Huawei Mate 40 Pro Recensione: tanta potenza e fotocamere al top

Il nuovo flagship di Huawei è il primo con CPU Kirin 9000, per uno smartphone tecnologico e con delle fotocamere di alto livello.

recensione Huawei Mate 40 Pro Recensione: tanta potenza e fotocamere al top
Articolo a cura di

Per diversi anni la gamma "P" e quella "Mate" di Huawei sono state tra le principali protagoniste dell'innovazione nel mondo Android. Dal comparto fotografico all'autonomia, i due brand di Huawei sono riusciti a stupire versione dopo versione, fino ad arrivare ai modelli presentati nel corso del 2020. Ottimo hardware, fotocamere di alto livello e un design diverso dagli altri hanno portato avanti la tradizione, purtroppo però l'impossibilità di utilizzare i servizi Google non ha permesso a questi smartphone di esprimersi al meglio.
AppGallery, gli HMS e tutto l'ecosistema software di Huawei si è espanso alla velocità della luce, lo sforzo dell'azienda cinese in questo senso è sotto gli occhi di tutti, ma il gap con i telefoni che possono accedere ai servizi di Google è ancora notevole e questo non può che complicare l'utilizzo di questo Mate 40 Pro, un top di gamma che, in assenza dei limiti imposti dal ban, oggi verrebbe celebrato come uno dei migliori usciti nel corso del 2020.

Design all'insegna delle curve

Huawei Mate 40 Pro viene venduto in una confezione di vendita ben fornita, in cui troviamo una cover di protezione, cuffie USB Type C e soprattutto un caricatore da 66W, uno dei più rapidi oggi disponibili sul mercato. Una volta preso in mano il telefono ci si accorge che le dimensioni sono molto generose, 9.1 mm di spessore per 212 grammi, non certo un peso piuma ma quest'anno anche tanti altri top di gamma hanno raggiunto livelli simili. Sul frontale a spiccare è la curvatura laterale molto accennata ma soprattutto il notch nella parte superiore dello schermo, la stessa soluzione che abbiamo visto nella recensione del P40 Pro. Come avevamo detto all'ora, dare un giudizio oggettivo su un notch di questo tipo è impossibile, molto dipende dai propri gusti personali, se state però cercando un telefono in cui il notch sia poco evidente allora il Mate 40 Pro non fa al caso vostro.
Le dimensioni più generose del solito sono giustificate dalla presenza di un sensore ToF al fianco di quello fotografico, necessario a rendere più sicuro e preciso il riconoscimento del volto, il metodo di sblocco che abbiamo utilizzato durante tutta la prova. In alternativa è disponibile anche il lettore di impronte digitali sotto al display, sempre rapido e reattivo.

Il sensore ToF frontale viene anche utilizzato per le Smart Gesture, con cui controllare lo smartphone senza toccarlo attraverso dei semplici gesti. L'effetto wow è assicurato, ma la scarsa precisione nel rilevamento rende questa funzione più scenica che realmente utile.

Il tasto di accensione e il bilanciere del volume sono tutti sul bordo destro, passando invece al retro è il modulo fotografico a spiccare subito, grazie al suo design circolare. Molto bella la colorazione White Glass, ma se utilizzate il telefono senza cover vi consigliamo caldamente di puntare alla versione Black Puro: la variante che abbiamo usato durante la prova si sporca molto facilmente, basta sfiorare la backcover con un dito per vedere subito impressa la ditata, segno di un trattamento oleorepellente davvero poco efficace. L'utilizzo di una cover è comunque consigliato, perché i materiali, seppur di ottima qualità, uniti alle dimensioni generose rendono il P40 Pro piuttosto scivoloso. Apprezzabile invece la scelta del design circolare per le fotocamere, che rende subito riconoscibile il telefono.
Nel bordo basso si trova lo slot per le due Nano SIM, o in alternativa una Nano SIM e una scheda di memoria (con standard proprietario Nano Memory Card). Troviamo poi lo speaker principale, che in coppia con la capsula auricolare genera un ottimo audio stereo, dal buon volume massimo e pulito nella resa. Ovviamente lo smartphone è certificato IP68 per la resistenza ai liquidi e alla polvere, come si addice a un telefono dal costo di 1249 euro.

