Huawei Sound Joy alla prova: come suona lo speaker realizzato con Devialet

Huawei ha portato in Italia un prodotto molto interessante, uno speaker Bluetooth dall'ottimo rapporto qualità-prezzo realizzato con Devialet.

Huawei Sound Joy alla prova: come suona lo speaker realizzato con Devialet
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Lo scorso mese di gennaio 2022, Huawei ha portato in Italia i suoi nuovi prodotti in anteprima, mettendo sotto i riflettori soprattutto P50 Pro e P50 Pocket, affidando al volto rassicurante di Lisa Migliorini (@thefashionjogger su Instagram) il nuovo Watch GT Runner, smartwatch pensato per gli amanti della corsa. Abbiamo già provato Huawei P50 Pro e Watch GT Runner ma, allo stesso evento di hands-on, siamo stati folgorati da un altro prodotto, uno speaker Bluetooth molto particolare chiamato Huawei Sound Joy.

Si tratta di un elegante e tecnologico speaker portatile senza fili realizzato addirittura in collaborazione con Devialet, azienda specializzata in amplificatori, auricolari, soundbar e, per l'appunto, speaker. Uno di quei matrimoni che lasciano il segno, soprattutto dopo la messa in funzione del Sound Joy che stiamo ormai provando da diverse settimane - e del quale non riusciamo più a fare a meno.
Ma procediamo con ordine e analizziamo al volo la scheda tecnica del prodotto, che deve sgomitare in un mercato a dir poco saturo e pieno di modelli di ogni tipo.

La scheda tecnica di Huawei Sound Joy

Sulla carta, il design del Sound Joy non è certo rivoluzionario e riprende un trend ormai diffuso che tende a far sviluppare gli speaker Bluetooth in verticale, perfetti per essere appesi da qualche parte o trasportati nel vano borraccia della bicicletta. Non sorprendono neppure i due enormi tasti per la gestione del volume piazzati sul lato sinistro del Sound Joy, soluzione già vista in circolazione.

Dove lo speaker guadagna parecchio carattere è, invece, nella parte superiore: oltre alla scritta Devialet su uno dei due radiatori passivi abbiamo un LED circolare che si colora in fase di riproduzione, ma che può anche indicare il livello del volume e quello di carica. Davvero ben fatto e intrigante, così com'è ottima anche la costruzione posteriore: abbiamo cinque tasti illuminati che permettono l'accensione del dispositivo, l'attivazione del microfono, i comandi play/pausa, l'attivazione del Bluetooth e l'accoppiamento stereo con un secondo Sound Joy.

A proposito di accoppiamento, sulla parte frontale avrete notato un piccolo tag: si tratta dell'NFC, grazie al quale collegare altri Sound Joy tramite un semplicissimo shake. Insomma fare festa con i vostri amici non è mai stato così facile e immediato. A livello visivo chiudiamo la carrellata con una porta USB-C "aperta", priva di noiosi sportellini, dettaglio che abbiamo apprezzato tantissimo.

Porta che può funzionare sia per la ricarica che per il trasferimento della musica, bypassando il Bluetooth. La scheda tecnica ufficiale parla di 202 mm di altezza e 73 mm di altezza, per un peso di 680 grammi. Ebbene si, il Sound Joy non è proprio un peso piuma, soprattutto se confrontato con un prodotto simile e concorrente come il Sony SRS-XB23, che nomineremo spesso in questo articolo. L'XB-23 si ferma a 580 grammi, ma il peso è, forse, l'unico punto che lo speaker giapponese si porta a casa. A far aumentare il peso del Sound Joy troviamo una batteria enorme da 8.800 mAh, vero punto di forza del prodotto.

Huawei dichiara fino a 26 ore di riproduzione e vi possiamo assicurare che ci si va davvero vicini. Se siete alla ricerca di una roccia inscalfibile sul fronte dell'autonomia, il Sound Joy potrebbe davvero fare per voi, scaricarlo completamente è una vera impresa con volume fino al 50% e, come se non bastasse, la ricarica è di tipo veloce: connesso a un caricatore adatto e abbastanza potente, si può arrivare a 10V/4A, per avere l'intera batteria carica in circa un'ora.

Con caricatori standard, invece, è sempre disponibile la ricarica a 5V/2A e 9V/2A. Il Bluetooth a bordo è di tipo 5.2 e funziona in maniera davvero impeccabile. In diverse settimane di utilizzo non ci ha dato mai un minimo problema e l'unico appunto che potremmo fare è una certa lentezza nelle operazioni di avvio e di riavvio dopo lo stand-by. Tutto ciò è dovuto certamente al software di bordo, potenziato da HarmonyOS e forse bisognoso di qualche ritocchino da parte dei tecnici Huawei - tramite app è comunque possibile aggiornare il firmware over-the-air.

