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Sony PlayJ in test: l'evoluzione del videogiocare in salotto con un amico

Abbiamo testato la nuova applicazione Sony PlayJ, che reinventa il concetto di condivisione del gaming tramite smartphone.

provato Sony PlayJ in test: l'evoluzione del videogiocare in salotto con un amico
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Che la condivisione del gaming sia cambiata con il corso degli anni è sotto gli occhi di tutti. Dal giocare in locale ad Halo 4 su Xbox 360 sembrano passati pochi giorni ma in realtà sono sei anni e l'ultimo capitolo della serie, uscito nel 2015, ha completamente rimosso questa possibilità in favore dell'oramai immancabile multiplayer online.
D'altronde, i titoli usciti negli ultimi 3 anni che consentono di condividere l'esperienza in locale si contano sulle dita di una mano e non è un mistero che il mercato abbia intrapreso questo trend. Non c'è nulla di male: il medium si evolve e le persone possono collegarsi istantaneamente con altri gamer sparsi per il globo, aumentando spesso il coinvolgimento e il divertimento.
Tuttavia, ai più nostalgici mancano quelle ore passate in salotto ad attendere che l'amico di turno passasse il controller per consentire finalmente all'ospite di giocare. C'è un qualcosa di magico nel condividere un'esperienza, anche single player, con qualcuno che ricopre un ruolo importante nella nostra vita di tutti i giorni. In un contesto in cui siamo bombardati di persone con cui giocare e di streaming effettuati da completi sconosciuti, forse è il caso di fermarsi un attimo e condividere la propria esperienza di gioco con chi ci è veramente vicino.
Basandosi su questo concetto, Sony ha recentemente lanciato l'applicazione per smartphone PlayJ (ancora in versione Beta), che permette ai gamer mobile di condividere la propria esperienza di gioco e molto altro con un singolo amico. In parole povere, Sony PlayJ attiva la condivisione dello schermo e avvia uno streaming che può vedere in videochiamata solamente la persona che abbiamo invitato, in modo che quest'ultima possa commentare quanto stiamo facendo. Come essere nello stesso salotto e attendere che l'amico ci passi il controller, ma online.

I tempi cambiano

Grazie alle odierne tecnologie, uno smartphone di fascia medio/alta come OPPO RX17 Pro (che tra l'altro rende l'esperienza più immersiva grazie al notch "a goccia", supportato da molte applicazioni condivisibili in streaming) è tranquillamente in grado di far girare titoli come Animus Stand Alone e al contempo trasmettere in diretta streaming il flusso video proveniente dalla fotocamera anteriore del dispositivo.
Ovviamente, gli utenti devono disporre di una buona connessione per far funzionare come si deve il servizio, ma i nostri test hanno evidenziato come Sony sia riuscita già da questa Beta a ottimizzare la gestione della banda, rendendo possibile essenzialmente a tutti la condivisione dello schermo a una qualità più che discreta.

I watermark che vedete negli screenshot non sono presenti nell'applicazione, ma dovuti al test di una versione preliminare. L'utilizzo è molto semplice, si scarica l'app dal Play Store (al momento non è disponibile su App Store), si accede con il proprio account Google o Facebook, si sceglie il gioco o l'applicazione desiderata e si avvia una videochiamata con condivisione dello schermo con un qualsiasi amico che disponga di PlayJ.

Sappiamo quello che state pensando: "E i giochi?". Quella della presunta assenza di titoli validi nel catalogo degli store mobile è una discussione che si porta avanti da molti anni. Tuttavia, che ci piaccia o meno, nel 2018 un numero spropositato di persone gioca in mobilità e il boom degli smartphone da gaming ne è la conseguenza. Quest'ultimo ha anche portato con sé una ventata d'aria fresca al catalogo di Play Store e simili, convincendo le maggiori software house del mondo a sviluppare per questa piattaforma. Da Final Fantasy XV Pocket Edition a PUBG Mobile, da Fortnite al tanto criticato Diablo Immortal, da perle come Monument Valley a La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra e molti altri, passando per Captain Tsubasa: Dream Team e i porting dedicati al retrogaming (Star Wars Knights of the Old Republic, serie come GTA e Final Fantasy). E ancora le stagioni di The Walking Dead, Plants vs Zombies, FIFA Mobile, Minecraft e Life is Strange, ARK: Survival Evolved e Mortal Kombat X, giusto per citarne alcuni. Insomma, i titoli da giocare su smartphone ci sono eccome. Tra l'altro, per dare sempre agli utenti qualcosa di cui parlare, Sony ha ben pensato di stringere delle partnership con diversi sviluppatori per offrire un'applicazione gratis al giorno. Per farvi un esempio concreto, nel momento in cui scriviamo è possibile scaricare gratuitamente dal Play Store Dungeon Shooter V.12: Before New Adventure.
Tuttavia, Sony PlayJ non si ferma ai videogiochi, ma consente di condividere qualsiasi applicazione, da YouTube e Instagram. Potete dunque vedere i vostri video preferiti in compagnia di un amico o commentare insieme l'ultima foto messa da Kojima sul suo profilo, ad esempio. Le finestre contenenti le "webcam" si possono spostare, disattivare e ridimensionare tramite l'apposito menu che compare tenendo premuto per qualche secondo su di esse. Purtroppo, alcune applicazioni come Netflix e Prime Video dispongono di una protezione legata al copyright che non permette all'ospite di visualizzare i contenuti.

Ma cosa può fare l'ospite? Solamente commentare in diretta quello che state facendo, magari in attesa che finiate di giocare e passiate virtualmente il pad a lui avviando un altro streaming. L'interfaccia dell'applicazione è semplice e intuitiva e non contiene banner pubblicitari particolarmente fastidiosi. Insomma, Sony sta silenziosamente cercando di reinventare il concetto di condivisione del videogioco offrendo, a nostro modo di vedere, un'applicazione dalle ottime potenzialità.