Black Shark 2 Recensione: uno smartphone completo, non solo per il gaming

Black Shark 2 è un concentrato di potenza al giusto prezzo, con un ottimo sistema operativo, funzioni dedicate al gaming e un'elevata autonomia.

recensione Black Shark 2 Recensione: uno smartphone completo, non solo per il gaming
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Black Shark è un nome ancora poco conosciuto in Italia, ma non sarà così ancora per molto. L'azienda cinese, con il Black Shark 2 appena arrivato nel nostro paese, è al suo terzo smartphone. Il primo si chiamava semplicemente Black Shark, un telefono potente ma che non ha spiccato nella nostra recensione, seguito dal Black Shark Helo, che ne aveva rivisto in parte hardware e design.
Abbiamo assistito alla presentazione pechinese del Black Shark 2, scoprendo una realtà attiva e decisamente organizzata, con oltre 400 dipendenti collocati quasi tutti nel settore ricerca e sviluppo, oltre che un pubblico, quello cinese, decisamente più avvezzo del nostro al gaming mobile.
Dopo aver provato per tre settimane questo Black Shark 2 siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla netta evoluzione avvenuta rispetto al primo modello, evoluzione che tocca quasi tutti gli ambiti di questo smartphone, dall'hardware al software.

Design e sistema di dissipazione

Estremo ma non troppo. Si potrebbe descrivere così il design di Black Shark 2, smussato negli spigoli rispetto al primo modello. L'animo gaming traspare da ogni singolo poro di questo telefono ma fortunatamente non va a creare una linea troppo tamarra, tutto questo mantenendo una buona qualità costruttiva, un po' retrò nei materiali ma comunque efficace. Siamo infatti di fronte a uno smartphone con scocca quasi per intero in metallo, materiale che sui telefoni di fascia media e alta ha lasciato ormai da tempo il posto al vetro. Vetro che è comunque presente in un inserto lucido nella parte posteriore, che circonda la parte centrale del telefono.
Sempre sul retro si nota la dual cam con flash led e il logo di Black Shark, retroilluminato con LED RGB, personalizzabile con otto colori e diversi effetti, come quello che simula il respiro o quello che mostra tutti i colori a turno.

Black Shark 2 ha una backcover leggermente bombata al centro, per lasciare spazio al sistema di dissipazione caratterizzato dall'utilizzo del grafene, in coppia con una vapor chamber. Una soluzione efficace e che distribuisce molto bene il calore lungo tutto la scocca, evitando così di raggiungere temperature elevate in corrispondenza del processore.

Altri due LED sono installati sul bordo sinistro e su quello destro. In quello sinistro è collocato il bilanciere del volume, in quello destro invece il tasto di accensione e lo slider per avviare lo Shark Space, di cui parleremo dopo.
Nel bordo basso ci sono il carrellino per inserire fino a due SIM, niente Micro SD, e il connettore USB Type C. Manca il jack da 3.5 mm, normalmente non sarebbe un problema ma molti headset da gaming funzionano proprio con questo standard.

Se pensate di utilizzare delle cuffie USB Type C, queste vanno bene fino a quando non si installa la cover necessaria all'utilizzo dei due pad, che vanno a coprire proprio l'ingresso USB. Meglio dotarsi di cuffie bluetooth con questo Black Shark 2, decisamente più comode e versatili da usare.

Interessanti le scelte fatte sul frontale. I bordi laterali sono ridotti, mentre in alto e in basso sono più spessi, al loro interno sono installati due speaker stereo. Assente il notch, Black Shark ha deciso di non utilizzarlo, una scelta oculata per uno smartphone indirizzato principalmente al gaming: in questo modo si evita che la tacca vada a tagliare una porzione di scenario di gioco.
Sul fronte ergonomia, il Black Shark 2 è un telefono bilanciato e dalle dimensioni commisurate a quelle del display da 6.39 pollici, l'unica nota stonata è il peso, di ben 205g, leggermente superiore alla media.

