Xbox Cloud Gaming: la nostra esperienza con il servizio su Windows e iOS

Il servizio di Cloud Gaming per Xbox Game Pass Ultimate aggiunge Windows 10 e i dispositivi iOS alla lista di compatibilità sfruttando Chrome e Safari.

Xbox Cloud Gaming: la nostra esperienza con il servizio su Windows e iOS
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Atteso da tantissimi giocatori di tutto il mondo, Xbox Cloud Gaming per Windows e dispositivi iOS è giunto finalmente alla prima closed beta. Abbiamo avuto l'opportunità di testare a fondo il servizio offerto da Microsoft in anteprima e la nostra esperienza si è rivelata, al netto di qualche imperfezione dovuta allo stato di sviluppo, a dir poco soddisfacente.
Essenziale, per non incorrere in grossolani errori di valutazione, chiarire che il servizio è incluso nell'abbonamento quindi non c'è da pagare alcun sovrapprezzo. Fra le premesse d'obbligo, ribadiamo che Xbox Cloud Gaming è ancora in una fase di test e sarà sicuramente soggetto a un miglioramento sul fronte della stabilità e delle performance. Infine, a proposito di prestazioni, allo stato attuale il servizio si affida alle prestazioni di Xbox One S e l'atteso upgrade alla next-gen tramite aggiornamento dei server a Xbox Series X è attualmente in fase di test interno.

Requisiti e primo impatto

Le funzionalità del servizio di cloud gaming su Windows 10 e device iOS possono essere provate attraverso il browser web, dunque Chrome, Edge e Safari sono le alternative d'elezione per sperimentarlo su entrambe le piattaforme. I prerequisiti per l'utilizzo di questa versione di Xbox Cloud Gaming non sono cambiati rispetto al passato. Imprescindibile dunque l'abbonamento a Xbox Game Pass Ultimate e, nel caso di Windows, è obbligatorio l'utilizzo di un controller supportato, sia wireless che cablato. Piacevole sorpresa la compatibilità dei controller DualShock 4 e DualSense senza particolari artifici, sia in modalità cablata che tramite connessione Bluetooth. Su iOS alcuni titoli supportano anche i controlli touch ma, per godere al massimo dell'esperienza pensata da Microsoft, il controller rimane la scelta ideale. Necessaria infine, una connessione a internet in grado di raggiungere stabilmente i 10Mbps in download. Abbiamo deciso di provare il servizio sotto copertura FTTC, con una media di 100Mbps in download e tempi di risposta di 20 millisecondi, mentre su iOS abbiamo testato le funzionalità tramite Safari sotto copertura LTE a 30Mbps.

L'interfaccia si presenta pulita ed essenziale. Un codice estetico molto chiaro e immediato con un design ovviamente responsivo e che si adatta in maniera istantanea alle dimensioni della finestra o, nel caso di iOS, alle proporzioni del display. Presente il tasto per la ricerca nel catalogo dei titoli inclusi in Game Pass Ultimate, oltre al menu a comparsa per uscire dal gioco o selezionare l'utente in uso per l'accesso ai salvataggi e alle funzionalità di rete, accessibile attraverso la pressione del pulsante Xbox sul controller. In questa fase pesa l'assenza di un menu dedicato alle impostazioni tecniche, mancano un selettore della qualità video o del bitrate con cui tarare a puntino il servizio sulla propria connessione, tutti elementi che potrebbero essere aggiunti nel corso del tempo.

In particolare, su alcuni titoli abbiamo riscontrato un'eccezionale qualità del flusso, con una proporzionalità inversa nei tempi di risposta. In questi scenari, in via del tutto ipotetica, limitare il bitrate avrebbe potuto magari permettere una migliore, o perlomeno sufficiente, giocabilità.

Come si comporta il servizio Xbox Cloud Gaming

La risposta dei server al lancio dei giochi è immediata. I tempi di avvio, come per la controparte fisica delle console in uso, sono ancora da vecchia generazione e nel caso di titoli particolarmente recenti l'attesa potrebbe risultare a tratti frustrante. Lampante l'esempio di Outriders, che soffre di prestazioni altalenanti anche in game, oltre a risultare particolarmente colpito da errori di accesso ai server. L'input lag è un fantasma che aleggia nel corso dell'intera esperienza ma spesso cessa di essere un problema dopo i primi minuti di gioco.
Continuando sulla scia delle esperienze in rete, siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla risposta di PUBG e di Sea of Thieves, titoli molto diversi fra loro ma che offrono prestazioni decisamente migliori rispetto a Outriders e che ci hanno regalato delle sessioni di gioco molto più solide e senza particolari problematiche.

In single player tutto diventa ovviamente più semplice. Avventurarsi nelle piane di Nibel in compagnia dello spiritello Ori ci ha regalato momenti di alta qualità e la straniante avventura di Hellblade restituisce sensazioni ottime. In particolar modo per quest'ultimo titolo non potevamo esimerci dal valutare anche l'esperienza sonora: se sulla risoluzione video e sulla stabilità dei frame si possono accettare compromessi, la perdita in termini di esperienza sonora nell'avventura di Senua risulta quasi verticale. D'altro canto però, non abbiamo mai sperimentato problematiche di sincronizzazione fra le immagini a schermo e il sonoro.

Titoli particolarmente complessi da utilizzare, com'era prevedibile per una piattaforma ancora in fase di ottimizzazione, sono quelli di guida, sia nella simulazione che nelle controparti arcade come Forza Horizon 4. Impensabile l'utilizzo della guida manuale o la disattivazione degli automatismi per il controllo facilitato della vettura. Un vero peccato, dal momento che la resa visiva, soprattutto su questo titolo, ci ha lasciati a bocca aperta. Paradossalmente, i problemi riscontrati per i titoli al volante non trovano corrispondenza nei picchiaduro come Killer Instinct.

Provato anche su iOS

Che si tratti di connessione WiFi o di copertura LTE, il gaming in salsa cloud offerto da Microsoft conferma la sua bontà anche sui dispositivi Apple. Il servizio, accessibile da browser Safari, si comporta in maniera straordinariamente simile alla controparte per Windows 10 e molto probabilmente la sua ragion d'essere su questa piattaforma si manifesta in maniera imperante per via della possibilità di accedere ai principali titoli della collezione in mobilità. I controlli a schermo tuttavia non trovano ancora una reale collocazione per via di una precisione gravemente minata dai tempi di risposta. Al momento dunque una reale scelta non sussiste e l'utilizzo di un controller fisico risulta condizione non solo sufficiente ma necessaria per godere appieno dell'esperienza proposta da Microsoft.


Il futuro di Xbox è su Cloud?

Su schermi più piccoli, e non parliamo necessariamente di iPhone ma anche di iPad, la riproduzione risente drasticamente meno degli effetti dello streaming e delle performance di rete, ma non si può negare la loro presenza. Su desktop invece, soprattutto in situazioni particolarmente concitate, l'immagine soffre maggiormente della compressione video regalando scene non sempre piacevoli. Il gaming su cloud è realtà, ma affermare che siamo prossimi ad abbandonare l'hardware locale sarebbe quantomeno azzardato.
Siamo infatti ancora lontani dai risultati offerti da una console fisica collegata tramite cavo HDMI, ma Xbox Cloud Gaming è senza ombra di dubbio sulla buona strada per diventare un player importante in questo settore. Al momento il percorso è ancora lungo e gli aspetti da limare sono tantissimi, ma sarebbe ingiusto non lodare quanto di buono espresso da Microsoft in questo prodotto, che già allo stato attuale potrebbe giocarsela con alcuni dei suoi competitor più affermati.