Provato Huawei Honor 6 Plus e 4X

Honor presenta ufficialmente il suo top di gamma anche in Italia. In attesa della recensione completa, diamo un primo sguardo al terminale, insieme al modello 4X, dal costo più contenuto.

provato Huawei Honor 6 Plus e 4X
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Huawei Honor 7 è stato annunciato ufficialmente solo pochi giorni fa, ma per il suo arrivo in Italia ci vorrà ancora del tempo. Intanto, è l'Honor 6 Plus il top di gamma, e non potrebbe essere altrimenti, visto l'hardware di cui è dotato. Questo terminale è stato presentato alla fine dell'anno scorso, ma solo da un paio di mesi è ufficialmente disponibile in Italia, esclusivamente online, come da tradizione del brand pensato da Huawei. Per far conoscere meglio le peculiarità, alcune davvero uniche, del 6 Plus, Honor ha organizzato una serata speciale, all'Old Fashion Club di Milano. Serata che è servita a dare un primo sguardo al telefono, e che ha fatto capire fin da subito le ottime potenzialità del prodotto. Tra qualche giorno potrete anche leggere la recensione completa dell'Honor 6 Plus, visto che alcune delle sue caratteristiche necessitano di una prova approfondita, soprattutto sul versante fotografico, considerata la presenza della duo-camera posteriore. L'occasione è servita anche per provare per qualche istante l'Honor 4X, un dispositivo che, per caratteristiche e prezzo, ha tutte le carte in regola per fare bene.

Due telefoni riusciti

Non è facile trovare dei prodotti che offrano caratteristiche interessanti, senza spendere cifre consistenti. Da questo primo sguardo, sembra che i due telefoni di Honor riescano in pieno a distinguersi dalla massa, fornendo specifiche di buon livello, ovviamente in rapporto al prezzo di vendita. Partiamo dal modello meno performante, l'Honor 4X. Il display è da 5.5", con risoluzione 1280x720 pixel, mentre il processore è un Kirin 620, lo stesso del P8 Lite, un Octa Core Cortex A53 con clock di 1.2 GHz e GPU Mali-450MP4. Ottima la scelta di installare 2 GB di RAM, come anche il comparto fotografico, almeno sulla carta: il sensore posteriore è da 13 megapixel, mentre quello anteriore è da 5 Megapixel. La memoria interna rimane purtroppo ferma a 8 GB, espandibili, con la batteria che arriva a 3000 mAh. La prova è stata breve, ma il sistema operativo è apparso sempre fluido e reattivo, merito anche dell'ottimizzazione raggiunta da Android, anche se fermo ancora alla build 4.4.2. A proposito di software, l'evento è servito anche a confermare l'arrivo di Android 5.1 sull'Honor X4, previsto per la fine di agosto.
Da segnalare la particolare texture posteriore, che fornisce un grip migliore, anche se le dimensioni del telefono sono comunque importanti, di 152.9 x 77.2 per 8.6 mm di spessore. Si tratta di una scelta precisa, fatta da Honor per favorire le attività multimediali, a discapito però della portabilità. Il prezzo per questo Honor 4X è di 199€, una cifra che appare adeguata a quanto offerto: se si pensa che il Moto G è fermo a 1 GB di RAM, cosa che avverrà probabilmente anche con il prossimo modello, la proposta della casa cinese risulta ancora più allettante.
Ma passiamo ora al più intrigante Honor 6 Plus, che mostra specifiche tecniche molto più spinte. Partiamo dal display, che rimane da 5.5" ma raggiunge una risoluzione Full HD, con una densità di pixel di 401 PPI. Lo schermo presenta bordi laterali minimali, meno per quanto riguarda quello superiore e inferiore, accorgimento che ha permesso al pannello di occupare il 73.2 % della superficie frontale. La CPU è un Kirin 925 Octa Core, formato da 4 Core Cortex A15 a 1.8 GHz e 4 A7 a 1.3 GHZ, che integra una GPU Mali-T628 MP4. Abbiamo poi 3 GB di RAM e 32 GB di spazio di archiviazione, espandibile tramite Micro SD. La scelta di inserire 32 GB di memoria interna è senz'altro azzeccata, anche perché uno dei due slot per SIM card viene condiviso con quello per le schede SD. In questo modo, l'utilizzo dello slot di espansione della memoria non è obbligatorio, dando modo agli utenti di scegliere la miglior configurazione possibile, in base alle loro esigenze. Come anticipato, è presente il doppio slot per SIM card, con supporto al 4G in entrambi gli slot, fino a 300 mbps al secondo. Interessanti le scelte costruttive degli slot: è possibile utilizzare una Nano SIM o una Micro SIM, rendendoli, di fatto, universali da questo punto di vista. Ad alimentare l'hardware è una batteria da 3600 mAh, che promette una lunga durata, anche se, per una conferma oggettiva, preferiamo provare il terminale per qualche giorno prima di esprimere un parere definitivo.

