AOC C3583FQ: monitor 21:9 curvo per il gaming

AOC C3583FQ è un monitor creato per i giocatori, che però conserva un design più pacato della media. Il pannello è curvo e l’aspect ratio è fissato a 21:9, rendendolo un prodotto molto particolare ed immersivo.

recensione AOC C3583FQ: monitor 21:9 curvo per il gaming
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I monitor curvi sono diventati nell'ultimo periodo oggetto di accese discussioni, anche fra i giocatori. C'è chi li ama e chi li odia, ed è molto spesso difficile trovare un compromesso accettabile. Nel settore gaming, i pannelli con curvatura sono stati spesso implementati con aspect ratio 21:9 piuttosto che con un classico 16:9. Questo fatto porta al dover gestire risoluzioni diverse a cui siamo abituati, con un format più legato all'ambito cinematografico. I 21:9 sono infatti apprezzati anzitutto nei titoli simulativi o di guida e danno un effetto molto vicino all'avere una configurazione a tre monitor, ma senza avere lo spezzettamento dell'immagine dato dalle cornici. AOC C3583FQ dà effettivamente tale impressione e, grazie anche alle caratteristiche spiccatamente da gioco, rappresenta un modello a cui sicuramente guardare se siete dei gamer e state cercando un monitor curvo.

Packaging, bundle e specifiche tecniche

La scatola esterna del monitor si rifà ai classici canoni di AOC, dalle fattezze utilizzate anche per il resto dei suoi monitor. Troviamo un'immagine piuttosto grande che ritrae il prodotto, affiancato da alcune icone che richiamano le sue principali caratteristiche, come la curvatura, la certificazione flicker-free o la frequenza di aggiornamento massima.
Il bundle del C3583FQ è ricco, come da tradizione AOC. La società offre un cavo VGA, un HDMI, due DisplayPort, un cavo audio e uno per l'alimentazione. Oltre a ciò, segnaliamo un CD contenente il manuale utente, i driver del prodotto (poco utili, in realtà) e il software per gestire alcune feature del monitor, come Screen+ o i-Menu.
Lo schermo risulta imballato davvero bene ed è totalmente al sicuro durante il trasporto, poiché lo strato di polistirolo impiegato dalla società non è di certo votato al risparmio. Una volta estratto, ci si accorge della grandezza della scocca e soprattutto del suo peso. Stiamo parlando infatti di un monitor molto largo, circa 85 cm, ma non troppo alto con i suoi 46 centimetri. I quasi 12 chilogrammi si fanno sentire tutti e non è sicuramente un monitor fatto per essere trasportato.
Il pannello del C3583FQ presenta una diagonale da 35 pollici (89 centimetri) con tecnologia AMVA, una variante dell'IPS. Per questo motivo i colori sono più vividi di un TN e gli angolo di visione sono molto elevati, pari a 178° sia per il verticale che per quello orizzontale. Essendo un monitor curvo, però, è ideale che l'utente sia piazzato al centro e che non lo utilizzi da una posizione defilata, così da sfruttare appieno l'effetto avvolgente. Proprio il raggio della curva è pari a 2000 mm, valore abbastanza marcato. La frequenza di aggiornamento del monitor è di 144 Hz, che può salire tranquillamente a 160 Hz tramite overclocking; esso viene già effettuato da AOC in fabbrica ed è quindi garantito. Il tempo di risposta è invece tipico dei monitor da gioco con pannello IPS e derivati, cioè pari a 4 millisecondi. La risoluzione è un po' bassina per l'estensione del pannello: troviamo 2560 x 1080 pixel a schermo con 79,39 PPI complessivi. AOC C3583FQ è certificato flicker-free per abbattere lo sfarfallio dell'immagine e ridurre l'affaticamento degli occhi nelle lunghe sessioni di gioco. L'azienda ha dichiarato una luminosità massima di 300 candele per metro quadro ed un contrasto statico di 2000:1. In standby consuma 0,5 W, mentre la potenza sale a 60 W durante il normale utilizzo. Sul retro abbiamo anche degli speaker da 5 Watt totali e supporto al Kensigton Lock, che però si rivela poco utile poiché - come abbiamo detto - è un prodotto poco votato alla trasportabilità.

