Huawei P30 Lite New Edition Recensione: c'è il Play Store, ma poche novità

Huawei P30 Lite New Edition è uno smartphone che ripropone quanto visto in passato con piccoli accorgimenti hardware.

recensione Huawei P30 Lite New Edition Recensione: c'è il Play Store, ma poche novità
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Il 2019 è stato un anno piuttosto atipico per Huawei. È infatti impossibile non citare i problemi avuti dall'azienda cinese per via del ban subito dagli Stati Uniti d'America, che ha portato la società ad accelerare i tempi per quanto riguarda l'indipendenza tecnologica, tra HarmonyOS e App Gallery. Dopo l'arrivo di Huawei Mate 30 Pro, il primo smartphone senza Play Store in Italia, in molti si sono chiesti quale potrebbe essere la strategia dell'azienda per la fascia media nel 2020. Ebbene, nelle scorse settimane il colosso cinese ci ha consentito di testare a fondo in anteprima il nuovo Huawei P30 Lite New Edition.
Il dispositivo viene venduto a un prezzo di 349,90 euro e, come i più attenti di voi avranno già intuito dal nome, è una sorta di versione rivista di quel P30 Lite annunciato a marzo 2019. Per chi acquisterà lo smartphone entro il 9 febbraio 2020, in omaggio ci sono gli auricolari in-ear Bluetooth Huawei Freelace, che solitamente vengono venduti a un prezzo di 99 euro. Trovate i punti aderenti all'iniziativa seguendo questo link. Oltre a questo, chi deciderà di acquistare P30 Lite sul sito ufficiale di Huawei oppure all'Experience Store di Milano potrà portarsi a casa, aggiungendo 1 euro, un capo della capsule collection Annakiki X Huawei.

Design e unboxing

La confezione di vendita rientra nel classico stile Huawei: una scatola bianca con il nome dello smartphone sul frontale e un adesivo con tutte le informazioni relative al dispositivo nella parte inferiore. All'interno troviamo il caricabatterie da 9V/2A (18W), il cavo USB Type-C per la ricarica, la spilla per l'estrazione del vano dual nanoSIM (2 nanoSIM o nanoSIM + microSD) e i classici auricolari di discreta qualità. Insomma, stiamo parlando della solita buona dotazione di base, anche se ci sarebbe piaciuto trovare una cover trasparente, che in questo caso non è presente.

Le dimensioni di Huawei P30 Lite New Edition sono pari a 152,9 x 72,7 x 7,4 mm, per un peso di circa 159 grammi. Numeri nella media, che consentono di utilizzare tranquillamente lo smartphone in tutti i contesti, anche con una sola mano. Certo, lo schermo è ampio, ma ormai il trend del mercato è questo ed essenzialmente tutti ci siamo abituati a questo standard. Buono il grip: il dispositivo non risulta mai troppo scivoloso quando lo si utilizza. Per quanto riguarda la solidità costruttiva, siamo dinanzi a uno smartphone che fornisce una sensazione "premium", soprattutto grazie al profilo in metallo.

La backcover ormai l'abbiamo imparata a conoscere su vari dispositivi dell'azienda: tripla fotocamera + flash LED in alto a sinistra, sensore di impronte digitali al centro e logo Huawei in basso, tutto è al suo posto. La colorazione che ci ha fornito l'azienda cinese è la classica Midnight Black: restiamo sempre dell'opinione che i colori troppo scuri non rendano giustizia al retro degli smartphone. In ogni caso, P30 Lite viene venduto anche nella colorazione Peacock Blue, in grado di offrire un colpo d'occhio decisamente migliore, dal nostro punto di vista.
Per quanto riguarda i sensori di sblocco, tutto è come da aspettative: lettore di impronte digitali con velocità nella media e sblocco facciale rapido.

Passando alla parte anteriore troviamo un pannello con notch "a goccia" e bordi abbastanza evidenti, anche se siamo sempre sui soliti standard a cui l'azienda cinese ci ha abituato con parecchi altri modelli.
Nella parte inferiore del dispositivo fanno capolino gli altoparlanti, la porta USB Type-C, il primo microfono e il jack audio da 3,5 mm per le cuffie. Sulla destra troviamo il pulsante d'accensione e il bilanciere del volume, mentre il lato sinistro è del tutto "libero". In alto ci sono invece il carrellino per la SIM e il secondo microfono.
Insomma, Huawei P30 Lite New Edition non brilla di certo per originalità nel design e ripropone quanto già visto con diversi altri smartphone, "vecchio" P30 Lite compreso. Il dispositivo si va quindi a inserire nel bel mezzo della miriade di telefoni presenti sul mercato, ma d'altronde questo non è un grande problema visto che lo smartphone rispecchia tutti i classici standard qualitativi a cui l'azienda cinese ci ha abituato.

