NVIDIA GeForce Now: il gaming in streaming alla prova su un MacBook del 2016

Abbiamo messo alla prova il servizio GeForce Now di NVIDIA su un MacBook del 2016, servono ancora GPU potenti per giocare?

provato NVIDIA GeForce Now: il gaming in streaming alla prova su un MacBook del 2016
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Diciamo le cose come stanno: quanto è soddisfacente assemblare un computer di proprio pugno? Acquistando e aggiornando i singoli elementi con il passare del tempo, rimanendo sempre al passo con le ultime tecnologie - o comunque adattando tutto alle nostre esigenze, sia di costi che di prestazioni. I videogiocatori PC sanno bene quanta soddisfazione dia creare la propria macchina da gaming di sana pianta, eppure le cose molto presto potrebbero cambiare grazie all'arrivo di nuovi e agguerriti servizi online. Già oggi sono sempre meno gli appassionati che acquistano copie fisiche dei propri giochi, mentre i negozi digitali aumentano il volume d'affari di giorno in giorno, inoltre sia Microsoft che Sony hanno già lanciato (o hanno in cantiere) servizi in abbonamento che mettono a disposizione intere librerie di titoli da giocare sulla propria console, in cambio di pochi euro al mese.
In questo panorama è entrata da tempo anche NVIDIA con un servizio online, GeForce Now, che non mette a disposizione degli utenti unicamente un catalogo di giochi, che sfruttano i server NVIDIA per l'elaborazione grafica, al contrario offre anche il "noleggio" di una vera e propria macchina virtuale online, su cui poi far girare i titoli già in nostro possesso o inclusi nel pacchetto Now.

I giochi Windows sbarcano su macOS

Un'idea che sulla carta potrebbe sembrare folle, superflua, ma che a pensarci bene potrebbe davvero rappresentare il futuro del gaming. Se da un lato tenere costantemente aggiornato un PC da gaming implica impegno e denaro, nonostante la soddisfazione, ancor peggio è la situazione su console, con nuovi dispositivi in arrivo ogni 3-4 anni per stare al passo con l'offerta del mercato. Tutto questo, ovvero l'aggiornamento continuo dell'hardware, potrebbe presto diventare un ricordo legato al passato: con GeForce Now ad esempio non dobbiamo più preoccuparci di tenere il nostro PC al passo con i tempi, o delle sue specifiche tecniche. Le macchine virtuali messe a disposizione dal servizio sono ultra potenti (la nostra montava una GPU NVIDIA Tesla P40 da 12 TeraFLOPS, mentre una Xbox One X ad esempio si ferma a 6), in grado di far girare tutti i migliori giochi del momento a impostazioni Ultra, anche a risoluzione 4K (solo se supportata, ovviamente).
Questo avviene potenzialmente su qualsiasi piattaforma supporti GeForce Now, dai box NVIDIA Shield TV ai Mac di Apple. Esattamente, avete letto bene, poiché NVIDIA ha intenzione di portare il suo servizio anche su macOS oltre che Windows, una notizia che potrebbe davvero smuovere il panorama attuale. Proprio per questo motivo abbiamo voluto provare il nuovo servizio NVIDIA in versione Beta su Mac, per capire come funziona e cosa potrebbe significare in un prossimo futuro.

La potenza non ha più importanza

Con GeForce Now, grazie ai potenti computer messi a disposizione in remoto da NVIDIA, la potenza del nostro computer personale non ha più importanza, tutto ciò che conta è invece avere una linea veloce, solida e stabile. I giochi, alla massima qualità, arrivano sul nostro schermo via streaming, sarà dunque come vedere un filmato o quasi. Proprio per mettere alla prova il sistema in condizioni "estreme", abbiamo svolto i nostri test utilizzando un MacBook da 12 pollici Early 2016, con processore Intel Core m5 e scheda grafica integrata Intel HD Graphics 515.
Una configurazione ideale per la produttività e la portabilità ma assolutamente restrittiva per il gaming; inoltre su macOS, ricordiamolo, tantissimi titoli di grido neppure arrivano, una limitazione che GeForce Now rimuove in pochi istanti. Capite dunque che potenzialità possiede un sistema online di questo tipo su una macchina Apple? Anche prodotti poco performanti, adatti a un uso standard o casual, possono trasformarsi in potenti macchine da gioco.

