Google Pixel 4a Recensione: Android stock, compattezza e tanta fluidità

L'esperienza di BigG sotto i 400 euro è rappresentata da Google Pixel 4a, uno smartphone compatto e fluido dal software pulito.

recensione Google Pixel 4a Recensione: Android stock, compattezza e tanta fluidità
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Google Pixel. Basta il nome della gamma per far viaggiare la mente degli appassionati di smartphone in un universo parallelo, tra esperienza "stock" e funzionalità innovative in puro stile BigG. Ogni nuovo lancio da parte della società californiana è seguito con particolare interesse dagli utenti più "smanettoni", che ben ricordano gli anni d'oro della serie Nexus. Quel periodo è tuttavia finito da un bel po' di tempo e la società di Sundar Pichai è andata oltre.
Tra i dispositivi più interessanti del "nuovo ciclo" di Google, troviamo sicuramente Pixel 3a, smartphone che nel 2019 è stato definito a più riprese un best buy. Ad agosto 2020 è arrivato l'annuncio di un successore di quel dispositivo: ci riferiamo a Google Pixel 4a, venduto in Italia a un prezzo di 389 euro mediante il sito ufficiale. Lo sappiamo: all'estero sono già arrivati Pixel 5 e Pixel 4a 5G, ma questi ultimi non sono disponibili nel nostro Paese a livello ufficiale. Possiamo dunque considerare Pixel 4a come l'ultimo arrivato in casa Google e, nonostante i mesi passati dal lancio, risulta interessante recensire lo smartphone in questo inizio 2021, ovviamente contestualizzandolo al rinnovato mercato. Per i meno informati, ricordiamo che, nonostante il reveal sia avvenuto ad agosto, la disponibilità in Italia è partita a inizio ottobre 2020.

Design e unboxing

La confezione di vendita è in puro stile BigG: la scatola bianca, che riporta un render dello smartphone anteriormente e delle informazioni su di esso sul retro, contiene al suo interno un caricabatterie da 18W, un cavo USB Type-C/USB Type-C, la spilla per l'estrazione del vano SIM, manualistica varia e un adattatore da USB Type-C a USB Type-A. Siamo insomma dinanzi a una confezione senza fronzoli, che include quello che serve all'utente ma manca di cover e cuffie. Fa inoltre un po' storcere il naso il caricabatterie, rapido ma non come altre soluzioni. In ogni caso, Google ha puntato sul classico anche per quel che concerne il design dello smartphone: sul retro troviamo infatti un comune sensore d'impronte digitali, posizionato in basso al centro rispetto all'unica fotocamera posteriore e al flash LED, mentre in alto fa capolino il jack audio da 3,5mm, affiancato da un microfono.

Il "tour della scocca" si conclude con bilanciere del volume e pulsante d'accensione bianco presenti a destra, nonché con altoparlanti e porta USB Type-C 3.1 in basso. Il carrellino per la SIM si trova sulla sinistra. Presente l'OTG, ma niente uscita video. La discussione in tal senso è aperta dai tempi di Pixel 4 e Pixel 4 XL, dato che a quanto pare il "blocco" sarebbe lato software, stando a quanto scoperto dagli appassionati.

Nell'utilizzo quotidiano lo smartphone si sblocca rapidamente, sia tramite sensore d'impronte che attraverso il PIN, anche se la mancanza di uno sblocco facciale si fa sentire. Il principale materiale utilizzato è il policarbonato: Google è riuscita a "mascherarlo" bene, fornendo una buona sensazione al tatto. A qualcuno potrebbe tuttavia far storcere il naso. Possiamo in ogni caso assicurarvi che le impronte non vengono trattenute troppo. Peccato per la mancanza dell'impermeabilità.

Non darà invece "fastidio" a praticamente nessuno la sporgenza delle fotocamere, che è tutto sommato contenuta. A proposito di dimensioni, quelle di Pixel 4a sono pari a 144 x 69,4 x 8,2 mm, per un peso di appena 143 grammi. Sì, avete capito bene: possiamo quasi definirlo un compatto, uno smartphone che strizza particolarmente l'occhio a chi punta a maneggevolezza e "tascabilità".

