Huawei FreeBuds Studio Recensione: qualità audio al servizio del comfort

Huawei ha deciso di puntare anche al mercato delle cuffie over-ear di qualità con le FreeBuds Studio, un prodotto ben realizzato ma con qualche riserva.

Huawei FreeBuds Studio Recensione: qualità audio al servizio del comfort
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Huawei ha ufficialmente deciso di entrare nel business delle cuffie over-ear, andando oltre a quanto fatto in passato in termini di auricolari (chi ha detto Freebuds Pro?). Il primo prodotto di questo tipo si chiama FreeBuds Studio e in Italia può essere acquistato a 229 euro mediante il portale ufficiale dell'azienda cinese (in realtà il prezzo sarebbe di 299 euro, ma al momento in cui scriviamo è attiva una promozione).
Le ambizioni di Huawei sono sicuramente elevate ed entrare "a gamba tesa" in un mercato come quello delle cuffie over-ear non è esattamente da tutti. Nelle ultime settimane abbiamo dunque messo alla prova le FreeBuds Studio, cercando di comprendere se possono ritagliarsi un buon posto all'interno del settore.

Design ed ergonomia

Le FreeBuds Studio arrivano in una confezione di vendita che contiene al suo interno un classico astuccio per il trasporto, nonché la manualistica e un cavo USB Type-C/USB Type-A per la ricarica. Huawei ha dunque deciso di andare dritta al sodo, puntando a mettere in evidenza il piatto forte: le cuffie. Queste ultime sono disponibili nella colorazione Gold, ovvero quella che abbiamo avuto modo di provare, oppure nella più classica delle sfumature Black.
In entrambi i casi, il design è molto simile a tanti altri prodotti di questo tipo, anche se la colorazione "oro" non rientra esattamente nei nostri gusti, mentre quella Black risulta un po' troppo anonima. Insomma, avremmo preferito qualcosa di più "vivace", ma qui si entra nel campo della soggettività.

Quel che convince è il comfort, garantito da una buona imbottitura dell'archetto e dalle scorrevoli aste in metallo che permettono di regolare le cuffie. La comodità è dunque di casa, visto anche il peso non esagerato: 260 grammi. Abbiamo utilizzato le FreeBuds Studio per sessioni dalla durata di svariate ore e non abbiamo mai sentito l'esigenza di toglierle per via della troppa pressione sulla testa. In linea generale, si tratta di cuffie che si lasciano utilizzare in pressoché qualsiasi contesto, vista anche la loro natura spiccatamente wireless. Infatti, l'assenza del jack audio non consente all'utente di utilizzare le cuffie in modo cablato, nemmeno passando per un cavo USB Type-C/Type-C: la porta è pensata solamente per la ricarica.

Questo potrebbe potenzialmente far storcere il naso a una certa tipologia di utente, ma in realtà il supporto allo standard Bluetooth 5.2 garantisce ottime soddisfazioni, consentendo anche di potersi spostare un po' dallo smartphone o dal dispositivo sorgente. A proposito di abbinamento, non abbiamo mai avuto nessun problema, se non un piccolo bug relativo all'indicazione "Connected" esplicitata dalla "voce interna".
Quest'ultima a volte non ha funzionato con alcuni smartphone Android, nonostante la corretta connessione. Si tratta in ogni caso di un aspetto di secondo piano, che viene messo in disparte dalle qualità del prodotto. Le FreeBuds Studio dispongono infatti di un sensore che rileva quando sono indossate, permettendo all'utente di togliersi semplicemente le cuffie per mettere in pausa il contenuto in riproduzione, nonché di rimettersele per farlo ripartire. Nella maggior parte dei casi, questa possibilità ha funzionato a dovere.

Per il resto, un aspetto che lascia un po' a desiderare è la qualità costruttiva. Non fraintendeteci: le FreeBuds Studio sono ben realizzate nel complesso, ma la plastica utilizzata per i padiglioni non garantisce quella "sensazione premium" che un utente esigente ricerca in delle cuffie vendute a un prezzo di listino vicino ai 300 euro. Al netto di questo, il padiglione sinistro presenta il pulsante per la cancellazione del rumore, mentre a destra fanno capolino il tasto per l'abbinamento Bluetooth (fino a due dispositivi contemporaneamente), il pulsante d'accensione e la porta USB Type-C per la ricarica. Non mancano dei controlli touch, effettuabili mediante il padiglione destro, che permettono di gestire il volume, cambiare brano, riprodurre/mettere in pausa la musica, rispondere/rifiutare/terminare una chiamata e attivare l'assistente vocale. Le "gesture" vanno effettuate nell'area dove si trova il logo Huawei, tutto funziona come si deve ed è supportato da suoni interni, rendendo questa possibilità rapida e comoda da utilizzare. Per quel che riguarda le chiamate, non mancano sei microfoni in grado di ridurre il rumore di fondo, consentendo alla voce di arrivare in modo "pulito" all'interlocutore. Le FreeBuds Studio non sono in realtà perfette nell'isolare all'istante i rumori di fondo, ma la qualità è buona e non avrete particolari problemi durante le chiamate.