Caratteristiche tecniche

Se sperate che il senso di "déjà vu" svanisca quando si parla di scheda tecnica, purtroppo non è così. Infatti, Huawei P30 Lite New Edition è spinto da un processore octa-core HiSilicon Kirin 710 operante alla frequenza massima di 2,2 GHz (4 x 2,2 GHz + 4 x 1,7 GHz), affiancato da una GPU Mali-G51 MP4 e da 6GB di RAM. Essenzialmente, fatta eccezione per la RAM (che in precedenza era da 4GB), si tratta della stessa configurazione del precedente P30 Lite, aspetto non positivo, visto che stiamo parlando di uno smartphone uscito ad aprile 2019 in Italia. Il salto generazionale è quindi piuttosto contenuto. Le prestazioni rimangono buone per l'uso che ne fa l'utente medio, ma è chiaro che l'azienda cinese è rimasta forzatamente indietro rispetto alla concorrenza.
Bene invece per quanto riguarda la memoria interna, dato che è stata portata a 256GB (espandibile tramite microSD fino a 512GB), sufficienti per ogni tipo di utilizzo.

Passando al display, ritroviamo il pannello IPS LCD da 6,15 pollici con risoluzione Full HD+ (2312 x 1080 pixel) e notch "a goccia". È un buon schermo, il bilanciamento dei colori è fatto come si deve (ovviamente presenti le classiche impostazioni relative a colore e temperatura, Huawei è una sicurezza da questo punto di vista) e la luminosità automatica funziona bene. Il pannello tende a riflettere un po' troppo quando si utilizza lo smartphone sotto alla luce solare, ma siamo su livelli nella norma.
Scongiurati anche tutti i problemi relativi all'ottimizzazione dell'aspect ratio, visto che ormai gli sviluppatori si sono adeguati e Huawei P30 Lite New Edition dispone della solita modalità "a schermo intero", in grado di "forzare" le app che solitamente non sarebbero compatibili. Immancabili poi la funzionalità per la protezione degli occhi (filtro luce blu) e la possibilità di nascondere il notch via software. Tirando le somme, possiamo dirci soddisfatti dal display, anche se si tratta essenzialmente di una riproposizione di quanto di buono fatto in passato.

Il senso di "già visto" diventa ancora più evidente quando si parla del comparto fotografico. Infatti, troviamo una tripla fotocamera posteriore da 48MP (f/1.8) + 8MP (f/2.4, grandangolare, 120 gradi) + 2MP (f/2.4, per l'effetto bokeh). La novità in questo caso è la fotocamera anteriore da 32MP (f/2.0): è la prima volta che la serie P Lite introduce questo tipo di sensore. I tre sensori posteriori possono registrare video in Full HD a 60fps, mentre quello anteriore arriva al Full HD/30fps. Zero novità dal punto di vista dell'app Fotocamera, dove ci sono le classiche Lenti AR, Notte, Ritratto, Pro, Rallentatore, Panorama, Apertura, Light Painting, HDR e Time-lapse.
I sensori sul retro sono praticamente quelli del "vecchio" P30 Lite e la qualità degli scatti è quindi pressoché speculare. Le fotocamere posteriori sono in grado di offrire risultati nella media con una buona luminosità, mentre con poca luce si iniziano a vedere tutti i limiti del comparto fotografico, visto che si vanno a perder fin troppi dettagli. Discreta la fotocamera anteriore, ma abbiamo visto fare di meglio in questa fascia di prezzo.
Per fortuna l'intelligenza artificiale e le varie modalità notturne (Handheld Super Night e Super Selfie Night) a volte riescono a salvare la situazione. I video purtroppo mancano di una stabilizzazione come si deve, anche se va detto che molti altri smartphone si comportano allo stesso modo. Tirando le somme, il comparto fotografico è in grado sicuramente di soddisfare l'utente medio, ma se cercate uno smartphone per le foto potrebbe non essere la soluzione ideale. Se volete farvi un'idea direttamente, potete trovare alcune foto non compresse nella nostra cartella Drive dedicata a Huawei P30 Lite New Edition.

Passando all'autonomia, troviamo una batteria da 3340 mAh, la stessa del precedente modello. Siamo arrivati spesso a sera con il 25% di carica residua, un buon risultato che conferma come l'azienda cinese sia una garanzia da questo punto di vista. Rimane anche la ricarica a 18W, quindi siamo negli standard.
Ottimo il comparto connettività, completo di tutto: 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2 e NFC. Buona anche la ricezione, nulla da segnalare da questo punto di vista. Il comparto audio è nella media, durante i nostri test gli altoparlanti sono riusciti a raggiungere un picco di 78 dBA (un buon risultato ma non eccezionale).

