Huawei Watch GT 2 Pro e P Smart 2021: un ecosistema alla prova

Abbiamo provato il nuovo orologio smart di Huawei in coppia con l'ultimo smartphone lanciato dalla casa cinese in Italia, in attesa del Mate 40.

provato Huawei Watch GT 2 Pro e P Smart 2021: un ecosistema alla prova
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Huawei sta viaggiando a due velocità e questa prova del nuovo Watch GT 2 Pro, in coppia con lo smartphone P Smart 2021, lo conferma appieno. Da un lato abbiamo uno smartwatch dalla linea elegante ma sportiva e con caratteristiche interessanti, prima fra tutte una lunga autonomia. Dall'altro invece uno smartphone entry level che non riesce a colpire nel segno, semplicemente perché le caratteristiche di cui è dotato non glielo permettono.
Il ban di Trump non consente a Huawei di esprimere il massimo del suo potenziale, e di potenziale ce n'è molto come abbiamo visto negli ultimi anni, costringendola a utilizzare sul P smart 2021 una piattaforma ormai datata, per concentrarsi invece sul prossimo Mate 40, che invece potrà contare su un processore di nuova generazione a 5 nm.
Un vero peccato, perché i due prodotti funzionano bene insieme, lasciando molti rimpianti per quello che avrebbe potuto essere questo P Smart 2021 senza il ban. In questo senso, nelle ultime ore sono arrivate buone notizie, con una prima apertura degli Stati Uniti che dovrebbe permettere a Huawei di tornare ad acquistare componenti made in USA.

Design

Huawei ha curato molto bene il design e i materiali del Watch GT 2 Pro, con l'utilizzo del vetro zaffiro a protezione del display e del titanio per la cassa, resistente fino a 5 ATM. Anche la parte inferiore, quella che ospita i sensori a contatto la pelle, è in vetro, una cura davvero certosina, che giustifica anche il costo finale di 299€. Il design è un mix tra sportività ed eleganza, il Watch GT 2 Pro si trova a suo agio sia durante lo sport che nella vita di tutti i giorni.
La ricarica è wireless, non ci sono quindi connettori sulla scocca, un vantaggio dal punto di vista visivo, e sono disponibili due tasti fisici per il controllo del dispositivo. Il cinturino che abbiamo provato è in gomma di ottima qualità, ma ce ne sono anche di altri materiali, compresa la pelle.
Le dimensioni sono piuttosto generose, più adatte al pubblico maschile che a quello femminile, l'ergonomia è comunque buona, nonostante un peso non dei più contenuti.

Huawei P Smart 2021 invece punta a una fascia di prezzo nettamente differente. Mentre il Watch si colloca in un segmento medio-alto, P Smart 2021 punta ad essere la nuova proposta entry level di Huawei in campo smartphone.

I materiali utilizzati in questo caso sono il vetro e la plastica, con la backcover che offre un leggero effetto specchio ma è molto sensibile alle ditate. Il lettore di impronte digitali è sul lato destro, sotta al tasto di accensione, mentre sul retro spicca il modulo fotografico, che spunta leggermente dalla scocca.
Lo schermo ha il foro per la fotocamera in alto, al centro, con una pellicola applicata direttamente dalla fabbrica. In controtendenza rispetto alla concorrenza qui è presente il jack da 3.5 mm. Peso e spessore non sono dei più contenuti, rispettivamente di 206 grammi e 9.3 mm, ma il motivo è da imputare principalmente alla batteria, di grandi dimensioni e che permette un'autonomia davvero elevata, che è poi il punto di forza principale di questo smartphone.

Hardware

Osservando le specifiche tecniche dei due prodotti si possono notare gli effetti del ban che sta subendo Huawei in questo momento. Il Watch GT 2 Pro è mosso da un processore Kirin A1, già visto in altri smartwatch della casa cinese, dotato di Bluetooth 5.1 e di GPS. Troviamo poi 4 GB di memoria interna e tutti i sensori che ci si aspettano da un prodotto di questo tipo, da quello per il battito cardiaco fino al rilevamento della SpO2. Lo schermo è un AMOLED da 1.39 pollici con una risoluzione di 454x454 pixel, dalla buona luminosità di picco, per un utilizzo ottimale sotto la luce diretta del sole. Sono disponibili anche microfono e un piccolo speaker, con cui effettuare chiamate direttamente dallo smartwatch, purché connesso al telefono, ma manca l'NFC, praticamente inutile visto che non ci sono funzioni in grado di sfruttarlo.

Passando invece al P Smart 2021, proprio la scheda tecnica è il principale punto debole di questo smartphone, in particolar modo il processore. Si tratta infatti di un Kirin 710A, in una variante però a 14 nm, contro il 12 nm utilizzati fino a pochi mesi fa da questo stesso SoC. Dotato di GPU Mali G51, di 4 GB di RAM e di 128 GB di memoria interna, offre una potenza inferiore rispetto a quella che si può ottenere dalla concorrenza nella fascia di prezzo dei 200 euro (il P Smart costa 229 euro di listino).
Non manca qualche lag e impuntamento durante l'uso, ampiamente sopportabili, più gravi sono l'assenza dell'NFC e soprattutto del Wi-Fi Dual Band, uno standard che non può davvero mancare alle porte del 2021. Presente invece il Bluetooth 5.1, in questo caso Huawei è riuscita a implementare uno standard più aggiornato.