Per intenderci, nonostante la diagonale dello schermo sia aumentata, le dimensioni sono più ridotte rispetto al predecessore. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma arrivando da smartphone di altre dimensioni la differenza si fa sentire eccome. Per il resto, l'unica colorazione disponibile è quella Just Black, un classico. Insomma, il design punta sulla comodità e la scelta di posizionare un foro per la fotocamera anteriormente, posto in alto a sinistra, è da vedere in quest'ottica, dato che permette di godersi senza troppi problemi i contenuti multimediali.
Certo, il foro è di dimensioni un po' troppo elevate per i nostri gusti, ma questo non è in realtà un grande problema. In ogni caso, la scelta di Google di realizzare un dispositivo compatto, ma non troppo, convince.

Scheda tecnica di Google Pixel 4a

La domanda successiva che il lettore si porrà a questo punto è "smartphone compatto, perfetto, ma a quale costo in termini di uso quotidiano"? In realtà, nonostante non si possa considerare al top della categoria, Google Pixel 4 si difende bene con il suo processore octa-core Qualcomm Snapdragon 730G, la cui "G" sta per gaming. Due core operano a 2,2 GHz, mentre gli altri sei arrivano a una frequenza di 1,8 GHz. Ad affiancare il SoC troviamo una GPU Adreno 618, 6GB di RAM LPDDR4x e 128GB di memoria interna. Peccato per l'impossibilità di espandere quest'ultima e per il fatto che il carrellino supporti una singola nanoSIM.

In questo caso il Dual SIM è infatti gestito tramite la possibilità di aggiungere una eSIM, che è presente anche in Italia ma per ovvi motivi non ha la stessa diffusione delle SIM classiche. Ricordatevi inoltre che nel nostro Paese il dispositivo viene venduto unicamente nella sua versione 4G, che risulta in ogni caso completa lato connettività, tra Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0 e NFC.

Nonostante le dimensioni compatte, frontalmente fa capolino uno schermo OLED da 5,8 pollici con risoluzione Full HD+ (2340 x 1080 pixel), aspect ratio 19,5:9, protezione Corning Gorilla Glass 3 e foro per la fotocamera posto in alto a sinistra. La luminosità massima è buona per la fascia di prezzo e non comporta troppi problemi all'esterno, così come i colori sono ben tarati e non manca il supporto all'HDR. Di conseguenza sono immancabili i DRM Widevine L1, che permettono la riproduzione in Full HD dei contenuti delle principali piattaforme di streaming.
Il pannello OLED garantisce inoltre la presenza di una funzionalità always on display completa, che si può attivare tramite l'opzione "Mostra sempre ora e informazioni", presente tra le impostazioni relative alla schermata di blocco (nella sezione "Display"). L'AOD mostra anche le notifiche, ma è assente il classico LED legato a queste ultime. Non manca invece la possibilità di impostare i colori dello schermo secondo tre preset: "Naturali", "Migliorati" e "Adattivi".

Interessante la feature che permette di incrementare la sensibilità del touch screen, in modo da non avere troppi problemi in termini di reattività quando si utilizzano le protezioni per il display. Insomma, siamo dinanzi a un gran bel pannello, che non si posiziona ai vertici del mercato, ma che in questa fascia di prezzo è in grado di fornire ottime soddisfazioni agli amanti dei contenuti multimediali.
A tal proposito, non sono da sottovalutare le dimensioni compatte, ma non troppo, e il comparto audio stereo, convincente sia per volume massimo che per qualità generale se rapportato alle altre soluzioni sotto i 400 euro. Peccato solamente per il refresh rate standard di 60 Hz.

Facciamo presto a fornirvi le specifiche lato fotografico: sul retro c'è una singola fotocamera da 12,2MP, che dispone di un'apertura f/1.7, di una stabilizzazione ottica ed elettronica delle immagini e della tecnologia Dual Pixel. Il foro anteriore ospita invece un sensore da 8MP con apertura f/2.0. Potete dunque immaginarvi gli ovvi limiti del reparto: niente sensori dedicati per foto grandangolari e macro. Tuttavia, Google ha sempre dimostrato di saper trarre il meglio dalle fotocamere, mediante il sapiente uso del software.
Come già accaduto in passato, anche in questo caso la "magia" è stata fatta. Pixel 4a riesce infatti a scattare meglio di molti altri dispositivi di questa fascia, portando a casa buoni risultati sia di giorno che di notte. Il bilanciamento dei colori è infatti splendido in molti contesti. Sia gli utenti con un po' di dimestichezza che quelli alle prime armi troveranno pane per i loro denti, dalla modalità "Foto notturna" a quella astrofotografia (che si attiva in automatico).

