Note 20 Ultra e xCloud: il gaming in streaming di Microsoft alla prova

Abbiamo provato la Beta di xCloud sul top di gamma Samsung, per capire se è davvero possibile giocare in streaming con il Game Pass di Microsoft.

Articolo a cura di

Il mondo Android ha un catalogo sconfinato di giochi. Ce ne sono a migliaia, ma solo pochi di questi riescono ad attirare i gamer abituati a PC e console. Ora però, grazie ai servizi che permettono di giocare in streaming, sembra che qualcosa stia davvero cambiando nel mondo mobile. A guidare questa (possibile) rivoluzione è senza dubbio Microsoft, che con il suo Game Pass Ultimate propone l'accesso a decine di titoli in streaming attraverso xCloud, con una semplice sottoscrizione mensile.
Ovviamente questa è solo una parte dell'offerta compresa nel Game Pass Ultimate, ma è importante perché potrebbe portare, nel medio periodo, alla creazione di un ecosistema ludico ancora più vasto di quello attuale, fatto dai PC Windows 10, dalle nuove Xbox Series X e Series S e ora anche dagli smartphone Android. In attesa di scoprire come si evolverà la situazione su iOS abbiamo provato il servizio sul Samsung Galaxy Note 20 Ultra, un telefono che ha puntato fin dalla sua presentazione sul servizio di streaming targato Microsoft.

Costi, requisiti di rete e interfaccia

Per poter utilizzare xCloud è necessario avere un abbonamento a Xbox Game Pass Ultimate, tutte le altre sottoscrizioni non prevedono infatti la possibilità di giocare in streaming. Il costo è di 12.99€ al mese, per un abbonamento che include però molto altro al suo interno, come la possibilità di giocare a oltre 100 titoli su PC e console, comprese le esclusive Microsoft direttamente il giorno del lancio, senza costi aggiuntivi. L'abbonamento da accesso alla modalità multiplayer su console, da diritto a sconti e offerte esclusive e, entro la fine dell'anno, includerà al suo interno anche i giochi del catalogo EA Play. L'offerta è davvero ricca di possibilità, a cui si aggiunge ovviamente il gioco in streaming su dispositivi differenti da PC e console. In questa prova stiamo utilizzando uno smartphone, ma in futuro sarà possibile giocare direttamente da TV o da PC.
Per ora il servizio si può utilizzare solo da telefono, una scelta fatta anche per la limitata risoluzione di trasmissione attuale, ferma al 720p, non certo ideale su schermi più grandi. Per accedere al servizio serve una connessione da 10 Mbps, i requisiti in termini di banda sono bassi attualmente, vista anche la risoluzione con cui vengono trasmesse le immagini.

Durante la prova abbiamo utilizzato una connessione Wi-Fi a 5 GHz su una linea fissa da 40 Mbps in download e 30 Mbps in Upload, ma è possibile anche giocare sotto rete 4G e 5G, prestando però massima attenzione ai consumi, perchè i classici 50 GB mensili possono finire rapidamente se si sfrutta il servizio per molte ore.

Interfaccia unificata

Per giocare in streaming bisogna installare sullo smartphone l'applicazione Xbox Game Pass e collegare un pad compatibile. Alcuni giochi, pochi in verità, sono già stati adattati per essere utilizzati con il touch screen, tuttavia il controller è praticamente obbligatorio per la maggior parte dei titoli, che sarebbero difficilmente gestibili senza. Noi abbiamo utilizzato un Razer Raiju Mobile ma è possibile associare anche il pad di Xbox, senza il bisogno di acquistare una periferica dedicata. Ovviamente, il vantaggio di questo pad è dato dal supporto per lo smartphone, che permette di giocare senza un piano d'appoggio per il telefono.

L'interfaccia che si presenta una volta avviata l'applicazione riprende a piene mani quella vista su PC e console, Microsoft è riuscita a unificare lo stile di tutte le sue piattaforme da gioco e anche sul Note 20 Ultra l'esperienza non è differente ed è perfettamente gestibile direttamente dal joypad. Da qui si può accedere a tre sezioni, Cloud, Console e PC, e proprio la prima è quella che permette di giocare direttamente in streaming.

