Huawei P20 Pro Recensione: tripla fotocamera al top e ottima autonomia

Il nuovo top di gamma di Huawei convince su quasi tutti i fronti, per uno smartphone che sancisce un ulteriore cambio di passo per la casa cinese.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Huawei ha raggiunto il top. Già con il Mate 10 Pro la casa cinese aveva realizzato uno smartphone eccellente sotto ogni aspetto, ma oggi, con l'arrivo del P20 Pro, il cerchio si chiude definitivamente. In pochi anni Huawei è riuscita a colmare il gap che la separava dai migliori brand sul mercato Android, e il P20 Pro rappresenta al meglio i molti passi fatti in avanti in questo periodo. Difficile trovargli un punto debole, anche se qualcosa da limare c'è ancora, ma si tratta di piccolezze in confronto a quanto offerto da questo smartphone, che si configura come uno dei più interessanti smartphone Android in commercio.

Un design tutto nuovo

Rispetto allo scorso anno Huawei ha apportato importanti cambiamenti estetici, dai materiali al design. Da P10 a P20 Pro si è infatti passati dal metallo al vetro, tornato in auge nell'ultimo periodo. Il primo impatto con il device è spiazzante, il colpo d'occhio è ottimo, anche se i rimandi ad iPhone X non mancano. La sensazione di déjà-vu c'è, ma anche le differenze. Frontalmente impossibile non notare il notch, che a differenza dello smartphone Apple occupa meno spazio, aumentando la superficie visibile di schermo nella parte alta. In basso invece è installato il lettore di impronte digitali, metodo di sblocco principale del device. Lo schermo occupa buona parte della superficie frontale, che include anche, all'interno del notch, una cam da 24 Megapixel e la capsula auricolare, che funziona anche da speaker per la riproduzione stereo dei contenuti. Interessante la possibilità di nascondere il notch attraverso un'opzione messa a disposizione dall'interfaccia EMUI, che su questo P20 Pro, dotato di schermo OLED, risulta particolarmente efficace, grazie all'alto contrasto e ai neri assoluti che è capace di generare. Una volta nascosto, il notch diventa invisibile, accontentando così anche chi non apprezza questo elemento.
Come ormai la maggior parte degli smartphone Android mancano i tasti fisici di navigazione, sostituiti da quelli a schermo ma anche dal lettore di impronte, che supporta le gesture e riesce così sopperire, almeno in parte, alla mancanza di pulsanti dedicati. Il frame che compone i bordi laterali del device è in metallo lucido satinato: sulla destra troviamo tasto di accensione, evidenziato in rosso, e bilanciere del volume, mentre su quello sinistro è disponibile il vano SIM, che può ospitarne due con 4G attivo, ma niente slot per MicroSD. I 128 GB di cui è dotato il telefono vanno ben oltre le normali esigenze di memoria, non dovrebbero esserci problemi di spazio quindi. Nel bordo alto troviamo un sensore a infrarossi e un microfono, mentre in basso si possono osservare dei tagli nel metallo che nascondono il secondo speaker del telefono, oltre alla porta USB Type C. La backcover invece ospita la tripla fotocamera Leica e un flash dual Led. Le dimensioni sono di 155x73.9x7.8 mm, con un peso di 174 g, valori ottimi se si pensa alla batteria da 4000 mAh installata all'interno: nessuno dei rivali nella fascia alta offre oggi di meglio sotto questo aspetto.
Passando al design generale e alla qualità costruttiva, il lavoro svolto da Huawei è ottimo e ha portato anche la certificazione IP67 per la resistenza ai liquidi e alla polvere, anche se il notch può far perdere un po' di personalità al terminale. Questo elemento sarà sempre associato ad Apple, ma la sua diffusione anche nel mondo Android lo renderà sempre più comune anche in questo ecosistema. Nonostante questo il colpo d'occhio offerto dal P20 Pro difficilmente deluderà, con risultati diversi in base al colore scelto (a disposizione i colori Pink Gold, Midnight Blue, Graphite Black e Twilight).

