Huawei Mate 20 Pro: le prime 24 ore di prova con il nuovo top di gamma

Huawei ha presentato a Londra il suo nuovo smartphone di punta, il Mate 20 Pro, ecco le nostre prime impressioni dopo 24 ore di utilizzo.

provato Huawei Mate 20 Pro: le prime 24 ore di prova con il nuovo top di gamma
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Huawei Mate 20 Pro è lo smartphone Android più completo annunciato fino ad oggi nel 2018. Osservando le sue specifiche, si rimane colpiti dalla quantità di tecnologie che la casa cinese è riuscita a inserire al suo interno. Uno schermo OLED dalla risoluzione superiore rispetto al passato, una tripla fotocamera posteriore rinnovata, ora con sensore grandangolare, il lettore di impronte digitali sotto al display e lo sblocco facciale 3D: ci fermiamo qui con l'elenco, ma potremmo andare avanti ancora per qualche riga a elencare le peculiarità del Mate 20 Pro.
Le aspettative nei confronti di questo top di gamma sono elevate, così come il prezzo, che come avvenuto con gli ultimi flagship supera i 1000€, 1099€ per la precisione. Tanti, ma si tratta di una cifra in linea con la concorrenza in questa fascia di mercato. Mercato che vede ora l'arrivo di uno degli smartphone più avanzati presentati quest'anno, che abbiamo provato nel corso delle ultime ore.

Il nuovo design e i nuovi sistemi di sblocco

Huawei ha puntato sulle curve per rinnovare il suo top di gamma, ma anche su una configurazione particolare delle fotocamere posteriori. Il primo impatto con il Mate 20 Pro è molto buono, soprattutto se apprezzate gli smartphone di grandi dimensioni. Sul frontale, il grande schermo da 6.39 pollici OLED con aspect ratio di 19.5:9 abbraccia quasi tutta la superficie anteriore del dispositivo (86.90%), che ha dimensioni di 157.8x72.3x8.6 mm, per un peso di 189g. La lunghezza è praticamente identica a quella di iPhone Xs Max, mentre la larghezza è inferiore. Inutile giraci intorno, il Mate 20 Pro è bello grosso, ma se apprezzate gli schermi dall'ampia diagonale non rimarrete delusi dall'ergonomia, complici anche i bordi tagliati, che migliorano il grip. Il notch in alto e i bordi curvi vanno a rinnovare in modo marcato quanto visto con il Mate 10 Pro, facendo fare un ulteriore salto di qualità al brand cinese. L'inserimento del notch aggiorna la gamma Mate ai canoni estetici attuali, ma a differenza di molti smartphone Android oggi sul mercato, in questo caso la sua presenza non è prettamente estetica, visto che ospita al suo interno l'hardware necessario al riconoscimento facciale 3D. Questo è possibile grazie a una fotocamera da 24 Megapixel, utilizzata insieme a diversi sensori, per un sistema che, per metodo di funzionamento, ricorda molto quanto fatto da Apple con il Face ID.

La seconda differenza è l'abbandono delle linee squadrate del precedente display, sostituito ora da un pannello curvo ai lati, che avvolge in pratica tutta la parte frontale. Il cambiamento ha un impatto non da poco sulle linee della gamma Mate, ora decisamente più sinuose e moderne. Una delle più grandi novità di questo smartphone è però invisibile agli occhi e farà certamente piacere ai futuri acquirenti. Stiamo parlando del sensore di impronte, installato sotto allo schermo. Lo abbiamo provato parecchio in queste prime ore di utilizzo e possiamo confermare che il livello di precisione raggiunto è molto buono, la velocità sblocco è leggermente dietro a quella di un classico lettore di impronte ma funziona bene. In questa prima fase di prova siamo però rimasti maggiormente colpiti dal riconoscimento facciale 3D. Preciso, rapido e semplice da usare, permette di sbloccare il terminale in un attimo, anche in ambienti completamente bui.
Insomma, entrambi sono validi sistemi di autenticazione, a questo punto tutto dipende dalle preferenze del singolo utente, che può scegliere uno o l'altro. L'inserimento di tutti i sistemi di sblocco nella parte frontale del terminale ha permesso a Huawei di utilizzare un design pulito al posteriore, in cui l'unico elemento a spiccare è l'unità fotografica, dotata di tre sensori differenti e di flash LED. Il resto della backcover è interamente in vetro, sotto al quale si intravede una trama che, unita alle particolari colorazioni, crea dei giochi di luce particolari. Passando le dita si sente una leggera striatura nel vetro, altro elemento che migliora la presa. Il primo impatto con il nuovo Mate 20 Pro è quindi molto positivo, considerata anche la certificazione IP68, con novità importanti nel design e nei sistemi di sblocco che vanno ad incidere in modo pratico nell'utilizzo quotidiano.