In alto al centro sono mostrati alcuni giochi consigliati, scorrendo verso il basso invece l'applicazione suddivide i titoli disponibili in categorie, dai più popolari ai più adatti per essere riprodotti su smartphone, come un normale servizio di streaming video. Sulla sinistra ci sono poi tre scorciatoie, una per tornare alla home, una per entrare nel proprio profilo e l'ultima invece permette di creare delle vere e proprie playlist di giochi.

Giocare da smartphone è possibile, ma non a tutto

Una volta scelto e avviato il gioco la piattaforma procede al caricamento, più o meno rapido a seconda del titolo e della tipologia di connessione. In alcuni casi sono bastati una decina di secondi, in altri il caricamento ha richiesto quasi un minuto. Galaxy Note 20 Ultra ha uno schermo 19.3:9, un formato particolare per il mondo del gaming, l'interfaccia quindi occupa solo la parte centrale del display, simulando un classico schermo 16:9 e tagliando fuori completamente il foro della fotocamera. Con un tap sullo schermo si possono vedere alcune statistiche, tra cui una molto importante, ovvero il consumo di banda, utile quando si gioca in mobilità per tenere sotto controllo il piano dati. Al primo avvio l'applicazione sincronizza i salvataggi con quelli disponibili su PC e console, garantendo quindi la continuità di utilizzo tra le diverse piattaforme.

Abbiamo provato diversi titoli, da Gears 5 a Ori, passando per Resident Evil 7 e Forza Horizon, scoprendo una piattaforma che promette molto bene ma che necessita di maggiore qualità per offrire un'esperienza di gioco adatta a tutti i titoli. Ad esempio Ori non da alcun tipo di problema, certo la definizione è molto inferiore a quelle disponibile su monitor e TV ma è comunque perfettamente giocabile, stessa cosa per Gears 5. Resident Evil 7 invece mostra i limiti dell'attuale qualità di streaming, basta osservare cosa accade nella parte iniziale, dove la vegetazione fitta di casa Baker soffre particolarmente la compressione del segnale video.

Uno schermo come quello del Note 20 Ultra può gestire risoluzioni ben più alte ma per ora Microsoft preferisce non spingere sulla qualità: il passaggio a una risoluzione superiore richiederebbe molto più potenza nei server e molto più banda per essere gestita, aumentando ancora di più i consumi.
Sul fronte input lag la situazione è meno problematica di quanto ci aspettavamo. All'inizio abbiamo connesso il pad tramite Bluetooth e il ritardo era evidente, successivamente abbiamo invece puntato sulla connessione cablata tramite la USB Type C del Note, che ha portato l'input lag ad abbassarsi fino a non dare fastidio durante il gioco. Probabilmente non è ancora abbastanza per i titoli competitivi, ma per il gioco in single player rientra in limiti accettabili.

Samsung Galaxy Note 20 Dalla prova di xCloud su Galaxy Note 20 Ultra abbiamo compreso come Microsoft stia andando nella giusta direzione. Un servizio per giocare a centinaia di titoli su PC e console, insieme alla possibilità di utilizzarli anche da mobile senza hardware dedicato, non si era mai visto e anche se siamo solo all’inizio le potenzialità ci sono tutte. Allo stato attuale utilizzare xCloud come piattaforma di gioco principale è sconsigliato, ma può tornare utile per giocare in momenti e in luoghi in cui non si ha accesso a una console o a un PC. La qualità per ora è solo sufficiente, con il salto al 1080p si potrà apprezzare sicuramente meglio il servizio. Al netto dei limiti quindi il test sul Galaxy Note 20 Ultra è sicuramente positivo, torneremo sicuramente a provare il servizio non appena Microsoft implementerà una risoluzione e un bitrate più elevati.