Recensione Enox Cinemabar CB 50

La più piccola della famiglia di soundbar prodotta dall'azienda Enox è indicata per i cinefili non vogliono perdere nulla delle interpretazioni vocali dei propri attori preferiti.

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La Cinemabar CB 50 è la più piccola della famiglia di soundbar prodotta dall'azienda Enox, un brand tedesco di recente fondazione, guidato da personalità di spicco come Ole Anton Bieltvedt, esperto di sviluppo e promozione dell'elettronica per l'intrattenimento, operante nel settore da più di 40 anni.
L'oggetto in questione è un modello a 6 speaker, con due subwoofer incorporati, processore sonoro d'avanguardia e amplificatori di classe HDTM, o almeno così recita la brochure.
Come ogni brand che si rispetti, anche Enox infarcisce con sigle e certificazioni i propri articoli, così CB 50 si fregia di tecnologie come la FX(Fractal Expansion) e il VHR(Voltage Head Room), oltre a rivendicare un'ottima qualità degli amplificatori, per una decompressione paragonabile all'audio HD, stando ben attenti a non confonderlo con le decodifiche digitali lossless DTS o Dolby, dato che l'unico segnale riconosciuto da questa soundbar è il PCM lineare 2.
Il comparto connessioni offre una porta digitale ottica, un connettore RCA e un jack da 3.5mm, disposti in fila, lungo un incavo sul retro. Nella confezione sono inclusi telecomando, cavo RCA, cavo mini Jack stereo, kit da piedistallo e staffe per montaggio a parete. Il costo si aggira intorno ai 200 Euro o anche qualcosa meno: un prezzo più che onesto per un oggetto che ambisce a impreziosire quello che già è reso disponibile da una qualsiasi Flat TV.

Un profilo regolare

E' rifinita in legno nero, al tocco non così dissimile da rifiniture plastiche a dire il vero, ma su certe dichiarazioni del costruttore è meglio non differire. L'intero corpo del cabinet è regolare, con base a forma di trapezio isoscele e i lati obliqui occupati da due speaker extra rispetto alla normale configurazione di una classica soundbar per impianti Home Theatre; gli altri quattro speaker, due dei quali a polliciaggio dei coni maggiorato, sono posizionati sul fronte, affiancati ai due potenti subwoofer, attivi sino alla frequenza minima di 35Hz, per generare una potenza d'emissione pari a 60 Watts RMS.
Al centro della griglia protettiva, risalta il LED Display, per i controlli di volume, sorgente ed effetti, con funzione di auto-dimming per non infastidire gli occhi durante la visione. Il riquadro nero lucido dei comandi è quindi occupato al centro da una scala di led blu per visualizzare il livello dei volumi, mentre ai lati estremi sporgono i pulsanti di accensione, surround, input, volume e mute. Il telecomando mantiene i tratti essenziali del display, e aggiunge a i controlli anche la regolazione dei bassi: le sue dimensioni sono abbastanza contenute, ma non tanto da lasciarlo scomparire nei meandri del divano. In ogni caso è anche possibile controllare la Soundbar anche con il telecomando del TV, anche se con telecomandi di Panasonic e Samsung non c'è stato verso.

Maperchè le soundbar?

Per l'Home Cinema o Home Entratainment in generale, gli impianti audio di decodifica e diffusione sonora hanno varcato innumerevoli frontiere nell'arco di poco più di un ventennio. Inizialmente, almeno nel nostro paese, l'acquisto di un televisore CRT di grandi dimensioni equivaleva direttamente all'entrare in possesso di un TV al Plasma e di un sistema audio 7.1 odierni: in altre parole, la dotazione sonora era automaticamente stimata come necessaria e sufficiente dall'utente medio, da subito inclusa nelle nostre case e già

