Due settimane con Oppo Watch: la recensione del nuovo smartwatch con WearOS

Abbiamo provato il nuovo Oppo Watch per oltre due settimane, come si è comportato il dispositivo con a bordo Wear OS di Google?

recensione Due settimane con Oppo Watch: la recensione del nuovo smartwatch con WearOS
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Il mercato degli indossabili, che al suo interno contiene sia smartband che smartwatch, è uno dei più dinamici e richiesti del momento. Non sorprende infatti vedere un grande produttore come Oppo lanciarsi senza alcuna paura nel settore, con il suo primo prodotto del genere, l'Oppo Watch. La casa asiatica ha fatto delle scelte chiare per il suo debutto nel mondo degli smartwatch: sistema operativo Wear OS di Google, nessun compromesso a livello di prestazioni (sacrificando magari un po' di autonomia), un design ricercato e "proprietario", se così vogliamo dire, con cinturini che possono vantare un aggancio studiato appositamente da Oppo, non compatibile con altri cinturini tradizionali.
Le premesse ci parlano dunque di un dispositivo forse non adatto a tutti, che punta a una fascia di pubblico molto precisa - ovvero quella che mira a replicare l'esperienza Apple Watch nel mondo Android, ma procediamo con ordine.

Oppo Watch fuori dalla scatola

Il primo elemento con cui abbiamo a che fare, acquistando un nuovo Oppo Watch, è certamente la scatola. Il produttore ha lavorato davvero bene per regalare al suo pubblico un'esperienza di ottimo livello, con un package che mostra subito l'orologio in primo piano e che nasconde a un "piano inferiore" un manualetto di presentazione, un passante di ricambio per il cinturino (nel caso in cui l'originale dovesse rompersi o perdersi) e il "cradle" per la ricarica con spina USB-A, che si aggancia al retro dell'orologio magneticamente.
Non troviamo alcun alimentatore, a questo però dobbiamo abituarci, abbiamo tanto l'impressione che sarà la nuova moda 2021 in ambito smartphone e accessori. Una volta fra le mani, l'orologio restituisce ottime sensazioni, con materiali di buona fattura sia per la cassa che per il cinturino, realizzato in un silicone abbastanza morbido a cui abbiamo trovato sia Pro che Contro. Fra i Pro abbiamo la "chiusura verso l'esterno", quando lo chiudete dunque la parte finale del cinturino resta esterna, non dovete ripiegarla verso l'interno come ad esempio accade con i cinturini in silicone di Apple, cosa non proprio piacevole; fra i Contro lo stesso meccanismo di chiusura può risultare un po' "strano", le prime volte farete non poca fatica ad allacciare l'orologio, tenete sempre la cassa con molta forza per evitare che il dispositivo vi sgusci via dalle mani mentre tentate di allacciarlo.

Una volta sistemato però è un cinturino abbastanza comodo da indossare, il meccanismo di blocco nella casa inoltre è davvero forte e resistente, seppur proprietario come vi abbiamo detto sopra - dunque se in futuro vorrete un cinturino di ricambio dovrete acquistare per forza da Oppo, oppure trovare una marca di terze parti compatibile.

Promosso, per noi, anche il design della cassa, pulito e con soli due pulsanti di controllo, con un display a doppia curvatura davvero ottimo ed elegante, adatto sia agli uomini che alle donne. A tal proposito vi segnaliamo che la cassa è disponibile in due misure e colorazioni differenti, così da adattarsi davvero a ogni polso e stile.

Il nuovo Oppo Watch in azione

Una volta acceso, il nuovo Oppo Watch dimostra di avere davvero un ottimo display per la categoria, un AMOLED da 1,91" che permette di utilizzare anche l'Always-on Display per l'orario e alcune info chiave, questo però dipende dal quadrante che andate a scegliere. Il touch è reattivo quanto basta e l'utilizzo dello smartwatch risulta davvero ottimale durante tutta la giornata, inoltre il pacchetto offerto da Oppo è davvero completo: possiamo pagare nei negozi grazie al chip NFC, gestire il calendario, trovare il nostro smartphone, monitorare il nostro battito cardiaco 24 ore su 24, visualizzare e rispondere alle notifiche, ascoltare musica in streaming e molto altro - anche grazie a Wear OS di Google.

Un sistema che a dirla tutta è si completo ma forse non ancora del tutto maturo, abbiamo infatti qualche fastidiosa mancanza in ambito sportivo (cosa di cui parleremo a breve) e la gestione dell'interfaccia merita secondo noi ancora qualche ritocco, qui però entriamo nella sfera dei gusti di personali.

Ciò che invece è abbastanza oggettiva è la gestione dello sport e degli allenamenti da parte dell'Oppo Watch e di Wear OS. L'indossabile cinese è davvero un'ottima soluzione in ambito smartwatch "puro", con la gestione della produttività e del tempo libero che scorre senza alcun problema. Se invece abbiamo intenzione di fare molto sport, sia le app proprietarie di Oppo che di Wear OS mostrano un po' il fianco. Sono cinque gli sport che possiamo monitorare con le applicazioni Oppo, Corsa Fitness, Corsa Brucia Grassi, Camminata all'aperto, Ciclismo all'aperto e Nuoto (l'orologio può essere immerso nell'acqua fino a 40 metri). Purtroppo non c'è altro, neppure un allenamento cardio generico o una sessione di ballo. Discorso diverso per Google Fit, che ci mette a disposizione decine di sport diversi, a patto di utilizzare un'interfaccia utente davvero semplificata che non regala chissà quante soddisfazioni.