Molto particolare la soluzione pensata per il comparto fotografico. Mentre frontalmente è installato un sensore da 8 Megapixel, che offre scatti sorprendentemente puliti, nella parte posteriore trovano spazio due fotocamere da 8 Megapixel, ribattezzate Unique Bionic Parallel Eagle Eye. Le foto catturate dai due sensori vanno a formare un'unica immagine da 13 Megapixel. Secondo l'azienda, questa tecnologia permette di catturare il doppio della luce rispetto alle fotocamere standard, favorendo gli scatti in condizioni di luminosità scarse, con una messa a fuoco dichiarata di 0.1 secondi. Honor ha focalizzato l'attenzione proprio sugli scatti in scarse condizioni di luminosità, che proveremo meglio in questi giorni. Tutto si basa sull'ampia apertura del sensore, regolabile da F0,95 a F2,6. Come nell'M8 di HTC, è anche possibile gestire il fuoco dell'immagine in maniera migliore rispetto alle fotocamere a singolo sensore, ottenendo effetti molto particolari. Le immagini a corredo di questo articolo sono state tutte scattate con l'Honor 6 Plus: da questa prima prova, possiamo dirvi che la qualità appare decisamente buona, anche se le feature particolari di cui è dotato il dispositivo richiedono un tempo di apprendimento più alto rispetto alla norma.
Per quanto riguarda il prezzo, Honor 6 Plus è in vendita a 399€, cifra sicuramente più alta rispetto a quella del 4X, alla quale però corrisponde un effettivo salto qualitativo.

Design e Software

L'aspetto di Honor 6 Plus è più curato rispetto a quello del fratello minore. Terminale alla mano, l'ergonomia è ottima, merito dei bordi tagliati, realizzati in metallo, mentre il resto della scocca è realizzata in vetroresina, con una texture liscia che nasconde una trama puntinata. Il colpo d'occhio generale è buono, anche se nella scocca posteriore rimangono impresse un po' troppe ditate. Le dimensioni sono di 150.4 x 75.7 mm, con uno spessore di 7.5 mm e un peso di 165 g. Nonostante lo spessore ridotto, l'utilizzo con una mano non è semplice, almeno per chi non è abituato ai terminali di grandi dimensioni.
Sul fronte software, nel dispositivo è installato Android 4.4.2, personalizzato con l'interfaccia EMUI 3.0, caratterizzata come sempre dall'assenza del drawer, di cui non si sente troppo la mancanza. Anche in questo caso, l'arrivo della nuova versione della EMUI e di Android 5.1 è previsto per fine agosto, per cui sul fronte degli aggiornamenti non c'è da preoccuparsi. A spiccare sono l'app fotocamera e le numerose opzioni disponibili per personalizzare la propria esperienza d'uso. Partendo dalla fotocamera, il software ha un'interfaccia molto semplice e poco dispersiva, che riesce lo stesso a gestire il complesso sistema di lenti posteriori.

Pieno supporto è dato ai filtri, applicabili in tempo reale, mentre con la modalità "Apertura Ampia" è possibile gestire il focus dell'immagine per mettere in evidenza un soggetto in primo piano. Disponibili anche diverse altre modalità di scatto, dall'HDR al panorama, passando per lo scatto continuo, che effettua 10 scatti in sequenza e sceglie da solo quello migliore, anche se l'intervento dell'utente è preferibile in questo caso. Passando invece alla personalizzazione del sistema operativo, la parte interessante non riguarda tanto i temi, comunque presenti, quanto le opzioni per rendere l'OS più adatto alle proprie esigenze. Basti pensare al doppio tap per l'accensione dello schermo, presente e anche molto reattivo; disponibili anche una serie di gesture, sempre a schermo spento, per avviare il telefono in una determinata app. Utile anche l'app "Gestione telefono", che permette di ottimizzare diversi aspetti dello smartphone, dalla batteria al traffico internet. Il tutto funziona ovviamente con una fluidità e una velocità di esecuzione davvero buona, anche se bisogna ammettere che il sample era praticamente privo di app installate, per cui una prova in un contesto più reale è necessaria per capire come si comporta l'Honor 6 nell'utilizzo quotidiano.

Huawei Honor 6 Plus Questo primo incontro con Honor 6 Plus si è rivelato decisamente positivo. Dal design all’utilizzo effettivo, ci siamo sempre trovati a nostro agio con il terminale, anche se abbiamo evidenziato una leggera tendenza a scaldarsi durante l’uso. Nei prossimi giorni tuttavia avremo modo testarlo in maniera più approfondita, utilizzandolo come terminale principale, sia in ambito lavorativo che ricreativo. Anche l’Honor 4X ha destato una buona impressione, anche se le differenze con il fratello maggiore sono evidenti, sotto ogni punto di vista. Ad ogni modo, questi due terminali non potranno che far bene al brand Honor, ancora poco conosciuto in Italia, ma di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossimi anni.