Hisense 55U7HQ Recensione: un medio di gamma 4K con Quantum Dot

Parte della gamma 2022 di medio livello, l'U7HQ è offerto nei tagli da 65 e 55 pollici, quest'ultimo oggetto della nostra prova.

Hisense 55U7HQ Recensione: un medio di gamma 4K con Quantum Dot
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Il mondo dei televisori di fascia media si arricchisce con una nuova e interessante proposta, dotata di Quantum Dot e di una retroilluminazione interessante, condita da un pacchetto software di tutto rispetto.
L'Hisense 55U7HQ è un pannello 4K QLED LCD ADS, vale a dire una variazione della più classica tecnologia IPS con differenze relativamente significative in termini di luminosità e contrasto.
Si tratta di un pannello dotato di retroilluminazione con Full Array Local Dimming a 72 zone, gestione 10-bit di tipo 8 + FRC e frequenza massima a 120 Hz, reperibile sul mercato a poco meno di 800 euro per la diagonale da 55". Insomma, il necessario per un'esperienza di tutto rispetto, perlomeno sulla carta: ecco come se l'è cavata nella nostra prova sul campo.

Terminali e interfaccia VIDAA

Osservando il pannello posteriormente, il cavo di alimentazione è posto sulla sinistra, mentre a destra c'è l'intero set di terminali: le migliori in assoluto sono le due HDMI 2.1/120 Hz/ALLM/VRR (di cui una eARC con gestione audio in uscita anche ad alta risoluzione per connessione a soundbar o amplificatore esterni), più altre due HDMI 2.0/60 Hz/ALLM, 1x USB 2.0, una USB 3.0, il jack per le cuffie da 3,5 mm, l'uscita audio digitale S/PDIF, l'ingresso audio mini L/R e una connettività completa di Wi-Fi bibanda 802.11 a/b/g/n/ac (2.4 e 5) con tecnologia MiMo e Bluetooth 5.0.

La configurazione richiede la consueta manciata di minuti per impostare la rete, per effettuare la sintonia canali e l'accesso a eventuali piattaforme con abbonamento, incluso l'account VIDAA per una più funzionale e completa esperienza sulla piattaforma Smart proprietaria di Hisense, basata su Google TV.
Il Sistema Operativo punta alla semplicità ma non per questo è meno completo dei competitor, con un approccio intuitivo e immediato.
In passato VIDAA non brillava certo per resa funzionale, dato che mancavano diversi contenuti, ma i molti aggiornamenti di cui ha beneficiato negli anni hanno portato l'interfaccia a crescere, aggiungendo app e includendo anche gli assistenti vocali Alexa e Google. La navigazione per siti, canali DVB-T2, DVB-S2 (con certifica Tivùsat) e piattaforme di streaming, così come l'esecuzione di comandi da setup è, oggi, molto più gradevole.

La linea estetica, invece, prosegue come nel recente passato del brand, bordi fini, materiale plastico di qualità e finiture in metallo, con supporto centrale a "U" a pezzo unico, decisamente comodo da assemblare. Il modello da 55 pollici si estrae prelevandolo dall'alto piuttosto facilmente e, una volta adagiato orizzontalmente, si fissa alla base in metallo con due viti per lato, senza per questo caricare troppo il peso totale. Le dimensioni sono pari a (L x P x A) 1.233 x 307 x 767 mm e il peso arriva a 15,3 Kg (14,4 Kg senza base), con possibilità di ancoraggio a muro tramite staffa VESA 300 x 200 mm.

Telecomando, compatibilità e funzionalità

Il telecomando ha dimensioni non propriamente slim, è completo di comandi vocali ma purtroppo non è retroilluminato.
Sin dalle prime pressioni ci si accorge che i tasti hanno una limitata escursione, per un feedback piuttosto inusuale. La digitazione restituisce una certa sensazione di "durezza", per cui occorre prendere una minima dimestichezza per agire efficacemente tra un pulsante e l'altro.

