Huawei MatePad 11 Recensione: 120Hz bastano per dimenticare Google?

Con un display d'eccezione e un processore ad alte prestazioni, il MatePad 11 rappresenta il prodotto di riferimento per provare HarmonyOS 2.0.

Huawei MatePad 11 Recensione: 120Hz bastano per dimenticare Google?
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Il segmento dei tablet è molto strano o se non altro particolare. Quando si valuta l'acquisto di un prodotto di questo tipo, spesso si applica un ragionamento che appartiene all'epoca dei primi smartphone: investire su un blasonato iPad oppure risparmiare il portafogli, spesso con qualche compromesso. Esiste però un sottobosco di dispositivi di fascia elevata e altissimo valore qualitativo anche senza mela sulla scocca. Alcuni di questi device non hanno neanche Android.

Uno di questi casi è proprio il nuovo Matepad 11, sfornato da Huawei nel corso del 2021 e sbarcato in Italia solo da qualche mese. Con un prezzo di listino di 399,90 Euro sul sito ufficiale è possibile portarsi a casa la versione con 6/64GB, mentre, attualmente sotto promozione, il taglio da 6/128GB è disponibile a 449,90 euro.

Design e specifiche

Nonostante il price point decisamente al ribasso, Huawei non ha voluto lesinare nella cura al dettaglio nel suo MatePad da 11 pollici, con un vetro oleorepellente di ottima fattura e dalla piacevole sensazione al tatto, mentre frame e scocca posteriore sono di plastica, seppur con un trattamento simil-metallico che inganna facilmente l'occhio meno attento.

Con orientamento orizzontale, o Landscape, troviamo la webcam in porzione centrale sul margine superiore dello schermo, un modulo selfie da 8 MP con apertura f/2.0. Il modulo non è integrato poiché per questo tablet Huawei ha pensato a un pannello IPS, seppur dall'ottima resa complessiva.
Sul lato sinistro troviamo il tasto d'accensione e un doppio speaker. Specularmente, a destra, troviamo un'altra coppia di speaker e, sempre sul laterale destro, esattamente al centro, la porta USB Type-C per la ricarica, il trasferimento dati e la trasmissione video.
Nella parte superiore fanno capolino il bilanciere per il volume e il set di microfoni per l'acquisizione e la correzione dei rumori ambientali, oltre a uno spazio magnetico non visibile per l'aggancio della Huawei M-Pencil.

Un dispositivo ben progettato, con suono curato da harman kardon

Il margine inferiore si presenta sostanzialmente pulito, eccezion fatta per il vano per la SIM o MicroSD. Il comparto fotografico principale si trova sul retro, con un bump di circa 2 mm che non rende meno stabile l'aderenza del dispositivo alle superfici orizzontali. Singolo il modulo principale da 13 MP con apertura f/1.8 con messa a fuoco automatica, accompagnato nel modulo solo da un flash LED e un foro per il microfono per l'acquisizione video. La resa complessiva non è eccelsa, ma non è un dispositivo pensato per offrire alte prestazioni in quest'ambito.

La scheda tecnica dello Huawei MatePad 11 parla di un dispositivo piuttosto compatto, che racchiude un display da 10,95 pollici all'interno di un corpo di 165,3 x 253,8 mm con uno spessore di appena 7,25 mm. Il peso, invece, è di circa 485 g al netto della M-Pencil, che invece non supera i 15 g. Il rapporto screen-to-body è eccellente, pari a circa l'86%.

Il pannello scelto da Huawei, dicevamo, è di tipo IPS con tecnologia FullView, Refresh Rate fino a 120 Hz e risoluzione WQXGA di 2560 x 1600 pixel, con una densità di 275 ppi.
Sotto la scocca trova posto un SoC Qualcomm Snapdragon 865 con architettura Kryo 585 su nodo TSMC a 7 nm accompagnato da un comparto grafico coperto dalla ottima Adreno 650 e 6GB di RAM LPDDR4X.
L'autonomia è affidata a una batteria da 7250 mAh, sufficienti per portare l'utente sopra alle 10 ore di utilizzo con display in utilizzo standard, qualcosa in meno nel gaming. La ricarica con il caricabatterie originale, invece, richiede poco meno di due ore per un ciclo da 0 a 100%.

Esperienza d'uso

Della user experience con Huawei HarmonyOS 2.0 ne abbiamo già parlato nel nostro speciale dedicato all'OS del gigante cinese, ma chiaramente si tratta di uno dei principali tratti distintivi del dispositivo e come tale, è necessario porvi un accento particolare anche in sede di recensione, dal momento che si tratta di un tablet interamente pensato e progettato per questo sistema operativo.

L'interfaccia è straordinariamente fluida e priva di particolari complicazioni, grazie anche a un processore da top di gamma della scorsa generazione e a delle animazioni di transizione studiate a puntino a questo scopo. Nello scrolling, panning e passaggio di schermata la sensazione è sempre appagante. Ciò che, come al solito, stona su questi dispositivi è la mancanza dei servizi Google, che richiede per forza di cose un periodo di ambientamento per gli utenti che si apprestano a entrare negli Huawei Mobile Services per la prima volta.
Superato questo scoglio e travasate le proprie informazioni vitali in questo ecosistema, non si possono evidenziare particolari debacle nell'utilizzo di tutti i giorni.