Processore e schermo da top di gamma, buona autonomia

Punto di forza del nuovo smartphone di Huawei è sicuramente il Kirin 9000, l'unico processore a 5 nm attualmente disponibile nel panorama Android. Si tratta di un Octa Core formato da un Core Cortex A77 dal clock di ben 3.13 GHz, 3 Core A77 a 2.54 GHz e 4 Core Cortex A55 da 2.05 GHz, dotato di NPU (Neural Process Unit), GPU Mali G78 e affiancato da 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, di tipo UFS 3.1. Il clock di picco è lo stesso dello Snapdragon 865+, la proposta più spinta di casa Qualcomm, per un processore che fornisce prestazioni che vanno ben oltre le necessità delle applicazioni mobile. Dal sistema operativo alle app presenti su AppGallery, il Kirin 9000 riesce sempre a offrire solide performance.

Grazie al nuovo SoC Huawei ha potuto aggiornare tutto il comparto connettività, in cui sono presenti gli ultimi standard del settore, dal 5G con modem integrato al Wi-Fi 6, passando per NFC, Bluetooth 5.2 (con supporto anche ad LDAC), navigazione satellitare completa (GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou) e non manca nemmeno la porta a infrarossi, per il controllo dei dispositivi che utilizzano questo standard.
Ottimo il display, un AMOLED da 6.7 pollici con refresh rate a 90 Hz e risoluzione di 2772x1344 pixel. I colori sono vivaci e la luminosità di picco in esterno consente una visione sempre ottimale, anche sotto la luce diretta del sole.
I bordi laterali dal taglio così pronunciato non sono per tutti, c'è chi li apprezza e chi meno, nell'uso quotidiano ci hanno ricordato molto quelli che avevamo provato sul Motorola Edge.

I 90 Hz, dinamici, si sentono e sono il giusto compromesso tra fluidità e consumi, il migliore per quanto abbiamo visto finora. Salendo a 120 o peggio a 144 Hz i consumi aumentano molto, non è un caso che gli smartphone che utilizzano questi refresh rate impieghino anche batterie enormi per supportarli.
Quella del Mate 40 Pro è da 4400 mAh, nella media per i top di gamma del 2020. L'autonomia è discreta, si arriva sempre a fine giornata e in base al tipo di utilizzo si può andare anche un pochino oltre. Resta il fatto che grazie alla ricarica da 66W via cavo il telefono accumula energia molto rapidamente, basta meno di un'ora per caricarlo. Ottima la ricarica wireless da ben 50W, in questo campo Huawei è avanti ai concorrenti diretti, che sono rimasti ancora a standard decisamente più lenti.

Fotocamere super

Il pezzo forte del Mate 40 Pro è la fotocamera, del resto questa gamma di smartphone ha fatto da apripista a diverse nuove tecnologie negli ultimi anni. Rispetto al P40 Pro, già eccezionale sotto questo aspetto, la differenza non è marcata, si tratta più di una conferma degli ottimi risultati raggiunti anche quest'anno da Huawei. Sul retro, anche se possono sembrare quattro i sensori fotografici, in realtà sono tre, l'altro racchiude al suo interno dei componenti per la messa a fuoco e per la misurazione della temperatura colore.

La cam principale è da 50 megapixel con apertura f/1.9, dotata di autofocus PDAF e laser. Abbiamo poi una ultra wide, ribattezzata Cinelens, da 20 megapixel con apertura f/1.8 e infine una da 12 megapixel per lo zoom 5x senza perdita di qualità, con stabilizzazione OIS.

Come nel caso del P40 Pro siamo di fronte a uno dei migliori sistemi fotografici disponibili su smartphone, eccellente di giorno, dove la fotocamera principale è in grado di generare scatti con un livello di dettaglio eccezionale, e di notte, dove il sensore da 50 megapixel riesce a catturare una grande quantità di luce anche senza bisogno della night mode, come sempre molto efficace. Il merito va anche a un software che riesce ad elaborare bene le immagini, dandogli una spinta in più, anche a costo di enfatizzare leggermente i colori. Huawei è davanti a tutti quando si guarda allo zoom, perfettamente utilizzabile anche a 10x: anche in questo caso è il software a fare la differenza, l'algoritmo che gestisce lo zoom riesce bene a recuperare dettagli senza rendere l'immagine impastata, al contrario di quanto avviene con altri top di gamma.

