Provato NVIDIA GRID e GameStream

Provato a Milano il servizio di cloud gaming targato NVIDIA.

provato NVIDIA GRID e GameStream
Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il futuro è nel cloud. Sono sempre di più i servizi raggiungibili nella nuvola, dallo stoccaggio dei propri dati allo streaming di film e musica. Anche NVIDIA è convinta che nei prossimi anni questo settore diventerà fondamentale per le aziende high tech, ecco perché ha creato GRID, un servizio che consente di giocare a titoli PC in streaming direttamente sul proprio SHIELD Tablet. Ovviamente siamo solo all'inizio e i giochi disponibili non sono ancora molti, anche se ne vengono aggiunti di nuovi ogni due settimane. Everyeye è stata invitata a provarlo a Milano, in un loft nel centro del capoluogo lombardo, attrezzato con le migliori apparecchiature legate alla domotica. Una location decisamente futuristica, adatta a fare da sfondo per un servizio dalle ampie possibilità di crescita nei prossimi anni.

NVIDIA Grid

Uno degli aspetti che spaventa maggiormente gli utenti meno pratici del mondo del gaming su PC è quello legato all’obsolescenza dell’hardware. Anche se una scheda video di fascia alta oggi come oggi può consentire diversi anni di gioco di buon livello, resta il fatto che la praticità delle console, in questo senso, non ha paragoni, consentendo agli utenti di non dover pensare ad alcun tipo di aggiornamento hardware. GRID permette proprio di evitare queste problematiche, lasciando l'elaborazione grafica ai server NVIDIA. Anche se può sembrare antieconomico per un’azienda che vende GPU proporre un servizio di questo tipo, bisogna considerare che il mancato introito derivante dalla vendita delle schede video consumer verrebbe assorbito grazie ai canoni di abbonamento al servizio stesso, senza dimenticare che il business di NVIDIA va ben al di là delle semplici GPU da gaming. A tal proposito, notizia del mese scorso è la realizzazione, per conto del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, di due super computer, i più potenti mai realizzati fino a questo momento, che sfrutteranno proprio le tecnologie di casa NVIDIA.
Tornando a GRID, il sistema è attualmente il più prestante della sua categoria, grazie ai suoi 2448 Gflops, che consentono ai giochi di correre ad una velocità a 60 fps con un buon livello di dettaglio, ovviamente in presenza di una connessione idonea. Connessione che dovrà essere di almeno 6.5 megabit costanti per sfruttare il servizio, anche se in presenza di una banda minore il sistema provvederà a scalare la qualità dell’immagine di conseguenza.

Allo stato attuale, l’unico dispositivo in grado di sfruttare il servizio è il tablet NVIDIA SHIELD, che sarà oggetto di una recensione approfondita nella prossime settimane, mettendo alla prova GRID con una comune 7 megabit. In tutto sono disponibili 27 titoli, non moltissimi, ma ogni due settimane il catalogo viene aggiornato con nuovi giochi, che nel tempo dovrebbero arrivare a un numero di tutto rispetto. Così, come oggi utilizziamo Spotify per ascoltare la musica e Netflix, dove disponibile, per vedere i film, un domani potremmo fare la stessa cosa con i videogiochi. Le possibilità ovviamente sono molte e non è da escludere l’arrivo della piattaforma su dispositivi diversi dallo SHIELD Tablet. Pensiamo ad esempio alla comodità di avere un’app dedicata da far funzionare su Smart TV, senza la necessità di alcun hardware dedicato per giocare. Questa è solo un’ipotesi, ma gli scenari futuri potrebbero essere molteplici, consentendo di svincolare definitivamente l’hardware di gioco dal gioco stesso.

