Apple AirPods Pro, la recensione: l'effetto wow al contrario

Abbiamo testato a fondo le nuove Apple AirPods vivendo un effetto wow "al contario", ancor più efficace perchè inaspettato...

recensione Apple AirPods Pro, la recensione: l'effetto wow al contrario
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Quando le primissime AirPods sono state lanciate sul mercato, qualcosa dentro e fuori Apple è cambiata. L'azienda di Cupertino, allora ancora incapace di riprendersi totalmente dalla perdita del fondatore Steve Jobs, era stata in grado di presentare, di nuovo, dopo tempo, un piccolo dispositivo che sprizzasse Effetto Wow da tutti i suoi plasticosi pori, qualcosa di innovativo che nessuno all'epoca aveva ancora effettivamente creato - e da cui successivamente molti avrebbero preso spunto. Tutto questo non esulava certo quelle cuffie da vari problemi e difetti, le rendeva però uniche e iconiche.
Oggi, nel 2019, Apple prova ad alzare proprio quell'asticella, dopo esser diventata dal nulla un leader assoluto nel settore delle cuffie Bluetooth, provando non solo a correggere gli "errori" delle AirPods classiche ma ad aggiungere qualcosa "in più", che giustifichi la parola Pro nel nome. Nascono così le nuove AirPods Pro che, almeno per chi scrive, hanno percorso un sentiero inverso rispetto alle sorelle maggiori.

La meraviglia al contrario

Le prime AirPods infatti sorprendevano in maniera assoluta sin "sulla carta", erano magiche e fatate, ed effettivamente riuscivano a connettersi con il mondo con un semplice "clac" della loro custodia, la loro qualità audio però lasciava - e lascia ancora - non del tutto soddisfatti. L'isolamento acustico pari a zero e i loro driver terribilmente nella media le rendevano (e rendono) ottime cuffie per telefonare, ascoltare podcast in luoghi non troppo affollati e ascoltare un po' di musica "al volo", senza grosse pretese.
Perché le nuove Pro hanno fatto un percorso inverso? Beh perché i rumor relativi alla loro creazione non hanno fatto gridare al miracolo praticamente nessuno, la cancellazione del rumore è già un'opzione affermata sul mercato premium e - in ultimo - il loro design ha fatto più sorridere che sorprendere.

Una volta arrivate fra le mani hanno invece ribaltato completamente le sensazioni della vigilia, convincendo anche laddove sembravano non avere poi così tanto spazio di manovra. Iniziamo proprio dal design bombato, che dai render pre-lancio appariva davvero ridicolo: la loro forma può anche non piacere ma ha un senso, Apple ha creato delle cuffie che si adagiano alla perfezione all'orecchio, delle in-ear che non si reggono per merito dei loro gommini in silicone ma grazie a tutta la loro struttura, che ha inoltre un peso assolutamente "piuma" e quasi non si percepisce addosso, neppure dopo ore di ascolto.

Inoltre, una volta indossate, il loro corpo sparisce per buona parte, lasciandole così risultare più aggraziate di quanto potessero sembrare in partenza, con un archetto più corto delle AirPods classiche e curvo, che non dà fastidio quando si porta un cappuccio o un giaccone con bavero medio-alto, con le cuffie che non saltano mai dalla loro sede.

Silenzio

Al di là del loro aspetto, la seconda grande novità di queste AirPods Pro è la già citata cancellazione del rumore attiva (ANC), che per chi viaggia molto o vive quotidianamente una grande città può essere davvero una feature irrinunciabile. Apple ha implementato la funzione al meglio delle sue possibilità, cancellando in modo efficace il 75-80% dei rumori ambientali senza intaccare minimamente la qualità audio. Che ci si trovi in una caffetteria affollata, in un grande magazzino, a bordo di un aereo, nel vagone di una metro o di un treno, la cancellazione è sempre molto efficace e ci permette di planare in un mondo "ovattato" in cui nulla può davvero disturbare la nostra quiete.
A volte può essere rilassante persino indossare le cuffie con cancellazione attiva senza ascoltare nulla, solo per godersi il silenzio dopo una giornata particolarmente stressante (provare per credere...).

Le nuove cuffie di Apple ovviamente permettono anche di disattivare questa funzione oppure di amplificare i suoni ambientali, compresa la nostra voce, anche perché le AirPods Pro hanno un "primo livello" di isolamento che si attiva in modo naturale appena le si indossa, ancor più efficace di altre cuffie in-ear o delle Beats Powerbeats Pro ad esempio, sempre lanciate da Apple in questo 2019, che di "default" lasciano passare molti più rumori "a parità di gommini".
Delle ultime Powerbeats parleremo spesso da qui in avanti, si avvicinano alle nuove AirPods sia dal punto di vista del prezzo che delle caratteristiche, anche se con differenze ben marcate. La prima, al di là del design? La qualità e il bilanciamento del suono.