Hardware, prezzo e batteria

Black Shark ha inserito nel suo top di gamma l'hardware più potente oggi a disposizione. Troviamo quindi un processore Qualcomm Snapdragon 855, un octa-core realizzato a 7 nanometri che spinge fino a una velocità massima di 2.84 GHz. La GPU è una Adreno 640. La configurazione di questa CPU prevede 1 Core ad alte prestazioni, che raggiunge la velocità massima dichiarata (2.84 GHz), tre Core per utilizzi intermedi che arrivano a 2.42 GHz e infine quattro core ad alta efficienza, con un clock massimo di 1.8 GHz. Secondo Qualcomm i Core utilizzati (Kyro 485) sono del 20% più potenti rispetto a quelli dello Snapdragon 845, mentre la GPU Adreno 640 supera il modello precedente di ben il 45%. Questa GPU è anche la prima in campo mobile a supportare le API Vulkan 1.1.
Sul fronte memorie sono disponibili due modelli, il primo, quello utilizzato per la prova, ha 8 GB di RAM e 128 GB per lo stoccaggio dei dati, al costo di 549€, mentre il secondo sale a 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna ed è proposto a 649€. L'unico motivo per preferire la variante più costosa è la maggiore quantità di memoria interna, i 12 GB di RAM non aggiungo nulla alle ottime prestazioni del modello base.

Molto buona l'autonomia, grazie a una batteria da 4000 mAh con supporto alla ricarica rapida. Utilizzando il Black Shark 2 come un normale smartphone si fanno tranquillamente due giorni, merito anche della leggerezza del software installato. Aggiungendo all'utilizzo tradizionale anche un paio di ore di gaming si arriva comunque a sera. Il caricabatterie da 27W consente una ricarica molto veloce, bastano pochi minuti per utilizzare il telefono per diverse ore.
Attenzione però, come nel caso delle cuffie, non è possibile collegare il cavo di ricarica mentre si gioca con il pad collegato. Asus nel suo ROG Phone ha trovato una soluzione semplice ma funzionale per questo problema, replicando la porta USB Type C anche sul bordo laterale, in questo modo è possibile ricaricare il telefono mentre si gioca senza problemi, un accorgimento che anche Black Shark dovrebbe prendere in futuro.

Schermo, sistema di sblocco e fotocamere

L'azienda cinese ha puntato su un display da 6.39 pollici con risoluzione di 2340x1080 pixel , aspect ratio 19.5:9 e luminosità di picco di 430 nits, compatibile con lo standard HDR. Il pannello è realizzato da Samsung ed è il più reattivo disponibile sul mercato mobile, grazie alla frequenza di campionamento del tocco sul display a 240 Hz, il doppio dei 120 Hz presenti ad esempio su iPhone Xs, e a un tempo di risposta di 43.5 ms. Si nota durante l'utilizzo? Si, effettivamente il telefono offre una reattività ai comandi fulminea, resta da capire però quanto sia un reale vantaggio durante il gioco. Tornando allo schermo, questo presenta colori saturi ma non eccessivi, e una buona resa generale. L'HDR è utilizzabile su YouTube ma non su Netflix, dove non è possibile attivare nemmeno la visualizzazione dei contenuti in HD, che potrebbe però essere introdotta in futuri aggiornamenti.

Passando ai sistemi di sblocco troviamo un lettore di impronte digitali collocato sotto al display e lo sblocco con il viso 2D. Il lettore di impronte non è dei più reattivi, un problema comune a molti smartphone che utilizzano i sensori di questo tipo, anche di fascia più alta. Lo sblocco 2D rimane più veloce, ma anche meno sicuro.

Sul fronte fotografico Black Shark 2 ci ha sorpresi, non siamo ai livelli dei top di gamma ma non si può certo pretendere questo da un telefono che costa meno di 600€ e per di più indirizzato principalmente al gioco. La dual cam posteriore è composta da un sensore principale da 48 Megapixel Sony IMX586, con apertura f/1.75, mentre il secondo è da 12 Megapixel con apertura f/2.2, utilizzato per misurare la profondità di campo. La cam principale è la stessa impiegata in telefoni dal costo ben più alto, Honor 20 View adotta lo stesso sensore ad esempio, e il risultato degli scatti è molto buono di giorno, ma anche di sera si difende bene, grazie all'algoritmo per la riduzione del rumore che fa il suo lavoro.

Sensore Principale da 48 Megapixel

Zoom 2x

Utilizzando lo zoom 2x si perde un po' troppo in qualità, ma è un difetto che si può tranquillamente perdonare al Black Shark, per un comparto fotografico che non spicca dalla massa ma assolutamente soddisfacente per un telefono di questo tipo.