Astrofotografia Off

Astrofotografia On


Modalità astrofotografiaLa modalità astrofotografia è molto apprezzata da chi scatta foto in notturna. Riesce a migliorare per bene il risultato in molti contesti, anche se l'elaborazione può richiedere un po' di tempo. Per sfruttare la modalità come si deve, è fortemente consigliato l'uso di un treppiede.

Quest'ultima è sicuramente una possibilità interessante, che può dare vita a risultati difficilmente ottenibili con altri smartphone di questa fascia di prezzo. In generale la qualità è in linea con quella degli altri Pixel che abbiamo provato nel passato più recente, quindi possiamo dirci soddisfatti. Non male anche i selfie, che non creeranno alcun problema a chi predilige l'uso social. Se proprio vogliamo trovare una limitazione, oltre alla già esplicitata assenza di sensori aggiuntivi, il fatto che con la fotocamera posteriore si possa effettuare uno zoom in digitale solamente fino al 7x potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Per il resto, nessun problema lato video, che arrivano fino al 4K/30 fps posteriormente e al 1080p/30 fps anteriormente e risultano essenzialmente sempre ben stabilizzati. Per approfondire l'argomento lato foto, potete dare un'occhiata alle immagini non compresse presenti nella nostra cartella Drive dedicata a Google Pixel 4a.

Concludiamo la scheda tecnica con il "tallone di Achille" che la gamma Pixel porta con sé ormai da un bel po' di tempo: l'autonomia. Sotto la scocca troviamo infatti una batteria da 3140 mAh, che, nonostante tutti gli sforzi lato software effettuati da Google, non può fare miracoli. Questo si traduce, nelle giornate più intense, al dover ricorrere a una ricarica prima di arrivare a sera.
Difficile come sempre fare stime in questo campo, ma probabilmente l'utente medio, che "stressa" sicuramente lo smartphone meno di noi, riuscirà ad arrivare alla fine della classica giornata lavorativa, anche se in alcuni casi un po' a fatica. Se consideriamo inoltre l'assenza della ricarica wireless e il fatto che il caricabatterie da 18W impieghi circa un'ora e mezza per una carica completa, capite bene che questo comparto è il principale punto a sfavore per la proposta di Google.

Software

I Google Pixel si comprano in genere per via del loro software. L'esperienza "stock" offerta da BigG è sempre una garanzia e un sistema operativo pulito, fluido e aggiornato consente di stare tranquilli durante la giornata. In questo specifico caso qualche piccolo lag lo abbiamo riscontrato in situazioni particolari, ma nell'uso quotidiano fila tutto che è un piacere.

Nessun bloatware, Android 11 con patch aggiornate a gennaio 2021 e supporto software garantito fino a minimo agosto 2023: essenzialmente un paradiso per gli amanti del mondo del robottino verde. Gli update per questa gamma sono costanti, tra "Feature Drop" e altro. Giusto per farvi degli esempi relativi alle aggiunte più recenti a Google Pixel 4a, sono arrivati gli sfondi preinstallati relativi a "The Mandalorian", che consentono di mettere Baby Yoda in bella vista.

Passando a delle funzionalità più utili, è arrivato il "Risparmio energetico estremo", una modalità che disattiva i processi secondari ed è potenzialmente in grado di far durare lo smartphone per parecchio tempo in più quando se ne ha bisogno nei momenti critici.
Insomma, Google non è di certo stata ferma nei mesi successivi al lancio e il fatto che diverse feature disponibili su Pixel 4a siano arrivate anche sul suo predecessore Pixel 3a dovrebbe farvi capire quanto la società californiana tenga a mantenere aggiornati i propri dispositivi. Per il resto, ci sono anche alcune funzionalità interessanti disponibili al momento esclusivamente in inglese, ad esempio trascrizione vocale e sottotitoli in tempo reale.
Da sottolineare inoltre che acquistando lo smartphone e attivandolo entro le ore 08:59 del 1 maggio 2021 è possibile ricevere inclusi nel prezzo 3 mesi di YouTube Premium (c'è anche la possibilità di aprire i video in PiP e riprodurli in background), Google Play Pass e Google One. Vi rimandiamo al portale ufficiale per termini e condizioni della promozione.

