Acer Predator 15 (2016): massima potenza con la GPU NVIDIA GTX 1070 Recensione

Acer rinnova la sua linea gaming con le GPU Pascal dedicate ai notebook, in grado di offrire prestazioni superiori durante il gioco.

recensione Acer Predator 15 (2016): massima potenza con la GPU NVIDIA GTX 1070
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Con la serie Predator dello scorso anno Acer ha fatto un bel balzo in avanti in quanto a qualità, presentando una linea che si è rivelata essere allo stesso livello della concorrenza. I notebook da gioco sono chiaramente una fetta importante della famiglia Predator, e Acer ha sempre riposto in essi tanta cura e attenzione per i dettagli. Nonostante ciò però, le gaming machine della scorsa iterazione presentavano qualche difettuccio che non ha permesso di raggiungere loro l'eccellenza. Acer Predator 15 2015, per esempio, non aveva una tastiera RGB, a differenza dei modelli delle aziende rivali, come ASUS oppure MSI.
Per i modelli del 2016, l'azienda taiwanese ha quindi pensato a piccole limature da applicare alle versioni dello scorso anno, al fine di raggiungere una qualità complessiva ancora più elevata, aggiornando anche la GPU all'architettura Pascal. Il Predator 15 che presentiamo in questo articolo è la chiara testimonianza del percorso scelto da Acer per questa generazione. Andiamo quindi ad analizzare e capire se effettivamente le piccole defaillance che accomunavano i prodotti dello scorso anno sono state sistemate.

Package bundle e designi

Il pack di vendita di Acer Predator 15 (2016) non differisce molto da quello sfruttato dalla società taiwanese per i modelli precedenti. Abbiamo infatti una texture che richiama la serie di appartenenza e il logo dell'azienda, il frontale e il retro sono uguali. Aprendo la scatola ritroviamo un altro box di cartone più duro, con una tinta nera ed il logo della società che si intravede soltanto. La confezione risulta piuttosto pesante e rivela immediatamente il peso del notebook, piuttosto generoso. L'alimentatore è in una scatola a parte, così come è separato il modulo di raffreddamento esterno fornito da Cooler Master. Oltre a questo troviamo i soliti manuali per la garanzia e le informazioni di sicurezza.
In termini di design poco è cambiato rispetto allo scorso anno, con gli stessi materiali, le stesse linee e un'identica disposizione delle porte per la connettività. Il colore predominante è il nero opaco, con alcuni dettagli in rosso che si affacciano in gran parte sul sistema di raffreddamento. Il laptop è largo 39 cm, lungo quasi 30 cm e spesso poco più di 3 cm, con un peso che si avvicina molto a 3,5 kg.
Il coperchio è pressoché lo stesso dei modelli precedenti, con il logo Predator al centro e due linee che attraversano longitudinalmente la superficie. Sia l'emblema della famiglia di appartenenza che le due feritoie possiedono dei led rossi, che si illuminano quando la tastiera è accesa e si spengono quando questa non lo è.

Anche il frontale del prodotto è lo stesso del Predator 15 (2015), con due altoparlanti dotati di griglie rosse ai due estremi. Il lato destro è dotato di gran parte della connettività del notebook, tra cui un foro Kensington Lock, Gigabit Ethernet, una DisplayPort, una porta HDMI, due ingressi USB 3.0 e un input USB 3.1 Type-C. Per quanto riguarda l'ethernet, il Predator 15 è dotato di un controller Killer, che mette a disposizione la tecnologia Killer DoubleShot Pro: questa non fa altro che combinare la larghezza di banda dell'ethernet e del Wi-Fi ac per aumentare la velocità di trasmissione.
Sull'altro lato, quello sinistro, scorgiamo invece due porte USB 3.0, jack da 3,5 mm per cuffie e microfono, lettore di schede SD e masterizzatore DVD, senza dimenticare il foro per l'alimentazione. Anziché il lettore di dischi possiamo al suo posto utilizzare il modulo di raffreddamento esterno di Cooler Master, che dovrebbe contribuire a far abbassare le temperature, soprattutto sotto carico. Sui modelli precedenti tale unità non faceva la differenza quando le temperature iniziavano a salire, impattando solo marginalmente sulla freschezza di processore e scheda grafica. Tra qualche paragrafo vedremo se la ventola aggiuntiva di Cooler Master, chiamata FrostCore, faccia adesso il suo lavoro oppure sia rimasta poco funzionale.