No Zoom

Zoom 10X

Per le macro meglio utilizzare il sensore Cinelens, in grado di offrire una messa a fuoco da vicino più efficace. Positivo anche il riscontro sui video, in questo campo iPhone 12 Pro rimane davanti, ma si possono girare ottimi filmati con il Mate 40 Pro.

Software

Huawei Mate 40 Pro utilizza Android 10 con personalizzazione EMUI 11, le patch di sicurezza sono aggiornate a settembre nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo. Niente applicazioni e servizi Google ovviamente, Mate 40 Pro è basato su HMS (Huawei Mobile Service), le applicazioni si scaricano dallo store proprietario AppGallery e attraverso Petal Search, un vero e proprio motore di ricerca alternativo a Google, che viene utilizzato anche per trovare gli apk delle app, nel caso in cui non siano presenti su AppGallery.
Abbiamo parlato più volte di questo nuovo ecosistema, anche attraverso una guida all'utilizzo degli HMS, rispetto all'inizio dell'anno la situazione è migliorata e l'impegno di Huawei nel portare un numero maggiore di app è evidente.
Le applicazioni sono arrivate in buona quantità su AppGallery, da quelle di streaming come Sky Go e DAZN, fino a Chili, Infinity, Mediaset Play e RaiPlay, insieme a diverse app delle banche, come Ubi Banca, Banca Sella e Mediolanum.

Fermandosi al solo parco applicazioni dello store di Huawei tuttavia le mancanze sono sempre in agguato, basti pensare all'assenza di Google Classroom, spesso fondamentale per la didattica a distanza, come anche alla mancanza di tantissime applicazioni per dispositivi di vario tipo, dalle cuffie fino agli indossabili, o in ambito gaming. Anche mettendo da parte tutti i software di Google, capita di trovarsi bloccati davanti a scogli che con qualsiasi altro smartphone non ci sarebbero.
Molto spesso sono aggirabili utilizzando Petal Search per cercare direttamente gli apk delle applicazioni mancanti, ma si tratta sempre di una situazione che pone Huawei in svantaggio rispetto ai concorrenti.
In definitiva l'ecosistema di Huawei sta continuando a crescere a ritmi forsennati, basti pensare all'introduzione recente di Huawei Docs, per la gestione dei documenti (ma si può sempre usare anche Office di Microsoft), e Huawei Maps per la navigazione, ma servirà ancora tempo per raggiungere il parco app disponibile nei concorrenti Android e su iOS.

Huawei Mate 40 Mate 40 Pro conferma quanto di buono abbiamo visto in casa Huawei in questi anni, grazie a un comparto fotografico eccezionale, a un’autonomia solo discreta ma che può contare su una ricarica rapidissima, a un ottimo display e a un processore, il Kirin 9000, che ha pochi rivali in fatto di potenza ed efficienza. Dall’altro lato abbiamo una backcover che trattiene davvero troppo le ditate, un notch frontale di dimensioni generose ma soprattutto un ecosistema software ancora in costruzione, che limita le potenzialità del telefono. Il prezzo di 1249 euro testimonia la volontà di Huawei di non riposizionarsi in una fascia più bassa, certo l’hardware del Mate 40 Pro sarebbe stato più appetibile a un costo più competitivo, ma la casa cinese ha preferito proseguire con la strada tracciata in questi anni, ovvero puntare al top, anche al costo di ripercussioni sulle vendite, viste le limitazioni rispetto ai concorrenti. Il futuro rimane incerto, la vittoria di Biden negli Stati Uniti apre uno spiraglio importante, ma la vera domanda è se Huawei vorrà davvero tornare a lavorare con Google, dopo tutti gli sforzi compiuti in questi mesi per accrescere il parco software di AppGallery. Insomma, lo scenario è quanto mai incerto, l’unica sicurezza è che Huawei non intende mollare una posizione che ha impiegato anni a raggiungere, possiamo solo aspettare per capire se il futuro dell’azienda cinese sarà sempre più indipendente o se un ritorno all’ecosistema di Google è ancora possibile ma soprattutto conveniente.