Panasonic Lumix S1R alla prova: come scatta la mirrorless da 47 MP?

Abbiamo provato a fondo la nuova Panasonic Lumix S1R, muscolosa mirrorless da 47 MP pensata per fare il pieno di dettagli in ogni situazione.

provato Panasonic Lumix S1R alla prova: come scatta la mirrorless da 47 MP?
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Mentre gli smartphone soffocavano in maniera abbastanza plateale le macchine fotografiche compatte e le reflex digitali perdevano il loro tradizionale appeal, il nuovo mercato delle mirrorless 4/3, APS-C e Full Frame catturava sempre maggior curiosità fra il pubblico. In questo campo bisogna dire che Sony ha fatto scuola, e probabilmente ancora oggi regna quasi incontrastata per via dei suoi prezzi aggressivi e dei suoi prodotti estremamente compatti, altri brand internazionali però hanno provato a starle alle calcagna e fra questi c'è sicuramente Panasonic.
Regina delle 4/3, soprattutto in ambito video, Panasonic ha di recente voluto dir la sua anche in campo professionale, con tre macchine mirrorless Full Frame di altissima qualità. Pensiamo alla Lumix S1, alla Lumix S1H che abbiamo recensito qualche settimana fa e alla muscolosa Lumix S1R, oggetto oggi della nostra prova.

Se la S1 può esser considerata la tuttofare della gamma, nemica dichiarata della Sony A7 III, e la S1H è un bestione da set cinematografico con ventole integrate, la S1R va a insidiare la line-up delle A7R, sfoggiando una risoluzione molto molto alta e una qualità d'immagine perfetta per lo studio e la ritrattistica. Andiamo dunque a parlare della nostra esperienza con la Panasonic Lumix S1R.

Parola d'ordine: dettaglio

In linea con le sorelle, la S1R sfoggia una confezione di ottima fattura, che ci fa subito capire di avere fra le mani un prodotto di fascia alta. Panasonic la vende sia "Solo Corpo" che nel kit 24-105 F4, soluzione che abbiamo provato in prima persona e che forse non ci ha convinti fino in fondo, vedremo successivamente perché. Appena tirata fuori dall'imballo originale, la macchina si fa sicuramente notare per via delle sue dimensioni generose, vicine a quelle della S1H ma con un design generale un po' più aggraziato - vista l'assenza delle ventole e un sistema di orientamento dello schermo abbastanza classico.
La scelta di Panasonic di puntare sulla solidità estrema a discapito della compattezza può sicuramente far storcere il naso, soprattutto a vedere molti prodotti della concorrenza, se però cercate una mirrorless professionale in assetto da guerra, senza macchia e senza paura, avete forse trovato il vostro cavallo vincente.

Probabilmente 148,9mm x 110mm x 96,7mm x 1,02 kg oggigiorno sono dimensioni e un peso "fuori tempo massimo", riservate alle più complesse (meccanicamente parlando) reflex, siamo consci però che a una buona fetta di pubblico una tale "stazza" può piacere, restituire sicurezza.
Le vere qualità della S1R però sono conservate all'interno: il cuore di questa fotocamera è infatti un sensore CMOS da 35mm Full Frame da 47,30 MP effettivi (50,44 MP totali) capace di scattare immagini eccezionali, da visionare in anteprima su quello che è probabilmente il migliore mirino del mercato mirrorless attuale.

Se il display posteriore è un LCD TFT Touch da 2.100.000 pixel, è il mirino LVF OLED a prendersi la maggior parte degli applausi, grazie a 5.760.000 pixel, 120 fps e un lag di appena 0,005 secondi. È lo stesso identico montato sulla S1H e il senso di meraviglia è infatti intatto, in pochissimo tempo diventerà il vostro migliore alleato - e speriamo di vedere presto mirini di tale qualità anche su prodotti della concorrenza. Panasonic inoltre anche con questa S1R continua l'ottima partnership con Leica, con la quale condivide il parco delle ottiche L, sicuramente altro valore aggiunto del prodotto.