Buona la prima?

Pur trattandosi di un ottimo esperimento di partenza, per tastare il terreno in ambito smartwatch, con le prossime generazioni Oppo dovrà lavorare soprattutto sui sensori installati a bordo. I parametri tenuti d'occhio dall'orologio non sono tantissimi, inoltre fate molta attenzione al battito cardiaco e al contatore delle calorie bruciate.
Se dal punto di vista della rilevazione dei passi e della distanza non abbiamo nulla da recriminare, anche grazie alla presenza del GPS integrato, il rilevatore di pulsazioni non è sempre preciso, dipende molto da come indossate l'orologio. Se con alcuni smartwatch della concorrenza indossare l'orologio proprio sul polso può portare a una mancata rilevazione del battito, con Oppo Watch abbiamo comunque un calcolo ma del tutto sbagliato - è facile dunque ritrovarsi a 130 battiti al minuto quando in realtà ne abbiamo 80-90. Sarà dunque fondamentale indossare bene l'orologio in fase di allenamento, posizionando la cassa almeno un paio di dita più su rispetto al polso vero e proprio.

Le applicazioni fitness poi non fanno distinzione fra calorie bruciate in modo attivo e passivo, dunque dopo una tranquilla camminata di un solo chilometro potreste guardare con soddisfazione alle 100 kcal bruciate presenti a schermo, nella realtà quella sessione ci ha portato a bruciare appena 30/35 kcal attive, dunque bisogna fare molta attenzione nel caso in cui si seguano diete basate su determinate calorie giornaliere. L'orologio, se usato in modo errato, può indurci all'errore e a farci credere di aver bruciato più calorie di quante ne abbiamo consumato realmente.

Sia Oppo che Google devono assolutamente migliorare e levigare questi aspetti, se vogliono trasformare i loro orologi in veri e propri allenatori da polso. Per ora, per un uso abbastanza amatoriale dell'attività fisica, va tutto bene, anzi abbiamo apprezzato molto l'app 5 Minuti, che ci mette a disposizione dei semplici esercizi da svolgere appunto in 5 minuti, fra un impegno e l'altro, un'abitudine che sul lungo periodo potrebbe farci davvero del bene.

Una carica lunga un giorno

Altro aspetto su cui lavorare prossimamente è la batteria. Come detto in apertura, non aspettatevi certo che l'Oppo Watch duri 20 o 30 giorni, non è quel tipo di dispositivo. Siamo più dalle parti di Apple Watch, con ricariche necessarie quasi ogni giorno. C'è di buono che Oppo ha implementato un sistema di ricarica Flash VOOC davvero soddisfacente, che in 15 minuti recupera fino al 46% di energia totale. Abbiamo poi a disposizione due modalità di risparmio energetico, possibili grazie ai chip Qualcomm Snapdragon Wear 3100 e Apollo3 Wireless SoC di Ambiq: fino a 36 ore di utilizzo in Modalità Smart, fino a 21 giorni in Modalità Risparmio Energetico, anche se le funzioni vengono naturalmente ridotte all'osso.
Utilizzando invece l'orologio senza troppi scrupoli, alle sue massime potenzialità (dunque con display Allways-on e attivazione dello schermo con il movimento del polso) e allenandoci un'oretta al giorno, si arriva all'ora di cena con il 30/35% di carica residua. Ci può stare, se però siamo soliti tirar fino a tardi oppure adoriamo monitorare il sonno con l'orologio (cosa possibile con l'app dedicata) è necessario dare una carica di energia prima di andare a letto oppure uscire.
Come abbiamo visto su questo fronte nessun problema, 20 minuti sul cradle di ricarica e siamo pronti a ripartire. Magari in accoppiata con l'ottimo Oppo Reno4 Pro, uscito assieme all'orologio.

Oppo Watch Per Oppo è “buona la prima”? Ovvero, il suo primo smartwatch ci ha convinto? Possiamo dire di si, anche se con qualche riserva - risolvibile in futuro con nuovi aggiornamenti software e successivamente hardware con nuove generazioni. Wear OS di Google è ricco di funzioni ma non del tutto maturo, inoltre attenzione alla carica che potrebbe non bastarvi per tutta la giornata e per il monitoraggio del sonno la notte. Fortunatamente la ricarica implementata da Oppo è velocissima, inoltre dal punto di vista delle prestazioni Oppo Watch non ha nulla da invidiare ad altri concorrenti più blasonati. Considerando il prezzo di partenza di 249 euro, il produttore cinese ha fatto certamente un ottimo lavoro, anche se in futuro dovrà lavorare di più sulla sfera sportiva - sia lato app che sensori. L’ottimo design e un buon display AMOLED possono però far dimenticare molto presto tutti i “peccati di gioventù” del dispositivo.

7.5