Audio e ricezione

Black Shark 2 utilizza per l'audio una soluzione simile a quella dei Google Pixel. I due speaker sono collocati frontalmente, appena al di fuori del vetro del display, una scelta fatta per aumentare l'immersività e la qualità dell'audio. Il risultato finale è molto buono, il volume massimo non è elevato ma non distorce il suono, di qualità superiore alla media e capace di coprire un range di frequenze piuttosto ampio, che pecca principalmente nei bassi. Prestazioni che non stupiscono affatto, quando si parla di casse di queste dimensioni i bassi vengono sempre tagliati fuori.

Nessun problema sul fronte ricezione, il telefono supporta tutte le bande necessarie al corretto funzionamento in Europa e in Italia, al contrario del primo modello, che invece non gestiva la banda 20. Abbiamo notato che all'estero la rilevazione del 3G non è ottimale invece. Non stiamo parlando di ricezione, ma di rilevazione, ovvero il telefono tende a mostrare l'icona del 3G anche dove non c'è copertura, un problema che sembra essere di natura software, visto che in Italia non abbiamo osservato discrepanze tra la presenza dell'icona del 3G e il suo effettivo funzionamento.

Software e illuminazione led

Il software installato sul Black Shark 2 è una delle note più positive del prodotto. Il telefono è aggiornato ad Android 9 Pie con patch di sicurezza di febbraio 2019 e personalizzazione JoyUI. La buona notizia è che il sistema operativo è praticamente in versione stock, niente bloatware o interfacce proprietarie ad appesantire l'OS. Le uniche app preinstallate sono quelle di Google, da Gmail al Play Store, per il resto Black Shark 2 è completamente pulito e corrispondente alla versione stock di Android. Questo si traduce in un'ottima scorrevolezza della UI, alla pari con quella ottenibile da OnePlus 6T. In questo campo siamo ai vertici della categoria, l'azienda cinese ha fatto davvero un gran lavoro.
Entrando nelle impostazioni di sistema qualche traduzione fatta male la si nota, ma niente che pregiudichi l'utilizzo. Tra le pochissime personalizzazioni apportate troviamo una sezione delle impostazioni dedicata all'illuminazione LED, in cui gestire sia quello posteriore che i due laterali. I LED non svolgono solo una funzione estetica ma possono essere associati anche ai contatti, ad esempio impostando un colore rosso per le chiamate provenienti da casa e verde per l'ufficio. In questo modo si può riconoscere il mittente senza nemmeno prendere in mano il telefono.

La semplicità e la scorrevolezza del sistema operativo sono uno dei principali pregi del Black Shark 2, rendendolo uno smartphone pratico e veloce da usare ogni giorno. Questo non gli impedisce però di offrire anche molte opzioni dedicate al gaming, come lo Shark Space.

Shark Space non compare nel menù di Android, l'unico modo per accedervi è spostare verso l'alto lo slider dedicato sul bordo destro del telefono. Una volta attivato, questo avvia un'interfaccia dedicata esclusivamente al gioco, che chiude tutte le applicazioni aperte e disattiva le notifiche, mostrando tutti i titoli installati sul telefono.

Ottimizzazioni per i giochi, prestazioni e controller

Lo Shark Space è più un hub per l'avvio dei giochi che un centro di controllo sulle opzioni disponibili. Per vederle basta avviare un qualsiasi titolo e poi fare uno swipe, con il telefono modalità landscape, dall'angolo in alto a destra verso il centro. In questo modo si attiva un'interfaccia, ben realizzata, da cui è possibile gestire in pieno il telefono. Il primo menù è dedicato al gamepad e permette di impostare i comandi in base al gioco. Questo si rivela indispensabile per poter utilizzare al meglio i due controller, che vengono venduti separatamente a un costo di 89€, purtroppo piuttosto elevato. Come sappiamo Android non offre una compatibilità totale del suo parco titoli con i joypad, proprio per questo l'interfaccia proprietaria di Black Shark consente di rimappare i comandi touch, assegnando le relative funzioni ai pulsanti del pad. In questo modo è possibile utilizzarlo anche in giochi che non supportano un controller esterno.

Basta trascinare l'icona di un tasto sul pad sul corrispettivo comando touch per associarlo, in questo modo il joypad va a sostituirsi completamente ai comandi tramite touch screen. Black Shark ha preso il gaming mobile molto seriamente, tanto che è possibile impostare in modo fine la sensibilità dello stick touch del controller destro, insieme a un'altra tonnellata di opzioni.