Tutto sotto controllo

Ciò che abbiamo detto per la S1H, possiamo ripeterlo anche in questo caso: nonostante qualche pulsante in meno della sorella video oriented, sul corpo della S1R abbiamo comunque tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Tutte le funzioni chiave per un uso professionale della macchina sono raggiungibili in modo facile e veloce, anche se ovviamente bisognerà familiarizzare con le posizioni. Provenendo dal mondo delle reflex professionali il passaggio sarà quantomai indolore, poiché avremo tutte le ghiere e i pulsanti di controllo a cui siamo sostanzialmente abituati - altro aspetto che su un corpo più compatto probabilmente non avremmo avuto.
Certo abbiamo riscontrato un pulsante di messa a fuoco automatica/scatto forse troppo sensibile, non è raro infatti scattare fotografie per sbaglio o avviare raffiche improvvise. Come ogni nuova macchina fotografica dunque dovremo prendere "le misure" con la sua elettronica e i suoi comandi, in poco tempo però anche con questa S1R vi sentirete a casa.

Come detto in apertura, abbiamo testato il corpo con l'obiettivo kit, il 24-105 F4 di Panasonic, una lente di buona qualità che però non riesce a utilizzare al massimo tutte le potenzialità dell'eccezionale sensore montato sulla S1R.
Avere il diaframma a F4 su tutta l'escursione focale è di certo un ottimo vantaggio, parliamo in ogni caso di un valore un po' "buio", dalla sfocatura buona ma non eccezionale, incomparabile ovviamente con obiettivi di fascia superiore con diaframmi da 2.8 "a scendere". Si tratta dunque, secondo la nostra opinione, di un obiettivo non all'altezza del corpo che si trova ad accompagnare.

La società giapponese ha voluto probabilmente strizzare l'occhio a quelli utenti "spaventati" dal grande salto a Panasonic in ambito professionale, che ha sì un discreto numero di lenti di alta qualità ma che non può certo competere con altri brand, almeno oggi.
Il poter montare lenti Leica L è un grande valore aggiunto, in questo caso però i prezzi salgono notevolmente, con l'utente prosumer che potrebbe essere a dir poco scoraggiato. Per tutti questi motivi Panasonic ha probabilmente scelto di creare un kit "tuttofare" anche per questa S1R, che però merita vetri di tutt'altra caratura. Nonostante questo, siamo riusciti a scattare foto di ottima qualità che andiamo ora ad analizzare.

Colori fedeli e alta gamma dinamica

Partiamo dai colori, con il sensore CMOS scelto da Panasonic che ci ha regalato ottime soddisfazioni, soprattutto scattando foto a soggetti ravvicinati e panorami. La macchina può lavorare solo con profili sRGB e Adobe RGB, non potremo andare oltre, questo è comunque un dettaglio comune a molte altre reflex/mirrorless di alta fascia.

La S1R permette anche di calibrare intensità dei colori, quantità dei dettagli, contrasti e quant'altro, sfruttando diversi profili interni, per la nostra prova però abbiamo deciso di lasciare tutto "flat" e poi vedere cosa sarebbe uscito lavorando i file con Adobe Lightroom.
Nelle foto dei fiori in basso potete notare come la S1R restituisca colori sgargianti, saturi ma realistici, e come l'obiettivo kit - pur essendo uno "zoom" e F4.0 - riesca a creare buone sfocature attorno a soggetti abbastanza ravvicinati, anche se non troppo cremose.

Se i verdi e i rossi si comportano in maniera egregia, anche i blu hanno qualcosa da dire, molto naturali e neutri, perfetti per le vostre fotografie di panorama. Potete vedere con i vostri occhi cosa riesce a fare la S1R con il cielo di Porta Garibaldi, con la carrozzeria della nostra Ford Fiesta ST o con le sfumature del Lago di Varese.

I colori mantengono una buona fedeltà anche ad alti ISO. In basso potete ad esempio vedere come i colori della S1R restino corposi e saturi anche a 1000 ISO, mentre salendo a 6400 ISO a farla da padrona sono dei neri profondi ma mai assoluti, con il rumore digitale tenuto a bada in maniera corretta.

Anche arrivando a 25600 ISO la S1R può creare file perfettamente utilizzabili, soprattutto lato social network, con la grana che si fa sentire ma non in maniera clamorosa.
Questo ovviamente se scattate fotografie con la corretta esposizione, se avete intenzione di recuperare molte ombre sui RAW a 25600 ISO l'impresa inizia a farsi particolarmente ardua.

