Asus Mixed Reality Headset: il visore VR arriva in Italia

Nel corso di una presentazione Asus tenutasi a Milano, abbiamo messo nuovamente le mani sul visore Mixed Reality di Asus, l'HC102.

provato Asus Mixed Reality Headset: il visore VR arriva in Italia
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Non è così semplice, ad oggi, stabilire il perché la realtà virtuale non sia ancora riuscita a sfondare nel mondo dell'intrattenimento digitale. Quel che è certo, però, è che tra i più evidenti motivi che ne hanno frenato l'ascesa, oltre a un game design ancora tutto in evoluzione, troviamo un prezzo di vendita particolarmente elevato e dei requisiti hardware non propriamente alla portata di tutti. Tra le proposte VR attualmente in commercio, infatti, soltanto PlayStation VR riesce a mantenersi entro una certa soglia di accettabilità (circa 600€ per mettere le mani sulla combo visore + PS4 "base"), mentre la concorrenza (HTC Vive e Oculus Rift in primis) necessita di una spesa d'ingresso superiore, soprattutto appunto per la necessità di accompagnare i caschetti con dei PC molto preformanti.
Le cose potrebbero però cambiare nei mesi a venire, con l'avvento di un buon numero di nuovi visori compatibili con la cosiddetta Windows Mixed Reality, ovvero la piattaforma di Redmond dedicata alle applicazioni di realtà virtuale.
Tra questi troviamo l'Asus Windows Mixed Reality HC102, un visore MR appena sbarcato sul mercato con una proposta davvero allettante, al prezzo di 449€. Noi lo abbiamo provato in anteprima pochi giorni fa. Eccovi le nostre impressioni.

Design, ergonomia e specifiche

Nella realizzazione del suo HC102, Asus si è focalizzata su molti di quegli aspetti che fino a oggi hanno trattenuto l'utenza dall'imbarcarsi sul treno della realtà virtuale, a cominciare dal design e dall'ergonomia. L'estetica dell'HC102 si ispira dichiaratamente a uno dei concetti fondanti dell'ambiente virtuale: i poligoni. La scocca frontale del visore si contraddistingue infatti grazie a un pattern 3D che ricorda la modellazione poligonale, donandogli uno stile futuristico e accattivante. Anche i materiali impiegati sono di qualità, con un focus particolare sull'utilizzo condiviso del device tra più persone, come accade facilmente in un ambiente familiare. Il tessuto è infatti traspirante, a rapida asciugatura e anti-batterico, fondamentale per nuclearizzare quella sgradevole sensazione di materiale umido che si viene inevitabilmente a creare dopo un utilizzo prolungato della periferica.
La stessa efficienza è riscontrabile nel bilanciamento dei pesi sulla corona di sostegno, con i circa 400 grammi di carico del visore ben distribuiti tra la fronte e la parte posteriore del cranio, riducendo così la pressione sul viso e sul naso. La sua regolazione è possibile grazie a un classico meccanismo a scatti micrometrici posto nella parte posteriore, che permette di effettuare la taratura direttamente con il casco indossato. Inoltre, grazie a uno snodo presente sulla corona di sostegno, è possibile sollevare il visore sopra gli occhi quasi come se fosse un visore notturno di tipo militare, permettendoci così di passare in un batter d'occhio dall'ambiente virtuale a quello reale.
Anche i motion controller (che sono inclusi nel bundle di vendita) mostrano la medesima cura costruttiva. Questi presentano una classica impugnatura lunga, sormontata da una corona circolare (la cosiddetta "costellation") su cui sono presenti i 32 punti luce a LED preposti alla mappatura dell'ambiente circostante e al tracking preciso dei movimenti. I pulsanti sono presenti su entrambi i controller, con le medesime funzioni (uso simmetrico): troviamo un pulsante Windows (per aprire il menù MR o per uscire dalle app), un touchpad (per effettuare swipe e scroll dei contenuti), un grilletto, e un tasto per dedicato alle funzioni di "grab" (per afferrare e spostare oggetti nel mondo virtuale).