Andando sul retro del prodotto notiamo subito come Acer abbia apportato in questa area i maggiori cambiamenti estetici. I fori per il passaggio dell'aria sono sempre due, posti alle estremità, ma la società taiwanese ha inserito delle griglie più sottili e costituite da un pattern a forma di X, circondate da una frame in rosso. Nella zona centrale c'è un'altra griglia - più piccola - che contribuisce anch'essa ad espellere l'aria calda. Sul lato basso, invece, abbiamo quattro gommini rettangolari per tenere la gaming machine ferma sulla superficie di appoggio, insieme ad altri fori per il ricircolo dell'aria. Sulla destra è collocato un subwoofer colorato di rosso, che contribuisce in maniera importante a migliorare la resa del suono. I materiali sono di ottima qualità e restituiscono un feeling che definiremmo ruvido, che a conti fatti risultava davvero piacevole. Il Predator 15 è anche piuttosto solido e ben assemblato.

Display, multimedia e feature

Il display dell'Acer Predator 15 possiede un pannello, come anche il nome commerciale lascia intuire, con una diagonale principale da 15 pollici, con una risoluzione Full HD. Apprezziamo la scelta di Acer di aver piazzato uno schermo 1080p, in quanto riteniamo che uno schermo Ultra HD sia troppo per queste dimensioni, andando anche ad impattare in modo negativo sulle prestazioni. La qualità complessiva del display è rimasta la stessa apprezzata sui Predator precedenti, con un pannello dotato di un ottimo contrasto e colori leggermente saturi. Essendo un IPS, gli angoli di visione sono davvero elevati, e abbiamo accusato una de-saturazione del nero solo guardando lo schermo quasi parallelamente al pannello. La gamma appare molto accurata, e non segnaliamo dominanti calde o fredde. A tutto questo si aggiunge il chip NVIDIA G-Sync che va a braccetto con la scheda grafica sotto la scocca del prodotto. Esso elimina definitivamente il tearing e minimizza l'input lag. Attenzione al fatto che lo schermo possiede una frequenza di aggiornamento massima di 60 Hz, e quindi la tecnologia G-Sync non lavora sopra tale valore. La cornice attorno al display è abbastanza spessa e squadrata, ma ciò è dovuto senza dubbio alle dimensioni generose della tastiera.
A proposito della tastiera, questa è dotata di switch con illuminazione RGB. C'è da precisare però che l'utente non può controllare i led del singolo tasto, ma il colore può essere selezionato esclusivamente a zone: la tastiera comprende infatti quattro zone separate, per le quali l'utente può gestire l'illuminazione e la luminosità. Nonostante siamo di fronte a degli switch a membrana, la qualità della digitazione è sopra la media, e sembra aver fatto un piccolo passo in avanti rispetto ai modelli antecedenti.

Al di sopra della tastiera troviamo inoltre ben sei tasti macro, insieme ad un pulsante che consente di switchare fra i vari profili impostati, di cui discuteremo tra poco. Il touchpad ha ricevuto anch'esso una piccola evoluzione, grazie ad un led rosso che ne segna il contorno. Questo si spegne nel caso venga premuto il pulsante per disattivare il touchpad che, come da tradizione Acer, è posto sulla destra. I bottoni destro e sinistro sono piuttosto comodi e restituiscono una piacevole sensazione quando premuti.
L'audio è di qualità superiore, tra i migliori sentiti nell'ultimo periodo nei laptop da gioco. La profondità dei bassi e la precisione degli alti è la stessa presente sul Predator 15 (2015), grazie rispettivamente al subwoofer e ai diffusori di fattura più che buona. Sfortunatamente il problema del suono gracchiante ad alti volumi non è stato completamente risolto. La buona notizia è però che adesso questo fenomeno avviene ad una potenza più elevata: bisogna alzare maggiormente il volume per andare incontro al sopracitato evento.