Chiudiamo la scheda tecnica citando la presenza di 3 microfoni che funzionano in sync con il G-sensor di bordo, così che lo speaker possa scegliere il microfono adatto a catturare la voce in base alla sua posizione rispetto a chi parla. Insomma, siamo di fronte a un pacchetto alquanto completo e ben realizzato, curato sin nei minimi dettagli. Manca, però, un'entrata jack da 3,5 mm, altro trend che sta prendendo piede sul mercato, dettaglio utile però a garantire l'impermeabilità IP67 con il Sound Joy che resiste a immersioni fino a un metro di profondità.

Il suono del Huawei Sound Joy

Ma passiamo alla domanda principe: come suona questo Huawei Sound Joy?
Devialet ha pensato di sviluppare questo Sound Joy con quattro differenti speaker, così suddivisi: due radiatori passivi alle estremità, un tweeter da 19 mm e 10 W e uno speaker Full-frequency da 50 mm x 75 mm da 20 W, dunque non abbiamo una soluzione stereo come sull'XB23. Poco male però, perché il suono del Sound Joy, in rapporto alle dimensioni e alla tipologia di prodotto, è eccezionale. La pressione del volume è notevole, con lo speaker che può essere utilizzato tranquillamente anche all'esterno.

A sorprendere maggiormente, però, sono i bassi, puliti e profondi, donano un timbro molto caldo alla musica e raramente sporcano il suono, anche se usati con podcast e tracce parlate (sull'XB23 facciamo fatica ad ascoltare alcuni podcast con l'Extra Bass attivato e, per quieto vivere, bisogna impostare la Modalità Stamina). Gli alti non sono puliti come i bassi e talvolta ci siamo sentiti di aumentarli tramite equalizzatore, fanno però il loro sporco lavoro e nell'insieme non stonano affatto, sorretti da medi mai fastidiosi e abbastanza bilanciati.

Pur non trattandosi di uno speaker per audiofili, il Sound Joy di Huawei ci è sembrato uno dei migliori nella sua categoria. Vince su molta concorrenza per suono, qualità costruttiva, facilità d'uso (tutti i tasti sono riconoscibili anche alla cieca, inoltre l'illuminazione dei pulsanti posteriori è una chicca aggiuntiva che non stona affatto) e contenuti, grazie a un'app che permette qualche funzione aggiuntiva. Si chiama Huawei AI Life e funziona sicuramente meglio su HarmonyOS/Android che su iOS, piattaforma su cui fino a qualche mese fa neppure esisteva.

Sui telefoni della mela fa ancora oggi qualche capriccio, ma si tratta, in ogni caso, di un'app da usare la prima volta per la configurazione e poi da conservare per eventuali aggiornamenti. Fra le feature aggiuntive abbiamo un programma di spegnimento (lo speaker può comunque essere configurato perché si spenga dopo un tot di tempo in stand-by), una guida digitale al prodotto, tre effetti audio (Hi-Fi, Vocale e Devialet), oltre alla gestione dei bassi. Orpelli "extra" che servono poco al Sound Joy, che suona bene anche out-of-the-box se usato con fonti di qualità (lo abbiamo testato con podcast e musica Lossless 24 bit/48 kHz).

Consigliamo l'acquisto del Sound Joy di Huawei? Assolutamente sì, da quando lo abbiamo fra le mani abbiamo lasciato il Sony XB23 a prendere polvere su uno scaffale, nonostante il prezzo di listino dei due sia molto simile (attenzione però, poiché lo street price è più basso per il Sony): parliamo di 149,90 euro per il Sound Joy, che sul sito di Huawei si può pagare in tre rate senza interessi grazie a Klarna - vi consigliamo però di dare un'occhiata anche su Amazon Italia.

Ma c'è di più: sul sito ufficiale Huawei, aggiungendo un secondo Sound Joy nel carrello, lo si andrà a pagare soltanto 70 euro, il tutto con spedizione gratuita. Insomma, Huawei ha fatto le cose per bene portando sul mercato un prodotto dall'ottimo rapporto qualità/prezzo e dal sound eccezionale per la fascia di prezzo, capace di soverchiare parecchia concorrenza di pari livello. Il classico device che non ti aspetti, che esce un po' in sordina ma che poi riesce a farsi sentire.