La nostra prova di Android 11, alias Android R: l'analisi delle novità

Abbiamo provato le novità introdotte da Google nel prossimo aggiornamento di Android, arrivato alla sua undicesima incarnazione.

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Uno dei momenti più elettrizzanti del mondo smartphone è sicuramente il rilascio della prima Developer Preview di una nuova versione di Android. Si tratta di un giorno "magico", in cui ogni anno sviluppatori e appassionati passano la notte a "flashare" le Factory Image rilasciate da Google, alla ricerca delle novità introdotte.
Quest'anno Big G ha voluto fare un "regalo" agli addetti ai lavori, rilasciando un po' a sorpresa e in anticipo rispetto alla solita "tabella di marcia" la prima versione preliminare di Android 11 (conosciuto anche, internamente, come Android R). Ovviamente, ci siamo catapultati a provarla.

Il primo passo verso la versione stabile di Android 11

Prima di andare a vedere nel dettaglio le principali novità che abbiamo scovato, è bene fare una premessa. È infatti importante specificare che Google ha voluto rilasciare la prima Developer Preview principalmente per dare modo agli sviluppatori di prendere confidenza sin da ora con le API (Application programming interface). In parole povere, stiamo parlando degli strumenti di programmazione che permetteranno ai developer di implementare le nuove funzionalità nelle proprie applicazioni e di sfruttare al meglio il sistema operativo in generale. Insomma, siamo ancora in una prima fase preliminare e non aspettatevi di vedere qualcosa di rivoluzionario.
Per farvi capire, prima del rilascio della versione stabile, ci saranno altre due Developer Preview e tre versioni Beta, quindi c'è tutto il tempo per implementare altre funzionalità e mettere mano all'interfaccia grafica e agli altri aspetti dell'OS.

In particolare, Google ha già annunciato le tempistiche previste per il rilascio del sistema operativo. Già a marzo 2020 arriverà la seconda Developer Preview, mentre la terza arriverà nelle mani di sviluppatori e appassionati ad aprile. La prima versione Beta uscirà invece a maggio, mentre a giugno ci sarà la seconda. Qui ci sarà un passaggio fondamentale, ovvero l'avvio dei test finali relativi alla compatibilità delle applicazioni.
La terza Beta arriverà quindi nel Q3 2020 e di lì in poi verranno effettuati tutti gli affinamenti del caso, fino ad arrivare al rilascio della versione stabile di Android 11 che Google conta di lanciare sempre nel Q3 2020. Insomma, stando a quanto previsto dalla società californiana, entro fine anno la major release del robottino verde dovrebbe essere disponibile per i dispositivi compatibili.

Al momento invece, la prima Developer Preview è installabile unicamente tramite flash manuale. Gli smartphone supportati sono Pixel 2, Pixel 2 XL, Pixel 3, Pixel 3 XL, Pixel 3a, Pixel 3a XL, Pixel 4 e Pixel 4 XL. Google ha spiegato che nelle prossime settimane avvierà anche le iscrizioni per il programma Beta, ma per il momento ha voluto dare la possibilità di testare il sistema operativo solamente ai più esperti e sta invitando tutti gli altri ad aspettare, in quanto non si tratta ancora di una build adatta all'utilizzo quotidiano.

Ma quali sono le novità già presenti nella prima Developer Preview di Android 11 (o Android R, come descritto dalla stessa Google nelle Impostazioni di questa build)? Ebbene, la prima cosa che si nota è la presenza di uno Screen Recorder tra le funzionalità attivabili tramite il menu veloce legato alla tendina delle notifiche. Infatti, premendo sull'icona della matita è possibile aggiungere l'icona "Registrazione dello schermo". Pigiando su di essa, all'utente verrà chiesta l'autorizzazione e partirà la registrazione.

Quest'ultima può essere interrotta tramite un'apposita notifica e in alto a destra c'è un'icona che consente all'utente di capire se la registrazione è attiva o meno. Il video viene poi salvato nella memoria del dispositivo ed è accessibile tramite un comune File Manager (come l'applicazione "File" preinstallata sui Pixel). Questa funzionalità sembra funzionare bene e ha tutti i presupposti per soddisfare coloro che necessitano di registrare velocemente lo schermo. La qualità è ottima e Google sta facendo un buon lavoro da questo punto di vista.