"Per godere del fragore delle esplosioni, dei rimbombi di lampi lontani o semplicemente di crepitii verosimili, bisogna ancora affidarsi a impianti d'altro calibro e CB 50 non fa eccezione, con suoni chiusi nelle scene di maggiore impatto e con la quasi totale assenza dell'effetto surround"

adeguata alle esigenze di ciascun membro della famiglia; anche perché l'audio stereo dei normali VHS non è che concedesse chissà quali varianti d'ascolto.
Al contrario, con l'avvento del multicanale alla fine degli anni '90, disseminatosi attraverso i DVD, la questione del "come si sente" incominciò a bisbigliare alle orecchie dei neofiti consumer, perché non si trattava più soltanto di scegliere qualcosa di migliore: era una vera e propria novità, dalla quale alcuni ebbero anche l'agio di trarre importanti deduzioni sulla rilevanza della qualità delle componenti e della decodifica. Erano entrate in ballo oltre alla potenza dell'amplificazione e le impedenze dei diffusori, anche una serie di tecnologie legate allo smistamento dei segnali audio in uscita e al metodo di conversione digitale/analogico che abbracciavano una sfera tutta nuova, contornata dai principii di funzionamento dei vari Dolby Digital e DTS che si sarebbero man mano susseguiti ed evoluti in termini di bit-rate. Per di più, l'introduzione delle Flat TV aveva pesantemente inciso sulla qualità media degli altoparlanti integrati nelle televisioni, che a causa dei ridotti spessori, non potevano di certo ambire a chissà quale dinamica sonora; senza parlare poi delle intollerabili distorsioni anche dei modelli di punta.
Per ascoltare decentemente una più emozionante traccia "tridimensionale" in Dolby Digital 5.1, era quindi necessario dotarsi di un buon impianto di altoparlanti e amplificazione multicanale, in maniera tale da simulare quanto più possibile la traccia reale in PCM non compresso della pellicola originale e recuperare la brillantezza perduta durante la digitalizzazione. Così, in molti salotti, si ersero imponenti coppie di canali frontali, con bis più piccoli di casse posteriori, dei "comodini" per il subwoofer e ancora, soundbar a più vie per il canale centrale adibito al parlato, spesso sostituite da due casse più piccole, collegate in biwiring.
Ma a 2012 già lanciato, con i comparti multimediali che si stanno man mano accorpando in singoli dispositivi multifunzionali, nel pieno dell'era della mobilità e del wireless, i cambiamenti non esitano a sopraggiungere e quasi sembra ci si voglia affacciare anche allo "speaker-less", ossia all'intrattenimento acustico liberato dall'annoso ingombro degli altoparlanti.
Nell'ottica del risparmio e della semplicità d'installazione, impianti 2.1 o appunto semplici soundbar sembrano ora avere senso... o quasi.

Deduzioni e simulazioni

E' indubbio che il settore delle soundbar stia vivendo un periodo di esponenziale crescita, emancipandosi dalla tradizione che le voleva relegate al solo utilizzo per il canale centrale di un più sofisticato impianto Home Theatre. Ma è giunto il momento di riflettere con dovuta calma sulle quantità e qualità dei prodotti offertici dai sempre più affollati centri commerciali, che per un verso o l'altro si sono trasformati nel nostro principale canale di approvvigionamento tecnologico. Non

"L'introduzione delle Flat TV aveva pesantemente inciso sulla qualità media degli altoparlanti integrati nelle televisioni, che a causa dei ridotti spessori, non potevano di certo ambire a chissà quale dinamica sonora; senza parlare poi delle intollerabili distorsioni anche dei modelli di punta."

