Le fotocamere di Huawei P40 Pro Plus alla prova: abbiamo un nuovo Re?

Abbiamo testato le fotocamere del nuovo Huawei P40 Pro Plus, dispositivo top gamma che mira a scattare le migliori foto del mercato attuale.

provato Le fotocamere di Huawei P40 Pro Plus alla prova: abbiamo un nuovo Re?
Articolo a cura di

Quando nell'aprile del 2019 Huawei ha presentato la sua nuova famiglia di telefoni P30, fra cui spiccava il P30 Pro, abbiamo capito come il mondo della fotografia mobile sarebbe cambiato per sempre.
Ci siamo infatti scontrati con la fotografia computazionale, in grado di portare gli smartphone a un livello superiore grazie a ottimi sensori e a un software di elaborazione in tempo reale che permette di fare meraviglie prima impensabili - probabilmente la migliore novità dell'epoca è stata la fotografia notturna a mano libera, anche se non era la sola.
Oggi, a poco più di un anno di distanza, Huawei compie un nuovo atto di forza con la famiglia P40, con la punta di diamante da ricercare nel P40 Pro Plus, un dispositivo che offre al pubblico un sensore Ultra Vision da 1/1,28 pollici con filtro colore RYYB e 50 MP, abbinato a una camera grandangolare con sensore da 1/1,54 pollici e 40 MP, un primo Super Zoom ottico da 3x e 8 MP e un secondo ottico da 10x, che grazie all'ibrido può arrivare a 100x di ingrandimento.

Completa il quadro generale una fotocamera con sensore di profondità 3D, che rileva la profondità delle scene in tempo reale e crea ottimi effetti di sfocato bokeh. Un piatto ultra ricco, che prende la medesima filosofia vista su P30 Pro e la porta all'estremo, con l'elaborazione software costantemente attiva e quasi invadente in alcune situazioni. Andiamo dunque a scoprire se siamo di fronte al nuovo miglior camera phone del mercato attuale.

Sua maestà il software

Diciamolo subito: come molti colleghi eccellenti, il P40 Pro Plus non è un telefono da usare scattando in RAW o che consiglieremmo a chi ama giocare con l'editing di livello professionale. Non perché non sia capace di fornire file adatti ma perché andremmo a tradire la sua filosofia. L'intelligenza artificiale che lavora in simbiosi con i sensori sistema ogni scatto come programmazione vuole, dunque talvolta portando le foto su programmi di editing c'è poco da sistemare a livello di ombre, luci e quant'altro - anche per via di una compressione abbastanza marcata.
Il P40 Pro Plus produce insomma file "già pronti", da inviare subito ad amici, parenti, oppure da condividere sui social. Per questo motivo abbiamo voluto provare il telefono senza forzare la mano, lasciando all'app fotocamera stock il controllo totale della situazione.
Ebbene secondo la nostra esperienza possiamo confermare come Huawei abbia completamente cambiato il modo di fotografare. Se con una mirrorless/reflex è fondamentale dominare la tecnica per avere risultati professionali, con un P40 Pro Plus bisogna saper prevedere il comportamento del software, evitare situazioni di luce particolarmente difficili e realizzare inquadrature che possano essere ottimizzate senza grossi sforzi.

Avere un sistema così invadente nell'editing post scatto significa stringere fra le mani un'arma a doppio taglio: se ciò che inquadriamo "va a genio" al software, otteniamo in pochi istanti delle meraviglie, altrimenti non è difficile ottenere risultati scadenti e foto tutt'altro che "perfette", è dunque importante imparare a conoscere il comportamento del dispositivo per utilizzarlo al meglio.
Di certo i sensori scelti dal produttore cinese sono di prima qualità, supportati inoltre dalle lenti Vario-Summilux di Leica che rappresentano una marcia in più per quanto riguarda il dettaglio degli scatti, anche se spesso la compressione tende a impastare un po' tutto, ma dipende dalle situazioni.

