Beats Powerbeats Pro, la recensione dei nuovi auricolari bluetooth Apple

Abbiamo testato a fondo i nuovi auricolari bluetooth Powerbeats Pro prodotti da Apple, che ha trasformato in modo completo la Beats di una volta.

recensione Beats Powerbeats Pro, la recensione dei nuovi auricolari bluetooth Apple
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Nel 2014, sorprendendo un po' tutti, Apple ha acquistato Beats Electronics per 3 miliardi di dollari. Che l'azienda di cuffie fondata dal rapper Dr.Dre e dal produttore discografico Jommy Iovine fosse destinata a cambiare per sempre lo sapevamo tutti, l'unica incognita era il "quando". Oggi, con l'arrivo ufficiale anche sul mercato italiano delle cuffie true wireless Beats Powerbeats Pro, abbiamo finalmente una risposta, che porta con se diversi lati positivi ma anche alcune ombre che andremo ora a spiegare.
La società gestita da Tim Cook ha apportato all'interno di Beats piccole modifiche anno dopo anno, facendo un primo grande salto con le Powerbeats 3, le prime cuffie bluetooth al mondo (insieme alle AirPods primo modello) a vantare un chip W1, capace di legarsi a un singolo account iCloud e switchare con facilità da un dispositivo della mela all'altro.
Cupertino aveva anche levigato leggermente i bassi, facendo perdere già alle Powerbeats 3 il classico timbro piacevolmente "tamarro" presente ancora nella generazione precedente, pur continuando a offrire un suono corposo e potente, più "deciso" rispetto a molta concorrenza. Adesso con le Powerbeats Pro la trasformazione di Apple si può invece definire completa.

Un prodotto Apple a 360 gradi

Il primo segno di una totale conversione arriva dal design: le Powerbeats Pro sono estremamente compatte e leggere, con linee aggraziate che si adagiano bene attorno all'orecchio - pur conservando un pratico archetto che evita qualsivoglia movimento una volta indossate. Un'eleganza che ancora in casa Beats non si era vista in maniera così marcata.
Proprio rispetto alle Powerbeats 3 il salto è notevole, non abbiamo più a che fare con cuffie "Frankenstein" pensate quasi ed esclusivamente per l'allenamento intensivo ma con oggetti di design da indossare tutto il giorno, in qualsiasi occasione. Le cuffie - che hanno perso il cavo di raccordo e possono essere usate anche singolarmente - sono poi accompagnate da una generosa custodia in plastica lucida e rigida che nasconde, al suo interno, una batteria extra in grado di ricaricare da zero le cuffie per una volta e mezzo.

Questo "stratagemma", ereditato chiaramente dalle Apple AirPods, aumenta un'autonomia già di per se granitica. Se le Powerbeats 3 potevano garantire 12 ore di riproduzione ininterrotta, le Pro scendono a 9, una cifra comunque di tutto rispetto vista la "cura dimagrante" e il restyling a cui sono stati sottoposti gli auricolari. In combo con la custodia si possono tranquillamente superare le 23-24 ore, scaricare le Powerbeats Pro dunque significa ascoltare musica a volume medio alto indossandole tutto il giorno.

Inoltre i magneti presenti all'interno della custodia agganciano gli auricolari in maniera davvero perfetta, farli cadere aprendo lo "scrigno" è pressoché impossibile. L'unico aspetto che andrà certamente rivisto con una prossima iterazione riguarda le dimensioni del case, giustificate si dalla batteria extra e dal dover contenere l'archetto delle Powerbeats Pro, ma comunque eccessivamente imponenti se rapportate a quelle del case delle AirPods, anche se parliamo di due prodotti totalmente differenti - e in questo caso non abbiamo neppure la ricarica wireless.

Da W1 ad H1

Queste nuove cuffie Beats arrivano poi con l'evoluzione del chip W1 nominato appena sopra: con il nuovo chip H1 abbiamo una connessione sensibilmente più stabile e veloce (con tempi di "aggancio" quasi immediati) e la possibilità di utilizzare "Hey Siri" quando connessi a un dispositivo Apple in qualsiasi momento, senza il bisogno di premere alcun pulsante. Basta parlare e le cuffie sono pronte ad ascoltare ogni nostra richiesta.

Queste Pro sono poi dotate di sensore di prossimità: esattamente come le AirPods, rimuovere un auricolare dall'orecchio blocca in automatico la riproduzione, che poi riparte non appena si indossa nuovamente il tutto.

Questo ci porta naturalmente a parlare anche dei controlli fisici disponibili: se le AirPods non presentano tasti e sono sensibili solo al doppio tap delle nostre dita, ogni auricolare Powerbeats Pro possiede il bilanciere del volume e un comodo tasto multifunzione (la grande B di Beats) che ci permette di fermare o avviare la riproduzione, saltare un brano o tornare indietro, attivare manualmente Siri, rispondere o agganciare a una telefonata.
Una soluzione che ci sentiamo di premiare in toto: non importa quale mano abbiamo disponibile, possiamo gestire gli auricolari da qualsiasi lato, in modo facile e veloce. Ma come suonano queste Powerbeats Pro?