Un suono finalmente di buon livello

Le Powerbeats Pro sono delle ottime cuffie, forse un tantino care a 249 euro, in ogni caso vanno a rifinire in modo deciso i bassi delle "vecchie" Powerbeats 3 e a rendere più puliti gli alti. Le AirPods Pro da questo punto di vista vanno ancora oltre e si presentano su un affollato mercato con un suono estremamente pulito, con bassi molto presenti ma mai preponderanti, dei medi più decisi rispetto alle Powerbeats Pro (che invece tendono a tagliarli in maniera più netta) e alti chiarissimi, brillanti, che fanno la differenza quando si ascoltano brani cantati, intere orchestre o batterie che fanno largo uso di piatti - con dettagli che le cugine Beats ignorano.
Da questo punto di vista non ci aspettavamo davvero una qualità simile, che potrebbe ricordare quella di cuffie a filo attorno ai 200 euro, un risultato encomiabile per auricolari così piccoli, True Wireless e con cancellazione del rumore, per giunta. Dal metal cervellotico e dannato dei Tool ai bassi profondi e artificiali di Jon Hopkins, passando per la voce calda e disperata di Nick Cave, la chitarra sgangherata e assoluta di Neil Young, la tromba malinconica di Miles Davis, le AirPods Pro si sono dimostrate assolutamente versatili e precise, offrendo un suono avvolgente in ogni occasione.

Neppure il pop più spinto viene disdegnato, anzi, una Without Me di Halsey viene riprodotta senza incertezze su tutta la gamma acustica, anche se ammettiamo che questo è il genere che abbiamo testato meno. Un buon brano per provare il bilanciamento di queste cuffie può essere certamente Take the power back dei Rage Against The Machine, in cui ogni strumento si differenzia in modo preciso, dal basso funky e indiavolato di Timmy Commerford ai vari piatti di Brad Wilk sullo sfondo.

Come non innamorarsi poi del modo caldo e vibrante in cui vengono riprodotte la voce e le chitarre dei Bombay Bicycle Club in un brano come Leaving Blues, con l'intromissione delicata della batteria a legare il tutto. Sempre restando in ambito acustico, la voce di Lisa Hannigan in Lille è pressoché perfetta, viva e ruvida esattamente come dev'essere (con le varie sfumature degli strumenti che non vanno mai perdute). Anche una "tranquilla" Sir Psycho Sexy dei Red Hot Chili Peppers può farvi provare, in circa 8 minuti, di cosa sono capaci queste nuove cuffie a marchio Apple.
Nulla a che vedere con le AirPods tradizionali, che a questo punto perdono davvero molto del loro valore assoluto, visto il prezzo a cui vengono proposte con case wireless.
Case wireless invece incluso nella confezione delle AirPods Pro, un package davvero completo che - a fronte di 279 euro di spesa - include anche un ottimo cavo USB-C to Lightning (identico a quello dei nuovi iPhone 11 Pro) e gommini in silicone di varia misura, S, M e L. È anche possibile utilizzare "Hey Siri" senza toccare alcun tasto, basta parlare perché le cuffie ascoltino i nostri desideri, abbiamo insomma a che fare con pochissimi compromessi, anche se uno di questi è molto importante: l'autonomia.

Talloni d'Achille

L'autonomia delle AirPods Pro è forse il loro maggiore tallone d'Achille, Apple infatti promette 5 ore di utilizzo continuo di ogni singolo auricolare senza cancellazione del rumore attiva, 4,5 ore con la ANC attiva o con l'amplificazione dei rumori ambientali, traguardi assolutamente realistici nella nostra esperienza, che però potrebbero non bastare.
Negli ultimi mesi, abituati alle Powerbeats Pro che offrono fino a 9 ore di musica martellante con una singola carica, avevamo trascorso intere giornate con le cuffie addosso, utilizzandole anche durante il lavoro e arrivando magari a sera con il 38-40% di carica residua. Si poteva addirittura pensare di lasciare la custodia a casa, cosa che effettivamente abbiamo fatto ogni tanto, visto anche la sua grandezza.

Le AirPods Pro risolvono del tutto il problema del case, che resta minuscolo e pratico come quello delle AirPods classiche, dimenticate però di usare le cuffie per un'intera giornata, rimetterle di tanto in tanto nella loro custodia diventa fondamentale per averle sempre pronte e cariche. Fortunatamente il piccolo ovetto di plastica bianca, capace di ricaricarsi anche senza fili come abbiamo anticipato, estende la carica delle cuffie fino a circa 24 ore, inoltre bastano 5 minuti netti per avere un'ora di utilizzo aggiuntiva in casi estremi, una pausa di tanto in tanto dunque annienta anche i problemi di autonomia.