50 MP

Se oramai tutti i telefoni top di gamma scattano fotografie eccezionali in condizioni di luce "facili", utilizzando ISO molto bassi e sensori da 40 MP e più, i motivi per acquistare questo P40 Pro Plus si possono riassumere in due caratteristiche ben precise: il Super Zoom ottico e la capacità di scattare foto notturne di eccellente fattura.
Sul 50 MP principale infatti abbiamo paradossalmente poco da dire: è un sensore di ottima qualità, capace di raggiungere un dettaglio strepitoso e garantire colori brillanti, forse anche troppo a causa del software.

Il P40 Pro Plus infatti non disdegna l'alta saturazione dei colori, soprattutto sui blu e sui verdi, colori che talvolta vengono "pompati" anche più del dovuto. Nelle foto in basso potete notare come la fotocamera principale da 50 MP (a destra) abbia blu e verdi più saturi della super grandangolare, a parità di situazione.

Una scelta che può creare l'effetto wow nella maggior parte degli utenti ma che potrebbe far storcere il naso agli appassionati di fotografia più incalliti.

Con la fotocamera principale scatterete probabilmente le vostre migliori foto, inoltre quando entra in scena la cam con sensore di profondità 3D avrete uno sfocato bokeh soddisfacente in svariate situazioni. Nella foto in basso potete notare come la camera principale del P40 Pro Plus abbia saputo mettere a fuoco la schiuma della birra sfocando gradualmente tutto il resto, una funzione del tutto automatica che però può darvi qualche grana.

Nell'immagine scattata in un ristorante giapponese abbiamo messo il rilevamento della profondità 3D sotto pressione, con il sistema non sempre capace di mettere a fuoco il punto da noi desiderato; in situazioni simili è bene guidare il software con la messa a fuoco manuale, dunque occorre perdere qualche istante per avere la foto idealizzata nella nostra mente.

Le difficili condizioni di luce nel ristorante ci portano naturalmente a parlare di scatti notturni e in condizioni di illuminazione scarsa, con il dispositivo Huawei che si comporta in maniera eccellente nella maggior parte delle situazioni.
Potrebbe magari servire qualche secondo per ottenere lo scatto, tenendo il telefono ben fermo fra le mani, con risultati però soddisfacenti e appaganti.

Nelle foto appena in basso poi vediamo una comparativa fra uno scatto notturno eseguito con il super grandangolo e uno con la fotocamera principale, con quest'ultima in grado di ottenere uno scatto un po' più luminoso e preciso.

A proposito di super grandangolo, il sensore da 40 MP presente a bordo non si comporta affatto male. Non parliamo di un angolo di visione estremo, inoltre colori e definizione perdono talvolta un po' di terreno rispetto alla camera principale, qualitativamente parlando però siamo al di sopra di altri dispostivi top gamma del mercato attuale (pensiamo al super grandangolo di iPhone 11 Pro ad esempio, novità 2019 in casa Apple ma non ancora ai livelli Huawei).
In basso alcuni scatti effettuati con il super grandangolo, riconoscibili dal formato 3:2 anziché il solito 4:3 utilizzato da Huawei con tutte le altre fotocamere.

Non abbiamo parlato di Gamma Dinamica poiché con tutti gli interventi software (che fra l'altro potete ammirare "in diretta" se andate a rivedere subito una foto scattata, con l'immagine che cambia davanti ai vostri occhi) è difficile capire quanti stop effettivi il P40 Pro Plus riesca a coprire, è però davvero raro "bruciare" porzioni di schermo o ottenere parti completamente nere, c'è sempre l'editing automatico che "ci mette una pezza".

Uno zoom super

Il vero punto di forza di questo nuovo telefono è però tutta la parte che riguarda il Super Zoom ottico 3x e 10x. Sarete infatti in grado di scattare con un livello di ingrandimento di 10 volte rispetto alla camera standard scendendo a pochissimi compromessi, con scatti ultra dettagliati e perfettamente utilizzabili.

