Recensione Google Nexus 5X

Il piccolo della famiglia Nexus è uno smartphone di eccellente fattura, con prestazioni di alto livello e una fotocamera sorprendente, per un prodotto che convince sotto ogni punto di vista.

Recensione Google Nexus 5X
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La serie Nexus sviluppata da Google e prodotta di anno in anno da diverse OEM ha sempre riscosso un ottimo successo, vuoi per le caratteristiche hardware da top di gamma, vuoi per il software Android "puro" che porta in dote, oppure per il prezzo concorrenziale a cui sono stati venduti alcuni modelli. Lo scorso anno, uno di questi tre pilastri che sorreggevano il successo Nexus è venuto a mancare, ossia quello legato al costo. Il Motorola Nexus 6 infatti, ha rappresentato una netta frattura con il passato, arrivando a superare quota 600 euro. I Nexus 4 e 5, ad esempio, entrambi prodotti da LG, a poco più di 350 euro vantavano delle caratteristiche di prim'ordine, con dei limiti, ma comunque ottime per la fascia di prezzo. Inoltre, lo smartphone della Casa Alata è stato fortemente criticato perché troppo grande, "un padellone", si leggeva in giro, e anche questo fattore ne ha frenato le vendite.
Quest'anno Google sembra essere corsa ai ripari, almeno nel proporre agli utenti una doppia opzione di scelta. LG ha prodotto il Nexus 5X, Huawei il Nexus 6P. Il primo, il più "economico", è uno smartphone da 5.2 pollici senza troppi fronzoli estetici ma con un buon comparto hardware. Il secondo invece, è un vero e proprio phablet premium da 5.7 pollici, con case in alluminio e prezzo da top di gamma.
Abbiamo provato l'LG Nexus 5X e lo abbiamo trovato un prodotto molto interessante, quasi sorprendente se teniamo conto delle prime impressioni apparse in rete e di un particolare scetticismo nelle anteprime della stampa specialistica, quando il prodotto ancora non era disponibile per un'analisi accurata. E' stato classificato come "il vero successore" del Nexus 5, sia in termini di hardware che di design, e ci ritroviamo pienamente in questa definizione.

Design ed ergonomia

Il Nexus 5X non è certo lo smartphone che gli amanti del design ricercato ed esclusivo sceglierebbero. Tuttavia le forme pensate da LG sono semplici ed essenziali. Il case è totalmente in plastica, sebbene di buonissima qualità e molto gradevole al tatto e, mentre la parte frontale di stampo classico rimane sempre nera, quella posteriore varia in base alla scelta dell'utente in sede d'acquisto: Nero Carbonio, Bianco Quarzo e Verde Ghiaccio. Sul lato sinistro del 5X troviamo il pulsante per l'accensione e il tasto volume, entrambi ben fatti, che restituiscono un feedback ottimo e sono inseriti nella scocca in maniera eccellente. Sul lato destro invece, c'è l'unico slot presente, quello per l'inserimento della nano SIM. LG ha poi scelto di mettere in basso il jack audio (cuffie assenti nella confezione di vendita) e la porta USB Type-C, quest'ultima molto gradita perchè permette di ricaricare il telefono in tempi davvero brevissimi con il cavo e l'alimentatore in dotazione.
Sul frontale LG ha posto lo speaker di sistema, la capsula auricolare, la fotocamera anteriore (da 5 megapixel) e il Led notifiche (in basso, soluzione davvero gradevole), mentre il retro è reso originale dalla sporgenza delicata e graduale, e per questo in perfetta armonia con il resto del corpo, della fotocamera Sony da 12 megapixel. Appena sotto è installato il sensore di forma circolare per le impronte digitali Nexus Imprint, facile e intuitivo da raggiungere. Alla destra della fotocamera troviamo, affiancati, il Flash LED True Tone e il Laser AF. Completano l'opera la tradizionale scritta (questa volta stampata, per evitare il rischio che venga via) Nexus e il marchio LG.
Il colosso coreano ha studiato benissimo l'ergonomia del Nexus 5X. Ce ne accorgiamo appena lo abbiamo tra le mani: nessun tipo di spigolosità, la parte posteriore è morbida nelle sue curve e abbraccia il display da 5.2 pollici donando un feeling davvero gradevole. L'unica cosa che ci fa storcere un po' il naso sono le dimensioni. Le cornici, sia laterali che superiore e inferiore, potevano e dovevano essere leggermente assottigliate, soprattutto se pensiamo a quanto fatto da LG dal G2 in poi. Ciò porta il telefono ad essere ai limiti dell'utilizzo con una sola mano viste le dimensioni di 147 x 72,6 x 7,9 millimetri.