L'offerta è davvero sconfinata e permette addirittura di impostare il sistema per giocare con il solo controller sinistro, posizionato in orizzontale, esattamente come accade su Nintendo Switch. Utile anche il Master Touch, una funzione da utilizzare quando si gioca direttamente attraverso i controlli touch. Black Shark 2 è in grado di rilevare la pressione applicata allo schermo e, in modo similare a quanto visto con il controller, permette di assegnare a questa azione una funzione specifica da svolgere nel gioco.

Ad esempio, nel caso di Fortnite, si può assegnare il salto alla pressione con il pollice sinistro, in questo modo è possibile spostare il personaggio nel gioco e farlo saltare senza mai staccare il pollice dallo schermo, facendo risparmiare parecchio tempo, un vantaggio non da poco in un titolo come questo. Black Shark non si è limitata al compitino, ma ha installato nel telefono un motore aptico, lo stesso presente su iPhone: alla pressione sullo schermo corrisponde un piacevole feedback sul dito, quasi come se il display si piegasse sotto di esso.

Altra funzione dedicata al gioco è il Game Studio, in cui scegliere il livello di prestazioni della CPU, in modo da tarare al meglio i consumi. Qui è disponibile anche la curiosa Ludicrous Mode, per spingere al massimo le prestazioni.
Si possono poi attivare opzioni che simulano l'HDR durante il gioco, scegliere la sensibilità al tocco dello schermo e molto altro. Insomma, Black Shark 2 non è uno smartphone da gaming solo nel nome ma apporta miglioramenti sostanziali all'esperienza di gioco su mobile. Esperienza che, grazie al processore Snapdragon 855, è sempre ai massimi livelli, anzi, la potenza di questo SoC è solo scalfita dalle attuali produzioni, speriamo dunque che in futuro venga sfruttato a dovere.

Chiudiamo questa lunga recensione con il controller. Questo si abbina al telefono tramite interfaccia bluetooth, basta accenderlo e in un istante i due elementi che lo compongono sono connessi. Per l'installazione serve una cover apposita, inclusa nel prezzo dei pad, necessaria per fissarli al telefono.
La qualità costruttiva è buona ma non eccezionale, entrambi integrano una batteria che deve essere ricaricata attraverso un connettore USB Type C posto nella parte bassa. Non vengono caricati quindi dal telefono, una procedura piuttosto scomoda ma fortunatamente l'autonomia è molto alta: durante la prova non abbiamo mai avuto bisogno di caricarli.

Utilizzare il pad con i titoli Android, ma il sistema è compatibile anche con gli emulatori, molto diffusi in campo mobile, porta il gioco a una piacevolezza che il touch, semplicemente, non è in grado di dare. Titoli come Life is Strange o Bully, insieme alla vasta offerta indie presente nel catalogo Android, sono nettamente più gradevoli da utilizzare e trasformano il telefono in una console portatile decisamente più adatta ai gamer tradizionali, che guardano con diffidenza al mercato mobile.
Peccato solo per l'assenza dello stick analogico destro, sostituito da controller touch, più difficoltoso da gestire e meno preciso, ma comunque funzionale.

Black Shark 2 Black Shark 2 ci ha piacevolmente sorpresi. Molto spesso il gaming viene usato come pretesto per promuovere prodotti che non hanno funzioni specifiche per i giocatori, ma solo un design aggressivo. Questo non è il caso di Black Shark 2, la casa cinese ha inserito tonnellate di impostazioni dedicate al gioco e al sistema di controllo, sia attraverso il joypad opzionale sia direttamente dal touch, con la funzione Master Control. Un'offerta a dir poco gargantuesca, peccato che il controller non sia compreso nel prezzo: sommato al costo del telefono si superano infatti i 600€, una cifra elevata e che frena un po' l'entusiasmo, soprattutto per il costo del pad. Se l'offerta è valida sul fronte gaming, lo stesso si può dire se si osserva il Black Shark come un normale smartphone. La piattaforma hardware è la migliore su piazza e permette un utilizzo sempre scattante in ogni condizione. Stupisce anche il comparto fotografico, non ai vertici della categoria ma comunque di discreta qualità. Insomma, rispetto al primo modello Black Shark ha fatto molti passi avanti, e altri ancora ne farà. Resta da capire come il mercato occidentale, più chiuso rispetto a quello orientale verso questi dispositivi da gioco, accoglierà questo Black Shark 2.

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