Un'altra funzionalità interessante è quella relativa alle notifiche a forma di "bolla". Tenendo premuto su una notifica di un'applicazione come Telegram, è ora possibile selezionare la voce "Mostra sotto forma di fumetto" e aprire velocemente l'applicazione in una sorta di modalità "Picture-in-picture" pensata per rispondere rapidamente ai messaggi, senza nemmeno dover mettere in pausa quello che si stava facendo.
In seguito, una "bolla" potrà essere utilizzata per aprire la finestra della conversazione quando si vuole. Una possibilità simile a quella che esiste già per Facebook Messenger. Tuttavia, qui stiamo parlando di una funzionalità a livello di sistema che mira a estendere le "risposte veloci" a tutte le applicazioni di messaggistica istantanea. Insomma, decisamente non male.
C'è però da dire che, al momento, questa possibilità non funziona sempre come dovrebbe, presentando qualche bug. Questo è comunque comprensibile, visto che si tratta di una versione preliminare. Da notare anche il fatto che è stata introdotta una sezione della tendina delle notifiche chiamata "Conversazioni" (non è stata tradotta e quindi è "Conversations"), che racchiude tutte le applicazioni di messaggistica istantanea.

Per il resto, possiamo considerare le altre funzionalità introdotte come "secondarie". Vale però la pena citare i miglioramenti relativi alla Dark Mode. Infatti, quest'ultima può ora essere impostata per attivarsi/disattivarsi automaticamente al tramonto e all'alba. Certo, si tratta di una possibilità che abbiamo già visto in personalizzazioni di terze parti, ma finora non era ancora arrivata su Android stock. Non mancano ovviamente anche altre novità "minori", come un'opzione per gli sviluppatori in grado di mostrare il refresh rate attuale dello schermo e la possibilità di garantire delle autorizzazioni "temporanee" alle applicazioni, legate alle informazioni più sensibili (microfono, posizione e simili).

Infatti, ogni qualvolta un software chiede all'utente se può utilizzare, ad esempio, la fotocamera, il sistema mostra anche l'opzione "Solo questa volta" (o "Chiedi ogni volta" dalle Impostazioni). Insomma, sicuramente stiamo parlando di un passo importante per quanto riguarda la privacy. Alcuni utenti hanno segnalato inoltre la comparsa di un pulsante per effettuare degli screenshot "estesi", ma al momento non siamo ancora riusciti a sfruttare questa possibilità. Oltre a questo, chiaramente le API sono state ottimizzate per sfruttare al meglio tecnologie come il 5G.

Esistono inoltre alcune funzionalità esclusive per la gamma Pixel 4. Infatti, nella scheda "Display" è comparsa la voce "Aumenta la sensibilità del touchscreen", che consente di migliorare l'utilizzo dello smartphone quando si utilizzano pellicole protettive. Non manca anche "Metti in pausa la musica", funzionalità che permette di gestire le canzoni sfiorando lo schermo con la mano. Si tratta quindi di una possibilità legata a Motion Sense, ovvero le "gesture aeree" che vi abbiamo descritto nel dettaglio nella nostra recensione di Google Pixel 4 XL.

Queste sono le principali novità introdotte con la prima Developer Preview di Android 11, ma per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale dedicato agli sviluppatori. In ogni caso, durante il nostro primo contatto con il sistema operativo, abbiamo riscontrato diversi bug e possiamo confermare, come dichiarato da Google, che non si tratta di una build stabile per l'utilizzo quotidiano.

In definitiva, a meno che non siate utenti esperti e particolarmente appassionati, al momento vi sconsigliamo di installare questa build. Il programma Beta dovrebbe partire presto, quindi per il momento potete tranquillamente evitare e informarvi online sulle funzionalità introdotte.
Per tirare le somme, la prima Developer Preview della prossima major release del robottino verde è più una sorta di Android 10 "potenziato" che una vera e propria nuova versione, ma siamo ancora agli albori di un progetto che ci accompagnerà per tutto l'anno e che sicuramente garantirà maggiori sorprese. Nel frattempo, le funzionalità citate risultano comunque interessanti e vanno a delineare un Android sempre più comodo da utilizzare e con un'attenzione alla privacy che fino a qualche anno fa non si vedeva.