Honor Magic4 Pro Recensione: il ritorno nella fascia alta

Honor ha realizzato uno smartphone che riporta il brand nella fascia alta, creando un ottimo prodotto che deve però ancora essere affinato.

Honor Magic4 Pro Recensione: il ritorno nella fascia alta
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Se tornassimo indietro al 2019, in pochi avrebbero immaginato una Honor presente sui mercati occidentali negli anni successivi. Il ban che ha colpito Huawei ha bloccato di riflesso anche la controllata Honor, già allora indipendente ma non abbastanza per sfuggire alle sanzioni. La storia però riserva spesso delle sorprese e oggi il brand cinese è tornato prepotentemente in Europa e in Italia, uno dei mercati che aveva trainato la sua crescita in passato.
Honor è partita quasi in sordina, dalla fascia media e da quella bassa, senza andare a cercare fortuna in quella alta. Ora però con il Magic4 Pro il segmento dei top di gamma non è più un miraggio, sulla carta non manca davvero nulla per poter competere alla pari con la concorrenza. Honor ha raggiunto questo obiettivo?

Un design centrato sulla fotocamera

Per il ritorno alla fascia alta Honor ha scelto un approccio da un lato conservatore, dall'altro invece più eccentrico e particolare. Nell'ultimo anno gli smartphone top di gamma hanno abbracciato sia display leggermente curvi che modelli invece piatti, Magic4 Pro invece punta su una curvatura più morbida, che ci ricorda i modelli di un paio di anni fa.

Sul retro la sgargiante colorazione in pieno stile Honor viene spezzata dall'enorme sensore fotografico circolare, pensato per ricordare l'obiettivo di una vera reflex o mirrorless, il focus sulla fotografia di questo smartphone viene chiarito fin da subito in questo modo. Altro particolare unico è il notch nella parte alta dello schermo, che rimane sempre ben visibile. Come mai occupa tutto questo spazio? Perché al suo interno non è racchiusa la sola fotocamera frontale ma anche il sensore per il riconoscimento facciale in 3D, una tecnologia probabilmente simile a quella vista nel Mate 40 Pro che abbiamo recensito tempo fa. Funziona molto bene ed è più sicuro delle normali tecniche che utilizzano la semplice fotocamera frontale, stessa cosa vale per il lettore di impronte digitali sotto allo schermo, davvero rapido. In questo ambito Magic4 Pro è uno dei telefoni più veloci ad eseguire il riconoscimento biometrico, con entrambi i metodi.
Telefono alla mano l'ergonomia è molto buona, i bordi curvi permettono una presa salda e il telefono è ben bilanciato, nonostante i 215 grammi di peso, che sembrano tanti ma in realtà sono in media con tutti i top di gamma concorrenti.
La scocca è realizzata in vetro e metallo ed è certificata IP68 per la resistenza a liquidi e polvere.

La resistenza alle ditate è discreta ma non eccezionale, purtroppo l'unica soluzione a questo problema è utilizzare dei materiali opachi, che però avrebbero modificato parecchio il look del telefono. Sul lato destro sono installati il tasto di accensione e il bilanciere del volume, lasciando libero quello sinistro. In basso si trovano la prese USB Type C per la ricarica, uno dei due speaker e il vano che può ospitare due SIM. Il bordo alto invece ospita un elemento sempre meno utilizzato, ovvero un sensore a infrarossi per il controllo dei tanti dispositivi che ancora oggi sfruttano questa tecnologia.
Da non sottovalutare è il bundle offerto, dove troviamo la pellicola direttamente applicata sul display, caricatore da ben 100 W, cavo di ricarica e anche una cover in silicone, tutto compreso nella confezione.

Tanta potenza con lo Snapdragon 8 Gen 1, ma attenzione al refresh rate

Lo Snapdragon 8 Gen 1 è il SoC più utilizzato dai top di gamma usciti nel 2022. La potenza non gli manca, ma una volta acceso Honor Magic4 Pro la sensazione di fluidità non è delle migliori.