Arriviamo così a parlare di uno degli aspetti più importanti di una mirrorless di alta fascia: la gamma dinamica. Panasonic ha lavorato moltissimo sui suoi sensori, riuscendo a ottenere risultati eccezionali anche con queste "prime generazioni" di S1. Pur non essendo magari ai livelli delle Alpha 7R di Sony (III e IV), questa S1R riesce in ogni caso a raggiungere - sulla carta, secondo DxOMark - i 14 stop attorno ai 100 ISO, scendendo poi gradualmente man mano che la scala della sensibilità aumenta - com'è normale che sia.

Nella pratica non siamo convintissimi di aver toccato i 14 stop nel recupero di luci e ombre, siamo in ogni caso ad alti livelli, con file RAW che ci lasciano una grandissima libertà nella lavorazione. Abbiamo sbagliato appositamente degli scatti per capire quanto poi la S1R riuscisse a recuperare e in basso trovate i nostri risultati.

Arriviamo così a parlare dell'aspetto per cui probabilmente andrebbe acquistata una mirrorless di questo calibro, con un tale dettaglio in megapixel: la ritrattistica. Abbiamo scattato una serie di ritratti all'aperto per mettere la S1R alla prova con la luce naturale, lontana dalla sicurezza dello studio, e i risultati sono stati più che soddisfacenti - sempre tenendo bene a mente che abbiamo scattato con l'obiettivo in kit.

In questo ambito la naturalezza e la morbidezza dei colori fanno forse la differenza, se vi piace una fotografia più "cremosa" e meno artefatta, inoltre tutti i pixel a disposizione vi permettono di avere un dettaglio eccezionale - oppure di croppare all'occorrenza senza perdere chissà quanta qualità. (Appena qui in basso potete ammirare un crop 100% del file originale che trovate sulla sinistra)

Dotare la Panasonic Lumix S1R di un obiettivo Leica L o del 50mm 1.4 Pro della stessa Panasonic significa portarsi a casa ritratti di altissimo livello, con un'ampia gamma dinamica, colori morbidi e un dettaglio che potremmo definire "pauroso" - anche se ovviamente non è l'unica macchina del mercato attuale che permette possibilità simili, sia chiaro. Per questi ritratti si ringrazia Giulia Sabatino, la trovate su Instagram con nickname @lasabbi.

La Panasonic Lumix S1R è dunque grande e "sicura" come una reflex di alta fascia, con tutti i comandi a portata di mano, ma con l'animo e la tecnologia di una mirrorless a tutti gli effetti. Il produttore giapponese ha sicuramente lavorato molto bene con la famiglia S1, più volte però abbiamo avuto l'impressione di stringere fra le mani (anche con le altre macchine della famiglia Pro) una generazione "di passaggio", una grande prova generale per qualcosa di migliore che arriverà prossimamente.

Dimensioni e peso del resto si fanno sentire, il consumo della batteria (soprattutto con il mirino impostato a 120 fps) idem, inoltre abbiamo apprezzato solo a metà la scelta di inserire sì il doppio slot per le memory card ma SD/SDHC/SDXC da una parte, XQD dall'altra, un formato costoso e forse superfluo su un modello simile - che scatta raffiche imponenti ma che ha anche un buffer degno di coprire il tutto sulle normali SD Premium.

Inoltre, anche se questo "difetto" verrà certamente corretto con il tempo come accaduto con la concorrenza, bisogna tenere conto del limitato parco ottiche attuale su cui le S1 possono oggi contare - parco che fra l'altro ha costi di un certo tipo, con lenti di qualità media/alta/altissima che chiedono sempre un po' di sacrificio a livello economico.
Con la strumentazione giusta però questa S1R saprà restituirvi immagini di qualità eccellente, con ritratti dal dettaglio super e dai colori delicati, mai aggressivi. Nella speranza che Panasonic ci regali presto una generazione più compatta, un po' più facile da usare per gli utenti meno "carrozzati", che prosegua però sulla medesima strada qualitativa di queste prime S1. Per vedere le immagini scattate in alta definizione con la Lumix S1R vi rimandiamo alla nostra galleria dedicata su Google Foto.