è una scoperta il fatto che le aziende di settore rincorrano sempre più le richieste di noi acquirenti e si spingano sempre oltre, nella direzione in cui tira la domanda. Alcune volte però accade che alibi da strategia merceologiche o artificiosi escamotage nella technical specification, ci trasportino in casa dispositivi del quale si potrebbe fare a meno o meglio, con i quali sarebbe stato utile interagire se solo fossero stati diversi, magari più definiti categoricamente; per meglio dire, più completi nelle dotazioni e lievemente rincarati.
Lo scopo di questa analisi è dunque capire se la strada intrapresa dal mercato sia effettivamente quella giusta, oppure se rappresenti soltanto un passaggio obbligato e periglioso, attraverso il quale si giungerà ad un nuovo traguardo. Purtroppo CinemaBar CB50 è nata nel mezzo di questo cammino, e come tale non può che manifestare tutti i caratteri che lo rappresentano. Per capirlo ci siamo affidati alle più comuni sorgenti a disposizione come PS3, Xbox 360 e il decoder di MySky HD.
Partiamo con quest'ultimo, che collegato alla barra tramite l'uscita digitale ottica, si è subito "ravveduto": appena inserito il cavetto e sintonizzato il canale in entrata, non si sentiva nulla. Di corsa sulle impostazioni del Menu di configurazione del ricevitore e l'uscita era in effetti abilitata in digitale, così lanciando il setting automatico, ci siamo accorti che bisognava semplicemente spostare manualmente il formato audio su MPEG per ascoltare tutti i canali. Una volta regolato il volume, finalmente tutte le tecnologie millantate dalla scatola d'imballaggio si sono materializzate in una sconvolgente onda sonora. Eravamo certamente stupefatti, ma il motivo per il quale non respiravamo più era la grande somiglianza che intercorreva tra l'ascolto di CB 50 e quello delle casse integrate nel TV montato lì vicino, ossia un Panasonic 50" PZ80 di tre anni fa.
Non ci siamo certo scoraggiati, e abbiamo proseguito ascoltando alcuni dei canali che affollano la nota emittente, fino a ricapitare sulle note del Festival di Sanremo 2012, del quale avevamo già ascoltato le performance in diretta sulle casse del Panasonic. Le differenze in questo caso erano ben più evidenti, con bassi più profondi e la musicalità che appariva più trasparente per merito di una maggiore definizione nei suoni di sottofondo; però fatta l'abitudine non era nemmeno così difficile tornare agli speaker della TV.
Più che di musica, Cinemabar CB 50 era in cerca di film e quindi gli abbiamo dato in pasto il DVD di Resident Evil Extintion, i Bluray di Mamma Mia e del Cavaliere Oscuro, e anche qualcosa che ai film si avvicina parecchio per sceneggiatura sonora, ossia Kill Zone 3, Gears of War 3, Uncharted 3, Mass Effect 3. Finalmente, qualcosa si muoveva, lasciandoci apprezzare i colori del parlato nelle tracce straniere di Batman, o nelle avventure del capitano Shepard nella trilogia di Bioware, dei tratti per i quali non a caso le soundbar erano originariamente predisposte. L'aver trasformato poi questo tipo di diffusori in interi impianti Home Theatre rimane forse ancora un grosso azzardo, e non ci riferiamo certo solo al modello CB 50, per il quale 200 Euro non sono neanche un così grande dispendio. Per godere del fragore delle esplosioni, dei rimbombi di lampi lontani o semplicemente di crepitii verosimili, bisogna ancora affidarsi a impianti d'altro calibro e CB 50 non fa eccezione, con suoni chiusi nelle scene di maggiore impatto e con la quasi totale assenza dell'effetto surround, nonostante la disposizione obliqua di due tweeter. Attivando l'FX poi, la scena si farà ancora più nebulosa, facendoci addirittura preferire in pieno gli altoparlanti della nostra TV. Il risultato peggiora ulteriormente se si utilizzano i cavi RCA, e gli unici aspetti salvabili restano sempre i buoni passaggi sul parlato. In generale comunque, per esprimersi al meglio, CB 50 richiede un livello del volume di due tacche inferiore al massimo consentito e setting dei bassi a metà: in questo modo, specialmente in presenza di segnali PCM lineare stereo, potremo ascoltare gli album e film preferiti con uniformità e definizione superiore, pareggiando in soddisfazione il valore dell'esborso richiesto all'acquisto. Con il CD del 25Th anniversario di Zelda, suonato dall'orchestra sinfonica, il risultato è stato appagante per la compostezza di alti e bassi, sempre però tenendo a mente le note di setting suggerite in precedenza; e altrettanto dicasi per le allegre musiche di Mamma Mia.

Si ringrazia:


Enox Cinemabar CB 50 A patto di mantenere i volumi nei limiti e di preferire l’amplificazione della sorgente a quella integrata e oseremmo dire “certificata”, Enox Cinemabar CB 50 è una soundbar indicata per i cinefili che non sopportano perdere nessun particolare delle interpretazioni vocali dei propri attori preferiti, oppure adatta a quelli che almeno pretendono di recuperare una decente performance sonora da sostituire a quella di una LED TV troppo sottile per integrare dei discreti speaker, al modico prezzo di 179 Euro. Tutti gli altri farebbero bene a investire su soundbar più performanti, o meglio ancora aprirsi a soluzioni più proficue in termini di prestazioni e di rendimento economico nel lungo periodo.

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