Nonostante lo schermo a 120 Hz il telefono non esprime quella velocità che ci si aspetta da un hardware che comprende anche 8 GB di RAM e 256 GB di memoria UFS 3.1. Il problema ci è parso subito strano, fortunatamente non c'è voluto molto per trovare la soluzione. Di default è infatti attivo il refresh rate adattivo, che modifica la frequenza in base al contesto d'uso. Una volta attivati i 120 Hz fissi Honor Magic4 Pro ha iniziato a funzionare come ci aspettavamo, offrendo un'esperienza d'uso identica a quella dei migliori top di gamma con un hardware simile. L'algoritmo che gestisce il refresh rate sembra troppo conservativo, la batteria ringrazia ma in questa fascia di prezzo le prestazioni sono importanti. Noi alla fine abbiamo impostato il refresh fisso sui 90 Hz, che riteniamo il miglior compromesso tra velocità e consumi, ottenendo ottimi risultati. Le prestazioni non sono un problema per questo smartphone, che è in grado di far girare al meglio tutto il parco app e giochi disponibili sul Play Store di Google.

A proposito di batteria, l'unità da 4600 mAh porta sempre il telefono a fine giornata, anche oltre se viene utilizzato con più parsimonia. Il merito va anche alla gestione delle applicazioni, che in piena tradizione Honor è piuttosto aggressiva sul fronte dei consumi. Ottima la ricarica da 100 W, disponibile anche wireless attraverso un caricatore dedicato in vendita a parte.

Ottimo schermo e audio, software da rinfrescare

Honor ha puntato su uno schermo di qualità per il suo top di gamma, da 6.81 pollici di tipo AMOLED e con tecnologia LTPO. La risoluzione è di 2848x1080 pixel e supporta il refresh rate fino a 120 Hz, con tanto di HDR10+.

Questo pannello riesce a raggiungere fino a quasi 1000 nit se spinto al massimo, ci sono modelli che vanno ancora più in alto, come abbiamo visto nella recensione di Samsung S22 Ultra, ma già a questo livello la leggibilità è assicurata anche sotto la luce diretta del sole. In base al preset l'accuratezza cromatica può variare molto, quello impostato di fabbrica tende a rendere più sature le immagini, passando invece a quello naturale la resa è più simile ai valori di riferimento. Lo schermo di Honor Magic4 Pro non delude le aspettative, inoltre è presente la tecnologia MEMC per la gestione del moto durante la visione dei video. Questa aumenta artificialmente il numero di frame visualizzati, dando una maggiore sensazione di fluidità: se cercate l'effetto soap opera l'avete trovato, altrimenti meglio lasciarla spenta. Le ottimizzazioni video non sono finite, è possibile trasformare un video da SDR ad HDR, con risultati in alcuni casi sorprendenti, tuttavia sconsigliamo di utilizzare queste modalità se volete vedere i contenuti per come sono stati pensati da chi li ha creati.

Lo schermo è sicuramente un elemento fondamentale per godersi al meglio i contenuti video, ma spesso questi vengono visti utilizzando l'audio del telefono piuttosto che le cuffie. Anche in questo caso Honor non si è limitata al compitino, offrendo due speaker stereo dall'elevato volume massimo e dalla qualità sorprendente. Anche su livelli elevati le distorsioni sono appena avvertibili, un punto di forza importante per un telefono che punta a offrire il meglio della tecnologia oggi disponibile.

Passando invece al software, Honor utilizza Android 12 con Magic UI 6. Le funzioni offerte sono le stesse che abbiamo visto nella recensione di Honor 50, non manca nulla ma a livello generale si sente il bisogno di una rinfrescata all'interfaccia grafica, ormai ferma da troppo tempo ai canoni estetici delle EMUI di Huawei. Basta entrare nel menù delle opzioni per fare un vero tuffo nel recente passato, speriamo quindi che Honor abbia in cantiere qualche novità su questo fronte nei prossimi aggiornamenti software.

Un comparto fotografico davvero completo

Honor ha creato un sistema di fotocamere sulla carta di altissimo livello, a cominciare dal sensore principale Sony IMX766 da 50 Megapixel, con apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica.