Caratteristiche tecniche

Il Nexus 5X non è un mostro di potenza, o almeno non lo è come i top di gamma sul mercato. Per questi terminali ideati da Google però, vale una logica del tutto diversa rispetto agli altri produttori (Apple esclusa): è il software che vende l'hardware e, aggiungiamo, è il software che fa l'hardware in questo caso, visto che il 5X è apparso molto fluido e mai sofferente, anche con più applicazioni aperte.
Niente Quad HD per il 5X. Google e LG hanno deciso di riservare ai propri top di gamma (Nexus 6P e LG G4 rispettivamente) questa risoluzione, affidandosi in questo caso ad uno schermo LCD Full HD da 5.2 pollici e 424 pixel per pollice. Nulla di grave se non rientrate nella categoria dei puristi della visualizzazione di contenuti, visto che il display è comunque uno dei migliori in ambito mobile, con luminosità e contrasto eccellenti (anche sotto i raggi solari, grazie ad un sensore ambientale rapido e ben funzionante) e colori che risultano naturali e accurati senza peccare di piccoli eccessi cromatici, come nel caso di un AMOLED, di cui è dotato, tra le altre cose, il Nexus 6P di Huawei. Ottimi gli angoli di visione: il display dell'LG Nexus 5X si lascia ammirare al massimo delle sue potenzialità anche fuori asse.
Come nell'LG G4, i coreani hanno promosso anche nel 5X il chip Qualcomm Snapdragon 808, un Hexa Core con due Cortex-A57 a 1.8 GHz e quattro Cortex-A53 a 1.4 GHz. La GPU è una Adreno 418, che ha ben figurato: dovendo gestire meno pixel, l'Adreno 418 risulta maggiormente facilitata nel suo compito rispetto alla GPU del modello superiore. Ad aver deluso tutti è la presenza di "soli" 2GB di RAM, come sul Nexus 4 e 5, anche se, come vedremo, il sistema non sembra risentirne. Per quanto riguarda la memoria interna, Google non ha voluto fornire agli utenti la possibilità di aumentare lo spazio a disposizione con uno slot microSD, limitando lo storage a 16 e 32 GB.
Tra le aggiunte hardware di rilievo di questa nuova serie Nexus troviamo, come già accennato, il rilevatore di impronte digitali Nexus Imprint. Dotato di un'azzeccata quanto comoda forma circolare, il sensore è intuitivamente facile da usare e facilmente raggiungibile, alla pari di quelli posti sotto il tasto Home della concorrenza. Inoltre, è velocissimo e sblocca il telefono istantaneamente, migliorando progressivamente le prestazioni durante l'uso. Oltre a permettere l'accesso immediato al telefono e a consentire il download delle app dal Play Store, il sensore garantirà in futuro l'implementazione di nuove funzioni nelle applicazioni e la possibilità di effettuare pagamenti in mobilità. Ricordiamo che Google Pay arriverà presto anche in Europa, ma per lo sbarco in Italia ci sarà da attendere.
Un'altra importante modifica al comparto hardware rispetto al passato riguarda il connettore per la ricarica e il collegamento con altri terminali. Google ha finalmente deciso di implementare la porta USB Type-C, il futuro di tutti i dispositivi Android. La principale caratteristica del nuovo standard è la reversibilità, anche se molti troveranno più utile la possibilità della ricarica rapida o della ricarica di altri dispositivi direttamente dal proprio telefono.

Un'altra delle specifiche criticate fortemente al momento del lancio del Nexus 5X riguardava la batteria da 2700 mAh. Abbiamo utilizzato il telefono per circa tre settimane e possiamo dire che ci aspettavamo di peggio. Il nuovo software Android 6.0 Marshmallow, le rinnovate funzioni di risparmio energetico (come la feature Ambient Display che attiva una schermata in bianco e nero quando arrivano le notifiche o quando lo smartphone "avverte" il possibile utilizzo, ad esempio quando viene preso dalla tasca o da una superficie), la modalità Doze (attiva quando il telefono è in stand-by) e, in generale, la sua natura stock consentono a questa batteria di ben figurare e di resistere fino a tarda serata con una ricarica e utilizzo intenso con connessione WiFi. Passando al 3G e svolgendo un certo tipo di attività continuativa, controllo mail e navigazione abbastanza frequente (social inclusi), lettura notifiche, scatto di una decina di foto e un paio di sessioni videoludiche, il Nexus 5X ha resistito fino alle 19-20, un risultato comunque soddisfacente. Detto ciò, bastano solo 80 minuti per ricaricare la batteria completamente.
Il suono viene diffuso da un solo speaker collocato nella parte frontale del dispositivo. Solo con il volume alla massima potenza l'audio risulta essere particolarmente metallico, mentre per quanto riguarda i microfoni il Nexus 5X ne offre ben 3, sulla parte inferiore, su quella superiore e su quella frontale, rendendo praticamente impossibile coprirli mentre si parla al telefono.
A completare il quadro delle caratteristiche tecniche troviamo le connettività Wi-Fi dual-band ac ed LTE migliorate rispetto alla precedente generazione, NFC e Bluetooth 4.2. Mancano all'appello la porta infrarossi e il sensore per la misurazione dei battiti cardiaci.