Ascolto consapevole

Il suono delle Powerbeats Pro sancisce la trasformazione completa attuata da Apple: al di là del design più affusolato, che dona alle cuffie un aspetto decisamente Premium, abbiamo a che fare con una resa sonora molto precisa e bilanciata. Gli uomini di Tim Cook hanno lavorato sodo per rendere più definiti rispetto al passato i toni alti e medi, abbassando di qualche punto la pressione dei bassi che risultano si molto presenti, ma meno invadenti e più avvolgenti a qualsiasi volume.
Il classico suono Beats tutto votato alle frequenze più cupe non esiste più, per buona pace degli appassionati che amavano proprio quella caratteristica per godere a pieno del rap e dei generi affini. Se siete alla ricerca di un suono davvero potente, con bassi in grado di prendere il controllo della situazione a discapito delle restanti frequenze, il consiglio è di fiondarsi sulle Powerbeats 3, che ancora oggi offrono prestazioni di ottimo livello a un prezzo irrisorio grazie a offerte e promozioni - spesso meno di 100 euro, rispetto ai 199 del lancio.

Come le sorelle maggiori, anche queste Powerbeats Pro possono ovviamente regalare buone sensazioni in palestra o durante una corsa, sembra però che siano state costruite più "per il divano", per l'ascolto consapevole e attento, così da godere di tutte le sfumature che i nuovi driver sono capaci di produrre - anche a volume alto. Il loro design in-ear poi isola parzialmente dai rumori esterni (con le capsule della corretta misura), non esiste però una vera e propria funzione di cancellazione del rumore attiva, come magari offerto da molta concorrenza.

Questo potrebbe non essere del tutto uno svantaggio, abbiamo infatti un isolamento maggiore rispetto alle normali AirPods ma siamo comunque in grado di percepire rumori esterni "importanti", il che ci permette di utilizzare le cuffie anche camminando in città o usando la bicicletta, mantenendo il volume a livelli "umani". In aereo potremmo avere qualche problema, certo, ma è chiaro che se state cercando l'isolamento acustico assoluto non sono queste le cuffie che fanno per voi. Gli auricolari sono poi resistenti a sudore e piccoli schizzi d'acqua ma non possono essere immersi.

Cuffie Apple per un mondo Apple

Un altro tasto dolente che potrebbe farvi optare per una soluzione differente è chiaramente il prezzo: Apple ha portato le sue Powerbeats Pro sul mercato italiano a 249,95 euro, un costo importante che merita più di una valutazione in fase di acquisto. Rispetto alle Powerbeats 3, che debuttarono a 199 euro, il salto in avanti è palese, con un design rinnovato, una migliore autonomia grazie al case di trasporto e ricarica e un suono più cristallino, più preciso, in grado di soddisfare gli ascoltatori "da divano" più che i leoni da palestra amanti dei bassi sfrenati; sul costo però sarebbe stato meglio tagliare qualche euro per un maggiore rapporto qualità/prezzo.

A chi consigliamo dunque il "salto nel vuoto"? Sicuramente agli utenti Apple che usano due o più dispositivi della mela: switchare da un dispositivo all'altro con il chip H1 è un piacere assoluto, inoltre il suono è calibrato appositamente per le frequenze prodotte da smartphone, tablet, orologi e computer di Cupertino. Chi utilizza soprattutto dispositivi Android o Windows perde completamente la "magia" offerta da queste cuffie e troverà certamente maggiori soddisfazioni con altri prodotti presenti sul mercato - e anche a prezzi inferiori.

Il case inoltre si ricarica attraverso una porta Lightning, che come sappiamo è uno standard proprietario di Apple, ulteriore segno di come queste cuffie siano state costruite e pensate appositamente per il microcosmo della Mela - le Powerbeats 3 invece sono dotate di una normalissima porta MicroUSB, segno di apertura verso il mondo "esterno".
La dotazione poi non è particolarmente ricca ma abbastanza standard: nella scatola di vendita troviamo - oltre ovviamente al case con le cuffie - un cavetto da USB-A a Lightning di colore nero di fattura non particolarmente pregiata (risulta infatti molto più sottile dei cavi bianchi originali Apple) e un set di copriauricolari in quattro misure differenti.
Segnaliamo infine che le Powerbeats Pro sono disponibili in quattro colori differenti: oltre al classico Total Black abbiamo anche il Bianco Avorio, il Verde Muschio e il Blu Navy - forse la colorazione più particolare. Il case invece resta nero con ogni colorazione.

Beats Dr. Dre Con l'arrivo sul mercato delle Beats Powerbeats Pro, Apple completa la trasformazione dell'azienda di cuffie iniziata sin dal giorno dell'acquisizione. I bassi in grado di coprire qualsiasi cosa non esistono più, anche rispetto alle precedenti Powerbeats 3 abbiamo frequenze cupe meno ossessive ma più precise, abbinate a medi e alti davvero cristallini e migliorati. Possiamo tranquillamente parlare di cuffie "da divano", adatte a un ascolto consapevole durante qualsiasi ora del giorno, non solo per gli allenamenti intensivi in palestra. Promossa anche l'autonomia, con 9 ore secche disponibili su ogni auricolare che diventano circa 24 grazie alla batteria presente nel case, questo purtroppo di dimensioni importanti che è praticamente impossibile infilare nella tasca dei pantaloni. Bisogna fare attenzione anche al prezzo, di ben 249,95 euro, un dettaglio su cui gli utenti Apple con due o più dispositivi della Mela potrebbero sorvolare senza problemi grazie anche al nuovo chip H1. Mancano però la ricarica wireless e la cancellazione del rumore attiva, funzioni che in caso dovrete cercare altrove.

8.2