Al suo fianco sono installati un sensore ultra grandangolare da 50 Megapixel con apertura f/2.2 e uno da 64 Megapixel dedicato allo zoom, con ottica a periscopio e stabilizzazione ottica. Grazie a questi accorgimento Honor Magic4 Pro può gestire lo zoom fino a 3.5x, e fino a 100x in digitale. Il modulo fotografico integra anche un sensore laser dTOF per agevolare la messa a fuoco e un sensore anti flicker. Sul frontale è invece presente una cam da 12 Megapixel con apertura f/2.4.
Honor ha puntato sulla tecnologia Ultra Fusion per il suo top di gamma, una serie di algoritmi che riescono a fondere insieme informazioni provenienti da più fotocamere, in modo da ottimizzare al meglio la scena di scatto. Non bastasse questo il telefono è anche certificato IMAX Enhanced e può gestire il formato LOG a 10 bit fino al 4K a 60 fps per i video. Grazie ad esso si possono applicare diverse LUT per personalizzare la resa visiva dei video.

Le funzioni aggiuntive sono sempre gradite, ma va detto che opzioni tanto avanzate saranno utilizzate solo da una piccola nicchia, a nostro avviso la fotografia e i video su smartphone vanno provati nel modo più semplice, per l'editing avanzato di questo tipo meglio utilizzare sistemi di ripresa dedicati.

Come dicevamo, sulla carta Honor Magic4 Pro ha tutto quello che serve per eccellere, ma come si comporta nella pratica? La fotocamera principale è davvero eccellente di giorno, riesce a cogliere molti dettagli generando foto finali da 12.5 Megapixel, viene quindi sfruttato il pixel binning. É possibile anche scattare a 50 Megapixel pieni ma lo sconsigliamo, perché si perde in gamma dinamica. Di notte il sensore e gli algoritmi tirano fuori immagini luminose e con un discreto dettaglio, tanto che non si sente spesso il bisogno di attivare la Night Mode. Da limare è invece la regolazione della luminosità automatica, che tende spesso a sovraesporre le immagini, obbligandoci a intervenire manualmente prima dello scatto. Altro elemento non sempre piacevole è la differenza tra ciò che si vede sullo schermo e lo scatto finale: gli algoritmi intervengono pesantemente una volta eseguita la foto, il risultato è che ciò che si osserva sul display prima dello scatto è molto diverso dall'immagine finale.

Passando al sensore dedicato allo zoom, di giorno la resa è buona, di notte invece qualche limite viene a galla, facendo perdere un po' di dettaglio alle immagini. Non siamo al top della categoria in questo ambito, nello zoom S22 Ultra quest'anno sembra imbattibile, ma Honor Magic4 Pro si difende comunque molto bene.

Ottimo anche il riscontro sul grandangolare, soprattutto di giorno, dove i dettagli non mancano. A differenza di altri smartphone la distorsione ai lati è più avvertibile ma non da fastidio, mentre di notte l'apertura inferiore si fa sentire, generando più rumore video rispetto alla cam principale, senza però rovinare troppo la qualità d'immagine.

Honor Magic4 Honor Magic4 Pro è un buon punto di partenza per Honor nella fascia alta. Le prestazioni sono ottime, il merito va sicuramente alla scelta del SoC Snapdragon 8 Gen 1, che negli ultimi mesi ha già mostrato cosa è in grado di fare. Il sistema operativo è reattivo, a patto di non utilizzare il refresh rate dinamico, ma ha bisogno di un’interfaccia grafica più al passo coi tempi, che segni anche un punto di svolta rispetto al recente passato. Schermo e audio sono di alto livello, mentre la batteria riesce bene a portare sempre il telefono a fine giornata, senza contare che con la ricarica a 100 W non si sente il bisogno di maggiore autonomia. Sul fronte fotocamere la principale è una vera sicurezza, lo zoom funziona bene quando chiamato in causa e anche la grandangolare non delude. Unico vero appunto su questo sistema riguarda il software, molto invasivo nell’elaborazione dell’immagine. La fotografia computazione è fondamentale su smartphone, nel caso di Honor Magic4 Pro il suo intervento appare spesso eccessivo, modificando molto l’immagine una volta scattata. In definitiva, il top di gamma di Honor ha tutto quello che serve per competere nella fascia alta già ora, a questo punto manca solo qualche piccola correzione sul software per renderlo ancora più appetibile, visto anche il prezzo di 1099€, non certo a buon mercato.

8.5