Processore e batteria

Il processore Kirin 980 è il cuore pulsante del Mate 20 Pro, insieme ai suoi 6 GB di RAM e a 128 GB di memoria espandibili. Presentato al recente IFA di Berlino, si tratta del primo processore realizzato a 7 nm ad arrivare nel mondo Android, dopo il debutto di questo processo produttivo nei nuovi iPhone Xs. Le novità al suo interno sono importanti, a cominciare dalla particolare architettura, che si allontana leggermente dalla classica configurazione big.LITTLE vista finora. Di solito, nei SoC per smartphone vengono impiegati 4 Core ad alte prestazioni, che consumano più energia, e 4 invece meno veloci, utilizzati per le applicazioni più leggere. Huawei ha pensato invece a una configurazione ancora più flessibile, che prevede tre step prestazionali. Troviamo infatti 4 Core Cortex A55 da 1.8 GHz utilizzati per i compiti più semplici, insieme a 4 Core Cortex A76: due di questi toccano i 2.6 GHz (nel Kirin 970 il clock massimo era di 2.36 GHz), i restanti invece si fermano a 1.92 GHz. Grazie a questa configurazione, Huawei assicura prestazioni superiori rispetto al passato senza sacrificare la batteria. Nuova anche la GPU, una Mali-G76, composta da 10 Core: in questo caso, l'aumento nella potenza di calcolo tocca il +47%, mentre l'efficienza, da specifiche, è superiore di ben il 178%. All'interno del SoC sono integrati anche un nuovo ISP (Image Signal Processor) e una doppia NPU per la gestione dei processi legati all'intelligenza artificiale.
A prescindere dai numeri e dalle caratteristiche, il nuovo processo produttivo consente al Kirin 980 di consumare meno e di offrire performance superiori, se a questo aggiungiamo la batteria da 4200 mAh con ricarica rapida, la più capiente disponibile oggi in un top di gamma, si preannuncia un'autonomia ancora migliore del Mate 10 Pro, che già riusciva a completare due giorni pieni di utilizzo. Da sottolineare anche l'incredibile ricarica rapida, con caricabatterie fornito di serie, che riesce a fornire, secondo Huawei, un giorno intero di utilizzo con soli 30 minuti di carica. Su questo aspetto non possiamo ancora sbilanciarci, visto che stiamo usando il telefono da sole 24 ore, ma le premesse sono ottime. Le novità non sono finite, perchè oltre alla ricarica wireless, il Mate 20 Pro è in grado anche di ricaricare altri dispositivi: in pratica può trasformarsi in un caricatore wireless, aumentando ancora di più la versatilità dello smartphone.

Schermo e fotocamera

Negli ultimi anni Huawei ha sempre puntato sulla tecnologia OLED per i display dei suoi top di gamma, rimanendo però ferma alla risoluzione Full HD+. Questa volta, complice anche il grande schermo da 6.39 pollici, si è deciso di aumentare la risoluzione fino a 3120x1440 pixel. Il display supporta lo spazio di colore DCI-P3 e lo standard HDR10, già attivo per i video su YouTube ma non ancora per Netflix. Navigando nei menù abbiamo trovato due chicche che permettono di diminuire i consumi dello schermo. La prima, molto semplice, è un tema scuro per i menù di Android: entrando nelle impostazioni lo sfondo del testo diventa quindi nero, facendo risparmiare qualcosina grazie alle peculiarità degli schermi OLED. La seconda invece è più avanzata e si chiama "Risoluzione intelligente". In pratica, il sistema decide da solo a quale risoluzione utilizzare il pannello in base al tipo di applicazione in esecuzione. Oltre a quella nativa sono disponibili la classica Full HD+ (2340x1080 pixel) e la HD+ (1560x720). Solo quest'ultima mostra un calo a livello di qualità visiva, per cui già con il Full HD+ si riesce a risparmiare un po' di batteria senza praticamente intaccare l'esperienza d'uso.
Mate 20 Pro punta molto sul suo comparto fotografico, erede diretto di quello, ottimo, visto su P20 Pro. Anche in questo caso troviamo un triplo sensore, da cui è stato eliminato quello in bianco e nero, abbastanza inutile nella configurazione attuale. Troviamo infatti un sensore principale da 40 Megapixel con apertura f/1.8, affiancato a una cam grandangolare da 20 Megapixel con apertura f/2.2. Il terzo è un teleobbiettivo 3x da 8 Megapixel con apertura f/2.4, per effettuare uno zoom con una perdita minima di qualità. Questo permette di coprire un range focale da 16 a 270 mm.