Lo schermo è un IPS da 6.67 pollici con risoluzione Full HD+, un pannello di discreta qualità ma con dei neri poco profondi, mentre la luminosità massima consente l'utilizzo anche in esterna senza problemi.
In tutto sono disponibili quattro fotocamere, la prima da 48 Megapixel con apertura f/1.8, la seconda da 8 Megapixel con apertura f/2.4 e infine due cam da 2 Megapixel per le macro e per il rilevamento della profondità di campo, mentre la cam frontale è da 32 Megapixel. Il comparto fotografico funziona bene e si allinea a quello di altri prodotti nella stessa fascia di prezzo. Buona la definizione di giorno, di notte la modalità notturna è efficace, del resto è stata proprio Huawei a portarla per prima a livelli di eccellenza, pur generando del rumore visibile in questo caso. I video sono abbastanza stabili, in generale il comparto fotografico non delude ma non spicca dalla massa.
Punto di forza indiscusso di questo prodotto è invece la batteria, da 5000 mAh, che unita a un sistema operativo leggero e all'assenza dei Google Mobile Services offre un'autonomia davvero elevata. Due giorni senza ricaricare, con un utilizzo medio, sono un obiettivo raggiungibile, durante la ricarica è disponibile la modalità a 22W, efficace nel dare ore di autonomia a fronte di pochi minuti di ricarica.

Software

Huawei Watch GT 2 Pro utilizza il sistema operativo LiteOS, che abbiamo incontrato di recente nella recensione del Watch GS Pro di Honor, uno smartwatch che riprende praticamente tutte le caratteristiche del Watch GT 2 Pro ma realizzato con materiali di minor pregio. Sullo smartphone invece tutte le funzioni vengono gestite dall'applicazione Huawei Health. Il pairing tra i due dispositivi è molto semplice e immediato, del resto fanno parte dello stesso ecosistema di prodotti. L'app offre tonnellate di dati, dal consumo calorico alla distanza giornaliera percorsa, passando per gli allenamenti, la frequenza cardiaca e l'analisi del sonno. Non mancano nemmeno i dati relativi alla SpO2 e ai livelli di stress.
LiteOS è un sistema operativo chiuso, che ormai abbiamo imparato a conoscere nel corso del tempo, e offre tutto quello che serve senza però la possibilità di installare nuove applicazioni. In generale si sente il bisogno di maggiore fluidità nei passaggi da una schermata all'altra, in compenso però il Watch GT 2 Pro offre un'autonomia davvero eccellente, che copre tranquillamente una settimana di utilizzo, ma tutto dipende da quanto si usa il GPS. Molta attenzione è riposta nel monitoraggio delle attività sportive, ce ne sono a decine e vanno a coprire un numero di discipline davvero elevato.

Huawei P Smart 2021 invece è basato su Android 10 con HMS, quindi senza i servizi di Google. Abbiamo già utilizzato in passato diversi smartphone Huawei (potete anche consultare la nostra guida agli HMS), è possibile convivere con l'assenza di Google, soprattutto se si hanno le competenze per gestire al meglio le fonti da cui attingere per reperire le applicazioni. In questi mesi tuttavia App Gallery, il negozio di app proprietario di Huawei, ha fatto passi da gigante e sono arrivate diverse applicazioni di streaming, da Sky Go a DAZN, passando per Infinity, Chili, Rai Play e Mediaset Play (Amazon Prime Video è scaricabile direttamente dal negozio di app di Amazon), come anche diverse applicazioni bancarie (Ubi Banca, My Carta BCC, Banca Sella, Hype, Mediolanum ad esempio).
Spendendo un minimo di tempo è possibile configurare il telefono al meglio, al netto dell'assenza di servizi come Google Classroom, molto utilizzato oggi per la didattica a distanza. Insomma, pur non essendo ancora una situazione ottimale, utilizzare gli HMS non è affatto impossibile e l'integrazione tra smartwatch e smartphone è davvero molto buona. Il problema del P Smart 2021 non è il software, ma è un hardware che non è più al passo con i tempi, purtroppo Huawei non aveva alternative in questo senso.

Huawei P smart 2021 La prova di questi due prodotti mostra uno spaccato della situazione in cui si trova Huawei. Da un lato abbiamo un Watch GT 2 Pro che si dimostra un ottimo smartwatch, dai materiali premium e dalla lunga autonomia, un prodotto che rappresenta bene cosa è in grado di fare l’azienda cinese, che in questi anni è stata una delle maggiori innovatrici in campo Android. Dall’altro lato, il P Smart 2021 è figlio dell’impossibilità di Huawei di creare gli smartphone che vorrebbe. Il problema qui non è App Gallery o gli HMS, ma un hardware che, in quella fascia di prezzo, è inferiore rispetto alla concorrenza. Nelle prossime settimane proveremo anche il Mate 40 Pro, uno smartphone che fa proprio delle specifiche elevate, e delle fotocamere avanzate, dei veri punti di forza che potrebbero farlo spiccare dalla massa. Siamo fiduciosi che questo smartphone possa davvero mostrare cosa è in grado di fare Huawei oggi, al netto dei limiti imposti dall’assenza di Google. La cosa certa è che il P Smart 2021 non rappresenta il potenziale di un’azienda che ha trainato il mondo Android in questi ultimi anni, e che speriamo un giorno possa tornare a farlo.