Rispetto al metallo impiegato nel P10 però, il vetro si porta dietro tre problematiche: le ditate, la resistenza agli urti e il grip. Nel primo caso, il P20 Pro è risultato particolarmente ricettivo, noterete quindi numerose impronte usandolo senza una cover; un miglior trattamento oleofobico avrebbe certamente migliorato la situazione. Nel secondo, il vetro, per quanto resistente, non può certo offrire la solidità del metallo, in caso di caduta quindi il rischio di romperlo è più elevato. Nel terzo invece, l'utilizzo del vetro leggermente curvo ai lati sia sul fronte che sul retro, unito al frame in metallo curvo, non dona particolare presa al device. L'utilizzo di una cover è consigliato quindi, per evitare ditate, allungare anche la vita del prodotto e aumentare il grip. Da segnalare anche l'assenza del jack da 3.5 mm, un elemento che vedremo sempre meno e che sta lentamente scomparendo dagli smartphone.

Caratteristiche tecniche e prestazioni

La piattaforma hardware è rimasta la stessa del Mate 10 Pro, come da tradizione. Di solito Huawei presenta i nuovi SoC con la gamma Mate, mentre le evoluzioni in campo fotografico in quella "P". Troviamo quindi sotto al cofano una CPU Kirin 970, realizzata con processo produttivo a 10 nm, che integra 4 Core Cortex A73 a 2.4 Ghz e quattro A53 a 1.84 Ghz, mentre la GPU è una Mali-G72MP12 con 12 Core. Questo processore include al suo interno una Neural Process Unit, un'unità di calcolo pensata espressamente per accelerare i processi di Machine Learning, utilizzata dallo smartphone per diversi compiti, dalla gestione della fotocamera alle traduzioni, fino all'ottimizzazione dell'audio delle chiamate in ambienti rumorosi. Troviamo poi 6 GB di RAM e 128 GB di spazio per l'archiviazione dei dati, mentre la batteria è da ben 4000 mAh, compatibile con la ricarica rapida. Presenti anche Wi-Fi ac MIMO, Bluetooth 4.2, NFC ed LTE Cat 18. Il sistema operativo è Android 8.1, con interfaccia grafica EMUI 8.1.
Specifiche di tutto rispetto, ma che in confronto a quelle del Galaxy S9 o di iPhone X non toccano gli stessi livelli prestazionali raggiunti dai rispettivi SoC, l'Exynos 9810 e l'Apple A11. Nei benchmark la differenza c'è, ma nell'utilizzo quotidiano? In questo caso il discorso cambia completamente, perché a livello di fluidità dell'interfaccia il P20 Pro mostra prestazioni convincenti in ogni ambito.
Android gira in modo fluido e senza impuntamenti, con Chrome che permette una navigazione impeccabile. Anche nel gaming non ci sono problemi, neppure con titoli come Playerunknown's Battlegrounds Mobile, che funziona bene su questo P20 Pro. Al netto dunque di una forza bruta inferiore, non si notano diffrenze di sorta rispetto a processori più potenti nell'utilizzo quotidiano.

Schermo, notch e sistemi di sblocco

Il display OLED installato in questo P20 Pro ha una diagonale da 6.1 pollici, un aspect ratio di 18.7/9 e una risoluzione di 2240x1080 pixel. Gli angoli di visuale sono ampi, con i colori che variano solo leggermente in base al punto di osservazione, mentre contrasto elevato e neri assoluti consentono un'eccellente visione dei contenuti. Pieno supporto è dato anche all'HDR, anche se molte app, come YouTube, devono ancora essere rese compatibili con questo smartphone. Netflix tuttavia è già perfettamente funzionante con HDR attivo, restituendo un'ottima resa dei colori e annullando completamente il color banding. Strano però il fatto che, durante le riproduzione, la luminosità non venga aumentata per consentire picchi di luminanza superiori. Interessante la possibilità di abbassare manualmente la risoluzione dello schermo a 1493x720 pixel per diminuire il consumo di batteria. La resa perde in nitidezza e in definizione, ma il risultato è comunque soddisfacente.
Sopra e sotto al display sono installati i due sistemi di sblocco di cui è previsto lo smartphone, ovvero il lettore di impronte e il riconoscimento facciale, che sfrutta la cam frontale per funzionare. Il primo garantisce ottima velocità di accesso e reattività, come del resto abbiamo riscontrato in altri modelli della casa cinese. Il secondo è altresì rapido nell'attivare il terminale e funziona anche in scarse condizioni di luminosità, a patto di tenere il display acceso vicino al viso, ma offre un livello di sicurezza inferiore rispetto all'impronta e soprattutto rispetto al Face ID di Apple, che sfrutta molti più sensori e un riconoscimento tridimensionale del volto per una scansione sicura. Meglio utilizzare il pratico lettore di impronte, che per altro piazzato sotto al display garantisce un miglior comfort di utilizzo.