Nella parte superiore, prendono posto l'accesso diretto ai servizi Disney+, YouTube, Prime Video, Rakuten, Rai Play, Deezer, TimVision, Mediaset Infinity, Chili, Netflix, Vidaa Tv, Vidaa Free.
Il processore scelto da HiSense per questo pannello è il MediaTek MT9900 a quattro core e troviamo piena compatibilità HDR con HLG, HDR-10, HDR-10+ e Dolby Vision.

Con materiale video SDR la visione è di buona qualità, evitando come sempre la selezione del preset "Dinamico" per ridurre ingerenza di blu. Si può intervenire su segnali non eccelsi filtrando il segnale con impostazione preset "Standard" attivando "Scena intelligente", che migliora ulteriormente il contrasto.

In caso di trasmissioni DGTV molto compresse si può intervenire con "MPEG Riduzione del rumore" che abbatte gli artefatti sui contorni, mentre "Riduzione del rumore" agisce sulla grana di fondo.
Gli altri preset disponibili in SDR sono "Cinema diurno" (sconsigliato per eccesso di illuminazione del quadro), "Cinema notturno" (preferibile), "Sport", "Filmmaker" (preferibile).
Per ottenere il massimo dalle uscite HDMI occorre selezionare da "Sistema" la voce "HDMI & CEC" attivando "Formato HDMI potenziato", in modo da sfruttare appieno i segnali 10-bit.
La retroilluminazione ha quattro livelli di intervento, cioè basso, medio, alto e spento. Il consiglio è quello di lasciare l'impostazione al massimo: ciò contribuisce fattivamente a un più elevato contrasto e al miglioramento dei neri.

Gestione FALD da rivedere

È ovviamente con segnali almeno Full HD e ancor più UHD che si ottiene il massimo dal pannello. Nel dettaglio, i preset disponibili in HDR-10 sono Standard HDR, Giorno HDR, Notte HDR, Dinamica HDR, Sport HDR e Filmmaker (preferibile).

La selezione di preset Dolby Vision prevede, invece: Dolby Vision IQ (regola l'illuminazione della scena in base alle condizioni di luce ambiente, preferibile), Dolby Vision Scuro, Gioco Dolby Vision e Dolby Vision personalizzato.
Con segnale HDR-10, si può variare tra HDR-10+ Standard, HDR-10+ Teatro (preferibile per un quadro d'insieme più caldo) e HDR-10+ Vivido.

Che si intervenga o meno attraverso le funzioni di miglioramento e stabilizzazione d'immagine, è il controllo FALD a lasciare perplessi. Facendo "girare" un piccolo testo bianco su fondo nero a zero, il light blooming è piuttosto evidente con aloni poco circoscritti attorno ai caratteri, ma ciò che ha dato più fastidio è stato osservare il medesimo testo in movimento provocare altrettanti invasivi sbalzi di luminosità, tanto più evidenti quanto più è elevata l'impostazione "Retroilluminazione".
Si tratta di condizioni estreme e di una reazione dell'elettronica che, tutto sommato, ha una inferiore ingerenza in presenza di flussi video più canonici, sperando che un eventuale aggiornamento firmware possa migliorare ulteriormente il risultato finale. I nit in HDR al 10% sono circa 800, con copertura poco sopra il 90% in DCI-P3 e attorno al 70% in REC.2020.

All'interno del set di impostazioni della modalità immagine è presente anche la voce "Annulla Clear Motion", che con una simile dicitura potrebbe disorientare: trattasi del sistema BFI (Black Frame Insertion) che, a fronte di un leggero sfarfallio, dovrebbe aumentare il livello di dettaglio specie nei veloci panning laterali.
Tra le sequenze test, abbiamo scelto Fast & Furious 6 4K/HDR-10: l'inseguimento del carro armato, oppure il violento confronto in metropolitana tra Gina Carano e Michelle Rodriguez, in contemporanea con lo scontro tra Joe Taslim e la coppia Tyrese Gibson e Sung Kang.
Presa a esempio anche l'edizione 4K di Drive di Nicholas Winding Refn in HDR-10. Entrambe le pellicole hanno evidenziato ben poche differenze con o senza Clear Motion, eccetto il cambio di registro quando attivo con abbassamento della luminosità.