Un nuovo mondo in pochi clic

Le potenzialità del servizio sono enormi, ma come funziona nella pratica? Per sfruttare GeForce Now su macOS basta scaricare l'app dal sito ufficiale, installarla in pochi clic ed effettuare il login al suo interno. Una volta entrati, abbiamo di fronte una panoramica di tutti i giochi attualmente supportati dal sistema, e già troviamo di tutto, da Player Unknown's Battleground a Overwatch, passando per Nioh Complete Edition, Ghost Recon Wildlands, League of Legends, DayZ, Batman Arkham Knight e tanto tanto altro. Su ogni gioco troviamo il pulsante INSTALL, utile ad avviare la macchina virtuale che visualizza la schermata d'avvio di Steam (o del servizio corrispondente al titolo, Uplay, GoG ecc). Entrati all'interno della piattaforma di Gabe Newell con le nostre solite credenziali, non dobbiamo fare altro che installare il gioco di nostro gradimento sulla macchina virtuale.
Possiamo ovviamente pescare direttamente dalla nostra libreria interna di Steam oppure fare compere sul momento. Installare un nuovo titolo è davvero un'impresa da ragazzi, veloce e indolore: nella nostra esperienza abbiamo visto i server NVIDIA scaricare anche a 260 Mb/s (non 260 Mbps, proprio 260 Mb/s) significa che per installare sulla macchina virtuale un qualsiasi gioco occorre giusto una manciata di secondi. Dopo la fulminea installazione, basta impostare i dettagli grafici e la risoluzione esattamente come faremmo sul nostro PC e avviare il tutto. Nella finestra apparirà come per magia il nostro titolo, alla risoluzione scelta e a dettaglio massimo, anche sul nostro piccolo e inerme MacBook da 12 pollici.

La stabilità è tutto

La potenza della nostra macchina passa dunque in secondo piano, ma che linea ci vuole per godere appieno del servizio? Noi abbiamo testato il tutto con una fibra da 200 Mbps (199 effettivi in DOWN, 20 in UP) e una latenza media attorno ai 30ms. Abbiamo evitato appositamente di usare un cavo LAN e di sfruttare unicamente il WiFi a 5GHz poiché il MacBook da 12 pollici (come i più recenti Pro) non possiedono una porta di rete, quindi è molto probabile che un utente medio ne faccia a meno in partenza per estrema comodità - inoltre eravamo curiosi di vedere il comportamento del servizio senza fili, al di là di tutto. Con questi parametri abbiamo passato con successo il test richiesto dall'app di GeForce Now, che richiede una linea al di sopra dei 25 Mbps, una perdita pacchetti inferiore al 2% (nel nostro caso 0) e meno di 80ms di latenza.
Oltre i semplici parametri però, è importante avere una linea davvero stabile e il motivo è presto detto. Un classico servizio video in streaming può sfruttare un buffer per evitare perdita di dati o altro, anche se la linea si blocca per un istante si ha comunque del video in memoria che ci permette di continuare la visione senza problemi; con GeForce Now il buffer praticamente non esiste, il flusso può funzionare soltanto in tempo reale per restituire i giusti comandi di input sullo schermo. Un problema non da poco per molte connessioni italiane, speriamo però che la situazione vada migliorando con il tempo su tutta la penisola.