In merito al notch, avevamo qualche dubbio sulla gestione software operata da Android, sistema operativo che deve adattarsi a tanti terminali differenti e che ha visto l'introduzione della piccola barra solo di recente. Ebbene, i dubbi sono stati completamente fugati, perché il robottino verde appare a suo agio con questo elemento. Le app non compatibili mostrano in alto la classica status bar con sfondo nero, che di fatto nasconde il notch alla vista, quelle invece che prevedono la sua presenza mostrano a sinistra le notifiche e a destra gli avvisi di sistema, come lo stato della batteria, l'ora, l'attivazione del bluetooth, etc. Tutte le app di sistema sono ovviamente compatibili, ma anche diverse di terze parti, come Facebook, WhatsApp e Instagram, giusto per citarne alcune tra le più famose. In ogni caso, Android passa agevolmente da una modalità di visualizzazione all'altra, per cui il notch sul robottino verde è promosso, ma speriamo che il numero di app compatibili aumenti nel corso del tempo.

Fotocamere

Il comparto fotografico del P20 Pro è il vero fiore all'occhiello del terminale. Sul davanti troviamo una cam da ben 24 Megapixel, in grado di scattare selfie di buona qualità ma che non stupiscono, nonostante le dimensioni del sensore, a causa di colori un po' spenti. Ma è sul retro che Huawei è riuscita a migliorare ulteriormente il già ottimo lavoro svolto con il Mate 10 Pro, installando tre sensori fotografici dalle caratteristiche uniche, sviluppati in collaborazione con Leica. Il primo è da 40 Megapixel RGB con apertura f/1.8, il secondo dal 20 Megapixel con apertura f/1.6 e il terzo invece è 8 Megapixel con apertura f/2.4 e funziona da teleobbiettivo 3x. Queste tre cam, in combinazione con l'IA, consentono scatti di alta qualità, e in alcuni casi di catturare immagini semplicemente impossibili da ottenere con altri smartphone. Quando la luce è poca, la resa del P20 Pro spicca su tutti gli altri smartphone, basta osservare cosa accade scattando un'immagine in una stanza praticamente buia.

P20 Pro: luce catturata in modalità notturna

iPhone 8 Plus

Tralasciando la qualità, in questo caso bassa visto che lo scatto è stato fatto senza praticamente luce nell'ambiente, quello che interessa osservare è la quantità di luce catturata dal telefono, che grazie alla stabilizzazione fornita dalla IA riesce a scattare immagini a lunga esposizione senza usare un cavalletto. Il confronto con un iPhone 8 Plus è impietoso, confermando il P20 Pro come il miglior telefono per immortalare immagini con poca luce.

Se la luce è sufficiente ma comunque bassa il sensore da 40 Megapixel riesce a tirare fuori ottimi scatti anche senza la modalità notturna, un'ottima notizia per chi non vuole perdere troppo tempo con l'esposizione prolungata.
In caso di condizioni di luce ottimali, il sensore da 40 Megapixel consente di ottenere foto enormi, da zoomare all'occorrenza, molto ricche di dettagli. A proposito di zoom, la combinazione tra il sensore da 40 Megapixel con quello da 8 MP permette di ottenere uno zoom fino al 5x, eccellente a livello di ingrandimento un po' meno come stabilità, bisogna avere mano ferma per usare questo livello di zoom senza una buona luce ad illuminare il soggetto scelto, che risulta altrimenti mosso. Perfetto invece lo zoom 3x, che mantiene praticamente inalterata la qualità degli scatti.

Nessun ingrandimento

Zoom 5x

Il risultato finale è il comparto fotografico più versatile della categoria, capace di adattarsi a molteplici modalità di scatto. Il merito va anche alla IA integrata, che una volta attivata riconosce il soggetto dello scatto e imposta di conseguenza i parametri cattura. Le immagini ottenute sono piuttosto particolari e puntano alla spettacolarizzazione della scena piuttosto che alla fedeltà. Ma se non volete addentrarvi nella modalità di scatto Pro, davvero ricca di settaggi, l'IA permette di avere ottimi risultati con il minimo sforzo.
Sul fronte video, il miglioramento rispetto al Mate 10 Pro è netto, grazie alla stabilizzazione digitale migliorata, che rende i video esenti da tremori marcati, peccato solo che in 4K a 30 fps questa non sia disponibile. Non impressiona invece la modalità di cattura dei video a 960 fps in 720p, che pur risultando perfettamente funzionale perde forse troppo in definizione.