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie con EMUI 9.1.0, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza del 1 agosto 2019. Qui non possiamo che ripetere le solite nostre impressioni, dato che non c'è essenzialmente alcuna novità rispetto a quanto visto con i diversi dispositivi che abbiamo testato durante lo scorso anno. Da segnalare il fatto che Huawei P30 Lite New Edition dispone ancora dei servizi Google, quindi il Play Store e tutte le altre app sono al loro posto e non si muoveranno da lì. Per il resto, vanno citate le solite ottime gesture e la schermata Gestione Digitale.
La fluidità del sistema operativo è nella norma, la classica offerta dalla miriade di smartphone montanti il SoC Kirin 710. Qualche impuntamento c'è, ma nulla di grave. Un vero peccato, invece, che le patch siano ferme ad agosto e che lo smartphone non arrivi sul mercato direttamente con la EMUI 10.

Prestazioni e benchmark

Come avrete già intuito, Huawei P30 Lite New Edition non riesce a farsi valere in termini di prestazioni. Il Kirin 710 lo conosciamo ormai come le nostre tasche e nel 2020 sarebbe decisamente stata ora di passare al Kirin 810, annunciato a giugno 2019. Purtroppo la società cinese non ha avuto scelta, a causa del ban subito dagli Stati Uniti d'America.
Per gli amanti dei benchmark, il dispositivo ha fatto registrare un totale di 187684 punti su AnTuTu. Su Geekbench, invece, è arrivato a 319 punti in single-core e 1287 punti in multi-core. Numeri sotto alla media, che non riescono a competere con quelli offerti dagli smartphone di altre aziende. Per farvi un esempio concreto, Realme X2, dispositivo venduto a un prezzo che si avvicina a quello di questo Huawei P30 Lite New Edition, ha fatto registrare un totale di 257545 punti su AnTuTu durante i nostri test. Sicuramente sono stati fatti dei leggeri passi in avanti rispetto al precedente modello, ma lo scarto prestazionale non è per nulla marcato. Nel 2020 configurazioni di questo tipo iniziano a farsi strette.

Gaming

Abbiamo scelto di mettere alla prova Huawei P30 Lite New Edition principalmente con Call of Duty Mobile, Need for Speed No Limits e Ark: Survival Evolved, tutti titoli potenzialmente in grado di dare parecchio filo da torcere a uno smartphone di fascia media.
Ebbene, Call of Duty Mobile gira fluidamente e senza lag solamente con dettagli su "Basso" e FPS su "Medio", è proprio il gioco stesso a bloccare le opzioni più elevate, rilevando i limiti hardware. Insomma, anche il gaming conferma quanto descritto in termini di prestazioni. Passando a Need for Speed No Limits, titolo un po' meno esoso di risorse, il gioco di Electronic Arts funziona senza alcun tipo di problema su questo Huawei P30 Lite New Edition, ma si nota sin da subito che il titolo tende ad abbassare i dettagli automaticamente.

Per quanto riguarda Ark: Survival Evolved, titolo ormai "famoso" per mettere a dura prova gli smartphone, quest'ultimo va correttamente a coprire la parte vicino al notch grazie alla modalità a schermo intero implementata da Huawei, ma funziona discretamente solamente con dettagli su "Basso". Tuttavia, si notano spesso cali di frame rate e in linea generale l'esperienza è al limite del giocabile. Insomma, se siete degli amanti del gaming, probabilmente fareste meglio a guardare altrove.

Huawei P30 Lite New Edition Huawei P30 Lite New Edition è un telefono che non offre particolari novità rispetto al precedente modello. Qualche aspetto è stato affinato (come RAM e memoria interna) ma per mantenere i servizi Google la casa cinese ha dovuto sviluppare il tutto con il freno a mano tirato. In parole povere, l’azienda sta scendendo a compromessi per continuare ad offrire ai suoi acquirenti la solita, ottima, esperienza utente di sempre. I principali punti di forza dello smartphone sono la classica autonomia granitica, l’ampia memoria interna, il buon schermo, la solidità costruttiva e il comparto connettività (completo di NFC e jack per le cuffie). I lati negativi sono invece le prestazioni sotto alla media, il software non aggiornato e le poche novità rispetto al passato (si tratta essenzialmente di una riproposizione di uno smartphone uscito ad aprile 2019). Il comparto fotografico dispone di modalità notturne interessanti, ma non riesce a spiccare. Il prezzo di 349,90 euro è vicino a quello dello scorso anno e nel contesto attuale non è molto invitante, nelle prossime settimane tuttavia i naturali ribassi provvederanno a collocarlo meglio sul mercato.