ogni caso, sembra proprio che la feature funzioni in modo molto simile alla funzionalità "Accesso facilitato" presente su iPhone. Per il resto, un'altra opzione mostrata da Rahman che non siamo riusciti ad abilitare è quella relativa alla possibilità di catturare degli screenshot estesi mentre si effettua lo scroll della schermata. Potete darci un'occhiata in questo tweet, anche se attualmente la feature sembra essere "nascosta" e avere diversi problemi di stabilità.

Sembra inoltre che Google stia lavorando a dei widget maggiormente interagibili, che consentono di passare da una "schermata" all'altra. Un'altra novità secondaria, ma utile nel contesto quotidiano, è quella relativa al Picture in Picture (PiP). Infatti, ora è finalmente possibile ingrandire la finestra di quest'ultimo in modo naturale, proprio come avviene per lo zoom nell'app Fotocamera, slegandosi dunque dalla precedente "gesture" non esattamente delle più comode da utilizzare.
Per il resto, stando a quanto scoperto da 9to5Google, su Pixel 5 c'è una schermata relativa alle attese gesture che si effettuano con doppio tap sul retro dello smartphone. Tuttavia, al momento queste ultime non sembrano funzionare.

Tornando alle feature che siamo riusciti a testare con mano, è ora possibile scegliere per quali applicazioni multimediali far comparire i controlli nella tendina delle notifiche. Tra l'altro, questo tipo di player è stato rivisto e ora viene visualizzato in dimensioni più elevate. C'è poi una novità interessante relativa alla possibilità di posticipare le notifiche. Infatti, una volta abilitata l'apposita opzione "Consenti posticipazione delle notifiche", sarà possibile premere su un apposito pulsante che comparirà in basso a destra della notifica per poter scegliere per quanto tempo "rimandarla".
Certo, anche in passato erano presenti funzionalità di "snooze", ma adesso è disponibile proprio un pulsante dedicato. Non manca inoltre una feature pensata per condividere rapidamente la password del Wi-Fi con un altro dispositivo: basta selezionare l'opzione "Qui vicino" e l'altro dispositivo potrà connettersi in men che non si dica.

Oltre a questo, risulta interessante il fatto che in "Lingue e immissione" sia presente un'opzione chiamata "Reindirizza vibrazione", che permette di inviare le informazioni relative alla vibrazione ottenute dallo smartphone al proprio controller. Quest'ultima lascia intendere che, alla fine, i rumor di qualche giorno fa in merito al possibile arrivo di una gaming mode nativa realizzata come si deve possano essere veritieri.
Non bastasse questo ora è stata aggiunta la possibilità di modificare gli screenshot con degli sticker e sono state inserite ulteriori indicazioni in termini di privacy. Inoltre, al netto di altre funzionalità secondarie (come una feature di accessibilità che permette avere più controllo sulla riduzione dei colori "vivaci"), le restanti aggiunte sono da ricercarsi in ulteriori misure in termini di sicurezza. Ad esempio, ora basta premere per cinque volte il pulsante d'accensione per effettuare una chiamata d'emergenza.

Android 12: tempistiche e smartphone compatibili

Android 12 è dunque finalmente qui, seppur in versione limitata. Ricordiamo infatti che la prima Developer Preview è pensata per far prendere confidenza agli sviluppatori con la nuova major release. Proprio per questo motivo molte funzionalità sono "nascoste" e bisogna conoscere i giusti metodi per abilitarle, che non sono semplici da trovare. Inoltre, Google ha già confermato che prima della release finale ci saranno altre due Developer Preview, nonché quattro Beta. Insomma, la strada per l'arrivo della build "definitiva" è ancora lunga e ci porterà nella seconda metà dell'anno.
Infatti, se tutto andrà come previsto, la fase Developer Preview durerà fino ad aprile 2021, mentre quella Beta arriverà ad agosto 2021. Per quel che concerne i dispositivi compatibili, attualmente gli smartphone su cui si può installare la DP1 di Android 12 sono Google Pixel 3, Pixel 3 XL, Pixel 3a, Pixel 3a XL, Pixel 4, Pixel 4 XL, Pixel 4a, Pixel 4a 5G e Pixel 5.

Concludendo questo nostro primo contatto con Android 12, non possiamo che dirci interessati al progetto di Google. Infatti, nonostante attualmente molte novità non facciano capolino o non siano attivabili direttamente dalle impostazioni, la direzione intrapresa dall'azienda di Mountain View inizia a delinearsi in modo intrigante.
Pensiamo all'opzione di vibrazione del controller, che lascia intendere l'arrivo di una Game Mode, nonché all'interfaccia "nascosta" in stile One UI, di cui non vediamo l'ora di scoprire di più. Questo senza contare la comparsa delle gesture con doppio tap sulla backcover di Pixel 5 o il desing Material NEXT. Insomma, le prossime fasi preliminari ci daranno probabilmente la possibilità di approfondire tutte le questioni rimaste "in dubbio" con questa build.