Prestazioni, benchmark ed esperienza d'uso durante la recensione

Le specifiche tecniche parlano chiaro: Google Pixel 4a non è uno smartphone che punta tutto sulla forza bruta, dato che ci sono altre soluzioni più prestanti sul mercato. Tuttavia, non si tratta nemmeno di un dispositivo che "mangia la polvere", dato che il suo comparto hardware è in grado di far girare tutto come si deve a livello quotidiano. Se poi consideriamo il processore ottimizzato per il gaming, in grado di fornire buone soddisfazioni come vedremo più dettagliatamente in seguito, ecco che, smartphone alla mano, la proposta di BigG inizia a farsi più interessante di quanto sembri dalle mere specifiche.

280463 punti su AnTuTu, 533 punti in single-core e 1534 punti in multi-core su GeekBench. Questi sono i risultati dei benchmark, che collocano il dispositivo nel limbo della fascia media. Per farvi degli esempi concreti, OnePlus Nord ha fatto registrare 330743 punti su AnTutu durante la nostra prova, mentre Realme X50 Pro è arrivato a 593415 punti. Tuttavia, dispositivi come Motorola Moto G 5G Plus si "fermano" a 273469 punti. In ogni caso, l'utente medio non avrà particolari problemi durante l'uso quotidiano, anche se un refresh rate aumentato avrebbe sicuramente garantito un guizzo di fluidità in più.

Gaming

Per quanto riguarda il gaming, Google Pixel 4a riesce a dare buone soddisfazioni, anche se si nota di non essere dinanzi a un dispositivo pensato per questo scopo. Manca infatti una qualsivoglia modalità dedicata ai videogiochi, ma il processore Snapdragon 730G riesce comunque a dire la sua. Abbiamo messo alla prova il dispositivo principalmente con tre titoli: Call of Duty Mobile, Fortnite e ARK: Survival Evolved.
Call of Duty Mobile gira come si deve con dettagli e FPS su "Molto Alto" (si può anche salire a "Max" con gli FPS, scendendo però ad "Alto" con i dettagli), mentre Fortnite è godibile con preset "Medio" a 30 FPS (anche se qualche lag è presente nelle situazioni più concitate). ARK: Survival Evolved si riesce a giocare solamente a "Medio", ma per una fluidità maggiore bisogna scendere a "Basso".

Considerando che si tratta di tre produzioni potenzialmente in grado di "mettere alla frusta" un dispositivo di fascia media, possiamo dire che lo smartphone riesce a garantire buone soddisfazioni lato gaming. Da tenere in considerazione il fatto che il dispositivo tende a scaldare un po' durante le sessioni di gioco più spinte, ma in ogni caso non si arriva mai a temperature eccessive. Per il resto, non dimenticatevi del fatto che Pixel 4a è compatibile con Google Stadia.

Google Pixel 4a Google Pixel 4a è uno smartphone che va capito. A prima vista potrebbe sembrare un dispositivo che va un po' a perdersi nella miriade di prodotti disponibili, anche per via della sua batteria da appena 3140 mAh, che nelle giornate più impegnative fatica ad arrivare a sera, e della presenza di una singola fotocamera posteriore. Il caricabatterie non dei più rapidi, il refresh rate standard di 60 Hz, il fatto che si tratta di uno smartphone 4G, il Dual SIM solamente tramite eSIM e l'assenza dello sblocco facciale fanno inoltre storcere un po' il naso. Tuttavia, dopo svariate settimane di prova, possiamo dirci soddisfatti dell'esperienza offerta dal dispositivo. Il motivo è da ricercarsi principalmente in delle dimensioni che al giorno d'oggi possiamo definire compatte, nonché in un software pulito e sempre aggiornato. Tenendo inoltre bene a mente il reparto fotografico che riesce a scattare buone foto in praticamente tutti i contesti, le prestazioni in grado di soddisfare molti utenti e l'ottimo display OLED, viene a galla ciò che spinge le persone a puntare su questa soluzione. Pixel 4a non è uno smartphone per tutti. Tuttavia, chi riesce ad andare oltre alle pecche descritte in precedenza troverà un telefono solido e duraturo, in grado di regalare soddisfazioni lato software che difficilmente si trovano sul mercato. Certo, i 389 euro non sono più a fuoco come al momento dell'annuncio, ma si tratta del prezzo più basso per accedere all'esperienza Google e al supporto dato finora allo smartphone.

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