Magari non otteniamo il massimo di notte e a luce bassa, con scatti un po' impastati, ma con le giuste condizioni riuscirete a scattare foto a 3x e 10x praticamente perfette in quanto a resa.

Questa possibilità ci ha davvero impressionato, con la meraviglia che pian piano scema utilizzando lo zoom ibrido fino a 100x. È possibile scattare con questo livello di ingrandimento ma le foto sono pressoché inutilizzabili, il nostro consiglio è fermarsi ai 10x, ai 20x al massimo in caso di necessità ma non oltre.
Nelle foto in basso potete vedere due esempi di zoom estremo, dall'inquadratura grandangolare delle Torri di Citylife siamo riusciti a inquadrare la scritta Allianz con il 100x: sulla carta strabiliante, nella pratica non troppo utile, con risultati non eccezionali.

In basso altri esempi di zoom 10x: a dir poco impressionante, anche se per ovvi motivi la resa dei colori delle camere zoom non può eguagliare quella della fotocamera principale, così la risoluzione (50 MP contro 8 MP), per un "uso social" però sono foto perfettamente utilizzabili.

Nello scatto che segue potete vedere come la fotocamera 10x sia riuscita a raggiungere la torre Rai di Corso Sempione a Milano partendo dalla Torre Allianz di Citylife, dove si vede appena in lontananza.

Impressionante anche il risultato ottenuto all'interno della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, con il 10x in grado di riprendere perfettamente il monumento dedicato a Leonardo Da Vinci in Piazza della Scala nonostante la differenza di luce fra l'interno della struttura e il fuori (con il software che ha ovviamente bilanciato il tutto).

In basso invece, nella foto scattata a Piazza del Liberty, potete vedere come lavora lo zoom 3x, in grado di offrire la medesima qualità della fotocamera a 10x; a destra invece uno scatto a 10x in condizioni di luce non ottimali, infatti potete vedere come il software si sia in qualche modo arreso e abbia impastato un po' il tutto, evidentemente per coprire eventuale rumore digitale.

Tornando invece a "luce piena", in basso un altro esempio di come super grandangolo, fotocamera standard e zoom 10x lavorino in combo, con una progressione eccezionale.

Purtroppo non siamo riusciti a inserire in questo articolo tutte le foto che abbiamo scattato con il Huawei P40 Pro Plus, potete però vederle andando al nostro album condiviso su Google Foto. Una volta tornati qui, trovate le nostre conclusioni.

Huawei P40 Pro Huawei P40 Pro Plus è davvero il miglior camera phone del momento? In superficie potrebbe anche esserlo, in senso assoluto però non vogliamo sbilanciarci troppo e il motivo è presto detto. La fotografia computazionale del produttore cinese non è sempre impeccabile, il semplice tocco del dito può creare meraviglie ma anche foto mal bilanciate, con colori errati, dunque è fondamentale imparare il comportamento dell'elaborazione in tempo reale e anticiparla, prevedere le sue mosse. Se da una parte la presenza costante del software è una manna dal cielo, dall'altra può diventare incredibilmente ingombrante, spetta a voi "limitare i danni" scegliendo le inquadrature giuste con un po' di esperienza - oppure facendo prove su prove. Di certo la fotocamera principale da 50 MP saprà darvi le maggiori soddisfazioni, con la super grandangolare che ha in ogni caso da dire la sua e gli zoom ottici 3x e 10x che funzionano in maniera egregia. Degna di nota anche la fotocamera per il rilievo della profondità 3D in tempo reale, che su scatti ravvicinati può creare sfocati davvero naturali. Abbiamo dunque fra le mani un dispositivo estremamente avanzato dal punto di vista fotografico, non una "soluzione definitiva" in senso assoluto ma comunque un ottimo investimento - sempre che l'assenza dei Servizi Google non vi importi più di tanto, ma questa è un'altra storia.