Design e caratteristiche

Il monitor AOC C3583FQ è piuttosto sobrio ed elegante, nulla a che vedere con i design più spinti degli ultimi prodotti da gioco. La curvatura si nota immediatamente poiché è abbastanza pronunciata. Il colore predominante della scocca è il nero, che si alterna fra una versione opaca ed un'altra lucida a seconda della zona. Le cornici, per esempio, sono riflettenti, ma non danno fastidio. Lo spessore delle cornici non è per nulla elevato, ed è uno dei pochi monitor in cui quella inferiore non è troppo più larga delle altre tre.
Nonostante abbia una struttura possente, C3583FQ tiene sotto controllo la larghezza laterale, mostrando un profilo abbastanza sottile. Questo tra l'altro è ricoperto da una piacevole cover in argento, che si spezza dal nero delle cornici e del retro. La zona posteriore è interamente lucida e per questo attira molto le impronte, ma non presenta segni particolari oltre al logo AOC e ai due speaker.
Il pannello è collegato alla base mediante un sostegno stondato che, nonostante la sua peculiare forma, risulta alla fine elegante e solido. A differenza della maggior parte dei monitor, C3583Q raggruppa la sua elettronica nella base piuttosto che posteriormente al pannello. Effettivamente abbiamo fatto meno fatica a collegare i cavi necessari, trovando anche il tutto molto più organizzato. Il compromesso è un basamento più grande della media, che però non sfocia nell'eccessivo. Le connessioni disponibili sono, da sinistra verso destra, una VGA, due HDMI, due DisplayPort, una DVI-D, jack per cuffie e microfono e foro per il cavo di alimentazione. Mancano - giustamente - i supporti per un braccio VESA, visto che lo schermo non può essere separato dalla base. Sul suo frontale, che presenta una graziosa finitura simile a quella restituita dall'alluminio anodizzato, abbiamo i tasti touch per controllare l'OSD. Sfortunatamente questi non sono retroilluminati, né restituiscono un feedback se premuti, quindi di notte si fa un po' fatica a trovare quello giusto. La loro reattività è comunque ottima, non sono né troppo sensibili e né troppo lenti. Subito al di sotto dei tasti a sfioramento c'è una fine striscia argentata, che ospita anche l'unico LED dello schermo; esso è blu quando il prodotto è acceso ed ambrato in stato di standby. Lo schermo non supporta tutti i classici movimenti a cui siamo abituati e, a causa della sua stazza, può essere solo inclinato da -3 a +15 gradi. L'unica regolazione disponibile si è rivelata però fluida e utile da effettuare.

OSD ed esperienza d'uso

L'On Screen Display (OSD) è del tutto simile a quello visto su altri prodotti da gioco di AOC, con le stesse impostazioni disponibili e la stessa grafica. Esso si controlla dagli appositi tasti a sfioramento posti sulla base. La navigazione è buona, veloce e non ha mai portato problemi. Abbiamo sei menu nel totale, con il primo che è il più importante: troviamo infatti settaggi relativi alla luminosità, al contrasto, all'overdrive o alla gamma. Out of the box lo schermo offre dei colori abbastanza buoni, una gamma solo leggermente fuori asse e una contrast ratio ottimo. Abbiamo trovato che la miglior impostazione per l'overdrive è quella media, poiché andare oltre produce fenomeni di inverse ghosting troppo marcati, mentre scendere al di sotto di esso porta ad avere un input lag più consistente. Il ghosting non è così attenuato come sui pannelli TN più veloci o sugli IPS da gioco usciti in questo periodo, e l'effetto scia si nota leggermente quando si effettuano movimenti bruschi, anche a 160 Hz. Nulla di preoccupante comunque, l'esperienza di gioco rimane comunque ottima e immersiva. Per la gamma, invece, abbiamo trovato appropriata l'impostazione "Gamma 1": "Gamma 2" ha prodotto colori decisamente slavati, "Gamma 3" invece ha mostrato dei colori troppo saturi e scuri.
Il secondo menu consente di scegliere la temperatura colore e, se stabilita su "Utente", è possibile controllare indipendentemente i tre canali R, G e B per trovare una regolazione più precisa dei colori. In questa sezione c'è anche una modalità DCB (Dynamic Color Boost), proprietaria di AOC, che però rende i colori troppo innaturali. Nell'OSD c'è anche un'opzione che permette agevolmente di osservare la differenza fra DCB attivo e non, tramite la quale ci si può facilmente accorgere dell'artificiosità dei toni. L'uniformità dello schermo non è proprio ottimale e si notano delle lievi differenze di luminosità fra i vari angoli del pannello. Si tratta però di una caratteristica normale dei pannelli così grandi.