NVIDIA GameStream

L’occasione è servita anche a provare NVIDIA GameStream, che permette lo streaming dei videogame dal PC allo SHIELD, liberando di fatto l’utente dall’accoppiata PC/monitor. In realtà, le possibilità offerte sono anche di più, visto che non è necessario essere sotto la copertura della propria rete Wi-Fi per utilizzare il servizio. GameStream può infatti funzionare anche sotto rete mobile, anche se la velocità di connessione costante e il limite imposto dagli operatori alla quantità di dati scaricabili rende di fatto impossibile utilizzarlo in questo modo. Nonostante questo, nulla vieta a un possessore dello SHIELD di poter sfruttare il proprio parco titoli sotto copertura Wi-Fi al di fuori delle mura domestiche.
A proposito dell’ambiente domestico, SHIELD permette anche di sfruttare meglio gli schermi di grandi dimensioni dei televisori. Molto spesso i PC da gioco non possono essere collocati in salotto, per questioni di spazio o semplicemente estetiche; grazie all’uscita HDMI, questi apparati potranno essere sfruttati al meglio anche su un display di grandi dimensioni, che forniscono un’esperienza di gioco migliore rispetto al pur ottimo pannello da 8” dello SHIELD.

La prova

Durante l’evento abbiamo provato i servizi descritti fino a questo momento praticamente in tutte le salse, a partire dallo streaming diretto PC-SHIELD sotto la stessa rete Wi-Fi. Il titolo scelto per questo test è Tomb Raider, uscito nel 2013 ma ancora oggi dotato di un buon comparto grafico. I comandi sono affidati al controller proprietario NVIDIA, che si è rivelato comodo nell’utilizzo nonostante le dimensioni al di sopra della media. Tornando alla prova, bisogna dire che il titolo era perfettamente giocabile, con un Lag praticamente nullo rispetto a quanto era possibile osservare sullo schermo del PC. Il display da 8” dello SHIELD inoltre ha restituito una resa visiva sorprendente, con una qualità grafica irraggiungibile per qualsiasi tablet, visto che l’elaborazione avviene sul PC su cui è installato il gioco. Molto buono anche il risultato raggiunto collegando il tablet al proiettore installato nel loft, che avrebbe potuto dare qualche grattacapo dovuto alla compressione video dello streaming.
Alla fine abbiamo provato anche GRID, vero punto di forza del tablet NVIDIA, considerato anche il fatto che il servizio è totalmente gratuito fino a giugno. I tempi di caricamento iniziali dei giochi sono ovviamente più lunghi rispetto ai titoli installati direttamente sullo SHIELD, anche se qualche secondo in più non è certo un problema. Una volta avviato Batman: Arkham Origins, le potenzialità di GRID sono venute fuori, visto che il titolo è risultato perfettamente fruibile, con una qualità grafica molto buona. L’input dei comandi non presenta Lag, o se c’è è totalmente ininfluente ai fini del gioco. L’ultimo titolo testato lo abbiamo scelto appositamente per mettere in difficoltà il sistema, visto che Dirt 2 richiede un frame rate e una fluidità elevata per essere sfruttato al meglio. In questo caso, qualche blocco momentaneo lo si è osservato, anche se bisogna sempre tenere presente che sotto la stessa rete erano presenti diversi SHIELD tablet a testare il servizio, probabile causa dei rallentamenti.

Nvidia Shield Tablet La prova dei servizi legati a NVIDIA SHIELD tablet ha decisamente convinto, anche se un giudizio definitivo lo avremo solo testandoli in un ambiente meno controllato e maggiormente rappresentativo della realtà italiana, dove la rete non è sempre all’altezza. Il potenziale di GRID è molto elevato ma saranno diversi i fattori che ne determineranno la diffusione in futuro, anche perché allo stato attuale siamo solo all’inizio. La quantità di titoli a disposizione giocherà un ruolo fondamentale, così come anche il prezzo, che dovrà essere tarato alla perfezione per attirare il pubblico: se sarà troppo alto infatti il rischio è quello che gli utenti non siano disposti a rinunciare alle proprie copie fisiche o digitali dei giochi. Un ulteriore passo avanti lo si avrà quando il servizio verrà slegato dal tablet dell’azienda di Santa Clara. Anche se NVIDIA non ha detto nulla a riguardo, vincolare l’esperienza di gioco cloud a un unico hardware limita non poco le potenzialità del servizio, che per essere sfruttato a dovere dovrà per forza di cose essere utilizzabile sul maggior numero di dispositivi possibili.