Android O Developer Preview 2: tutte le novità introdotte alla prova

La seconda Developer Preview di Android O, rilasciata durante il Google I/O 2017, alla prova su Nexus 5X: ecco com'è andata.

provato Android O Developer Preview 2: tutte le novità introdotte alla prova
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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

Giusto qualche settimana fa abbiamo esaminato le maggiori novità che verranno introdotte con la prossima versione del sistema operativo mobile di Google: Android O. In quell'occasione avevamo testata la prima Developer Preview (una sorta di versione "Beta" dedicata agli sviluppatori) e ci eravamo lasciati con un battery drain ancora abbastanza marcato e bug di varia natura, tra cui quello relativo al Picture-in-Picture. Tuttavia, la società californiana è corsa ai ripari in fretta e, durante il keynote d'apertura del Google I/O 2017, ha effettuato un "lancio lampo", rilasciando istantaneamente la seconda Developer Preview via OTA (tramite il programma Beta) a tutti coloro che avevano già provveduto ad installare la prima versione preliminare di Android O. Abbiamo testato il tutto per qualche giorno sul nostro fidato Nexus 5X e oggi, dunque, andremo ad analizzare le principali novità introdotte e le correzioni apportate da Google con questa seconda Developer Preview. Possiamo dirvi già da ora che la situazione è di gran lunga migliorata. Ma bando alle ciance, iniziamo la disamina!

Picture in Picture

Iniziamo parlando di Picture in Picture, la funzionalità che permette agli utenti di visualizzare alcune tipologie di contenuti (come un video su YouTube oppure un articolo su Chrome) in una piccola finestrella "fluttuante" trascinabile a piacere per tutto lo schermo. Picture in Picture è pensata per rendervi "multitasking", consentendovi di effettuare più azioni (come guardare un video e messaggiare) contemporaneamente.
Nella prima Developer Preview questa opzione era già funzionante ma era afflitta da un fastidioso problema: la visualizzazione "incompleta" dei video. Infatti, provando a ridurre a finestra un qualsiasi video, quest'ultimo veniva visualizzato con delle parti "tagliate". Gli utenti erano riusciti ad ovviare a questo inconveniente mettendo l'applicazione con la quale si stava visionando il video in landscape. Tuttavia, questo non sarà più necessario d'ora in poi. Google, infatti, ha risolto ogni problematica relativa al Picture in Picture ed ora il tutto funziona a dovere. Inoltre, è stata aggiunta la possibilità di scegliere a quali app consentire l'utilizzo del PiP e se ridurre ulteriormente la finestra quando la trasciniamo vicino ad uno dei bordi del nostro schermo. Oltre a questo, è possibile ingrandire di poco la suddetta finestra eseguendo un singolo tap su di essa oppure farla ritornare "a tutto schermo" eseguendo un doppio tap. La società californiana ha introdotto il supporto a questa "modalità", oltre che su YouTube, anche su Chrome e Duo. Le intenzioni sono quelle di implementare il tutto nella maggior parte delle sue applicazioni.
Per attivare il Picture in Picture la procedura è sempre la solita: recatevi in Sistema -> Sintetizzatore interfaccia utente di sistema -> Barra di navigazione -> Tipo di pulsante extra sinistra, selezionate la voce "Keycode" e impostate il valore di quest'ultima a "171", scegliendo l'apposita icona da associare a questa funzionalità. Ora potrete utilizzare il PiP su YouTube, Google Chrome, Google Duo e qualsiasi altra applicazione compatibile.
Per attivare l'opzione di riduzione della finestra quando essa è vicino ad uno dei bordi dello schermo dovrete recarvi in Sistema -> Sintetizzatore interfaccia utente di sistema -> Picture-in-picture. Per scegliere le app a cui dare i permessi per utilizzare tale funzionalità, invece, il "percorso" è: App e notifiche -> Avanzate -> Accesso speciale alle app -> Picture-in-picture.

Widget e Notification Dots

Google ha pensato bene di rendere accessibili i widget e le notifiche delle varie app tramite un "box" che comparirà a schermo effettuando una pressione prolungata sull'icona della relativa applicazione, in modo da accedere più velocemente al tutto. Si tratta sicuramente di una gradita novità che però è ufficialmente disponibile solo per i dispositivi della gamma Pixel, non ancora commercializzati in Italia. Tuttavia, siamo riusciti a provare comunque "l'accesso veloce" ai widget installando sul nostro fidato Nexus 5X il Pixel Launcher tramite l'APK trapelato online nelle scorse ore. Le Notification Dots, invece, sembrano non essere ancora state implementate in alcuna applicazione in nostro possesso. Speriamo che Google ci ripensi e renda disponibile il tutto in via ufficiale anche per i suoi "vecchi" dispositivi (anche se sarà molto difficile che questo avvenga).