Prepare to Die su Mac

Mettendo da parte la malinconia legata a molte connessioni italiane, continuiamo la nostra prova sul campo considerando la nostra connessione come "perfetta" per GeForce Now, anche in WiFi. Abbiamo provato diversi titoli a 60fps e bisogna riconoscere che, nonostante si tratti ancora di un servizio Beta, siamo riusciti a giocare senza alcun problema e alla massima qualità (con alcuni giochi si può andare anche oltre i 60fps grazie all'Ultra Streaming Mode, ma c'è bisogno davvero di tanta banda, incorrere in rallentamenti e perdita di pacchetti diventa molto facile, soprattutto in questa fase di partenza). I primi minuti sono stati alquanto stranianti, poiché vedere un Dark Souls o un Tom Clancy's The Division girare sullo schermo del nostro piccolo MacBook alla massima qualità possibile sembrava una sorta di sogno a occhi aperti, un miracolo in piena regola. Anche i caricamenti, grazie ai veloci dischi messi a disposizione da NVIDIA, risultano spesso fulminei. Il flusso streaming arriva sul monitor a qualità accettabile, seppur con frequenti rallentamenti e cali di frame rate, che in fase Beta sono praticamente fisiologici. I nuovi MacBook però, come saprete, non possiedono delle tastiere molto adatte al gaming, anzi; collegare tastiere e mouse da gaming di terze parti però è alquanto semplice, con gli adattatori USB-C giusti ovviamente. macOS non fa alcuna fatica a riconoscere le periferiche esterne e lo stesso avviene con la macchina virtuale di GeForce Now. Ottima anche l'esperienza relativa ai pad PlayStation 4 o Xbox One che, con i driver adatti, vengono riconosciuti dal sistema senza troppi intoppi.
Più macchinoso il riconoscimento del pad Elite di Microsoft, più per mancanza di driver che per altro, dunque per colpa di macOS e non di NVIDIA. Una volta connesso un pad però si ha la medesima esperienza di gioco che si prova su console, tutti i giochi che supportano la configurazione dei tasti classici non hanno bisogno neppure di un mapping ad hoc, è già tutto configurato di default. Discorso diverso ovviamente per titoli pensati quasi ed esclusivamente per PC come, ad esempio, Euro Truck Simulator 2, i cui comandi richiedono molti più tasti rispetto a quelli presenti su qualsiasi pad per console; l'utilizzo misto pad+tastiera è in ogni caso funzionante, potete usare entrambe le periferiche in qualsiasi momento.

Il futuro del gaming (?)

Come dicevamo poco sopra, abbiamo testato il tutto su un MacBook da 12 pollici, uno schermo piccolo ottimo per la portabilità ma non adatto a sostituire un vero e proprio monitor da gaming o una TV da salotto. Nessun problema, all'adattatore a cui abbiamo connesso il pad abbiamo aggiunto anche un cavo HDMI ad alta velocità per collegare una TV 49 pollici in 4K e testare GeForce Now seduti comodamente sul nostro divano. Anche in questo caso l'esperienza è risultata vincente, con il segnale streaming perfettamente inviato al televisore a diverse risoluzioni (Full HD e oltre).

Questo dimostra come GeForce Now abbia le potenzialità per essere incredibilmente versatile e funzionale, pronto magari a sostituire la nostra console o il nostro costoso PC da gaming in un prossimo futuro - una volta maturato a dovere. Certo su un pannello da 49 pollici diventa più facile scovare artefatti del segnale streaming e difetti di compressione: aspettarsi di ottenere la medesima resa qualitativa da servizi come GeForce Now e da una vera console o un PC connessi in modo diretto al monitor è ancora fantascientifico. Bisogna però riconoscere che la tecnologia ha scelto con decisione la strada da intraprendere nei prossimi anni: i produttori potrebbero spostare il loro mercato sui servizi online più che sull'hardware vero e proprio. Anziché mettere mano al portafogli per un PC da gaming si potrebbe ripiegare su una macchina virtuale, un servizio in grado di far girare i nostri giochi sempre alla massima qualità e su più piattaforme, da uno sgangherato notebook Windows a un MacBook con scheda grafica integrata, passando per un modesto box TV.
Aggiornare costantemente i propri PC e le console diventerebbe un'azione obsoleta: i servizi online potrebbero mettere a disposizione sempre il miglior hardware in circolazione, che sia dunque davvero questo il futuro? Non lo sappiamo, nel frattempo morire in Dark Souls III giocando con il massimo dettaglio su un modesto MacBook da 12 pollici è una completa goduria.