Samsung Galaxy Note 10 e 10+: prima prova dello smartphone col pennino

Samsung ha annunciato oggi i nuovi Note 10 e Note 10+, due smartphone caratterizzati dall'iconico pennino e da uno schermo super.

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Samsung Galaxy Note 10 e Note 10+ sono i nuovi top di gamma della casa coreana appena presentati New York. La linea Note è da sempre sinonimo di produttività, grazie all'iconico pennino che finora nessuno è riuscito a copiare. Nel corso del tempo Samsung ha portato questa tecnologia all'estremo, fino ai nuovi Note 10, due smartphone che puntano all'utenza professionale strizzando anche l'occhio agli aspetti ludici, grazie a un display con pochissime cornici e a prestazioni di fascia alta.
Abbiamo provato i nuovi telefoni in anteprima qualche giorno fa in Olanda, scoprendo un'esperienza utente praticamente speculare tra i nuovi arrivati, al netto di dimensioni differenti. Il preordine parte oggi 7 agosto con un prezzo di 979€ per il Note 10 e di 1129€ per Note 10+. In arrivo anche una variante 5G, dal costo però di ben 1229€.

Design e schermo

Il design frontale degli smartphone più recenti tende ad assomigliarsi sempre di più. Sono pochi gli elementi che si possono sfruttare per differenziare un telefono da un altro, le cornici sempre più sottili lasciano poco spazio di manovra, Samsung però e riuscita distinguere la linea Note grazie al design Infinity O e bordi davvero sottili. Sui lati il vetro di protezione ha una curvatura piuttosto accentuata, una scelta precisa per agevolare l'utilizzo del pennino, in modo da offrire la più ampia superficie di contatto possibile.
Sul frontale il piccolo foro per la fotocamera va visto dal vivo per capire il suo impatto sull'esperienza d'uso. Nei render diffusi prima della presentazione sembrava quasi spiccare sul resto dello schermo, ma in realtà non disturba affatto e si nasconde molto bene. Questa scelta di design ha permesso di ridurre al minimo i bordi senza sacrificare nulla a livello di impatto visivo. Il display del Note 10 è da 6.3 pollici mentre nella variante Plus si raggiungono i 6.8 pollici.

Grazie all'ottimizzazione delle cornici la differenza con S10+ è minima nelle dimensioni, una buona notizia, visto che una diagonale simile avrebbe potuto compromettere la maneggevolezza. Entrambi sfruttano la tecnologia AMOLED e supportano l'HDR10+, cambia però la risoluzione, di 2280x1080 pixel per la variante base e di 3040x1440 per quella più grande. In Italia arriveranno tre colorazioni, noi abbiamo apprezzato soprattutto quella bianca, non tanto per il colore quanto perché è quella che trattiene meno le ditate.


La qualità costruttiva è come sempre eccellente, solo vetro e metallo sono utilizzati per la realizzazione dei due Note, che sono anche certificati IP68 per la resistenza ai liquidi e alla polvere.
Particolare la scelta nel posizionamento dei tasti fisici, con il pulsante di accensione collocato nel bordo sinistro, una scelta che crea qualche problema durante i primi minuti di utilizzo, di solito è installato nel bordo destro. Samsung ha eliminato il tasto dedicato all'assistente Bixby, una decisione corretta visto che in molti mercati non viene praticamente utilizzato.

Processore, memoria e batteria

Negli Stati Uniti e in altri mercati i nuovi Note arriveranno con il processore Snapdragon 855 Plus di Qualcomm, mentre in Europa è impiegato l'Exynos 9825, una piccola evoluzione rispetto al SoC di Galaxy S10. Si tratta di un processore Octa Core composto da due Core Cortex A75 che possono spingersi fino a 2.73 GHz, quattro Core Cortex A55 a 1.95 GHz e due Core Samsung M4 a 1,95 GHz, con una GPU Mali G-76. Pieno supporto è offerto al Wi-Fi 6 e agli standard b/g/n/ac/ax, il 5G invece è disponibile solo in una variante dedicata.
Note 10 è dotato di 8 GB di RAM con 256 GB di memoria interna non espandibile mentre la variante Plus ha 12 GB di RAM e 256/512 GB di memoria espandibile fino a 1 TB. La differenza più importante tra le due la fa la batteria, da 3500 mAh su Note 10 e da 4300 mAh su Note 10+, uno scarto piuttosto importante che si farà sentire sull'autonomia. Entrambi comunque potranno contare sulla ricarica wireless e su quella rapida.
Sul fronte fotografico i due smartphone sono molto simili, entrambi infatti hanno tre sensori fotografici. Quello principale è da 12 Megapixel e ha un'apertura variabile da f/1.5 a f/2.4, con stabilizzazione ottica. Il secondo da 12 Megapixel ha un'apertura di f/2.1 e serve per aumentare la qualità degli scatti con zoom 2x. Il terzo infine è da 16 Megapixel, ha un'ottica grandangolare con un campo visivo di 123° e apertura f/2.2. Nella variante Plus è disponibile in aggiunta anche un sensore ToF, che viene utilizzato per misurare la profondità di campo.

Nato per il lavoro

Abbiamo provato il nuovo Note 10 per circa mezz'ora, concentrandoci soprattutto sulla variante Plus, punta di diamante della nuova lineup. Molti elementi del telefono andranno valutati in sede di recensione, come l'autonomia o il comparto fotografico, alcune riflessioni possono però già essere fatte ora, a partire dalle prestazioni.
Visto l'hardware utilizzato ci aspettavamo un Android fluido e scattante e così è stato, nonostante il software non definitivo. L'avvio delle applicazione è rapido così come lo scroll dei siti web, ma del resto si tratta di operazioni basilari e che la maggior parte degli smartphone riescono a fare tranquillamente.
Ottimi i primi feedback dati dal pennino, che ora può gestire più funzioni tramite gesture. Sul fronte scrittura c'è poco da dire, la precisone raggiunta dal Note 10 è impressionante, come lo era anche nel Note 9. Ma la novità più importante che abbiamo riscontrato nel pennino sono appunto le gesture. Ad esempio, è possibile scorrere la galleria delle immagini con la penna stando anche a una ventina di centimetri di distanza dal display, oppure scorrere le modalità della fotocamera allo stesso modo, oppure ancora scattare immagini con un semplice gesto della mano.

Gli uomini di Samsung ci hanno mostrato il funzionamento di questa tecnologia e ne siamo rimasti colpiti, una volta provata con mano i risultati sono stati meno buoni, con un rilevamento non sempre corretto dei comandi, segno che la curva di apprendimento delle nuove funzioni non è così immediata. La tecnologia funziona comunque bene in mani esperte. Le opzioni disponibili sul Note 10 legate al pennino sono davvero tante e necessitano di più tempo per essere assimilate al meglio.

Interessante anche la gestione della fotocamera frontale con i videogiochi. Il software di Note 10 infatti permette di utilizzarla per riprendere il proprio viso durante il gioco, una funzione pensata per gli streamer che vogliono condividere i propri gameplay. Durante le partite la fotocamera non dà alcun fastidio, abbiamo provato Call of Duty Mobile e il software, invece che inserire il foro all'interno dell'area di gioco, lo elimina attraverso una striscia nera nella parte alta del display. Viste le dimensioni dello schermo l'area non utilizzata non va a compromettere l'esperienza di gioco, che anzi rimane di alto livello. Anche in questo caso però meglio attendere una prova approfondita con più giochi, che ci permetterà di capire meglio la gestione della fotocamera frontale in queste situazioni.