Compilazione automatica (Autofill API)

Con Android O, Google introduce un servizio di compilazione automatica che sarà in grado di compilare per noi, ad esempio, il campo password richiesto da una determinata applicazione.
Per il momento, è possibile attivare questa funzionalità solamente utilizzando il servizio di compilazione automatica della società californiana (Autofill with Google) ma in un futuro non molto remoto altre aziende (come Twitter e Facebook) dovrebbero supportare le Autofill API.
Per attivare il tutto nella seconda Developer Preview di Android O, vi basterà recarvi in Sistema -> Lingue e immissione -> Avanzate -> Servizio di compilazione automatica e selezionare "Autofill with Google". Ora, cliccando sull'apposita icona delle impostazioni e accettando le condizioni d'utilizzo, potrete vedere quali password avete salvato sul vostro account Google. Queste ultime verranno successivamente inserite automaticamente dal servizio di compilazione automatica quando tenterete di accedere al vostro account tramite Chrome, ad esempio.

Impostazioni rapide ridisegnate

Una delle modifiche che saltano all'occhio sin dai primi secondi seguenti l'installazione della seconda Developer Preview è sicuramente il nuovo "look" delle "impostazioni rapide". Infatti, ora il tema della "tendina" in questione presenta una colorazione grigia (che non ci è dispiaciuta) e un'icona relativa alla connessione dati nuovamente ridisegnata. Inoltre, sono state aggiunte in basso alcune nuove opzioni. In particolare, la data (cliccando sulla quale si aprirà l'app "Orologio") compare ora sotto all'icona relativa al Wi-Fi mentre l'icona delle impostazioni è ora posizionata sotto a quella della torcia.
Oltre a questo, "estendendo" la tendina delle impostazioni rapide, troveremo altre due icone che ci consentiranno di scegliere l'utente con il quale vogliamo utilizzare il nostro dispositivo (è possibile creare istantaneamente un utente "ospite", ad esempio) e di modificare il posizionamento delle icone.

App istantanee

Con Android O, Google introduce la possibilità di testare le app senza installarle. Infatti, quando l'utente toccherà un link relativo ad una determinata applicazione, Google Play controllerà se quest'ultima esiste in "formato istantaneo" e, in tal caso, la eseguirà senza installarla sul nostro dispositivo. Una nuova funzionalità sicuramente interessante che, però, non abbiamo ancora avuto modo di testare in quanto sembra che nessuna app in nostro possesso disponga di questa possibilità. Tuttavia, è già stata inserita l'opzione per attivare il tutto in App e Notifiche -> Avanzate -> App Predefinite -> Apertura link -> App istantanee, in modo da consentire agli sviluppatori di implementare già da ora questa funzionalità nelle loro applicazioni. Attendiamo fiduciosi.

Nuove impostazioni Wi-Fi

Questa seconda Developer Preview vede l'introduzione di alcune interessanti nuove impostazioni riguardanti il Wi-Fi. In particolare, è ora possibile far attivare automaticamente quest'ultimo al nostro dispositivo quando siamo nell'area di copertura di "reti salvate di alta qualità" (come la connessione di casa) o di "reti pubbliche di alta qualità". Oltre a questo, è stata aggiunta una nuova "misteriosa" voce denominata "Fornitore di servizi di valutazione rete". Al momento l'unica opzione selezionabile è "Google" e non è ben chiaro a cosa serva questa opzione. Che la società californiana stia creando un database contenente tutti i provider del globo per dirci se la connessione è sicura? Siamo nel campo delle speculazioni ma non si sa mai.

Questione batteria

La società californiana ha pensato bene di aggiungere svariate nuove informazioni nella scheda delle impostazioni dedicata alla batteria. Tra queste troviamo le "ore di schermo" effettuate, il tempo passato e le ore di utilizzo di ogni singola app dall'ultima ricarica completa. Gradite aggiunte che aiutano a "diagnosticare" l'effettiva durata della batteria. Oltre a questo, è possibile disattivare le attività in background di una determinata app nel caso si scoprisse che quest'ultima ha consumato "più del dovuto". Per quanto riguarda il battery drain riscontrato con la prima Developer Preview, siamo felici di potervi dire che quest'ultimo non è più presente nella DP2 e ora la durata della batteria è pressoché identica a quella che avevamo con Android Nougat. Bel lavoro Google.

Android Oreo La seconda Developer Preview si è dimostrata molto solida e non abbiamo mai riscontrato alcun tipo di problema durante il suo utilizzo. La risoluzione dei problemi di Battery Drain e il perfezionamento del PiP dimostrano come la società californiana abbia fatto tesoro delle lamentele arrivare dagli utenti durante gli scorsi mesi. Inoltre, le altre novità (come "l'accesso veloce" ai widget e la compilazione automatica) sono delle aggiunte sicuramente interessanti che contribuiscono a migliorare sensibilmente l'esperienza utente. In definitiva, se disponete di uno dei dispositivi "idonei" (Nexus 5X, 6P, Pixel C, Pixel XL, Pixel o Nexus Player) vi consigliamo senza alcuna remora di installare questa versione preliminare, anche per un utilizzo quotidiano.