Sensore da 40 Megapixel

Sensore da 40 Megapixel in modalità notturna

Il Mate 20 Pro è in grado di effettuare scatti notturni catturando molta luce, grazie a un'esposizione più lunga del normale, possibile solo grazie alla stabilizzazione fornita dall'intelligenza artificiale. Disponibile anche una modalità macro con cui fare scatti fino a 2.5 cm dal soggetto inquadrato. Con un case accessorio apposito è possibile anche fare foto fino a 5 metri di profondità sott'acqua.

Sensore da 40 Megapixel

Sensore Grandangolare da 20 Megapixel

Molto interessante quanto è possibile fare con la fotocamera frontale 3D, che permette di effettuare scatti bokeh ma anche di sfruttare i sensori per scansionare e successivamente animare oggetti del mondo reale. Durante l'evento, sul palco sono riusciti a scansionare in tempo reale un peluche di un panda, per poi farlo muovere e salutare insieme al CEO Richard Yu. Addirittura era possibile farlo muovere nello spazio con uno stick virtuale sul display. Non si tratta di una funzione essenziale, ma dimostra l'impegno della casa cinese nell'innovare con questo Mate 20 Pro.

Connettività, Audio e Nano SD

Mate 20 Pro è dotato di connettività dual SIM con possibilità di utilizzare il 4G su entrambe le SIM, con velocità fino a 1400 Mbps. Troviamo poi il Wi-Fi ac e il Bluetooth 5.0 con standard A2DP.
Particolare la scelta della casa cinese di puntare sulle memorie esterne Nano SD, un nuovo standard che permette di condividere lo slot con le Nano SIM. Non è possibile installare due SIM insieme alla Nano SD tuttavia, bisogna fare una scelta. Le Nano SD sfruttano il protocollo eMMC 4.5 e raggiungono una velocità massima di 90 MB/s in lettura. I 128 GB inclusi nella variante Pro tuttavia sono più che sufficienti per ogni tipologia di utilizzo.
Il sistema operativo è Android 9 Pie, primo smartphone ad averlo installato di serie, insieme all'interfaccia EMUI 9.0. Per ora non abbiamo notato particolari differenze rispetto alla precedente versione, se non per le gesture, metodo di controllo dell'interfaccia diventato lo standard sui Google Pixel 3. In pratica, nella parte bassa dello schermo non compare più la classica Nav Bar. Per tornare alla home basta fare uno swipe dal basso verso l'alto nel bordo inferiore, mentre per il comando indietro bisogna fare uno swipe da sinistra verso destra nel bordo basso sinistro. Ci si abitua in fretta, ma Huawei ha comunque lasciato la possibilità di mostrare a schermo la Nav Bar, attivabile nelle opzioni. Precisiamo che il software installato attualmente sul Mate 20 Pro non è ancora definitivo e in qualche frangente si nota, sopratutto per quanto riguarda l'app della fotocamera, ancora da affinare. Un esempio è dato dalla fotocamera grandangolare, la cui attivazione è possibile solo portando il livello di zoom al minimo: manca quindi un tasto a schermo dedicato, per una procedura piuttosto scomoda e poco intuitiva, ma ulteriori miglioramenti sono attesi nel corso delle prossime versioni del software.

Huawei Mate 20 Huawei ha puntato in alto con questo Mate 20 Pro. A guardare le specifiche si rimane colpiti dalla quantità di tecnologie presenti in questo dispositivo. Alcune di queste, come il lettore di impronte sotto al display e soprattutto lo sblocco facciale 3D, sono già perfettamente funzionanti, altre necessitano di una piccola revisione software, come la tripla fotocamera, che mostra già ottime potenzialità ma che è ancora da regolare, sia a livello di interfaccia che di resa finale delle immagini. Come anticipato, queste prime 24 ore con il Mate 20 Pro sono state fatte senza il software definitivo a bordo, che ci aspettiamo venga rilasciato a breve. Già ora però possiamo dirvi di essere rimasti particolarmente colpiti dal nuovo top di gamma di Huawei, che se confermerà quanto visto e andrà a limare qualche elemento dal punto di vista software si candida al titolo di miglior smartphone Android di quest'anno.