Riguardo la fluidità d'immagine, c'è "Ultra Smooth Motion" (applicando la tecnologia MEMC - Movement Estimation Movement Compensation) che, oltre che spento, ha le seguenti impostazioni: "Moderato", "Standard", "Chiaro", "Film", "Personalizzato". In tal senso, intervenendo manualmente si può alterare la riduzione del motion blur e del tremolio, entrambi su 10 livelli, efficace e consigliabile non oltre lo Standard, per evitare alterazioni da effetto soap opera e di un quadro eccessivamente digitale.

Altro oggetto di test è stato Aeon Flux (2005), tra i peggiori Blu-ray Full HD mai realizzati in Italia, critico probabilmente già alla fonte benché in teoria si trattasse di master nativo 2K: banding evidente sin dalla sigla Paramount, compressione e dettaglio talmente scombinati che selezionando "Cinema diurno" i limiti si acuiscono tanto da renderlo inguardabile. Condizione qui risolvibile passando a "Cinema notturno" o "Filmmaker".
Allo stesso modo, sarebbe meglio non eccedere con "Contrasto adattivo", che finisce per accentuare troppo le porzioni meno luminose dell'immagine.

Indipendentemente dal materiale visionato, va tenuto molto in considerazione l'angolo di visione: meglio stare il più possibile centrali, per non accorgersi di un ulteriore sollevamento dei neri agli angoli quando in posizione troppo laterale.
Il televisore si presta bene a un impiego in ambito videogiochi, in virtù del pannello 120 Hz e della compatibilità ALLM e VRR. Il gamer più esigente, però, si scontrerà inevitabilmente con l'assenza dell'interfaccia di gestione e controllo o game control board, che dir si voglia, must incluso perlopiù su modelli top di gamma.
Il tempo di risposta misurato viaggia tra i 14,9 ms e i 15,5 ms con funzione "Gioco" attiva.

La sezione audio resta nella media tra quelle che s'incontrano su modelli di questa fascia: due canali (2.0) per un totale di 20 Watt.
Una resa dignitosa, bassi praticamente assenti ma questo non deve sorprendere, benché l'ascolto presenti un eccessivo risalto in gamma media, diventando ancora più "aspro" salendo di volume.
Agli amanti di cinema e musica vale come sempre il consiglio di aggiungere almeno soundbar e subwoofer. Inclusa comunque la compatibilità Dolby ATMOS e DTS.

Hisense 55U7HQ L'Hisense 55U7HQ è un medio di gamma adatto al tipico impiego quotidiano tra ditale terrestre e satellite, piattaforme streaming e videogame con doppio terminale HDMI 2.1/120 Hz (ma niente game control board). Buona e più completa l'interfaccia VIDAA, ma con il telecomando bisogna abituarsi alla limitata escursione dei tasti per raggiungere il giusto feedback. Il Full Array Local Dimming aiuta nella resa complessiva, ma condizioni estreme hanno mostrato limiti con continue variazioni di luce più o meno evidenti a seconda del grado d'impostazione del livello di retroilluminazione. La presenza del BFI è solo relativamente efficace, ma questo non è da considerarsi un elemento negativo dato che, anche quando disattivo, nei panning laterali la perdita di dettaglio si avverte in maniera marginale, oltre a non perdere in luminosità del quadro. Qualche preset andrebbe rivisto, come “Cinema diurno”, che in SDR carica eccessivamente le porzioni meno luminose dell'immagine finendo per esaltare eventuali limiti di encoding. La tecnologia Quantum Dot basata su nanocristalli semiconduttori avrebbe potuto dare molto di più, limitata dalla presenza di un pannello 8 bit + FRC, benché passando a 10 bit nativi il prezzo sarebbe stato superiore.

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