Elgato Stream Deck+ Recensione: lo streaming a portata di potenziometri

Elgato ha lanciato la nuova Stream Deck+, che porta in dote un display touch e i potenziometri. L'abbiamo messa alla prova durante le nostre live.

Elgato Stream Deck+ Recensione: lo streaming a portata di potenziometri
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Negli ultimi anni la pratica dello streaming, che prima coinvolgeva solo piccole nicchie di appassionati, è diventato un vero e proprio fenomeno globale grazie all'esplosione delle principali piattaforme dedicate come Twitch, YouTube e Facebook, a cui si sono poi aggiunte anche Instagram e TikTok.
La particolare situazione sanitaria che ha coinvolto il mondo intero ha ulteriormente contribuito ad attirare milioni di utenti sempre più interessati non solo a seguire i propri content creator preferiti, ma anche a sperimentare in prima persona "l'ebrezza" della diretta e della produzione video.
Se c'è un'azienda che ha seguito sin dal principio l'evoluzione dello streaming scrivendone intere pagine con le sue tecnologie, questa è sicuramente Elgato: il produttore di origine tedesche, che oggi si muove sotto l'ala protettrice di Corsair, nel corso degli anni ha sviluppato una serie di periferiche capaci di facilitare la vita degli streamer, aprendo le porte delle live anche agli utenti meno esperti.

Tra questi device merita una menzione particolare Stream Deck, la celebre console da scrivania che consente di accedere alle varie funzioni messe a disposizione dai principali software per lo streaming e per la registrazione con la semplice pressione di un tasto.
Dopo aver "assaggiato" la nuova generazione nella recensione della scheda di acquisizione Elgato HD60 X, abbiamo avuto la possibilità di provare proprio la nuova Stream Deck+ che, oltre a otto tasti LCD mappabili, porta in dote uno schermo touch e ben quattro potenziometri.

Semplice, compatta e personalizzabile

Dal punto di vista del design, Stream Deck+ si muove sul solco della tradizione, riprendendo le linee fondamentali dei precedenti modelli e riuscendo al contempo a innovarle e a snellirle.

Le misure di 140 x 138 x 110 mm in 465 grammi di peso donano al pad, completamente verniciato con una texture nero opaco, una forma squadrata con angoli arrotondati che ne ammorbidiscono le linee con tutta la parte frontale. Proprio sul fronte, trovano posto gli otto tasti LCD distribuiti su due file, seguiti da una cornice lucida che circonda il pannello touch da 108 x 14 mm, al di sotto del quale è stata ricavata una nicchia che protegge i quattro potenziometri estraibili e che all'occorrenza si trasformano in tasti: in questo caso la colorazione scelta è il nero metallizzato accompagnato da una texture ruvida che ne facilita la presa.
I dati relativi alla profondità possono trarre in inganno: la console ha uno spessore effettivo di circa tre centimetri ma poggia su un vero e proprio piedistallo saldato che la porta a raggiungere tali dimensioni.
Vista di profilo, la Stream Deck+ assume una forma a L che accompagna linee geometriche più squadrate.

Sulla parte posteriore si trova l'unica connessione USB 2.0 disponibile, che funge da interfaccia con PC e Mac.
In generale, la nuova periferica di Elgato risulta estremamente compatta e minimale, nonché piacevole alla vista. Una volta collegata e configurata, però, l'apparente semplicità lascia spazio a un'esplosione di colori: tasti e display possono essere personalizzati con icone, colori e temi che trasformano completamente il dispositivo, aumentandone non di poco l'impatto visivo.

Funzionale, accessibile e intuitiva

La semplicità delle forme di Stream Deck+ si riflette sulla sua semplicità di utilizzo: collegato al PC o al Mac, il dispositivo diventa un vero e proprio hub gestionale che permette di controllare non solo i principali software dedicati alla produzione di contenuti, ma anche tutti i parametri di sistema.

La configurazione è automatica e immediata, mentre la successiva personalizzazione avviene tramite l'applicazione Stream Deck: da qui è possibile creare profili e layout, assegnare comandi specifici, impostare automazioni e routine composte da più azioni per ogni singolo tasto o potenziometro, che possono essere successivamente selezionate tramite il comodo display centrale e, infine, scegliere e modificare icone, colori e intensità dell'illuminazione.
Il display touch offre un ventaglio di possibilità inedite: oltre all'utilizzo tradizionale, che consente di avere un riferimento visivo sui livelli e i parametri, il pannello può trasformarsi in un pratico controller del controller.
Grazie all'interazione con la striscia centrale, infatti, è possibile cambiare le pagine di layout nonché selezionare le funzioni multiple impostate su un singolo potenziometro.
Questa funzionalità va a compensare il numero esiguo di tasti LCD, che non abbiamo mai percepito come una limitazione per tutta la durata dei nostri test.

Il vero punto di forza di Stream Deck+ va però ricercato nella completa integrazione con i software Elgato come Camera Hub, Control Center e il mixer virtuale Wave Link: la periferica è in grado di controllare i parametri di sistema a 360 gradi, racchiudendo in pochi centimetri un potenziale notevole.

Gestione dello streaming, della regia e delle fotocamere; registrazione, produzione e post-produzione; selezione e controllo delle fonti audio/video, dei livelli e dei filtri nonché delle fonti luminose, dell'intensità e delle temperature colore.

Tutto questo è possibile da una singola interfaccia hardware gestibile con una mano.
Non manca, infine, la possibilità di abbinare i vari software a specifici layout o azioni: così facendo, Stream Deck+ è in grado di riconoscere automaticamente gli scenari di utilizzo, impostando di volta in volta le configurazioni più adatte. Avviando Photoshop, per esempio, la console imposterà tutti i parametri in autonomia, dando il via alle eventuali azioni preselezionate.
Fondamentale, a questo scopo, la vasta libreria di plugin, icone e preset messa a disposizione da Elgato: queste integrazioni possono letteralmente adattare Stream Deck+ ai più svariati utilizzi, dall'ottimizzazione delle call e delle riunioni virtuali... alla sveglia!
Sì: Stream Deck+ può diventare anche una sveglia, completa di tutte le funzionalità.

Elgato Stream Deck + Stream Deck+ va ad aggiungersi alla famiglia di console targate Elgato innovando la linea e portando in dote una serie di funzionalità inedite, grazie al display touch e soprattutto ai potenziometri: queste gradite aggiunte aprono la strada a un ventaglio di applicazioni e possibilità mai viste prima, a partire dal controllo completo sui parametri audio/video di un singolo software o del sistema, per arrivare alle automazioni e alle routine configurabili. La presenza di soli otto tasti LCD è agilmente compensata dal pannello interattivo, che consente una rapida navigazione tra i vari layout e profili, ulteriormente facilitata dalla presenza di un design elegante e minimale, nonché da misure piuttosto contenute. La completa integrazione con i software Elgato e la vasta libreria di plugin e preset messi a disposizione, completano in quadro e fanno di Stream Deck+ un pratico e fidato compagno per la gestione dello streaming e in generale per la produzione di contenuti. Il prezzo non basso: Stream Deck+ è disponibile a partire da 229,99 Euro, ma va considerato il carattere “all-in-one” del dispositivo che consente, specialmente per i novelli content creator, di risparmiare sull’acquisto di più periferiche dedicate alle singole funzioni.

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