L'ottimo lavoro di Asus nella concezione dell'HC102, però, non si è limitato al design e all'ergonomia. Molte risorse, infatti, sono state investite in un altro aspetto altrettanto fondamentale: la praticità d'uso. In un'epoca dove la maggior parte delle periferiche è PnP (Plug-N-Play), la VR non poteva certo sottrarsi da certi standard. L'HC102 è configurabile nel giro di 10 minuti: basta infatti semplicemente collegare il cavo HDMI e USB del visore a un PC Windows 10 con l'update 1709 e dotato dei requisiti minimi necessari, e il gioco è fatto. Una volta connesso, Windows visualizza automaticamente il pannello d'impostazione del visore, senza necessitare l'istallazione di un software d'interfacciamento dedicato. Successivamente, basta accedere al Windows Store (con oltre 20.000 app compatibili) o a Steam VR (con più di 2.000 titoli supportati), scaricare l'applicazione desiderata, e avviare la sessione virtuale.
Altro grande punto di forza di questo visore? Non necessita di alcuna torretta esterna, laser o infrarossi. Tutte le componenti dedicate al tracking (giroscopio, accelerometro, magnetometro) sono infatti integrate nel casco, con 2 telecamere frontali che permettono un tracciamento di tipo 6DoF (sei gradi di libertà). Questa scelta assolutamente gradita non solo rende l'HC102 molto meno ingombrante rispetto ad altre soluzioni VR attualmente in commercio, ma ne facilita anche il trasporto in casa. Basta infatti possedere un notebook compatibile (o più di una postazione fissa), e si è subito attrezzati per poter giocare in qualunque ambiente domestico, persino in giardino.
L'ultimo punto saliente del "manifesto" dell'Asus HC102 è indubbiamente quello relativo ai requisiti hardware, cavillo di estrema importanza per la VR tutta.
Tutti godono nel possedere l'ultimo modello di GPU NVIDIA o il più recente processore Intel, ma quanti, specialmente adesso che i prezzi di GPU e RAM sono pompati per via del mining, sono realmente disposti a investire certe cifre per apprezzare a pieno la realtà virtuale? Ecco perché Asus ha cercato di "fare trentuno", proponendo un visore che non necessità di chissà quali risorse hardware. A fronte infatti di un visore con risoluzione di 3K (2880 x 1440), FOV di 95 gradi (con lenti Fresnel asferiche che distanziano l'occhio di 13mm) e frequenza di aggiornamento fino a 90Hz, l'Asus HC102 richiede come requisiti minimi una CPU Intel i5 (con 2 o più core fisici e Hyper-Threading), una GPU integrata Intel HD 620 (che abbassa il refresh massimo a 60 Hz) e 8 GB DDR3 di RAM. Ma anche i requisiti "Ultra" sono più che abbordabili: si parla di una CPU Intel i5 (con 4 o più core fisici) o AMD FX-4350, e GPU Nvidia GTX 965m/AMD RX460.
Potete insomma capire quanto questi requisiti possano davvero fare la differenza, permettendo alla VR di diventare un'esperienza alla portata di tutti, con tutti i limiti del caso ovviamente. Conclude le specifiche tecniche la presenza di un ingresso per cuffie con jack da 3,5mm, mentre non è presente alcun ingresso per microfono.

Il visore alla prova

Nel corso della presentazione, abbiamo avuto modo di mettere alla prova l'Asus HC102 con diverse esperienze in realtà virtuale.
La prima di queste era The Lab, una compilation di stanze VR creata da Valve e ambientata all'interno di Aperture Science. Nella fattispecie, nella stanza denominata Xortex, dovevamo utilizzare una piccola navicella per abbattere dei droni, schivando nel frattempo i loro colpi. Per quanto essenziale, l'esperienza non ci ha comunque impedito di valutare l'ergonomia del visore e, soprattutto, il suo sistema di tracking. Relativamente al primo aspetto, non possiamo negare che la periferica risulti molto comoda da indossare, anche se - forse per via della regolazione fatta un po' di fretta - esercitava una leggera pressione sul naso. Per quanto concerne la precisione dell'inside-out tracking, invece, non abbiamo riscontrato alcun problema. Anzi, gli spostamenti nell'ambiente tridimensionale ci sono parsi sempre precisi e in linea con i nostri movimenti sul posto, e anche la responsività ci è sembrata ottima sia per il caschetto che per i due motion controller. Va detto, tuttavia, che il visore era collegato a un Asus ROG GR8 II, un mini PC dotato di scheda grafica GeForce GTX 1060 e CPU Intel Core i7; perciò ci è stato impossibile giudicare le prestazioni del device in corrispondenza di una configurazione più budget-friendly.
La seconda esperienza presente in loco era REGENESIS Arcade Lite, un arcade shooter ambientato in un setting futuristico. Sebbene il titolo preveda un maggior numero di rotazioni della testa e un utilizzo più intensivo dei due controller, nemmeno qui abbiamo avuto problemi in fase di tracking. Inoltre, visto che il titolo presenta un rendering nettamente superiore a The Lab, la risoluzione 3K ci ha permesso di godere di un'ottima pulizia dell'immagine, senza alcun tipo di effetto "pixel" o sfocature di sorta.
L'ultima esperienza possedeva invece dei connotati molto più "business" che ludici. Ci trovavamo all'interno di un loft sulla cima di un grattacelo di Dubai, con la possibilità di muoverci per le diverse aree dell'appartamento, potendo inoltre modificare il colore della tappezzeria dei divani o della piastrellatura della cucina. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma comunque un'esperienza utile soprattutto a farci comprendere le potenzialità della tecnologia in diversi ambiti lavorativi, come il modeling 3D, l'interior design, ma anche eventuali applicazioni in campo medico o accademico.

Insomma, a fronte di un investimento di 449€, Asus è sbarcata nel mondo della Windows Mixed Reality con un device non certo rivoluzionario a livello tecnico, ma sicuramente importante per favorire lo sdoganamento della realtà virtuale anche tra quegli utenti meno disposti a investire grandi cifre nella tecnologia. L'ottimo design, la buona ergonomia, la praticità d'uso, le specifiche tecniche di tutto rispetto, i requisiti poco esosi in termini di hardware, e la compatibilità con numerosissime applicazioni del Microsoft Store e di Steam VR, ne fanno una periferica VR assolutamente appetibile.
L'unico dubbio che ci resta è quello di un suo utilizzo con titoli un po' più complessi, come un Fallout 4 VR, che però potremo chiarirci solamente in seguito a una prova più intensiva della periferica.

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