NZXT BLD: come ho riscoperto il PC Gaming con uno schiocco di dita

Un racconto a cuore aperto dalla penna di un ex giocatore incallito, di come sia possibile tornare al PC senza troppi affanni grazie al configuratore NZXT.

NZXT BLD: come ho riscoperto il PC Gaming con uno schiocco di dita
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Anche se forse non ve lo ricorderete, un tempo quando ci si voleva fare un PC da gioco si cercava su internet le componenti più adatte, le si comprava online ad un prezzo accettabile, le si riceveva a casa e si iniziava a montare il tutto. Poi sono arrivate una pandemia, una crisi globale dei trasporti, dei porti, la scarsità di materie prime. Detto in due parole è l'effetto pipistrello: un pipistrello batte le ali a Pechino e le RTX 3060 costano 1600 euro su Amazon.

Come fare quindi se si volesse avere un PC da gaming senza essere facoltosi ereditieri? Ma soprattutto, perché tornare ad avere un PC proprio ora?

Le motivazioni

Beh, intanto per me e per moltissimi altri della mia generazione - quella che nasceva negli anni ottanta - il computer è stato un fedele compagno sin da quando ne ha memoria. Il Commodore 64 e l'Amiga, seppur con i loro limiti, i primi 386 e 486, la 3DFX, Matrox, le prime "banshee" (che erano le schede grafiche che gestivano 2D e 3D insieme), i Pentium e poi gli i-qualcosa, ma anche Radeon e ATI.
Insomma, mi avete capito, per questa classe avere un pc è come fosse uno stato dell'anima, una condizione dalla quale, soprattutto se avete vissuto quei pionieristici momenti dell'informatica per tutti all'inizio degli anni novanta, non si esce, che abbiate o non abbiate un computer. Ma sto divagando.

Qualche settimana fa ho deciso che era il momento di tornare a giocare seriamente con un PC. Anche se all'inizio mi sembrava un capriccio o più una voglia del momento, alla fine mi sono convinto che non fosse del tutto così. Se negli ultimi anni mi era sembrato che si potesse fare a meno di un PC per giocare, ultimamente mi sembra che ci sia stata una certa inversione di tendenza: la guerra tra Steam ed Epic Games Store non sta portando altro che benefici - e giochi gratis - agli utenti; Sony inizia timidamente a distribuire qualcosa anche su PC; per alcune storiche case come Capcom il PC sarà la "piattaforma di riferimento". Infine Microsoft, con il suo GamePass - non ho nemmeno bisogno di dirvelo.

Giochi e prestazioni a parte, però, per me la differenza sta nel fatto che su PC ci gioco meglio: seduto e non mezzo sdraiato intanto, più attento e concentrato, con un browser a portata, una chat testuale più comoda, Discord e fratelli sempre pronti all'uso. Se per qualche gioco è abbastanza ininfluente, per altri, almeno nella mia esperienza, la differenza è sostanziale: in questi giorni, per esempio, sto giocando a Final Fantasy XIV: Endwalker - ne parleremo a brevissimo nella recensione! - e per questo gioco, un po' come per tutti gli MMORPG, il PC è un po' l'ambiente naturale, per quanto sia perfettamente godibile anche su PS5 (dove per inciso, continuo a giocare ogni tanto).

La configurazione

Ora, cosa abbiamo imparato in questo infinito preambolo? Che ho un'età, che di recente sono tornato ad avere un PC con il quale giocare e che di questi tempi è difficile riuscire a farsene uno con certe caratteristiche senza spendere una fortuna, quindi mi sono messo in testa un budget intorno ai 2000-2500 euro e ho iniziato a giocare con il configuratore di NZXT BLD.
Le cose che mi hanno fatto scegliere tra tante alternative proprio l'azienda americana sono principalmente due: intanto hanno a catalogo PC con la serie RTX 30x, cosa non scontata, e poi apprezzo il loro l'approccio pragmatico alla costruzione della macchina. Anziché costruire la build partendo dalle singole componenti, per quanto importanti possano essere, NZXT fa il contrario e parte da quanti FPS si possono raggiungere in un determinato gioco con la configurazione in quel momento nel carrello, discriminando anche se lo si vuole giocare a 1080p o a 1440p.

Devo confessare che questo approccio è per me particolarmente liberatorio. Sono stato abituato per anni a dedicare fin troppo tempo all'elaborazione di configurazioni fantasmagoriche e pur riconoscendo che può essere parte dell'esperienza stessa - un po' come il Natale e l'attesa che lo precede - in questa fase della mia esistenza preferisco fidarmi di qualcuno che fa una stima in base a quello che voglio spendere, piuttosto che spendere io alla cieca e scoprire solo in un secondo momento cosa mi sono portato a casa.