Fotocamera

Trattiamo a parte l'analisi del comparto fotografico per un semplice motivo: la camera del Nexus 5X è la vera killer feature di questo telefono e di questa generazione di Nexus. Ci troviamo di fronte ad un sensore da 12.3 megapixel (quello del Nexus 5 era da 8 megapixel, ma non brillava certo in quanto a prestazioni, sia di giorno che di notte) e pixel da 1,55 µm, ossia più grandi e in grado di catturare più luce rispetto al Nexus 5 e 6 e alla maggior parte degli smartphone attualmente sul mercato. Inoltre, il sensore è affiancato nel suo lavoro da un flashLED dual-tone e un laser ad infrarossi per l'autofocus. Insomma, un sensore migliorato sensibilmente in termini di risoluzione e un sistema coadiuvante perfettamente collaudato, che insieme dimostrano inevitabilmente la propria bontà. La parte video permette di registrare filmati 4K, sebbene a 30fps, a 1080p e in modalità slow motion ma solo a 120fps e 720p (il Nexus 6P permette invece, di registrare slow motion a 240fps). Assente lo stabilizzatore ottico.
Tutto ciò si traduce in foto e video con colori estremamente ricchi e dettagli luminosi e chiari. La funzione HDR+ tiene la velocità dell'otturatore molto bassa e le immagini difficilmente risulteranno sfocate o con forti contrasti. L'app fotografica nativa e made in Google non permette di utilizzare alcuna modalità manuale di scatto, è semplice ed essenziale, ma offre feature interessanti, dei veri e propri punti di forza, come lo scatto di foto panoramiche, panorami sferici o lo sfocatura obiettivo per far risaltare il soggetto in primo piano. Frontalmente il sensore è da 5 megapixel, un ottimo elemento per selfie di qualità e con grandangolo vasto, nonostante manchi il flash, sia a livello hardware che software.
A completare il comparto fotografico ci pensa l'app, anch'essa nativa e made in Google, Foto, recentemente rinnovata e potenziata. Il nuovo software permette di vedere in modo ordinato le nostre foto. Con un pinch to zoom, in maniera simile a quanto avviene sulla controparte iOS, si passano in rassegna le foto divise per Anno, Mese o Giorno, e si può godere di un certo tipo di raggruppamento automatico per categorie (persone, cibo, cielo, animali ecc.). Tra le altre feature troviamo un editor per le immagini, correzione automatica delle foto, possibilità di creare collage o unire più scatti per dare vita a divertenti GIF, pronte da condividere sui principali social o con gli amici. Infine, Google Foto offre la possibilità di disporre di un backup illimitato e, soprattutto gratuito, di tutte le proprie foto su Drive.