Performance ed esperienza d'uso

Le specifiche tecniche mostrano un processore Intel Core i7-6700HQ, con frequenza turbo fino a 3,50 GHz, cache da 6 MB e tecnologia Hyperthreading che raddoppia il numero dei core fisici. La scheda grafica è una NVIDIA GeForce GTX 1070 con una memoria da 8 GB di GDDR5. La RAM è invece pari a 32 GB DDR4 a 2133 Mhz, insieme ad un SSD M.2 da 256 GB ed 1 TB di HDD per lo storage. Il sistema operativo è Windows 10 Home. Sul Predator 15 arriva preinstallato il software PredatorSense, che è in sostanza identico a quello dello scorso anno: si possono controllare le temperature e le frequenze, oltre che gestire i led della tastiera e creare macro. Oltre a questo abbiamo il software Killer Ethernet, che ottimizza automaticamente la priorità dei pacchetti una volta impostati il bandwidth in download e in upload della connessione.

Tutti i benchmark sono stati effettuati in Full HD, risoluzione nativa del monitor del Predator 15. Abbiamo cominciato il nostro test con Grand Theft Auto V, sul quale abbiamo impostato sostanzialmente tutto ad ultra: le voci riguardanti la grafica sono state settate al massimo disponibile, con l'FXAA attivato e a 4x. Tutte le impostazioni extra, come le ombre lunghe e ad alta risoluzione, la distanza di scaling estesa ed altro sono state portate al proprio apice. Il risultato è stata una media di 72 frame al secondo, soggetta però a salire oltre gli 80 e a scendere leggermente sotto i 60, per esempio quando eravamo a tutta velocità con la nostra auto e passavamo fra i pedoni.

Siamo poi passati al classico The Witcher 3 con l'espansione Blood & Wine, che utilizziamo per mettere sotto torchio le schede video: grafica ad Ultra, occlusione ambientale HBAO+ e anti-aliasing attivo non hanno pregiudicato una media piuttosto alta, pari a 66 FPS. Il terzo titolo provato è stato DOOM, con cui abbiamo testato le performance con le API Vulkan: i dettagli grafici erano al massimo, con le texture impostate su "Incubo". Abbiamo rilevato un valore medio di 106 FPS, con picchi anche di 150. Ultimo titolo, che abbiamo messo in lista visto che sfrutta le DirectX 12, è stato Quantum Break di Remedy, con una media di quasi 50 FPS e preset grafico al massimo.

Le temperature di questo Acer Predator hanno ottenuto un piccolo miglioramento rispetto a quelle viste sul modello 2015. In idle i gradi centigradi di CPU e GPU erano rispettivamente a 39 e 35, mentre sotto carico abbiamo osservato rispettivamente 79 e 81 gradi. Tali valori sono stati registrati con una media ambientale di circa 26° e due ore di gioco intensivo. Da segnalare poi che il modulo FrostCore di Cooler Master è risultato essere ancora una volta poco utile per le temperature di processore e scheda grafica. Probabilmente va a toccare una zona della scheda madre che è poco sensibile al calore, e che non impatta sulle temperature dei componenti principali.
La silenziosità del notebook è rimasta molto buona e il prodotto è solo leggermente udibile quando il carico è elevato. Se invece lo si utilizza con funzionalità "desktop", come la navigazione o l'editing dei documenti, il rumore prodotto dal sistema di raffreddamento è pressoché inesistente. Buona la durata della batteria, che consente di usare il computer per quasi tre ore con carico medio-basso.

Acer Predator 15 (2016) Il nuovo Acer Predator 15 è un buon miglioramento rispetto al passato. La tastiera è più bella da vedere, grazie ai led RGB, ma avremmo preferito avere un'illuminazione selezionabile per singolo tasto. Un altro piccolo passo in avanti è stato inaspettatamente compiuto sul fronte temperature, che adesso sono di qualche grado più basso durante il gaming. La GTX 1070 non fa rimpiangere la controparte desktop, e si è rivelata essere una scheda grafica davvero molto prestante, testimonianza che il gap fra pc fissi e laptop sta andando sempre più assottigliandosi. Per il resto rimangono i tanti punti positivi visti nel modello precedente, come il bel display, i materiali di qualità e un design curato. Purtroppo l'audio continua a gracchiare oltre una certa soglia di volume, e speriamo che Acer riesca a risolvere il problema in futuro. Il prezzo per portarsi a casa questo prodotto è elevato, come da prassi, ma macchine di questo tipo si fanno pagare: il costo è infatti molto vicino ai 3.000 euro.

9.1