Noise canceling e qualità audio

La tecnologia noise canceling si fa notare principalmente in termini di ascolto. Le modalità attivabili mediante l'apposito pulsante fisico sono tre: disattivato, cancellazione attiva del rumore e modalità awareness. Il noise canceling è ottimo, dato che quest'ultimo riesce senza problemi a eliminare i suoni continui, classici dei mezzi di trasporto pubblico, contesto in cui le FreeBuds Studio possono tornare particolarmente utili. Per quel che concerne, invece, la modalità Awareness, quest'ultima non fa altro che amplificare i suoni esterni mediante i microfoni delle cuffie, in modo da far sentire chiaramente cosa accade all'esterno.

É possibile abbinare le cuffie all'applicazione Huawei AI Life, disponibile solamente per Android. Sebbene quest'ultima non sia in realtà richiesta per utilizzare le FreeBuds Studio e sia un'aggiunta di secondo piano, tanto che viene citata solamente a margine della Quick Start Guide, è bene farvi sapere che da qui c'è la possibilità di gestire qualche opzione in più. Tuttavia, la versione dell'app presente sul Play Store non è aggiornata, probabilmente a causa della solita questione del ban. Per questo motivo, bisogna passare mediante questo apposito link, che abbiamo trovato effettuando la scansione di un QR Code presente nella documentazione, e scaricare l'APK mediante browser. Insomma, non esattamente uno dei biglietti da visita migliori per delle cuffie che hanno un prezzo elevato. Certo, non si tratta di nulla di complesso, dato che basta semplicemente scaricare un APK, installarlo ed effettuare il login con il proprio account Huawei, ma capite bene che per l'utente medio questo potrebbe rappresentare un potenziale fastidio.


Tra l'altro, una volta effettuato l'abbinamento all'applicazione, si scopre che quest'ultima è scarna e permette semplicemente di utilizzare qualche opzione in più. Le impostazioni più interessanti sono probabilmente quelle relative alle modalità ANC. Infatti, tramite l'app si possono scegliere quattro preset: Dinamica, Comfort, Generale e Ultra. Nel primo caso tutto si basa sull'ambiente, mentre negli altri si va ad agire in modo "manuale" a seconda della rumorosità del contesto. Potrebbe risultare un'aggiunta interessante per qualcuno, ma in realtà non perderete praticamente nulla senza l'app, se non gli aggiornamenti software.

Il codec utilizzato è l'L2HC (niente aptX). Attenzione però al fatto che quest'ultimo è esclusiva degli smartphone Huawei con EMUI 11 o superiore. Inoltre non mancano anche altre funzionalità disponibili solamente su dispositivi Huawei, in questo caso a partire dalla EMUI 10.1. Ad esempio, c'è una modalità a bassa latenza per il gaming. Sicuramente l'azienda cinese ha tutto l'interesse a spingere il suo ecosistema, ma queste "esclusive software" limitano l'utilizzo con brand differenti.
Al netto di questa situazione, le FreeBuds Studio garantiscono una qualità audio di elevata caratura. I bassi sono ben tarati anche se non esattamente roboanti, mentre i medi risultano dettagliati. Gli alti sono invece squillanti, nonostante si inizi a notare qualche imperfezione ad alto volume, ma nulla di eccessivo. Considerando le limitazioni citate in precedenza, siamo in ogni caso dinanzi a un ottimo prodotto.

Un altro aspetto interessante per le cuffie di Huawei è da ricercarsi nell'autonomia garantita dalla batteria da 410 mAh: circa 20 ore in condizioni di utilizzo normale, senza passare per la cancellazione del rumore. Le stime del produttore sono queste, ma in realtà i risultati sono un po' al ribasso, soprattutto volendo utilizzare tutte le funzionalità garantite dal prodotto. In ogni caso, un valore che probabilmente raggiungeranno in molti è quello delle 15 ore, mentre per la ricarica serve circa un'ora e mezz. Siamo dunque dinanzi a un'autonomia tutto sommato buona, anche se non al top del mercato.

Huawei FreeBuds Studio Le Huawei FreeBuds Studio sono delle cuffie comode e dalla buona qualità audio generale. Si tratta di un headset esclusivamente Bluetooth dal peso leggero, che tra l'altro dispone di un'ottima tecnologia noise canceling. Insomma, il primo prodotto di questo tipo dell'azienda cinese è per certi versi sorprendente, dato che attesta un'ottima entrata nel mercato da parte di Huawei. Tuttavia, c'è ancora della strada da fare: la qualità costruttiva è buona ma non eccellente, manca il jack audio e il prezzo di listino di 299 euro è fin troppo elevato (molto meglio i 229 euro dell'offerta). L'autonomia è buona, ma non eccellente. L'aspetto che lascia più a desiderare è tuttavia il software: il codec L2HC riservato agli smartphone Huawei e l'assenza dell'aptX sono un vero peccato, mentre il fatto che l'app AI Life vada scaricata tramite APK può rappresentare uno "scoglio" per qualcuno. Questo senza contare che l'app in sé è scarna di funzionalità dedicate a queste FreeBuds Studio. Insomma, siamo dinanzi a un buon prodotto, che presenta tuttavia delle imperfezioni che in questa fascia di prezzo possono creare qualche "grattacapo". La concorrenza, infatti, non manca.

7.7