Software e utilizzo

Il Nexus 5X è stato il primo smartphone a portare in dote Android 6 Marshmallow, un update del robottino verde sicuramente non rivoluzionario ma con funzioni e prestazioni davvero interessanti.
Rispetto ad Android Lollipop non ci sono modifiche grafiche evidenti. Il Material Design introdotto da Android 5 è anche qui il vero protagonista del sistema operativo e per capire dove ha lavorato Google bisogna scendere a fondo, nei vari menù e funzioni dislocati nel cuore del software.
Il menù Applicazioni è stato radicalmente modificato. Appena aperto mostra le app di terze parti installate, ma è possibile anche visualizzare quelle native. Se entriamo nel particolare e selezioniamo un'app possiamo visualizzare le informazioni sullo spazio occupato, sui dati utilizzati e c'è anche la possibilità di gestire e personalizzare le notifiche che la singola app può inviare. Il vero cambiamento però, riguarda i permessi richiesti dalle applicazioni. Marshmallow introduce il pieno controllo da parte dell'utente delle proprie app, fermo restando che tali permessi possono essere autorizzati o revocati in qualsiasi momento. Il menù memoria interna nasconde un piccolo File Manager di sistema (sotto la voce Esplora), anche se meno completo di quelli di terze parti presenti nel Play Store. Tuttavia è un buon inizio e un File Manager di sistema fa sempre comodo. Sempre nel menù Memoria, per chi ama avere sempre la RAM libera, Google ha introdotto un nuovo sistema di controllo e gestione delle applicazioni che consumano più RAM in un determinato arco di tempo (3/6/12 ore, 1 giorno). L'utente può intervenire per bloccare determinate app che consumano un quantitativo eccessivo di RAM, velocizzando il sistema e le attività in corso.
Notevoli le contromisure prese da Google per limitare il dispendio energetico. Oltre all'Ambient Display il Nexus 5X può vantare, come già anticipato, la presenza della funzione Doze, che permette all'OS di terminare i processi non essenziali quando il telefono è inutilizzato (ad esempio mentre di notte) permettendo comunque la ricezione di messaggi e notifiche importanti. Abbiamo provato a vedere se quanto dichiarato da Mountain View è vero e in più di quindici notti la percentuale della batteria, con il telefono collegato al WiFi e in standby ovviamente, è calata in media dell'1-2%. Ovviamente gli stessi benefici si hanno anche di giorno.
A livello di interfaccia utente e grafica, notiamo che il Google Now Launcher presenta ora una griglia di posizionamento delle icone pari a 5x5, perfetta per sfruttare appieno l'ampio display da 5.2 pollici del 5X. E' possibile lanciare la Fotocamera in modo rapido premendo due volte il tasto accensione in qualunque momento, ma abbiamo anche Google Now, pronto ad assisterci e rispondere ad un nostro "OK Google" anche a schermo spento. Il drawer delle applicazioni presenta una nuova modalità di scorrimento verticale e una barra superiore con le quattro app più utilizzate. Tramite una pressione prolungata dell'icona impostazioni nella barra delle notifiche è possibile attivare il menù Sintetizzatore dell'interfaccia utente e accedere alle opzioni di modifica delle quick settings e della visualizzazione della percentuale della batteria disponibile. Altri cambiamenti minori riguardano la modalità Non disturbare, semplificata rispetto a Lollipop, l'orologio nella Lockscreen (una delle pochissime modifiche grafiche) e l'animazione di apertura delle applicazioni.
Il Nexus 5X è disponibile sul Play Store italiano nelle versione da 16 e 32 GB a, rispettivamente, 479 e 529 euro. Su altri store in giro per la rete il prezzo è già calato abbondantemente e si può trovare in un range che va dai 369 ai 429 euro circa. La confezione che vi troverete tra le mani, nel caso in cui decideste di acquistarlo, è decisamente scarna, in puro stile Google: telefono, pin per rimuovere lo slot per la nano SIM, foglio di guida rapida, alimentatore da parete compatibile con USB Type-C e cavo da USB Type C ad USB Type C. Assente, a differenza del Nexus 6P, il cavo da USB Type C a USB Type B, con il quale collegare lo smartphone al PC. Una mancanza importante che costringerà molti ad un acquisto ulteriore.

Google Nexus 5X Il Nexus 5X ci è piaciuto, anche se è risultato vittima di qualche scelta dubbia da parte di Google ed LG. Si tratta di uno smartphone eccellente, con una fotocamera di ottimo livello, buonissima velocità di esecuzione di pressoché tutte le operazioni e un display tra i migliori in circolazione in quanto a fedeltà dei colori e luminosità. Tuttavia le sue dimensioni stonano un po’ con l’essenzialità e la leggerezza del design e del software e ciò influisce sull’aspetto pratico quotidiano. Su questo fronte si poteva fare meglio, sicuramente. Se consideriamo il rapporto qualità/prezzo ufficiale inoltre, non ci siamo. Le assenze di uno slot per estendere la memoria, della ricarica wireless, di maggiori opzioni nel software della fotocamera, ad esempio, sono mancanze importanti per un telefono da quasi 500 euro, lì dove è possibile trovare alternative migliori e più complete. A 400 euro o meno invece, diventa davvero appetibile, soprattutto perché gode dell’affidabilità tipica della gamma Nexus. Il nostro verdetto sul Nexus 5X è dunque positivo. Assenti lag o impuntamenti, la fluidità dell’interfaccia e la dinamicità con cui si effettuano le operazioni sono esemplari e anche l’attività videoludica non risente di alcun minimo problema. L’economicità dei materiali è perfettamente controbilanciata da un’estetica molto gradevole, alla vista e al tatto. In definitiva, LG ha fatto ancora una volta un buon lavoro, Google con Android stock ci ha messo il resto.

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