Oculus Go presenta Oculus TV: la televisione in realtà virtuale alla prova

Un'inedita applicazione si aggiunge al catalogo del visore standalone: si tratta di Oculus TV, un nuovo modo di intendere la televisione in VR.

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L'obiettivo primario di Oculus Go è stato subito evidente sin dalla sua presentazione: fornire uno strumento entry level con cui tuffarsi nella realtà virtuale senza spendere cifre proibitive. Quando vi ritroverete al centro di un palcoscenico teatrale, oppure in orbita intorno alla Terra, mentre vi guarderete intorno e nuoterete col sorriso in un mare di stelle, dimenticherete per qualche minuto qualsiasi discorso legato alla risoluzione, alla grandezza delle televisioni e all'HDR. È anche vero che, considerati i limiti della batteria e l'offerta audiovisiva contenuta negli store (che presenta giochi, video ed esperienze dal minutaggio molto ridotto), l'Oculus Go è soprattutto un sistema pensato per una fruizione rapida, lontana dalle maratone del binge watching televisivo.
Ciò non toglie che, nelle applicazioni disponibili nei negozi digitali, non facciano capolino anche software come Netflix che declinano - con le logiche della VR - un metodo di visione più canonico e meno "immersivo". Ecco che, invece di essere catapultati nel bel mezzo del nostro film preferito o della nostra serie tv d'elezione, verremo proiettati in un lussuoso salone virtuale: dinanzi a noi campeggerà così un maxi schermo di grosse proporzioni, nel quale potremo osservare i programmi desiderati come se fossimo seduti in un cinema o in un drive-in.
Seguendo questa filosofia di visione, l'applicazione Oculus TV, di recente aggiunta al catalogo in modo del tutto gratuito, prova a portare il concetto di televisione su un piano "alternativo" a quello classico: parliamo di un software capace di tramutare lo spazio circostante, permettendoci di trasmettere alcuni contenuti multimediali su un pannello virtuale da 180 pollici con risoluzione 1280x720p. Ma come ci insegnano i discutibili palinsesti delle reti italiane, non bastano le dimensioni a fare "grande" una TV: servono, in particolar modo, contenuti di qualità. E su questo fronte Oculus TV deve ancora crescere abbondantemente.

Un'altra televisione è possibile

Intorno a noi si apre l'immagine di una stanza in uno chalet di montagna. Su entrambi i lati due grosse vetrate mostrano lo scorcio di un panorama suggestivo: peccato solo che, almeno al momento, l'ambiente non sia personalizzabile in alcun modo. Sarebbe alquanto gradito, del resto, poter cambiare il paesaggio ed il setting a nostro piacimento, un po' come accade nella Home principale del visore, e non è da escludere che futuri aggiornamenti riescano ad inserire una simile feature.

Al di là della bellezza di questo "salotto" digitale, è lo schermo a fare la differenza, con un'ampiezza tale da coprire quasi tutto il campo visivo: l'impatto non è troppo dissimile da quello provato una volta avviata l'applicazione di Netflix, che tra l'altro è contenuta di default all'interno del pacchetto. Oculus TV, d'altronde, in questi primi giorni di vita, si presenta perlopiù come una sorta di hub centrale, nel quale sono inserite quattro diverse app dedicate alla riproduzione di video.
Anzitutto, troviamo il già citato colosso dello streaming, che - dopo essere stato selezionato - ci porterà immediatamente nel suo "habitat", creando una transizione un po' brusca nel passaggio da una location all'altra. Avremmo preferito, in tal senso, che i prodotti Netflix venissero trasmessi direttamente nello chalet, senza ulteriori schermate di caricamento. Si ritagliano uno slot anche Facebook Video, Red Bull TV e Neverthink: siccome le prime due non hanno certo bisogno di essere introdotte, proviamo a focalizzarci in breve sull'ultima novità.

Si tratta di un programma (già disponibile su Android, iOS, PC e AppleTV) che i creatori definiscono un "on demand distraction", una piattaforma nella quale sono raggruppati video assai brevi, che variano di volta in volta e sono suddivisi in diverse categorie, dai "meme" ai documentari, passando per sport, arte, musica e tecnologia. Come il nome suggerisce, Neverthink incarna un tipo di visione scacciapensieri, rapido e disimpegnato, utile come "distrazione" per staccare un po' la spina dalla realtà. E con ogni probabilità, questo è anche il concept alla base di Oculus TV: i programmi presenti sui suoi canali, nelle quattro applicazioni sopracitate, sono concepiti infatti per una fruizione veloce e scattante, al pari di un semplice passatempo. Spulciando tra le offerte live ed on demand, insomma, più che un'alternativa alla televisione tradizionale, ne scopriremo un'estensione, una reinterpretazione in grado di adattarsi ai ritmi più frenetici dei nostri giorni. Ora come ora, Oculus TV è un portale che aggrega, in un'unica soluzione, una serie di "reti" che sussistono persino da sole.
Facebook Video, ad esempio, può essere utilizzato anche tra le mura delle Oculus Rooms, lo spazio sociale in cui invitare gli amici per trascorrere qualche ora in una piccola sala giochi in VR. Quello che fa Oculus TV, in sostanza, consiste nel creare scorciatoie per fare un po' di "zapping" in solitaria senza troppo impegno. In questo, la missione è compiuta: l'interfaccia è infatti pulita e responsiva, e ci concede l'opportunità di scegliere le trasmissioni più intriganti con estrema semplicità. D'altro canto, purtroppo, manca sia un elemento pienamente distintivo, sia una sostanziosa proposta in termini di contenuti.

Mentre negli Stati Uniti la situazione sembra già più rosea, con la presenza di Hulu e Showtime, qui da noi l'insieme risulta piuttosto limitato: i futuri update, tuttavia, promettono l'inserimento, anche per l'Italia, di inedite espansioni e nuove app di streaming. Senza l'aggiunta di un palinsesto più elaborato, il rischio è quello di esaurire l'interesse per Oculus TV in brevissimo tempo.
In questo frangente, tutto è ancora in divenire: occorre insomma un guizzo di originalità ed una libreria decisamente più variegata per tenere in vita questa nuovo modo di intendere la televisione in realtà virtuale. L'idea, di per sé, è efficace, sebbene ancora un po' troppo acerba: dato che il software è appena nato (ed è anche totalmente gratuito) diamogli il tempo necessario per crescere e svilupparsi prima di cambiare definitivamente canale.