Software, batteria, audio

Il sistema operativo scelto da Huawei è Android 8.1, con interfaccia EMUI 8.1. Rispetto alle precedenti versioni, la nuova EMUI offre poche novità, per un'esperienza pratica del tutto identica al passato. A dispetto di una grafica che inizia a sentire il peso del tempo le funzioni disponibili sono tante, con la presenza di app proprietarie utili come Gestione Telefono, un vero e proprio hub da cui ottimizzare il device, eliminare i file non più utili, controllare la presenza di eventuali virus e monitorare l'utilizzo della batteria. Troviamo poi un'app dedicata al sensore a infrarossi, per comandare così i dispositivi compatibili sparsi per la casa, e un'app temi per cambiare l'aspetto dell'interfaccia.
Niente di nuovo dunque sotto questo aspetto, del resto, grafica a parte, la EMUI offre prestazioni e stabilità già da tempo, risultando una garanzia sotto questo punto di vista. Da non sottovalutare anche la modalità desktop, molto simile a quella vista su Mate 10 Pro ma poco pubblicizzata in questo P20 Pro. Collegando lo smartphone a uno schermo tramite un cavo USB Type C-HDMI è possibile godere di un'esperienza Android desktop completa, con l'interfaccia che si modifica diventando simile a quella di un PC. Un'aggiunta ottima e che dona ulteriore versatilità al telefono.

Elementi che spiccano sono anche la batteria da 4000 mAh e la sezione audio del telefono. L'autonomia è identica a quella del Mate 10 Pro, siamo quindi al livello dello smartphone top di gamma più prestante in questo ambito. Impossibile non arrivare a sera, nemmeno nelle condizioni di utilizzo peggiori, mentre con un uso normale ci si può spingere fino a due giorni senza ricaricare il telefono. Ricarica per altro rapidissima e che regala diverse ore di utilizzo in pochi minuti all'occorrenza. Da segnalare anche la qualità raggiunta dai due speaker stereo, che al massimo volume mostrano una resa nella riproduzione che abbiamo visto raramente in uno smartphone.
Il suono è ben bilanciato, con bassi presenti e alti piuttosto definiti, ma è al massimo del volume che arriva la sorpresa: niente fruscii o distorsioni, anche al massimo livello la qualità non decade, cosa per niente scontata in uno smartphone. Lo stesso si può dire per l'audio durante le chiamate, che è risultato eccellente in ogni occasione.

Huawei P20 Huawei P20 Pro è lo smartphone perfetto? La risposta a questo domanda è no: manca ancora qualcosa alla casa cinese per realizzare uno smartphone senza nessun punto debole. Sul fronte del design il P20 Pro convince ma qualche imperfezione nel trattamento oleofobico del vetro posteriore, unita a un’ergonomia non ai massimi livelli, fanno perdere qualche punto al nuovo top di gamma. Il Kirin 970 inoltre non raggiunge i picchi prestazionali dei concorrenti Exynos 9810 e Apple A11, pur non rappresentando un problema nell’utilizzo quotidiano. Un plauso va invece fatto a Huawei per essere riuscita a raggiungere vette assolute nel comparto fotografico, il migliore della categoria a nostro avviso, e nella batteria, due elementi centrali per gli utenti in fase d’acquisto di un nuovo smartphone. Se a questi si aggiungono l’ottimo display, una sezione audio che spicca dalla massa e un’ottimizzazione software certosina, allora il peso dei pregi supera di gran lunga quello dei difetti. P20 Pro è un top di gamma su cui fare sicuro affidamento, versatile e dal grande potenziale, basti pensare che con il prossimo aggiornamento software arriveranno ulteriori migliorie al comparto fotografico. Il prezzo ufficiale di 899€ ci sta tutto osservando l’offerta attuale dei concorrenti, che anzi vendono i loro flagship a prezzi di listino superiori. Basterà qualche settimana per livellare questa cifra verso il basso, e a quel punto diventerà davvero difficile non considerare l’acquisto di questo smartphone, viste le sue indubbie qualità.

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