Nelle foto non eccelle, ma si difende per quanto possibile

In ambito multimediale, il MatePad 11 è provvisto dei DRM Widevine con livello di sicurezza L1, pertanto applicazioni come Netflix possono ora riprodurre contenuti in streaming con risoluzione massima supportata Full HD sull'ecosistema Huawei.
L'audio è stereo e ha un'escursione molto ampia del volume, con un livello massimo elevato e un suono caldo e avvolgente per lo spettatore. I bassi sono molto profondi ma mai invadenti.

Nella sua totalità, la riproduzione di contenuti ad alta risoluzione risulta molto gradevole grazie a un pannello d'eccezione in termini di qualità complessiva, luminosità e contrasti e il sonoro accompagna la visione con una qualità ben allineata a quella restituita dall'esperienza visiva.

Prestazioni e Gaming

Come già accennato, la fluidità è al centro della scena e non esistono gli impuntamenti, di qualunque tipo essi possano essere. Del resto, è ciò che chiunque si aspetterebbe da un prodotto equipaggiato da un SoC che è tutt'ora fra i più potenti sulla piazza. Nel gaming, infatti, il MatePad 11 regala grandi soddisfazioni.
L'apertura dei giochi è in linea con dispositivi mobili con lo stesso chip, in termini di secondi. Call of Duty: Mobile richiede dai 20 ai 25 secondi di media per l'apertura e rimane inchiodato sopra i 60 fps anche a preset elevato, così come Fortnite. Anche ARK: Survival Evolved consente di massimizzare la resa grafica senza cali di framerate, ma l'assenza dei servizi Google in questo caso non consetirà di giocare in modalità multigiocatore.

Passando ai numeri, AnTuTu Benchmark raggiunge 574.136 punti, appaiandosi con i dispositivi che utilizzano lo stesso chip, ma brilla su Geekbench con i suoi 901 punti in Single-Core e 3250 in Multi-Core (se paragonati, ad esempio, con quanto evidenziato nella nostra recensione di OnePlus 8T). Una piacevole sorpresa, a ulteriore conferma del fatto che HarmonyOS non costituisce un freno particolarmente ingombrante, perlomeno sulle prestazioni.

Feature aggiuntive

Non potevamo concludere senza parlare della M-Pencil, venduta in bundle in alcune configurazioni e che consente di espandere le proprie possibilità ben oltre il tradizionale utilizzo. Con questo accessorio, dal pairing Bluetooth immediato attraverso l'aggancio magnetico, sarà possibile utilizzare il MatePad 11 come un taccuino digitale su cui disegnare e prendere appunti con estrema precisione, affidabilità e con riconoscimento della mano.
Il pennino è sensibile alla pressione, sebbene con pochi livelli di riconoscimenti, ma nel complesso può regalare grandi soddisfazioni e non solo nel Blocco Note preinstallato ma anche in app di terze parti come Tayasui Sketches, ibis Paint X o PicsArt Color Paint, benché queste ultime non riescano a replicare lo stesso feeling della proposta ufficiale.

Un saluto low quality

Le funzionalità Gaming

Parlando di gaming, invece, la toolbar ideata da Huawei per HarmonyOS 2.0 brilla nella sua immediatezza ed efficacia. Con un semplice swipe dall'alto mentre siamo in-game sarà possibile accedere a una pletora di possibilità e opzioni aggiuntive, dalla più pura e semplice modalità di Accelerazione dei giochi che migliora l'esperienza e le performance sino al limitatore delle notifiche push a comparsa. Sarà possibile registrare le sessioni di gioco e catturare screenshot, oltre a poter beneficiare della modalità PiP per alcune applicazioni, particolarmente utile con le app di messaggistica istantanea come Telegram.
Il menu gaming è complessivamente molto utile, peccato che non riconosca tutti i giochi.

Il problema reale con HarmonyOS, come molti potrebbero immaginare, è nella scelta delle applicazioni. La seppur ottima App Gallery non si può ancora considerare a livello con le opzioni più blasonate, ma si apprezza lo sforzo. Ottima l'implementazione della ricerca globale di risultati al di fuori della galleria proprietaria direttamente nei risultati di ricerca, ma questa funzione talvolta può costituire un elemento di maggiore dispersività nella scelta del risultato desiderato.
Per fortuna, è possibile anche installare l'Amazon App Store, ottima aggiunta per chi è alla ricerca di sorgenti affidabili per le app mancanti all'appello.

Huawei Matepad 11 MatePad 11 è un dispositivo che si merita uno slancio particolare in termini di valutazione, per via della coraggiosa ostinazione di Huawei che ha, tutto sommato, premiato brand e appassionati con un prodotto valido e supportato da un buon sistema operativo. Sistema operativo purtroppo non ancora all'altezza in termini di scelta di applicazioni, il supporto ai servizi più blasonati non c'è ancora al 100%, ma il tablet si difende molto bene dove deve. Il display è davvero una chicca, piacevole e avvalorato da una frequenza di aggiornamento fino a 120Hz che si rivela particolarmente utile nel rendere più fluida agli occhi l'esperienza HarmonyOS. Il SoC Snapdragon 865 è una garanzia e non si smentisce neanche in questo caso. Solo accettabile il comparto fotografico, ma del resto sono davvero in pochi a usare come camera principale un dispositivo da 11 pollici.