E quindi entusiasmato da questa nuova libertà ho messo giù una macchina che arrivasse dove doveva senza strafare: certo, in altri tempi forse sarei riuscito a ottenere qualcosa di più lato GPU (più che altro in termini di longevità negli anni), ma questo è un problema che lascerò "al me stesso del futuro". Sono quindi partito dalla scelta di piattaforma e processore, optando per AMD e nello specifico il Ryzen 5600X, con 6 core Zen3 che arrivano a 4600 MHz, su una N7 B550, scheda madre brandizzata NZXT e disponibile anche bianca come del resto anche i loro case, dotata di Wi-Fi 6E, controlli assortiti per RGB e ventole via NZXT Cam, il software di gestione del PC, e due slot M.2.

Ad accompagnare processore e scheda madre ci sono due banchi da 8GB di RAM, nello specifico G.Skill Trident Neo da 3600 MHz. Fun Fact: sono le più arroganti da vedere dentro il case, e anche qua le potete impostare come fosse una luminaria di Natale o lasciarle più sobriamente spente.

Dal punto di vista dell'archiviazione, tutti gli applicativi e il sistema operativo stanno su un SSD Samsung 970 EVO Plus da 1 TB Gen3 da 3400 MB/s, quindi il primo upgrade sensato potrebbe essere un proprio un 980 Pro. La scheda video, ora. Per quanto sia stato enormemente tentato di lanciarmi nel vuoto e optare per l'opulenta ASUS TUF Gaming GeForce RTX 3080 OC, sono sceso a più miti consigli e ho optato per la Gigabyte RTX 3060 Ti.
Perché tirare il freno proprio all'ultimo miglio? Intanto perché la differenza di prezzo è abissale, ma poi soprattutto perché il fulcro di questo esperimento era quello di lasciarsi guidare dal tool, che mi ha amorevolmente rassicurato sul fatto che per quello che dovevo fare io quella scheda bastava e avanzava.

A dare vita al tutto ci pensa un alimentatore NZXT C650 Gold, ovviamente modulare e adatto a questa configurazione (ma occhio agli upgrade che per una RTX 3080 bisognerà salire con i Watt), in formato ATX, mentre il dissipatore è l'AIO Kraken Z63 a liquido, che riesce nel non semplice compito di essere sia funzionale che estremamente bello e personalizzabile.
Ne aveva già parlato il nostro Alessio Ferraiuolo nella recensione di NZXT H510 Elite e Kraken, ma se avete fretta vi basta sapere che "si è rivelato un prodotto performante e molto personalizzabile". Ad avvolgere poi in un caldo, ma areato e amorevole, abbraccio tutta questa tecnologia c'è proprio il case H510 Elite, squadrato, essenziale, ma estremamente funzionale e soprattutto facilmente collocabile in qualsiasi stanza o scrivania viste le dimensioni particolarmente umane (460 mm di altezza per 428 mm di profondità e 210 mm di larghezza). Il case ha una dotazione sufficiente di ventole: due frontali da 140mm (ma occhio che davanti è chiuso), una terza della stessa dimensione in alto e una da 120mm dietro. Accoppiato con il dissipatore a liquido però il controllo della temperatura è agevole.

Unboxing e considerazioni

Il computer è arrivato già assemblato e pronto all'uso, con all'interno della scatola tutti i libretti di istruzioni, garanzie e pezzi in eccesso, come i cavi dell'alimentatore modulare. Una volta tolto dalla sua scatola, il PC di NZXT sa come farsi amare, grazie a un'estetica coerente e coesa che solo chi produce le diverse componenti all'interno della macchina può garantire. Detto in maniera molto semplice: è un computer bello, che non sfigura nemmeno in un contesto diverso da quello della camera dello streamer, e anche se forse non può fare da centrotavola al cenone di Natale, di certo farà in qualunque ambiente la sua figura.
Un altro indiscutibile vantaggio è dato da NZXT Cam, il software che il produttore mette a disposizione per tenere sotto controllo ogni parametro della macchina e personalizzarla quanto più possibile, ivi compresi le luci, la velocità delle ventole e l'overclock. Tutto è a portata e facilmente intellegibile anche per chi non è particolarmente avvezzo all'uso e all'assemblaggio di PC.

Vi chiederete "ma alla fine, questo PC, come va? Che prestazioni ha? Ha retto alle aspettative?". A una prima analisi vi posso dire che sì, ha mantenuto ampiamente tutte le promesse fatte, rimanendo nel range degli FPS promessi in fase di costruzione. Di tutto questo però magari ne parleremo più diffusamente più avanti, quando avrò smesso di accenderlo solo per mettere le luci a tempo di musica e avrò iniziato a usarlo seriamente per la macchina da gioco che è.

Il servizio di NZXT è di quelli Premium, nei quali il prezzo del biglietto è forse più alto rispetto alla concorrenza ma si riceve un servizio di qualità, sia per quanto riguarda la scelta delle componenti sia per la perizia con cui questi vengono assemblati e sistemati all'interno del case. La macchina arriva infatti già montata, con un cable management da far invidia e il non secondario vantaggio che producendo molte delle componenti interne, il tutto è funzionale alla build proposta, sia in termini di performance che per congruenza estetica. Certo, questo servizio si paga, ma visti i prezzi che in questa specifica contingenza ci sono in giro, non escluderei che ci stiate andando comunque a guadagnare.