Una volta effettuate le giuste sistemazioni nell'OSD, la resa cromatica generale è di ottima qualità. I colori sono piuttosto fedeli e il contrasto è molto elevato, fattori che ci portano ad essere soddisfatti sotto quest'aspetto. Il punto dolente è rappresentato dalla risoluzione, che con i suoi 2560 x 1080 pixel a schermo non riesce ad offrire una buona densità su un 35 pollici. Se si avvicina il capo si è in grado di notare delle scalettature, non solo nei giochi ma anche in ambiente desktop. Abbiamo comunque fatto subito l'abitudine alla risoluzione e, se si utilizza il monitor ad una distanza di 60 centimetri o maggiore, il problema scompare quasi del tutto. La questione più seccante non è poi portata dai pixel in sé, ma dal formato 21:9. Durante la navigazione non ci sono particolari problemi, ma molti dei titoli provati non sono ben ottimizzati per questo aspect ratio. Spesso è capitato, soprattutto nei menu, che i contenuti non venissero mostrati nelle proporzioni corrette, a causa di una scarsa gestione dei 21:9. In Batman Arkham Knight il tema si è fatto più caldo, perché i 2560 x 1080 pixel portano al cosiddetto stretching dell'immagine in particolari condizioni, ad esempio quando si passa su uno dei checkpoint legati alle sfide. In generale, però, durante il gaming vero e proprio non siamo dovuti scendere a compromessi particolari, e l'incertezza riscontrata nell'ultimo Batman sembra essere isolata. La questione non dipende chiaramente da AOC ed è affine a tutti i monitor con aspect ratio fissato a 21:9. Per il resto, il prodotto si è comportato ottimamente, con i 160 Hz totalmente funzionali e input lag non direttamente percepibile. Anche AMD FreeSync lavora come dovrebbe, eliminando di fatto il tearing. Abbiamo riscontrato un leggerissimo backlight bleeding sul nostro esemplare e zero zone luminose date dal tipico effetto noto come IPS Glow. Anche gli speaker sono di buona di qualità, se consideriamo che sono comunque integrati nel monitor.

AOC C3583FQ AOC C3583FQ è un prodotto abbastanza completo, sul quale la casa madre è andata incontro a pochi compromessi. Il design è più elegante e sobrio degli altri monitor da gioco, così come anche la base, che ospita tutta l’elettronica necessaria. Manca qualsivoglia porta USB, ma a nostro giudizio se ne può tranquillamente fare a meno. Essendo lo schermo di dimensioni generose non troviamo tutte le classiche regolazioni ergonomiche, e c’è solo la possibilità di inclinarlo. Peccato, poiché avremmo preferito poter anche gestire l’altezza dello schermo. Il pannello è comunque di ottima qualità, con contrasto elevato e buona fedeltà cromatica, soprattutto dopo la taratura. I problemi riscontrati con i 21:9 non sono imputabili ad AOC, ma piuttosto agli sviluppatori, che probabilmente col tempo ottimizzeranno i titoli anche per tale rapporto d’aspetto. La densità dei pixel non è inoltre un problema se si impiega il monitor ad una distanza superiore ai 60 centimetri. In definitiva, AOC C3583FQ rappresenta un'ottima alternativa per chi desidera giocare con un pannello curvo e magari non ha una scheda grafica di fascia alta, poiché 2560 x 1080 pixel richiedono uno sforzo computazionale solo leggermente superiore al Full HD. Il prezzo poi è del tutto favorevole, visto che servono circa 799 euro per portarselo a casa.

8.5