Ora che tutto è nuovo almeno, cosa può succedere invece dopo due anni di utilizzo? Chi usa molto le cuffie potrebbe talvolta far fare alle nuove AirPods Pro anche più di un ciclo di ricarica al giorno, il che si potrebbe tradurre in circa 500 cicli di ricarica in un anno, 1.000 in due anni, con le piccole batterie degli auricolari che potrebbero risentirne in maniera marcata.

Questo, a meno che non si voglia mettere tutto in un cassetto dopo due anni e mezzo, ci spinge quasi a consigliare un contratto Apple Care, che con 39 euro e una piccola franchigia per ogni sostituzione (fino a un massimo di due) ci permette di sostituire completamente le AirPods Pro nel giro di 24 mesi. Dai 279 euro iniziali si arriva così a 318 euro, con la sicurezza però di avere un prodotto che duri almeno quattro anni filati, anche a discapito di danni accidentali o batterie insufficienti dopo 22-23 mesi di utilizzo. Qui però siete voi a decidere il da farsi.

Addio vecchio tap

Ultima grande cosa: ovviamente con queste nuove AirPods Pro si può anche telefonare, in modo chiaro e preciso, cosa che invece con le Powerbeats Pro è particolarmente difficile in luoghi più o meno affollati. Con le cuffie Pro della grande B basta la strada di una grande città a disturbare in maniera sensibile una qualsiasi telefonata, con gli interlocutori che lamentano di sentire troppi suoni, "come in una bolla". Con le AirPods Pro tutto questo non avviene e chi ci ascolta dall'altra parte non na più problemi, questo però - a onor del vero - era ed è possibile anche con le AirPods classiche, che hanno sempre avuto una marcia in più su questo fronte. Con le Pro però possiamo ovviamente tagliare i suoni ambientali e parlare anche in un vagone della metro stracolmo senza grossi problemi.

Se c'è invece un "difetto" che Apple non è riuscita a sistemare è la possibilità di modificare il volume direttamente sugli auricolari. Le Powerbeats Pro ci hanno viziati abbastanza, offrendo tasti Volume sia a destra che a sinistra, più un tasto fisico per lato con cui cambiare le varie tracce, fermare/riprendere la riproduzione o rispondere a una telefonata. Le nuove AirPods Pro guadagnano due tastini virtuali (uno per lato) che simulano un clic quando rilevano la pressione.
Non sono comodi quanto il magico tap delle AirPods classiche, che però spesso non era molto affidabile, ma dopo poco tempo ci si abitua. I comandi tradizionali (singolo, doppio e triplo tocco) gestiscono la musica e le chiamate, mentre una pressione prolungata si occupa della cancellazione del rumore e dell'amplificazione dell'ambiente, con tutte le opzioni del caso personalizzabili su iPhone. Ricordiamo infine che la cancellazione del rumore si può controllare anche su Mac, basta avere l'icona di gestione suoni nella barra di sistema in alto.

Apple AirPods Pro Rispetto alle prime AirPods, queste nuove Apple AirPods Pro sono arrivate sul mercato con molto meno appeal e clamore, una volta provate però fanno tornare in un istante l'effetto wow di un tempo, ora portato all'ennesima potenza. L'azienda di Cupertino ha sensibilmente migliorato la qualità audio, ora finalmente di buon livello, inoltre grazie alla configurazione in-ear e all'installazione di nuovi microfoni è riuscita a portare al suo pubblico anche la cancellazione del rumore attiva, vero valore aggiunto di queste cuffie che permettono una riproduzione chiara anche in ambienti molto affollati e rumorosi. Il 75-80% dei suoni esterni viene cancellato senza problemi, permettendoci di telefonare o di godere della nostra musica anche in condizioni "estreme". Certo manca ancora la possibilità di regolare il volume direttamente sugli auricolari, e in questo può aiutarci sicuramente un Apple Watch al polso, ma il vero tallone d'Achille è forse l'autonomia. 4,5 ore con ANC attiva a cuffie perfettamente nuove (fino a 24 con l'energia presente nel case), non sappiamo dunque cosa ne sarà delle AirPods Pro fra un paio d'anni, quando avranno accumulato centinaia di cicli di ricarica. Un'autonomia di base di almeno 6 ore per auricolare avrebbe reso queste nuove AirPods Pro degli oggetti vicini alla perfezione, bisogna però calcolare la grandezza di case e cuffie, minuscoli eppure capaci di offre tanto ai loro utenti. Una piccola meraviglia tecnica che questa volta, siamo sinceri, non ci aspettavamo.

8.8